Lautostrada A14, detta anche Bologna-Taranto o Autostrada Adriatica, collega Bologna a Taranto attraversando la penisola italiana costeggiando per lunghi tratti il mar Adriatico e passando per Ancona, Pescara e Bari. Lunga , è interamente gestita da Autostrade per l'Italia.
È la seconda autostrada italiana per lunghezza e anche secondo asse meridiano principale della rete autostradale italiana dopo la A1.
Storia
L'attuale autostrada A14 Bologna-Taranto ha origine da tre tratte autostradali concepite separatamente: l'autostrada Adriatica Bologna-Canosa, la tratta Canosa-Bari dell'autostrada Napoli-Bari e la tratta Bari-Taranto dell'incompiuta autostrada jonica Bari-Taranto-Sibari.
La tratta Bologna-Canosa In seguito alla legge 729 del 1961 sul Piano di nuove costruzioni stradali e autostradali, il primo tratto di A14 a essere costruito fu quello da Bologna alla provincia di Forlì (il 7 luglio 1966, l'allora ministro dei lavori pubblici Giacomo Mancini tagliò il nastro tricolore a San Lazzaro di Savena), mentre nel 1967 fu inaugurato il tratto della Tangenziale di Bologna; questo tratto ha assorbito una vecchia strada di raccordo tra l'A1 e la SS 9, denominata SS 9 racc, aperta a fine 1959 insieme al tratto bolognese dell'autostrada del Sole.
Il 7 luglio 1966 venne aperto il tratto da Bologna via Massarenti (oggi: Castenaso) a Cesena, seguito il 13 agosto successivo dal tratto seguente da Cesena a Rimini sud.
Il 15 maggio 1968 venne aperto al traffico il breve tratto da Rimini sud a Riccione, seguito il 22 luglio dal tratto da Riccione a Cattolica e il 16 novembre dal tratto da Cattolica a Pesaro.
Il tronco da Pesaro a Fano venne inaugurato il 19 aprile 1969 alla presenza del ministro delle partecipazioni statali Arnaldo Forlani.
Il 31 maggio 1969 venne aperto il tronco da Fano ad Ancona sud, mentre il successivo 4 novembre venne inaugurato anche il tratto da Pescara nord-Città Sant'Angelo a Vasto (uscita provvisoria all'altezza dell'attuale km 444+700) alla presenza dei ministri Lorenzo Natali e Remo Gaspari.
Il 2 maggio 1972 venne aperta la tratta da Foggia a Canosa, dove l'autostrada confluiva nella già esistente autostrada Napoli-Bari.
I due tratti mancanti, da Ancona sud a Pescara nord-Città Sant'Angelo e da Vasto a Foggia, vennero inaugurati il 14 marzo 1973 alla presenza del Presidente della Repubblica Giovanni Leone.
La tratta Canosa-Bari (ex A17) Il 4 aprile 1966 venne aperto al traffico il tratto da Canosa e l'innesto sulla SS 96 presso Bari (oggi: Bari Zona Industriale), per una lunghezza di .
Il successivo 24 dicembre venne attivato un breve tratto da Canosa a un innesto provvisorio sulla strada provinciale per San Ferdinando, che consentiva di evitare lʾattraversamento della città pugliese.
Il 25 novembre 1968 venne aperto il tronco da Bari zona industriale alla circonvallazione del capoluogo pugliese.
La tratta Bari-Taranto La tratta da Bari a Taranto avrebbe dovuto essere parte di un più esteso progetto di un'autostrada lungo la costa ionica, da Bari a Sibari, che però non venne mai definito. I lavori ebbero inizio il 30 novembre 1971.
La tratta venne aperta interamente nel 1975, in tre fasi: il 1º luglio si aprirono i primi da Bari nord a Bari sud, in parte affiancati da carreggiate complanari; il 12 settembre seguì il tratto da Bari sud a Gioia del Colle; e infine il 6 dicembre fu aperta l'ultima tratta da Gioia a Taranto.
Per ridurre l'impatto sull'ambiente e consolidare i terreni durante i lavori vennero impiantate 8 milioni di piante, sia nello spartitraffico sia nelle scarpate. Nel tratto tra Bari e Taranto, in particolare, si utilizzarono 75.000 cespugli di oleandri per le barriere che separano le carreggiate, 5 milioni di piante e 12.000 alberi di alto fusto.
Incidenti
Incidente del 6 agosto 2018 Il 6 agosto 2018, al km 4 del Ramo Casalecchio del tratto di autostrada ricadente nel Comune di Bologna, ha luogo un gravissimo incidente. Durante un rallentamento, un autoarticolato con cisterna carico di 30 tonnellate di GPL tampona il mezzo che lo precede nella coda, carico di solventi diluiti, e prende immediatamente fuoco. Qualche minuto dopo, a causa dell'infiammabilità dei carichi, ha luogo una gigantesca esplosione, che spaventa la cittadinanza e rompe alcune vetrate negli edifici in prossimità. Il fuoco raggiunge anche una concessionaria adiacente all'autostrada, distruggendo diversi veicoli, e causa il crollo di una parte del cavalcavia su via Lepido, provocando la chiusura di una carreggiata e della strada sottostante. Il bilancio complessivo è di 145 feriti, di cui 4 gravi, e 2 morti, l'autista del TIR e un anziano di 81 anni, rimasto ferito a causa dell'onda d'urto e deceduto dopo 8 giorni di agonia.
L'autostrada oggi Il tracciato dell'autostrada è costituito prevalentemente da un tracciato avente due corsie per senso di marcia, mentre in questi tratti vi è la presenza della terza corsia:
Allacciamento A1 - Porto Sant'Elpidio, per 271 km, il tratto è comprensivo anche della terza corsia dinamica nel tratto urbano di Bologna per circa 14 km da Bologna Borgo Panigale a Bologna S. Lazzaro; Barriera di Taranto nord - km 729, per circa 6 km.
Il suo percorso è prettamente rettilineo, senza presenza di gallerie e con pochi viadotti, con curve ad ampio raggio nel tratto pugliese, molisano e emiliano, mentre, nel tratto marchigiano ed abruzzese è caratterizzato da continui saliscendi e curve, generalmente ad ampio raggio, con presenza di sporadiche gallerie stradali e numerosi viadotti.
Sono in corso i lavori di costruzione della quarta corsia tra Bologna S. Lazzaro e l'allacciamento con la A14dir.
Ha origine a Bologna, intersecandosi con l'Autostrada A1 e termina il suo percorso circa 20 km prima di Taranto, allacciandosi alla Strada statale 7 Via Appia presso Massafra. Nel comune di Palagianello è presente la barriera autostradale finale denominata Taranto Nord.
Nel primo tratto, Ramo Casalecchio-Bologna S. Lazzaro (stretta ai lati dalla tangenziale complanare di Bologna), è stata aperta al traffico la terza corsia dinamica. Questo tratto risulta tra i nodi stradali più trafficati d'Italia e per questo motivo, dal km 8 al km 22, è stato ampliato a tre corsie dinamiche, che consente in caso di traffico intenso di usare la corsia di emergenza come una corsia di marcia vera e propria. L'apertura della terza corsia dinamica è avvenuta il 16 gennaio 2008. Dopo aver ricevuto il traffico automobilistico proveniente dall'autostrada A13, attraversa la Romagna da nord-ovest a sud-est sino a Rimini, Riccione e Cattolica, per poi costeggiare interamente la costa marchigiana del Mare Adriatico toccando le città di Pesaro, Fano, Mondolfo, Senigallia, Ancona, Osimo, Loreto, Civitanova Marche, Porto Sant'Elpidio, Porto San Giorgio, Pedaso, Grottammare e San Benedetto del Tronto (km 311) con la Riviera delle Palme; al km 312 varca il fiume Tronto (antico confine tra lo Stato della Chiesa e il Regno delle due Sicilie) ed entra in Abruzzo attraversando il fiume Salinello con un imponente e lungo viadotto (alto 130 metri), il 35º più alto d'Italia. Attraversa poi Giulianova (km 334), Roseto degli Abruzzi, Montesilvano, Chieti, Pescara (ove collega l'autostrada A25 (km 377) in direzione Roma), Ortona (km 404), Lanciano (km 411) e Vasto (km 437). Il tratto abruzzese ha la caratteristica dei guard-rail laterali in alcune tratte non a viadotto realizzati in legno e in alcuni tratti realizzati in Acciaio Corten. Fino ai primi anni ottanta vi era una barriera allo svincolo di Lanciano.
Lo svincolo di Vasto sud ha una particolarità quasi unica: pur trovandosi in Molise, parte delle corsie di accelerazione è in territorio abruzzese, quindi a cavallo tra il confine delle due regioni.
Il tracciato, varcato il fiume Trigno, attraversa quindi la parte costiera del Molise e giunge a Termoli (km 476).
Passato il fiume Biferno al km 478, il paesaggio, dapprima collinare con ampi scorci sul mare, diventa gradualmente più pianeggiante. Varcato il torrente Saccione presso il km 490 entra in Puglia, con la prima area di servizio al km 494 (torre fantine sud), tocca Poggio Imperiale (km 507), e passando anche a lato delle cave di Apricena, dal km 511 al km 515, attraversa la pianura del Tavoliere da nord a sud toccando San Severo (km 528), Foggia (km 554), Cerignola e l'A16 (km 602-603).
Passato il fiume Ofanto e dopo aver ricevuto il traffico automobilistico proveniente dall'Autostrada A16, costeggia nuovamente la costa adriatica fino a Bari (km 672), toccando Canosa di Puglia, Andria - Barletta, Trani, Molfetta e Bitonto. Da qui si dirige verso sud in direzione del Mar Ionio, per terminare a pochi chilometri da Taranto, ricongiungendosi con la SS7, all'altezza di Massafra, al km 743.
Nel suo primo tratto hanno particolare importanza le uscite di Imola, Faenza, Forlì e Cesena (oltre che la diramazione verso Ravenna) per l'accesso alle zone industrializzate. L'uscita di Imola ha importanza anche per la presenza dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari, vecchia sede del Gran Premio di San Marino (ora rinominato Gran premio dell'Emilia Romagna) di Formula 1 e dei Gran Premi di motociclismo. All'altezza dell'uscita di Cesena Nord l'autostrada si interseca con la SGC Orte-Ravenna/E45 che consente di raggiungere Perugia, e poi Roma attraverso la Val Tiberina.
L'uscita di Rimini sud permette di raggiungere la Repubblica di San Marino attraverso la Strada statale 72 di San Marino che, superato il confine della piccola repubblica, assume la denominazione di Superstrada di San Marino.
Le uscite di Ancona Nord - Jesi e Ancona Sud - Osimo consentono di raggiungere il porto internazionale del capoluogo marchigiano, con imbarchi per la Croazia, l'Albania, il Montenegro e la Grecia. Sempre con l'omonimo svincolo, attraverso la superstrada SS76 della Val d'Esino, è possibile raggiungere l'entroterra anconetano, quindi il territorio della Vallesina (Jesi), Fabriano e le Grotte di Frasassi.
L'uscita di Loreto-Porto Recanati è a pochi chilometri dal santuario di Loreto, mentre, dallo svincolo di Civitanova Marche parte la superstrada SS77 della val di Chienti che collega la costa con l'Umbria (Foligno, Assisi e Perugia) e la Toscana (Arezzo, Siena). Successivamente, il casello Giulianova-Teramo, appena dopo il viadotto Salinello, permette l'allaccio con la A24 che collega l'Adriatico a L'Aquila e Roma, attraversando il parco nazionale del Gran Sasso. All'uscita di Pescara ovest-Chieti vi è un importante polo industriale e tramite il cosiddetto Asse attrezzato si può raggiungere il porto di Pescara e imbarcarsi per Spalato e la Dalmazia.
Il casello di Casalbordino-Vasto nord è a pochi chilometri dal santuario della Madonna dei Miracoli, mentre, più a sud, tramite il casello di Termoli è possibile raggiungere il capoluogo molisano e il porto e da qui imbarcarsi per le isole Tremiti, e dal casello di Poggio Imperiale-Lesina si può giungere nel versante nord del parco nazionale del Gargano, con Peschici, Vico del Gargano, Ischitella e Rodi Garganico. Dopo lo svincolo di San Severo, utile per i collegamenti con l'area garganica interna, tramite la statale 272 (San Giovanni Rotondo con il santuario di San Pio, Manfredonia e Monte Sant'Angelo con il santuario di San Michele Arcangelo), notevole rilevanza ha il casello di Foggia, da cui è possibile raggiungere il versante sud dello stesso parco nazionale del Gargano (Manfredonia con il suo porto, Mattinata, Vieste, anche Monte sant'Angelo e San Giovanni Rotondo), ma anche le regioni Campania (Ariano Irpino, tramite la strada statale 90 delle Puglie e Benevento) e Basilicata (Melfi, tramite la strada statale 655 Bradanica e Potenza, con la statale 658).