La grammatica della lingua quenya è la grammatica della lingua fittizia, denominata quenya, ideata dallo scrittore inglese nonché glossopoeta J. R. R. Tolkien per il mondo fittizio di Arda e parlata dai popoli elfici denominati Noldor e Vanyar.J. R. R. Tolkien, Il Silmarillion, Bompiani, Milano, 2004, pp. 413-414. La lingua, nella visione tolkeniana, sarebbe stata sviluppata sulla base di un linguaggio più antico, denominato Eldarin comuneIl Silmarillion, Valaquenta, p. 45, Bompiani, Milano 2004, dal quale si sarebbero poi sviluppate anche le altre favelle "elfiche" con le quali la lingua in questione condivide buona parte del vocabolario e della grammatica. Tuttavia, ben presto per vari motivi la lingua tese a scomparire in favore del Sindarin, rimanendo, a differenza di quest'ultima che era il vernacolo di tutti gli elfi, confinata ad un ambito più aulico e letterario.Gli Elfi grigi e gli Esuli della terra di mezzo avevano adottato il Sindarin come linguaggio colloquiale e il quenya come linguaggio letterario e dotto, scrive Tolkien nell'appendice F de Il Signore degli Anelli. Il linguaggio prende spunto da un punto di vista fonetico soprattutto dal latino, dall'italiano e dallo spagnolo. La morfologia e la sintassi invece sono ispirate al finnico, dal quale proviene anche buona parte dei vocaboli, e al greco antico. Tuttavia la grammatica della lingua è per lo più il risultato del lavoro di vari studiosi che, basando i loro studi su varie considerazioni, sui testi ritrovati e su alcune liste di vocaboli e annotazioni lasciate da Tolkien nei suoi vari manoscritti e pubblicazioni sono riusciti a creare una versione "formale" quasi completa della lingua.

Morfologia L'articolo L'articolo determinativo quenya è i (sia singolare sia plurale). Non esiste l'equivalente di un, una; l'assenza di articolo indica usualmente che il sostantivo è indefinito.Corso quenya, Lezione 2 "Gli articoli", Helge Fauskanger

i hyando "la spada" i hyandor "le spade" hyando "una spada" hyandor "delle spade"

L'articolo non si usa nei seguenti casi: Nomi con una enclitica pronominale:

Nomi al partitivo plurale:

Nomi accompagnati da un pronome dimostrativo:

Nomi propri

Nomi di popoli

Nomi accompagnati da genitivi o possessivi

I nomi I sostantivi quenya si declinano in dieci casi e in quattro numeri (singolare, plurale, duale e partitivo plurale).Corso quenya, Lezione 2 "Sostantivi", Helge Fauskanger

Il plurale Il plurale si forma in due modi: nei nomi terminanti in: -a, -i, -o, -u e -ië formano il plurale in -r.Corso quenya, Lezione 2 "Forme plurali", Helge Fauskanger

alda → aldar (albero) tári → tárir (regina) ondo → ondor (pietra) heru → herur (signore)

tië → tier (via, strada)

Nei nomi terminanti in consonante in -i

aran → arani (re) macil → macili (spada)

Le seguenti parole sono irregolari: Parole in -ë:

mallë → maller (strada, cammino) rotsë → rotser (condotto) tyávë → tyáver (gusto, sapore) tyellë → tyeller (grado, pendenza, inclinazione)

Parole in -a

hína → híni (figlio) ónona → ónoni (gemello)

Il duale In quenya il duale serve per indicare una coppia di oggetti.

Il duale termina in -u se il sostantivo termina in dentale (t e d), se indicano parti del corpo o se terminano in -i o in -ë.

sarat "segno" → saratu "i due segni, un paio di segni" pé "labbro" → peu "le [due] labbra" (di una stessa persona) alda "albero" → aldu "i due alberi, una coppia di alberi"

Se preceduto dall'articolo si rende con entrambi:

i peu "entrambe le labbra" i aldu "entrambi gli alberi"

Il duale termina in t o in -et (se finiscono in consonante) se si tratta di sostantivi determinati o finenti in -u o in –ië e nei sostantivi in -ë aventi il plurale in -r

tië "via" → tiet "le due vie, un paio di vie" La parola veru "gli sposi" è sempre duale

Il partitivo plurale Il partitivo plurale indica una parte di un insieme.

i ciryar nar fánë "le navi sono bianche" i ciryali nar fánë "alcune navi sono bianche"

Il partitivo si forma generalmente aggiungendo -li.

lassë "foglia" → lasseli macil "spada" → macilli

I sostantivi terminanti in -r, -n o -s mutano l'ultima in -l-

atar "padre" → atalli elen "stella" → elelli cos "lite" → colli

I sostantivi terminanti in -t aggiungono prima della desinenza una -e-

sarat "segno" → sarateli

I casi Il quenya analogamente a molte lingue flessive presenta un sistema di declinazione dei sostantivi in vari casi. A ognuno dei dieci casi presenti può corrispondere una o più funzioni logico/grammaticali.

Il nominativo singolare è la forma base del sostantivo, corrisponde al soggetto. Non utilizza desinenze e funge da soggetto per i verbi. Il plurale si forma aggiungendo una -r, se termina per consonante si aggiunge -i.Corso quenya, Lezione 5 "Soggetto/oggetto", Helge Fauskanger. L'accusativo, corrispondente al complemento oggetto, si forma allungando la vocale finale del sostantivo (cirya nom. ⇒ ciryá acc.), l'uso dell'accusativo non è però attestato nell'elfico della Terza Era (durante la quale venne rimpiazzato dal nominativo). Per formare il plurale si aggiunge -i (anche se termina per vocale). Il genitivo, corrispondente al complemento di specificazione (argomento, partizione, relazione familiare, precedente possessore, dominio e origine), si forma con la desinenza -o; se il nome termina in -a quest'ultima cade, es.: parma ⇒ parmo; se il nome termina in -o è invisibile. Con le desinenze -ron e -ion si indica il plurale: la prima se termina per vocale e la seconda se per consonante.Corso quenya, Lezione 11 "Il caso Genitivo", Helge Fauskanger. Il possessivo, corrispondente al complemento di specificazione (attuale possessore, materia, qualità, provenienza di detti, storie o sentenze), si forma con la desinenza -va; -wa se il sostantivo termina con una consonante. La desinenza plurale è -iva. La sua funzione è grossomodo analoga alla desinenza 's del genitivo sassone inglese.Corso quenya, Lezione 12 "Il caso possessivo-Aggettivale", Helge Fauskanger Il dativo, corrispondente al complemento di termine e a quello di vantaggio/svantaggio, si forma con la desinenza -n, traducibile in italiano con la preposizione per o a.Corso quenya, Lezione 12 "Il caso dativo", Helge Fauskanger Il locativo, corrispondente al complemento di stato in luogo, si forma con la desinenza -ssë, traducibile in italiano con la preposizione su o in.Corso quenya, Lezione 15 "Il caso locativo", Helge Fauskanger L'ablativo, corrispondente al complemento di moto da luogo, si forma con la desinenza -llo, traducibile in italiano con la preposizione da o fuori di.Corso quenya, Lezione 14 "I casi allativo ed ablativo", Helge Fauskanger. L'allativo, corrispondente al complemento di moto a luogo, si forma con la desinenza -nna, traducibile in italiano con la preposizione a, nel o sopra. La desinenza plurale è -nnar.Corso quenya, Lezione 13 "I casi allativo ed ablativo", Helge Fauskanger. Lo strumentale, corrispondente al complemento di modo, mezzo, strumento, agente e causa efficiente, si forma con la desinenza -nen e contrassegna lo strumento col quale qualcosa è fatto, o la ragione del perché qualcosa avviene. La desinenza plurale è -inen.Corso quenya, Lezione 16 "Il caso strumentale", Helge Fauskanger Il dedativo o relativo o ancora rispettivo si forma con la desinenza -s, la funzione di questo caso non è mai stata svelata del tutto, ma la teoria più accreditata è quella che venga usato come una sorta di locativo, deducibile da alcuni, pochi, esempi che ci sono pervenuti e da come alcuni studiosi hanno continuato ad usarli in tal modo (es.: i coa i taures/i coa i tauressë = la casa nella foresta).

Esempi di declinazione

Tema in vocale

Sostantivo ampa "uncino" Casi Singolare Plurale Duale Part. plurale Nominativo ampa ampar ampat ampali Genitivo ampo amparon ampato ampalion Possessivo ampava ampaiva ampatwa ampalíva Dativo ampan ampain ampant ampalin Accusativo ampà ampai ampat ampalí Ablativo ampallo ampallon(r) ampalto ampalillon(r) Allativo ampanna ampannar ampanta ampalinnar Locativo ampassë ampassen ampatsë ampalissen(n) Strumentale ampanen ampainen ampanten ampalínen Dedativo ampas ampais ampates ampalis

Tema in consonante

Sostantivo macil "spada"

Casi Singolare Plurale Duale Part. plurale Nominativo macil macili macilet macilli Genitivo macilo macilion macilto macillion Possessivo macilwa maciliva maciletwa macilliva Dativo macilen macilin macilent macillin Accusativo macil macilí macilet macillí Ablativo macillo macillon(r) macilelto macillillon(r) Allativo macilda macilinnar macilenta macillinnar Locativo macildë macilissen maciletsë macillissen Strumentale macilden macilinen macilenten macillinen Dedativo maciles macilis maciletes macillis

Le preposizioni e le posposizioni Le preposizioni, salvo alcune eccezioni, reggono tutte l'accusativo. Le preposizioni possono declinare (es. mi all'interno, minna verso l'interno).Corso quenya, Lezione 19 "Preposizioni", Helge Fauskanger Le principali preposizioni Quenya sono:

an per apa vicino ara presso et da regge l'ablativo (cfr. lat. e/ex) ho da imbë dentro, nel lá oltre, al di là di mi in, all'interno di nó davanti a, dinanzi nu sotto or al di sotto di tenna fino a (in senso temporale e spaziale) ter(ë) attraverso ú senza (regge il genitivo) vë come, similmente a as con (complemento di compagnia) yo con (complemento di compagnia, per più persone) arwa+genitivo con (complemento di unione) arwë+genitivo con (complemento di unione, per più cose).

In Quenya si contano almeno due posposizioni, ovvero parti del discorso con lo stesso valore delle preposizioni ma utilizzate in fondo al sintagma:Corso quenya, Lezione 19 "Posposizioni", Helge Fauskanger

yá fa es: neldë loar yá tre anni fa pella oltre es: Númen pella oltre l'occidente.

Gli aggettivi La maggior parte degli aggettivi Quenya termina con le vocali a o ë. Si accordano nel numero col sostantivo che descrivono. Al plurale aggettivi terminanti in -a divengono terminanti in -ë, aggettivi in -ë divengono terminanti in -i, ed aggettivi in -ëa hanno forme plurali in -ië.Corso quenya, Lezione 4 "L'Aggettivo", Helge Fauskanger

I numeri

I numeri cardinali

1 (uno) - Minë 2 (due) - Atta 3 (tre) - Neldë 4 (quattro) - Canta 5 (cinque) - Lempë 6 (sei) - Enquë 7 (sette) - Otso 8 (otto) - Tolto 9 (nove) - Nertë 10 (dieci) - Cainen 11 (undici) - Minquë 12 (dodici) - yunquë 100 (cento) - tuxa 1000 (mille) - húmë 1.000.000 (un milione) - mindóra

Le combinazioni 35 (trentacinque) - Neldë-lempë 94 (novantaquattro) - Nertë-canta 106 (centosei) - Minëcainenenquë

Per i multipli di dieci fino a 90 si aggiunge il suffisso -cainen

30 - nelcainen 80 - tolcainen

Per i numeri da 200 a 900 si utilizza il suffisso -tuxa

200 - yutuxa 400 - cantuxa

I numeri ordinali primo - minya secondo - tatya terzo - nelya decimo - quainëa

Dal 4° al 12° basta togliere la vocale finale del numero cardinale corrispondente e poi aggiungere il suffisso -ëa

cinque - lempë → quinto - lempëa otto - tolto → ottavo - toltëa undici - minquë → undicesimo - minquëa dodici - yunquë → dodicesimo - yunquëa metà, mezzo, un mezzo - perya

I numeri frequenziali eru una volta yú due volte nel tre volte can quattro volte

Gli altri frequenziali si formano con il suffisso -llumë

lemillumë cinque volte cëallumë dieci volte tuxallumë cento volte

Gli avverbi

In Quenya esistono due tipi di avverbi: quelli di base e quelli derivanti dagli aggettivi. La prima classe non ha derivazioni da nessun'altra parte del periodo.Corso quenya, Lezione 10 "Avverbi", Helge Fauskanger

sí "ora" aqua "pienamente, completamente, integralmente"

Invece quelli derivanti dagli aggettivi aggiungono dei suffissi per formare l'avverbio. Gli aggettivi in -a aggiungono -vë

tulca "fermo, deciso" → tulcavë "in modo fermo, deciso" saila "saggio" → sailavë "saggiamente"

Gli aggettivi in -ë, elidono quest'ultima e aggiungono -ivë