Considerato tra i padri fondatori della televisione in Italia, tra i suoi lavori più importanti in televisione vi sono la conduzione de La Domenica Sportiva e l'ideazione e conduzione del fortunato programma Portobello. Il suo nome è anche ricordato per un clamoroso caso di malagiustizia di cui fu vittima e che fu poi denominato "caso Tortora". Tortora fu accusato, su richiesta dei procuratori Francesco Cedrangolo e Diego Marmo, dal giudice istruttore, il magistrato Giorgio Fontana, di gravi reati, ai quali in seguito risultò totalmente estraneo, sulla base di accuse formulate da soggetti provenienti da contesti criminali; il 17 giugno 1983 fu per questo arrestato e imputato di associazione camorristica e traffico di droga.

Dopo sette mesi di reclusione in carcere, due trascorsi a Roma e cinque a Bergamo, il 18 gennaio 1984 fu posto agli arresti domiciliari per ragioni di salute, ma il 17 settembre 1985 i due pubblici ministeri del processo, Lucio Di Pietro e Felice Di Persia, ottennero la sua condanna a dieci anni di carcere. La sua innocenza fu successivamente dimostrata e riconosciuta il 15 settembre 1986, quando venne infine assolto dalla Corte d'appello di Napoli, con sentenza confermata dalla Corte di cassazione nel 1987. Durante questo periodo, Tortora fu eletto europarlamentare per il Partito Radicale, di cui divenne anche presidente. Tortora tuttavia, estremamente provato, morì nel 1988, appena un anno dopo la sua definitiva assoluzione.

Biografia

Figlio di Salvatore e Silvia Tortora, rispettivamente di origini napoletane (i genitori erano originari di Acerra) e genovesi, collaborò giovanissimo con la Compagnia goliardica Mario Baistrocchi,Aldo Grasso, Storia della Televisione, vol. 2, Garzanti, 1998 - ISBN 88-11-30544-6 con propri testi e insieme alla sorella Anna, in seguito autrice televisiva. Il 26 dicembre 1953 Tortora si sposò a Rapallo con Pasqualina Reillo, dalla quale ebbe Monica. La coppia si separò nel marzo del 1959 e il matrimonio fu dichiarato nullo dalla Sacra Rota. Sposò il 19 dicembre 1964, a Fiesole, Miranda Fantacci (la coppia divorziò nel 1972), un'insegnante ventisettenne incontrata tre anni prima a Firenze, dalla quale ebbe Silvia e Gaia (vicedirettrice del TG LA7), entrambe giornaliste. La sua ultima compagna fu Francesca Scopelliti, poi senatrice.

Gli inizi Diplomatosi presso il liceo classico Cristoforo Colombo di Genova, nel 1947 entrò nell'Orchestra di Totò Ruta come percussionista, esibendosi nei night club di tutta Italia.Sorrisi e Canzoni, anno VII, n. 2, 12 gennaio 1958, p. 12 Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Genova, lavorò per alcuni spettacoli con Paolo Villaggio, prima di entrare in Rai a ventitré anni. In quello stesso periodo facevano il loro ingresso Piero Angela e Luigi Marsico (con cui Tortora lavorò in radio a TorinoLa Storia siamo noi, Il caso Enzo Tortora - Un uomo innocente ) oltre a, come direttore del giornale radio, Vittorio Veltroni. Tre anni dopo gli fu affidato lo spettacolo radiofonico Campanile d'oro.

La prima apparizione in video risale al 1956, come valletto di Silvana Pampanini, Primo applauso, di cui divenne poi conduttore. Le sue prime trasmissioni di grande successo, andate in onda nella seconda metà degli anni cinquanta, furono Telematch e Campanile sera, in cui era spesso inviato esterno. Insieme a Silvio Noto condusse nel 1957 il programma Voci e volti della fortuna, gara musicale abbinata alla Lotteria di Capodanno che negli anni successivi diventò appuntamento fisso con i telespettatori con il nome di Canzonissima.

Sul finire degli anni cinquanta fu anche interprete di fotoromanzi per il periodico femminile Grand Hotel.

Nel 1957 e nel 1958 presentò il Festival della Canzone di Vibo Valentia, nel 1959 il Festival di Sanremo. Nel 1959 prese parte a uno sketch della rubrica pubblicitaria televisiva Carosello sponsorizzando il dentifricio Durban's.Marco Giusti, Il Grande libro di Carosello, Milano, Sperling & Kupfer, II edizione, ISBN 88-200-2080-7, p. 192.

Nel 1962 fu allontanato dalla Rai solo per aver ospitato in un suo programma, Telefortuna, l'imitatore Alighiero Noschese. Noschese in quel periodo replicava in teatro uno spettacolo in cui faceva un'imitazione irriverente del presidente del consiglio Amintore Fanfani (DC). Tortora chiese a Noschese di essere prudente. Davanti alle telecamere "Fanfani" annunciò il vincitore della puntata. Questo bastò ai dirigenti Rai. Dopo aver condotto l'ultima puntata di Telefortuna, il presentatore non venne più contattato dalla radiotelevisione di Stato.Edgarda Ferri, L'esilio svizzero di Enzo Tortora, «Corriere d'Informazione», 11-12 aprile 1963, pag. 3. In ottobre accettò una proposta dalla Televisione Svizzera, e lavorò con successo a Lugano presentando il programma Terzo grado, che andò in onda dal 30 novembre 1962«Corriere della Sera», 1º dicembre 1962, pag. 9. al 1966.

Tornò alla Rai nel 1965 più forte di prima: in un triennio raggiunse la massima popolarità.

La Domenica Sportiva

Dal 28 febbraio 1965 fino al 1969 Tortora condusse La Domenica Sportiva, ideando una nuova formula in collaborazione col regista Gianni Serra: non era più un notiziario, ma uno spettacolo con ospiti, per la prima volta presenti in studio. Secondo Aldo Grasso, i due autori ne ricavarono «un brillante programma d'intrattenimento». Nel maggio dello stesso 1965 Enzo Tortora tenne a battesimo la prima edizione di Giochi senza frontiere, di cui fu il primo presentatore italiano.

Nel gennaio 1967 condusse il programma radiofonico Il gambero.

Con Mike Bongiorno, Corrado e Pippo Baudo divenne uno dei presentatori televisivi più noti di quegli anni. I quattro apparvero insieme in televisione una sola volta, in Sabato sera del 1967, in un siparietto in cui Mina li invitava a cantare e ballare con lei.

Il secondo allontanamento dalla Rai A fine 1969 Tortora era all'apice della popolarità: oltre a La Domenica Sportiva, conduceva in contemporanea il gioco a premi Bada come parli! alla televisione e il quiz alla rovescia Il gambero alla radio (già citato). Improvvisamente fu licenziato in tronco dalla Rai a causa della pubblicazione di un'intervista sul settimanale Oggi in cui definiva la Rai come «un jet colossale pilotato da un gruppo di boy scout che si divertono a giocare con i comandi».

Iniziò così a lavorare per alcune emittenti private e, come giornalista, per La Nazione e Il Nuovo Quotidiano. Fu nominato vicepresidente della TV via cavo italiana Telebiella e partecipò insieme a Renzo Villa alla fondazione di Telealtomilanese, per la quale fu l'ideatore e il conduttore della trasmissione Il PomofioreRenzo Villa Ti ricordi quella sera, p. 25. e di Aria di mezzanotte. Ben presto la polizia sequestrò il trasmettitore e le telecamere dell'emittente, ma la sentenza che ne seguì diede ragione a Tortora, Villa e ai loro soci e la tv poté continuare a trasmettere.

Nel 1977 Enzo Tortora, insieme all'amico Renzo Villa, fonda una nuova emittente, Antennatre Lombardia, una tv all'avanguardia dal punto di vista della tecnologia e del linguaggio televisivo: lo Studio Uno è il più grande studio televisivo d'Europa e le immagini sono a colori quando ancora la Rai trasmette in bianco e nero. Laboratorio di creatività e di sperimentazione, Antennatre manda in onda tutte le sere trasmissioni che riscuotono un grande successo di pubblico, come La bustarella condotta da Ettore Andenna, Il Pomofiore condotto prima da Enzo Tortora e poi da Lucio Flauto, Lo Squizzofrenico e Il Guazzabuglio condotte da Jerry Bruno, Non lo sapessi ma lo so condotta da Teo Teocoli e Massimo Boldi, al debutto sulla scena televisiva. Lavorò pure per la TSI, la Televisione svizzera di lingua italiana, dove condusse programmi come Si rilassi e La domenica sportiva.

Come giornalista de La Nazione e de Il Resto del Carlino, seguì da cronista le fasi del processo a Lotta Continua e divenne amico del commissario Luigi Calabresi, di cui fu l'unico a prendere le difese nei suoi articoli in contrasto con ampi settori del mondo intellettuale che conducevano una campagna contro il poliziotto (sfociata in una famosa lettera aperta avente 800 firme pubblicata a margine di un articolo di Camilla Cederna); Tortora, secondo il suo collega e amico Luciano Garibaldi, fu per questo pestato da alcuni estremisti.Ticinonotizie.it, [Enzo Tortora, succedeva 30 anni fa...], di Fabrizio Provera, 17 giugno 2013

Tortora ebbe in quegli anni un ruolo anche in un altro fatto di cronaca: sempre il Garibaldi riferisce che, durante il sequestro del giudice Mario Sossi, essendo stata silenziata la notizia dalla televisione e dai principali organi di stampa, il presentatore ottenne dalla televisione svizzera (vista anche dall'Italia) l'invio di una troupe che realizzò un'intervista alla moglie del rapito, riportando attenzione sul caso.

Negli anni settanta scrisse anche sul giornale anticomunista Resistenza Democratica, fondato da Edgardo Sogno, a proposito del "dittatore-attore Fidel Castro".

Il ritorno e Portobello

Con la riforma della Rai del 1976 e la nascita delle reti concorrenti, a differente impronta politica, diversi personaggi vi fecero ritorno dopo anni di assenza. Tra questi, sulla filo-socialista Rete 2, Dario Fo ed Enzo Tortora, voluto secondo Grasso dal suo direttore Massimo Fichera.

Nella primavera del 1977 il presentatore assunse la conduzione di Portobello. La trasmissione, inizialmente prevista in seconda serata e successivamente spostata in prima dato il gradimento, batté ogni record di share realizzato fino a quel momento, sino alla soglia dei 26 milioni di spettatori, circa il 47% dell'intera popolazione italiana.Nel 1977 la popolazione italiana era di abitanti. Ispirata nel nome al celebre mercatino londinese, fu poi considerata la madre della televisione degli anni novanta; in essa si potevano già intravedere alcune idee poi protagoniste dei successivi format TV come Stranamore, Carràmba! Che sorpresa, I cervelloni, Chi l'ha visto? e della "tv-verità".

Il 3 novembre del 1977 Tortora tenne a battesimo l'emittente Antenna 3 Lombardia di Legnano, di cui fu cofondatore insieme all'amico Renzo Villa, e vi condusse diversi programmi.

L'attività di Tortora proseguì anche in Rai fino al 1983, con Portobello e L'altra campana (1980), e su Antenna 3; nel 1982 lavorò anche a Rete 4 (allora di proprietà del Gruppo Mondadori e non ancora appartenente alla Fininvest di Silvio Berlusconi) di cui fu direttore artistico e in cui condusse il rotocalco Cipria. Sempre per l'emittente mondadoriana presentò, assieme a Pippo Baudo, anche alcune puntate della rubrica Italia parla.

Nel Marzo 1983, Tortora realizzò per la Tv Svizzera italiana un servizio sui funerali, nell'Abbazia di Altacomba in Francia, del quarto Re d'Italia Umberto II di Savoia. Funerali che videro la presenza di oltre 20mila Italiani e che non furono trasmessi dalla Tv di Stato italiana.

Il "caso Tortora"

Le accuse e l'arresto Alle 4 di notte del Enzo Tortora fu tratto in arresto dai Carabinieri e gli fu notificata l'accusa di traffico di stupefacenti e associazione di stampo camorristico.

Le accuse si basavano sulle dichiarazioni dei pregiudicati Giovanni Pandico, Giovanni Melluso (soprannominato "Gianni il bello") e Pasquale Barra, legato a Raffaele Cutolo; inoltre, accusarono Tortora altri otto imputati nel processo alla cosiddetta Nuova Camorra Organizzata, tra cui Michelangelo D'Agostino, pluriomicida detto "Killer dei cento giorni". A queste accuse si aggiunsero quelle, rivelatesi anch'esse in seguito false, del pittore Giuseppe Margutti, già pregiudicato per truffa e calunnia, e di sua moglie Rosalba Castellini, i quali dichiararono di aver visto Tortora spacciare droga negli studi di Antenna 3; si contarono così tredici false testimonianze e, in totale, i pentiti che accusarono Tortora assommarono a diciannove.