Cerveteri (IPA: Cervèteri; Cervetri in dialetto cerveterano) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma nel Lazio.
Geografia fisica Territorio Si affaccia sul Mar Tirreno e si trova a 42 km di distanza da Roma. Il territorio comunale di Cerveteri occupa un'area di 125,57 kmq caratterizzata da una complessa morfologia che integra il centro principale con le frazioni di Sasso, Ceri, Borgo S. Martino, I Terzi, Valcanneto, Cerenova e Campo di Mare.
L'orografia della zona è definita da una fascia di rilievi che delimita la pianura alluvionale, dove formazioni tufacee e boschi di lecci conservano evidenze storiche e archeologiche di rilievo. I Colli Ceriti presentano le maggiori altitudini in corrispondenza del Monte Santo, che raggiunge i 430 metri dominando l'abitato del Sasso, e del Monte Vittoria a 364 metri, seguiti dai rilievi minori di Monte Pelato e Monte Ercole. Nella sezione meridionale, compresa tra il capoluogo e il borgo di Ceri, l'erosione fluviale ha sezionato il basamento tufaceo originando una serie di pianori isolati, tra cui si distinguono per importanza storica e topografica la Banditaccia, sede dell'antica Caere, e le località di Monte Abatone, Polledrara e Pian Cerese.
Il sistema idrografico è articolato e comprende diversi bacini, tra cui i fossi della Mola (o Vaccina), dello Zambra, del Sanguinara, del Marmo e del Turbino, le cui valli hanno storicamente garantito percorsi naturali di collegamento tra la costa e le aree interne sin dall'epoca preistorica. La disponibilità idrica sostiene una copertura arborea differenziata, con una prevalenza di specie tipiche della macchia mediterranea quali lecci e roverelle, a cui si affiancano carpini e aceri nelle zone più umide e faggi nelle esposizioni più fresche, mentre le aree meno densamente boscate lasciano spazio alla prateria mediterranea destinata al pascolo.
Clima Classificazione climatica: zona D, 1450 GR/G Storia L'età etrusca e romana
Cerveteri occupa l'angolo sud-occidentale del pianoro tufaceo su cui sorgeva Caere, una delle maggiori città dell'Etruria meridionale; la città moderna ne ricopre circa un decimo della superficie. Il nome etrusco della città, attestato dalle iscrizioni, è Caisra o Cisra; i Greci la chiamarono Agylla e i Latini Caere. Le fonti greche e latine attribuivano la fondazione della città, sotto il nome di Agylla, a coloni pelasgici poi scacciati dai Tirreni: si tratta però di una tradizione erudita di età tardorepubblicana e imperiale, imperniata su spiegazioni eziologiche del nome, che la ricerca moderna studia come storia di una leggenda anziché come resoconto della fondazione dell'abitato.
Le più antiche evidenze del pianoro sono di natura funeraria e collocano la formazione del centro alla fine dell'età del bronzo; nella prima età del ferro la popolazione si concentrò sul pianoro dei Vignali, in concomitanza con l'abbandono di numerosi insediamenti minori del comprensorio. Fra il VII e il V secolo a.C. Caere fu uno dei centri più attivi del Tirreno, grazie a un sistema di scali costieri di cui il principale era Pyrgi e a un artigianato che rielaborò in forme proprie modelli greci e vicino-orientali.
Intorno al 535 a.C. una flotta etrusca alleata dei Cartaginesi affrontò nel mare di Sardegna i Focei stanziati ad Alalia: secondo Erodoto i Focei prevalsero, ma con una vittoria cadmea che li costrinse ad abbandonare l'isola, sicché lo scontro si risolse di fatto nell'arresto dell'espansione greca nel Tirreno occidentale.Erodoto, Storie, I, 166.
In occasione dell'invasione gallica del 390 a.C. la città accolse le vestali e i sacra sottratti ai Galli, e truppe ceretane li affrontarono sulla via del ritorno.Strabone, Geografia, V, 2, 3. Ne seguì la concessione dellhospitium publicum e, in un momento sul quale gli studiosi divergono, della civitas sine suffragio, la cittadinanza romana priva del diritto di voto, che secondo Aulo Gellio i Ceretani furono i primi a ricevere.Aulo Gellio, Notti attiche, XVI, 13, 7. Nel 273 a.C. Caere fu conquistata e privata di metà del territorio, sul quale furono dedotte colonie marittime; conobbe una ripresa in età augustea, con un programma di opere pubbliche che comprese il teatro, e un declino irreversibile a partire dal II secolo d.C. Nel primo quarto del V secolo il poeta Claudio Rutilio Namaziano, costeggiando l'Etruria, annotava che il territorio ceretano aveva ormai perduto l'antico nome di Agylla.Claudio Rutilio Namaziano, De reditu suo, I, 223-226.
Il medioevo Nell'alto medioevo il centro conservò una certa importanza, come mostra la serie degli Episcopi Cerenses, di cui si contano almeno otto nomi fino a Benedetto, attestato nel 1029.Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma, Roma, Tipografia delle Belle Arti, 1837, s.v. Caere, Cerveteri e Ceri. Fra l'VIII e l'XI secolo, secondo i documenti degli imperatori Ludovico il Pio, Ottone I ed Enrico II il Santo, il territorio era amministrato direttamente dal papato; nel 1192 il Liber Censuum della Chiesa romana lo registra invece come dipendente dal vescovato di Porto.
Fra il XII e il XIII secolo parte della popolazione si trasferì in un nuovo abitato, Cere Novum, l'odierna Ceri, mentre il vecchio sito prese il nome di Cere Vetere, da cui deriva il toponimo moderno: la distinzione fra i due centri compare in una bolla di papa Gregorio IX del 1236.Sulle cause e sulla data del trasferimento gli studiosi divergono: Mario Torelli lo riconduce alle incursioni saracene del IX secolo, mentre Nancy de Grummond si limita a collocarlo entro il XIII secolo, in accordo con la documentazione pontificia.
Nel corso del XIII secolo il feudo appartenne ai Normanni Alberteschi e passò quindi ai Corsi, che lo tennero fra la fine del secolo e la metà del XV, poi ai Venturini, che lo cedettero agli Anguillara. Scomunicati questi ultimi da papa Paolo II, il feudo passò a Bartolomeo Giuppo, nipote di Sisto IV, che nel 1487 lo cedette a Franceschetto Cybo insieme a Monterano, Rota e Ischia.
Dall'età moderna a oggi Dai Cybo il feudo passò poco dopo agli Orsini, che lo tennero fino al 1674, quando furono costretti a venderlo ai Ruspoli; a interrompere la successione fu soltanto una breve parentesi a metà del XVI secolo, durante la quale il feudo fu sottratto agli Orsini dai Farnese. I Ruspoli ne ottennero nel 1709 il titolo principesco.
Nei secoli successivi Cerveteri si ridimensionò a centro agricolo. La riscoperta archeologica, avviata negli anni trenta dell'Ottocento con i primi scavi nelle necropoli e proseguita per tutto il Novecento, ne ha progressivamente ridefinito il profilo, fino all'iscrizione della necropoli della Banditaccia nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 2004 e allo sviluppo di una vocazione turistica e museale.
Durante la seconda guerra mondiale erano operativi nel territorio comunale due campi d'aviazione militari, l'aeroporto di Cerveteri e l'aeroporto di Furbara.
Simboli Lo stemma del comune di Cerveteri è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 29 maggio 1933.
Il gonfalone, concesso con decreto del presidente della Repubblica del 2 agosto 2007, è un drappo partito di giallo e di rosso.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Sono presenti molte chiese, tra cui:
Chiesa di Santa Maria Maggiore: è la chiesa più importante del territorio, sede di un arcipretura, composta da una chiesa antica, datata circa all'anno 1000, in stile romanico, ed una nuova del 1950, che si inserisce nella prima. Chiesa della Madonna dei Canneti: piccola chiesa di campagna, segna la fine del centro e l'inizio della parte nuova. È del Settecento ed è in stile romano-barocco. È un santuario. Chiesa della Pietà: detta in dialetto "l'Ossara" è la piccola cappella del cimitero vecchio. Chiesa di Sant'Antonio Abate: è una piccola chiesa a tre navate, anch'essa costruita intorno all'anno 1000. Chiesa di San Michele Arcangelo: è la chiesa dedicata al santo patrono, del 1756. Cappella di Sant'Antonio Abate alla valle della Mola: è una piccola cappella dedicata a sant'Antonio per proteggere gli animali. Oratorio di San Michele. Chiesa della Santissima Trinità: è l'altra parrocchia di Cerveteri, che, ospitata per qualche tempo in un garage, ha ora la sua nuova sede nello stesso luogo ove sorgeva la prima; consacrazione avvenuta il 1º luglio 2012.= Santuario della Vergine Immacolata nella frazione di Ceri: detta "Madonna di Ceri" Chiesa di San Felice: è una chiesa della frazione di Ceri, dove si ritiene sia avvenuto il "miracolo dei buoi", detta anche Madonna della Cava. Chiesa di San Sebastiano: è una chiesa di Ceri, attigua al piccolo cimitero. Chiesa di San Martino: è la chiesa di Borgo San Martino. Chiesa del Sacro Cuore: è la chiesa di Valcanneto. Chiesa di Sant'Eugenio, in località I Terzi. Chiesa di San Francesco d'Assisi, in località Cerenova. Chiesa di sant'Antonino, sorge sulla Via Aurelia a Furbara, inglobata nel casale Pallavicini, all'interno della tenuta di "Monte Tosto". Chiesa di Santa Croce: è la chiesa del borgo "Sasso". Santuario di Sant'Antonio Abate al Monte Santo Chiesa della Madonna di Loreto: è la chiesa delle Due Casette. Chiese scomparse: Inoltre sono ricordate numerose chiese ormai scomparse.Si ricordano le seguenti chiese non più esistenti: Chiesa di San Rocco: non più esistente, sorgeva sull'omonima via, al suo posto ora sorge un palazzo. Chiesa di San Martino vescovo: era una chiesa, oggi non più esistente, che sorgeva davanti all'attuale fontana del Mascherone e fu demolita nel 1881 per far posto a Piazza Risorgimento. Chiesa di San Pietro, scomparsa. La sua ubicazione è tuttora incerta, ha dato il nome all'omonimo Rione San Pietro. Chiesa di San Paolo, le sue 3 absidi affiorano dalle rovine del Casal dei Guitti. Chiesa di San Michele Arcangelo sub ripa, oggi adibita a "finilessa", è la chiesa dove san Michele, secondo la leggenda, suonò le campane per avvertire i cittadini dell'avvicinarsi dei Saraceni. Monastero della Maddalena, sorgeva nell'omonima "Valle della Maddalena", adiacente alla macchia della Signora. Chiesa di Santa Maria della fonte, si trovava a fianco del lavatore. Era esistente fino al 1870. Chiesa della Madonna di Carpineto: era una chiesa in frazione Ceri, venne demolita per l'allargamento della strada che porta a San Martino. Chiesa del Buon Consiglio, sorgeva sul palazzo Torlonia, a Ceri. Venne demolita per la costruzione del giardino del palazzo, ad opera del principe Torlonia. Chiesa della Madonna del piano, sita nello svincolo per Cerenova, fu costruita a seguito della bonifica, oggi ospita le tombe della famiglia Ruspoli. Attualmente è ridotta ad un rudere.
Architetture civili
Granarone Palazzo comunale vecchio Rocca Case Grifoni
Architetture militari
Castello Ruspoli; costruito nel XIII sul tracciato di antiche mure etrusche.
Siti archeologici
Necropoli della Banditaccia: complesso di tombe etrusche, rappresenta una delle necropoli più importanti per la bellezza e la grandezza delle tombe e l'importanza dei reperti rinvenutivi; di particolare pregio il Sarcofago degli Sposi che ora si trova nel Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma; Necropoli di Monte Abatone (Tomba Torlonia e Tumulo Campana;) Necropoli di Greppe Sant'Angelo nota per la Tomba del Charun; Necropoli del Sorbo, piccola necropoli nota per la Tomba Regolini-Galassi, i cui reperti sono esposti ai musei Vaticani; Antiche ferriere Pontificie