È fratello di Luigi Asnicar, di tre anni più anziano, terzino e mediano nella SPAL e nella .

Caratteristiche tecniche Impiegato come centravanti o seconda punta, prediligeva svariare su tutto il fronte d'attacco e per questo non si è mai segnalato per alte medie realizzative, La Stampa, 1º ottobre 1979.

Carriera Gli esordi: SPAL e Spezia Cresciuto nelle giovanili della SPAL di Paolo Mazza, viene fatto esordire a poco più di 16 anni in Serie B da Giovan Battista Fabbri il 25 maggio 1969 contro il Almanacco del calcio Panini 1979, p. 24. Al termine di quel campionato la squadra ferrarese retrocede in Serie C ed Asnicar viene confermato, senza tuttavia trovare continuità di impiego negli anni successivi. Nel 1972 passa in prestito allo Spezia, sempre in Serie C: disputa una stagione dal rendimento incostante.., realizzando 4 reti in 21 presenze.

L'esplosione a Rimini e gli anni della Serie B

Nel 1973 la SPAL lo cede al ., ancora nella terza divisione. Con la maglia dei biancorossi Asnicar mette a segno nella sua prima stagione 12 reti, ed il Rimini si piazza al secondo posto alle spalle della . Nella stagione successiva realizza altre 9 reti: anche in questo caso il Rimini termina al secondo posto, questa volta alle spalle del Modena.

Le sue prestazioni con la maglia riminese gli valgono il passaggio al del suo maestro Fabbri, appena promosso in Serie B . La stagione è positiva a livello personale (7 reti in 29 partite), ma il Piacenza retrocede e Asnicar, dopo altre 5 presenze nella Serie C 1976-1977, nel mese di ottobre si trasferisce al , sempre in Serie C. Con i galletti ottiene la promozione in Serie B e disputa complessivamente 28 presenze (con 3 reti) in due stagioni. Nel 1978 passa alla , con cui disputa la sua ultima stagione in Serie B: condizionato da un infortunio al ginocchio, totalizza 19 presenze e 3 reti.

Gli ultimi anni Nella stagione successiva torna a giocare in Serie C1 con il , segnando 3 reti in 28 presenze in una stagione nuovamente segnata da problemi fisici, La Stampa, 28 aprile 1980. Si trasferisce quindi per un biennio al di Giovanni Galeone, in Serie C2, e quindi alla Vigor Senigallia, sempre in C2, dove ottiene il proprio record di marcature (13, nella Serie C2 1982-1983) e dove conclude la carriera professionistica.

Prosegue l'attività a livello dilettantistico fino a 45 anni, giocando nel Francolino, La Nuova Ferrara, 11 aprile 1998.

Note

Bibliografia Almanacco illustrato del calcio, edizione Panini, Modena - Annate 1979, 1980, 1984, 1985.

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