Campionessa pluri-decorata nel judo, ha vinto la medaglia di bronzo ai giochi olimpici di Pechino nel 2008, la prima nella storia del judo femminile statunitense; tra il 2002 e il 2010 ha inoltre vinto sei campionati nazionali e tre campionati continentali.
Tra il 2012 e il 2017 ha combattuto nella Ultimate Fighting Championship, la federazione di arti marziali miste più importante al mondo, della quale è diventata la prima campionessa di categoria dopo esserlo stata anche nella Strikeforce. Rousey è stata la prima donna a firmare un contratto con la UFC, a comparire nella classifica pound for pound e a essere introdotta nella UFC Hall of Fame.
Tra il 2018 e il 2023 ha combattuto nella World Wrestling Entertainment, la federazione di wrestling più importante al mondo, vincendo tre volte il titolo femminile e una volta il titolo di coppia con Shayna Baszler; ha inoltre vinto la quinta edizione della Royal Rumble.
Biografia È figlia di Ron Rousey e Ann Maria DeMars e ha tre sorelle: Jennifer, Julia e Maria. La madre, di origini venezuelane, è stata la prima campionessa mondiale statunitense di Judo nel 1984. Il padre si è invece tolto la vita l'11 agosto 1995 dopo aver scoperto che, a causa di un grave trauma alla schiena sofferto in seguito ad un incidente con lo slittino, sarebbe rimasto paraplegico.
Fino all'età di sei anni ha sofferto di una grave forma di aprassia che le impediva di pronunciare correttamente anche una sola frase: per questo motivo, nel 1990, la sua famiglia si trasferì da Riverside (California) a Jamestown (North Dakota) per farla seguire da alcuni specialisti della Minot State University.
Nell'agosto del 2015 ha iniziato a frequentare il peso massimo UFC Travis Browne, con cui si è sposata il 28 agosto 2017; nel 2021 nasce la loro prima figlia, La'akea Makalapuaokalanipō Browne. In passato ha avuto una relazione con un altro peso massimo, Brendan Schaub.
Nella sua autobiografia ha affermato che nel febbraio 2012, pochi giorni prima del combattimento contro Miesha Tate, ha attaccato un suo ex fidanzato, di cui non ha fatto il nome, per averle scattato delle foto nuda senza il suo consenso.
Carriera nel judo Il successo di Ronda nel Judo ha principio in età giovanissima, quando a soli quattordici anni vince il torneo Coupe Canada Senior Cup 2001. Seguono le vittorie a livello nazionale del campionato US Open Junior e USA Fall Classic Senior, nonché il torneo internazionale Rendez-Vous Senior.
Nel 2004 si qualifica alle Olimpiadi di Atene, dove fu la più giovane judoka del torneo; viene eliminata al primo turno dalla forte austriaca Claudia Heill, che vinse poi la medaglia d'argento. Lo stesso anno vinse la medaglia d'oro ai Campionati Mondiali Junior in Ungheria.
Nel 2006 divenne la prima atleta statunitense da dieci anni a quella parte a vincere un torneo di livello A, grazie ad un record di 5-0 ai Mondiali di Birmingham. Lo stesso anno vinse anche una medaglia di bronzo ai Mondiali Junior, divenendo la prima atleta statunitense in grado di vincere due medaglie ai Mondiali Junior.
Nel 2007 passa alla categoria dei 70 kg, nella quale vince la medaglia d'argento ai Campionati mondiali di Rio de Janeiro.
Affermatasi come la più forte judoka degli Stati Uniti nella sua categoria di peso, Ronda prende parte alla spedizione per le Olimpiadi di Pechino 2008, per gareggiare nel torneo di Judo femminile categoria 70 kg. Venne sconfitta ai quarti di finale dall'ex campionessa mondiale Edith Bosch, ma nei ripescaggi validi per le due medaglie di bronzo disponibili Ronda sconfigge tutte e tre le sue avversarie e conquista la prima medaglia olimpica nel judo femminile nella storia degli Stati Uniti.
Ronda ha preso parte ai campionati nazionali senior anche nel 2010.
Tra le atlete che vantano una vittoria sulla Rousey vi sono Claudia Heill e Hong Ok-song nel 2004, Urška Žolnir (due volte), Lucie Décosse e Alice Schlesinger nel 2005, Annett Böhm e Gévrise Émane nel 2007, Masae Ueno, Leire Iglesias, Yalennis Castillo, Cathérine Roberge ed Edith Bosch nel 2008.
Carriera nelle arti marziali miste Il debutto della Rousey nelle arti marziali miste avvenne nel 2010 con un incontro dilettantistico contro Hayden Munoz, avversaria che sconfisse per sottomissione con un armbar. Successivamente prende parte al torneo Tuff-N-Uff per i 65 kg, dove prima sottomette Autumn Richardson in meno di un minuto e poi fa lo stesso in semifinale contro Taylor Stratford; entrambe le avversarie furono sottomesse con la tecnica dell'armbar (leva al braccio). Ronda abbandona il torneo per accelerare il suo passaggio al professionismo. Debutta come professionista il 27 marzo 2011 nell'organizzazione King of the Cage contro Ediene Gomes: qui lascia vedere ancora una volta che la sua signature move è l'armbar, in quanto con tale tecnica sottomette l'avversario in soli 25 secondi. La stessa sorte capita all'ex campionessa di kickboxing Charmaine Tweet, vittima dell'armbar di Rousey al secondo 19 del primo round.
Rousey entra nella prestigiosissima Strikeforce nell'agosto 2011: in soli cinque mesi di professionismo e due incontri alle spalle raggiunge l'organizzazione massima delle arti marziali miste femminili. Qui gareggia come peso piuma e fa subito vedere che la sua tecnica nell'armbar è inarrestabile: nelle prime due gare sottomette in tal modo Sarah D'Alelio (25 secondi) e Julia Budd (39 secondi). Ronda viene subito proiettata in testa alle classifiche specializzate nelle WMMA: nel 2012 MMAweekly.com la classificò come la nona lottatrice più forte del mondo pound for pound, mentre per Unified Women era il secondo peso piuma più forte del mondo dopo l'ex campionessa Smackgirl Hiroko Yamanaka; da considerare che quell'anno Cristiane Santos, ritenuta la lottatrice più forte in assoluto, venne esclusa dalle competizioni e dai ranking perché trovata positiva al doping.
Dopo la sua quarta vittoria consecutiva Ronda decise di scendere nei pesi gallo per confrontarsi con la campionessa Miesha "Takedown" Tate. Ronda si dimostra all'altezza anche nella categoria di peso inferiore sconfiggendo la forte wrestler Miesha con il suo solito armbar nell'ultimo minuto del primo round, conquistando la cintura di campionessa. Nell'agosto dello stesso anno difende per la prima volta il titolo contro la striker ed ex campionessa Sarah Kaufman, riuscendo ancora una volta a vincere per armbar in meno di un minuto.
Ultimate Fighting Championship Nel novembre 2012 Rousey diviene la prima lottatrice donna a firmare un contratto con la prestigiosa UFC, promozione che annoverava nel suo roster i migliori lottatori maschi del mondo ma che inizialmente si opponeva al pensiero di instaurare divisioni femminili al suo interno, finché la popolarità mediatica acquisita da Ronda convinse Dana White, inizialmente scettico sulle WMMA; tale evento venne premiato con il riconoscimento Headline of the Year ai Women's Mixed Martial Arts Awards del 2012 e curiosamente Rousey, nonostante la sua popolarità, non riuscì ad ottenere il riconoscimento Favourite Female Fighter in quanto i fan delle WMMA preferirono l'australiana Bec Hyatt con ben 70 voti di più. Il 6 dicembre 2012, durante la conferenza stampa per l'imminente evento UFC on Fox: Henderson vs. Diaz, le venne consegnata la cintura di campionessa dei pesi gallo UFC.
Il suo debutto in UFC non poteva andare meglio, in un incontro dove sfida l'ex marine Liz Carmouche e vince per sottomissione (armbar) al primo round dopo un inizio concitato durante il quale ha rischiato di subire l'upset, mantenendo la sua imbattibilità. Nel 2013 viene scelta come allenatrice per la diciottesima stagione del reality show The Ultimate Fighter, prima stagione nella storia del programma a presentare coach donne: la sua rivale avrebbe dovuto essere Cat Zingano, ma a causa di un infortunio venne sostituita con la storica rivale Miesha Tate. Nel frattempo la Rousey vide la propria popolarità crescere considerevolmente, arrivando a prendere importanti pagine delle riviste Maxim e ESPN The Magazine e ad ottenere un ruolo da attrice nei film I mercenari 3 - The Expendables e Fast & Furious 7.
La rivincita tra Ronda e Miesha si concretizzò nel dicembre 2013: Rousey fu ancora una volta dominante e ottenne un'altra vittoria tramite armbar, ma per la prima volta la campionessa arrivò alla terza ripresa; l'incontro venne premiato con il riconoscimento Fight of the Night e Rousey ottenne anche il premio Submission of the Night.
Il 2014 fu un anno difficile dal punto di vista commerciale per la UFC in quanto le due star assolute della promozione, Georges St-Pierre ed Anderson Silva, persero lo status di campioni e i fan statunitensi non riuscirono mai a simpatizzare per i fuoriclasse brasiliani José Aldo e Renan Barão come anche per gli altri campioni al di fuori di Ronda; fu proprio il presidente Dana White ad indicarla come l'atleta immagine dell'organizzazione.
Quell'anno fu protagonista del pay per view UFC 170: Rousey vs. McMann nel quale difese il titolo contro l'ex medaglia d'argento olimpica di lotta libera Sara McMann con la sua prima vittoria per KO, ottenendo anche il premio Performance of the Night; Ronda stabilì anche il record di minor tempo intercorso tra due difese del titolo con successo, in quanto tra i due eventi UFC 168 ed UFC 170 nei quali combatté trascorsero solamente cinquantasei giorni. Sempre nel 2014 la UFC produsse un documentario dal titolo UFC Presents Ronda Rousey: Breaking Ground, incentrato sulla vita della campionessa, che venne nominato per il premio Emmy.
La quarta difesa del titolo avvenne in luglio con la velocissima vittoria in soli 16 secondi per KO contro la canadese Alexis Davis, al termine della quale Ronda venne premiata con il riconoscimento Performance of the Night; nonostante il breve incontro Ronda s'infortunò ad una mano ed inoltre necessitò di un'operazione a un ginocchio.
Nel febbraio del 2015 mise a segno un nuovo record sottomettendo in soli 14 secondi la precedentemente imbattuta Cat Zingano, ottenendo un altro premio Performance of the Night. Ad agosto dovette difendere il titolo in Brasile contro Bethe Correia. Rousey vinse l'incontro dopo soli 34 secondi mandando KO la sua avversaria con una serie di pugni al volto. A fine match, durante l'intervista con Joe Rogan, affermò di voler dedicare la vittoria a Roddy Piper, noto wrestler deceduto il giorno prima.
Il 14 novembre 2015, dovette difendere per la settima volta il titolo dei pesi gallo contro la campionessa di kickboxing Holly Holm (10-0) all'evento UFC 193. La Rousey iniziò il match in modo molto aggressivo e la Holm, grazie alla sua superiorità nella boxe, riuscì a colpirla ripetutamente al volto con ganci e diretti sinistri controllando così anche le distanze. Dopo aver iniziato un primo clinch, la Holm riuscì a colpire il volto della Rousey con pugni a breve distanza, causandole il sanguinamento dal naso. In un secondo tentativo di clinch la campionessa riuscì ad atterrarla e tentò vanamente di connettere con un armbar. Verso la fine del round, entrambe le atlete rientrarono in clinch, ma stavolta fu la Holm a portare al tappeto la Rousey. Nella seconda ripresa Ronda continuò ad attaccare in modo molto aggressivo nel tentativo di connettere con alcuni potenti pugni, ma questa volta fallì nettamente nel suo intento, venendo anche colpita con tre contrattacchi. Infine la Holm mise a segno un devastante calcio alla testa che pose fine all'incontro per KO dopo cinquantanove secondi dall'inizio del secondo round. Questa sconfitta segnò la fine della sua imbattibilità durata ben dodici incontri e inoltre entrambe le atlete ricevettero il riconoscimento Fight of the Night.