È venerato come santo dalla Chiesa cattolica. L'eremo che porta il suo nome, nel comune di Chiusdino, al cui interno, sul terreno roccioso, si trova la sua spada, è una delle principali mete turistiche della provincia di Siena e della Toscana meridionale.

Fonti documentarie Le notizie che riguardano Galgano derivano sostanzialmente dagli atti dell'inchiesta relativa alla sua canonizzazione, trascritta dall'erudito senese Sigismondo Ticci (Sigismundus Titius, Sigismondo Tizio)Roma, Biblioteca Apostolica Vaticana, ms. cod. Chig. G.I.31 (Sigismundi Titii Historiae Senenenses). e studiata e pubblicata da Fedor SchneiderFedor Schineider, Der Einsiedler Galgan von Chiusdino und die Anfänge von S. Galgano, in Quellen und Forschungen aus italienischen Archiven und Bibliotheken, XVII (1914-24). e più recentemente da Eugenio Susi.Eugenio Susi, De vita et actibus Galgani et miraculis ab eodem ante abitum et post obitum divino nutu factis. L'Inquisitio in partibus su san Galgano da Chiusdino, in Analecta Galganiana, 2021, pp. 9-91.

Sia André VauchezAndré Vauchez, La sainteté en Occident aux derniers siècles du Moyen Age, ed ital. La santità nel Medioevo, Bologna, 1989, p. 41. che Régine PernoudRegine Pernoud, Les saints au Moyen Age, ediz. ital., I santi nel Medioevo, Milano 1986, p. 270; La Vierge et les saints au Moyen Age, ediz. ital., La Vergine e i Santi nel Medioevo, Casale Monferrato, 1994, p. 343. ritengono che tale documento sia il più antico verbale di un processo di canonizzazione che ci sia giunto. Roberto Paciocco vi ravvisa il modello del'iter che la Chiesa perseguirà successivamente per la proclamazione della santità dei suoi membri.Roberto Paciocco, Canonizzazioni e culto dei santi nella Christianitas (1198-1302), Assisi, 2006.

NellInquisitio sono trascritte venti deposizioni di testimoni che avevano conosciuto il cavaliere-eremita - prima fra tutti la madre stessa di lui - o che asserivano di aver ricevuto miracoli per sua intercessione. Da queste testimonianze discende una successiva serie di drammatizzazioni agiografiche:Andrea Conti - Mario Arturo Iannaccone, La spada e la roccia: San Galgano, la storia, le leggende, Milano, 2007, pp. 16-18. la Vita Sancti Galgani de Senis,Veroli, Biblioteca Giovardiana, ms. 42.2.14. Eugenio Susi, L'Eremita cortese. San Galgano tra mito e storia nell'agiografia toscana del XII secolo, Spoleto, 1993. redatta in ambito cistercense, la Vita beati Galgani,Firenze, Biblioteca Mediceo-Laurenziana, ms. cod. plut. 90, sup. 48; Eugenio Susi, La Vita beati Galgani del Codice laurenziano plut.90 sup. 48, in Benedictina, a. 39, 1992. di matrice agostiniana, entrambi della metà del XIII secolo, la Legenda sancti Galgani confexoris,Firenze, Biblioteca Mediceo-Laurenziana, ms. cod. plut. 20, 6. Rosanna Rossi, Vita di San Galgano e origini di Montesiepi, Siena, 2001. del XIV secolo, e la Legenda di santo Galgano del XV secolo.Roma, Biblioteca Apostolica vaticana, ms. cod. Chig. M.V.118; Franco Cardini, San Galgano e la spada nella roccia, Siena, 1982.

Contesto storico

Per comprendere il significato della parabola esistenziale di Galgano occorre inquadrare storicamente l'intero periodo di lotte per la successione della Gran Contessa Matilde di Canossa. Il patrimonio della Gran Contessa era immenso, estendendosi dalla Toscana settentrionale alle sponde adriatiche della Romagna e fu lasciato, alla sua morte, alla Chiesa. Iniziò così una lunga diatriba politico-legale che attraversò il periodo e che culminò nello scontro fra i massimi poteri universali, Impero e Chiesa, scontro sempre latente, i cui protagonisti sarebbero stati prima papa Innocenzo III e poi Ludovico il Bavaro.

Il testamento di Matilde fu impugnato dall'imperatore Enrico IV, che rivendicò per diritto feudale il possesso dei beni canossiani. Fu un secolo di contese che attraversò la Toscana e vide il disfacimento del cosiddetto stato canossiano. Questi problemi lambirono Chiusdino e il suo territorio, strettamente controllati dal vescovo di Volterra, senza tuttavia coinvolgerlo direttamente.

Chiusdino e la valle del Merse erano compresi tra i feudi del vescovo di Volterra al quale rimasero fedeli fino alla loro conquista da parte di Siena, avvenuta progressivamente e attraverso alterne vicende, fra il 1215 e il 1359.Andrea Conti, Fortificazioni della Val di Merse nelle aree di Chiusdino e Monticiano, in Fortificare con Arte. Castelli, palazzi fortificati, torri di guardia tra la Montagnola Senese, il Vescovado e il territorio di Montalcino, a cura di Ettore Pellegrini, Siena, 2021, pp. 154-162.

La vita, il culto e la memoria

La data di nascita del santo è indicata dall'agiografia tardo-rinascimentale nel 1148,Gregorio Lombardeli, Vita del gloriosissimo San Galgano senese da Chiusdino, Siena, 1577. ma non è certa anche se ripetuta nella letteratura successiva: il santo nacque intorno alla metà del XII secolo, fra il 1148 e il 1152A. Conti - M. A. Iannaccone, La spada e la roccia, pp. 35-36. nel piccolo castello di Chiusdino, ora nella provincia di Siena da una famiglia che apparteneva, presumibilmente, alla piccola nobiltà locale legata al vescovo di Volterra che, con il titolo di conte, esercitava anche la signoria sul castello. È certo il nome della madre, Dionigia, mentre quello del padre, Guido o Guidotto, è assente nelle fonti agiografiche primarie e non appare prima del XIV secolo.A. Conti - M. A. Iannaccone, La spada e la roccia, pp. 32-33. In ragione di questo nome è attribuito a San Galgano il fittizio cognome Guidotti.

Secondo la tradizione agiografica, Galgano fu un figlio a lungo desiderato e destinato, per i costumi dell'epoca, ad intraprendere la carriera delle armi, presumibilmente a servizio del vescovo di Volterra.

Le fonti biografiche, di matrice monastica, descrivono la gioventù di Galgano come improntata al disordine e alla lussuria, per poi enfatizzarne la conversione alla vita religiosa e il successivo ritiro in un eremo sul colle di Montesiepi, in cui visse con la medesima intensità con cui avrebbe precedentemente praticato ogni genere di dissolutezze. Dopo tale prima giovinezza dissipata, a seguito della visione dell'arcangelo san Michele, egli cambiò radicalmente vita; la stessa madre del santo narrò agli inquisitori pontifici le circostanze della conversione: nella prima visione sembrava essere tracciato il suo destino di cavaliere sotto la protezione dell'arcangelo stesso, mentre nella seconda l'arcangelo lo invitava a seguirlo attraverso un ponte molto lungo al di sotto del quale si trovavano un fiume e un mulino.

Oltrepassato il ponte ed attraversato un prato fiorito, che emanava un profumo intenso e soave, raggiunsero Monte Siepi, dove, in una cappella rotonda, Galgano incontrò Gesù, i dodici apostoli e la Vergine Maria, che lo esortarono a condurre una vita eremitica e di penitenza.E. Susi, De vita et actibus Galgani, pp. 80-83.

La vera e propria adesione alla vita solitaria avvenne nella vigilia di Natale del 1180, quando, recandosi al vicino castello di Civitella, gli sarebbe apparso l'arcangelo Michele che, prese le redini del cavallo, lo avrebbe condotto sul Monte Siepi, ad alcuni chilometri da Chiusdino, in cui il giovane riconobbe il luogo dove la visione gli aveva fatto incontrare gli apostoli.

Le biografie tardo-rinascimentali hanno attribuito il viaggio verso Civitella alla volontà della madre che, devota ma preoccupata di perdere il figlio, gli avrebbe procurato una fidanzata, una giovane e avvenente figlia di una delle più nobili famiglie di quel castello.

Giunto sul Monte Siepi, Galgano, non riuscendo a tagliare del legname con la spada per fare una croce, toltosi la spada dal fianco la infisse nel terreno: in terram pro crucem spatam fixit,E. Susi, De vita et actibus Galgani, p. 82. quindi trasformò il proprio mantello in saio e come tale lo indossò.

Iniziava così la sua vita da eremita, lottando e sconfiggendo con la sua fermezza il demonio, cibandosi di erbe selvatiche e dormendo sulla nuda terra,E. Susi, De vita et actibus Galgani, p. 88. ricevendo pellegrini che andavano da lui per chiedere preghiere e miracoli.

Durante la sua assenza per un pellegrinaggio a Roma, ai piedi di Papa Alessandro III, tre invidiosi cercarono di estrarre la spada dalla roccia per rubarla, ma non riuscendovi la vollero rompere per oltraggio, incorrendo nel castigo divino:E. Susi, De vita et actibus Galgani, p. 83. Le fonti agiografiche più tardive hanno identificato nei nemici del santo, tre religiosi, e la punizione del loro delitto nell'annegamento di uno, nella folgorazione di un altro, nello sbranamento delle braccia da parte dei lupi, di un terzo.Leggenda di santo Galgano confessore, ms M.V.118 della Biblioteca Apostolica Vaticana.

L'episodio è raffigurato in varie opere: la più antica è in una copertina lignea di un registro della Biccherna,Alessandra Gianni, La fortuna di san Galgano: l'iconografia e il culto dal XII al XIX secolo, in Speciosa imago: l'iconografia di san Galgano dal XIII al XVIII secolo, a cura di Andrea Conti, Siena, 2014, p. 114. del 1320, conservata presso l'Archivio di Stato di Siena; quindi in una tavola di Giovanni di Paolo, attualmente conservata nella Pinacoteca nazionale di Siena,A. Gianni, La fortuna di san Galgano, p. 117. e infine negli affreschi di Ventura Salimbeni nella Chiesa del Santuccio di Siena.Elisabetta Cioni, Un testo agiografico tradotto in immagini: le Storie di san Galgano nella chiesa del Santuccio e la Vita del santo di Gregorio Lombardelli, in Speciosa imago, pp. 57-74, in part. p. 66.

L'eremita diede inizio alla costruzione di un romitorio e vi condusse una vita di meditazione e preghiera fino al giorno della morte avvenuta il 30 novembre 1181.

Fra l'agosto il novembre 1185,E. Susi, De vita et actibus Galgani, p. 76. su sollecitazione del vescovo di Volterra, Ildebrando Pannocchieschi, un'apposita commissione pontificia presieduta dal cardinale Corrado di Wittelsbach condusse l'inchiesta relativa alla vita, alle virtù, ai miracoli e alla fama di santità dell'eremita. Non sappiamo se vi sia stata una vera e propria sentenza di canonizzazione da parte del pontefice - in tal caso, le agiografie non sono concordi sul nome del papa che avrebbe proceduto a tale cerimonia (Lucio III, Urbano III o Gregorio VIII) o, come appare più verosimile, se sia stata la commissione stessa a procedere alla canonizzazione, su mandato papale.A. Conti, M. A. Iannaccone, La spada e la roccia, pp. 123-126. In tale circostanza, il vescovo di Volterra, consacrò la chiesa di Monte Siepi.

La festa del santo, fissata inizialmente al 3 dicembre - presumibilmente il giorno della elevatio delle spoglie dell'eremita nell'ambito della canonizzazioneRaffaello Volpini, Galgano, santo, in Bibliotheca Sanctorum, IV, Roma 1965, coll. 1-6. - è stata recentemente portata al 30 novembreMartyrologium Romanum ex decreto Sacrosancti Oecumenici Concilii Vaticani II instauratum auctoritate Joannis Paulis II promulgatum, Città del Vaticano 2004. anche se a Chiusdino si continua a osservare l'antica tradizione.

Il culto del santo sopravvive oggi solamente a Chiusdino, alimentato da un sodalizio di laici cattolici intitolato al santo, la Confraternita di San Galgano, fondata in concomitanza con la canonizzazione di lui.Andrea Conti, La Confraternita di San Galgano di Chiusdino, in La spada nella roccia. San Galgano e l'epopea eremitica di Montesiepi, a cura di Anna Benvenuti, Firenze, 2004, pp. 144-160.