Faccia d'angelo è una miniserie televisiva in due puntate del 2012, diretta da Andrea Porporati. Teleblog, 09-07-2010 (ultimo accesso il 04-03-2011). e trasmessa per la prima volta in Italia dal canale Sky Cinema 1, appartenente alla piattaforma a pagamento Sky.

Ispirata alle reali vicende della Mala del Brenta e Felice Maniero, lo storico boss dell'organizzazione mafiosa del Veneto. La prima puntata è andata in onda il 12 marzo 2012, la seconda e ultima puntata il 19 marzo 2012.

Trama Prima puntata 1967: un bambino accompagnato da sua madre si presenta a un concorso per una borsa di studio. L'esaminatore è sprezzante e pretende dal bambino di ripetere a memoria un testo della Divina Commedia: il bambino riesce a recitarlo al contrario. Nonostante tutto la richiesta della borsa di studio è respinta.

14 novembre 1985: un gruppo di criminali armati e con il volto coperto fa irruzione nell'aeroporto Marco Polo di Venezia, sottraendo 300 kg d'oro. La mattina seguente, l'ispettore Bruno Ricci arriva a Venezia e fa subito la conoscenza dei suoi nuovi colleghi: l'ispettore Del Monaco, il commissario Trionfera, e il dottor Arosio, il pubblico ministero. Interrogando i testimoni, gli uomini sono certi che l'operazione sia stata eseguita dal Toso e la sua banda, ricercata da anni. Arosio si rende conto che per incastrare l'organizzazione è necessario partire dai suoi inizi ricostruendone la storia.

Riviera del Brenta, 1974. Un giovane, noto come il Toso (il suo nome non viene mai rivelato) è quel bambino veneto di umili origini visto nella scena di apertura e, assieme ai suoi amici, si diletta in piccoli furti. Ma il giovane ha le idee chiare per quanto riguarda il suo futuro e punta in alto. L'occasione per alzare il tiro gli viene offerta quando una ricca famiglia del luogo, fa installare delle telecamere di sorveglianza per controllare la propria villa: il Toso vuole sequestrare la signora Carbon per chiederne il riscatto. Propone quindi agli amici di partecipare al colpo: Tavoletta sarà alla guida del furgone che i ragazzi utilizzeranno, mentre il Moro e Schei, i più corpulenti del gruppo, provvederanno ad immobilizzare e rapire la donna. Solo il Doge sembra avere qualche dubbio sull'operazione, ma, spinto dagli amici, si convince a partecipare. Il piano architettato dal Toso funziona alla perfezione: ma essendo consapevole che la banda non ha sufficiente esperienza nella gestione dei rapimenti, il Toso, secondo un accordo precedentemente concluso, consegna la donna ad un giostraio, in cambio di denaro. È il primo di una lunga serie di sequestri e rapine che, nel giro di pochi anni, portano il Toso ed i suoi amici ad arricchirsi enormemente, approfittando dell'impressionante crescita economica di cui gode in quegli anni l’area del Veneto.

La banda comincia a frequentare assiduamente le bische clandestine della zona. Il Toso sembra molto interessato a questo business e la sua attenzione non sfugge ad un potente boss, conosciuto come Arsenale, insospettito dalla presenza in una delle sue bische del Toso e dei suoi uomini. Ricevuto dal boss, che controlla lo spaccio di droga ed il business del gioco d'azzardo nelle zone di Padova e Venezia, il Toso gli propone di aprire una bisca a Padova gestita dalla sua banda, con la promessa di riconoscere ad Arsenale il 50% dei ricavi. Arsenale, pur restando sospettoso, accetta l'offerta del giovane.

10 febbraio 1981: il Toso ha sposato Grazia, e dalla stessa ha avuto un figlio, Paolo, che si appresta a far battezzare nella chiesa del suo paese. Dopo la cerimonia, il Toso comunica a Grazia che non è adatto a fare il padre di famiglia e lascia la donna assieme al figlio non prima di averle regalato una lussuosa villa. L'uomo è totalmente concentrato sul costruire un impero criminale e, contravvenendo agli ordini di Arsenale, indaga nelle bische del boss sui guadagni dei cambisti che lavorano per Arsenale stesso, scoprendo che il loro ricavo complessivo annuale sta crescendo a dismisura è ormai corrisponde ad una cifra altissima: 20 miliardi di lire. Il Toso, alla presenza di Arsenale, chiede al Siciliano di poter prendere il controllo dei suddetti cambisti, promettendo un aumento del guadagno da spartire tra loro tre. Arsenale, infuriato per lo sgarbo ricevuto, chiede che lo stesso venga ucciso, ma il Siciliano, allettato dagli enormi guadagni che si prospettano, accetta la proposta dell'emergente boss e ad Arsenale non resta che rimettersi alla decisione del Siciliano.

Il Toso e la sua banda, che ormai controllano gran parte delle bische clandestine del nord-est italiano, estendono la collaborazione con il Siciliano anche allo spaccio di stupefacenti. Il mafioso, tuttavia, fa notare al Toso che qualcuno a Venezia sta spacciando della cocaina proveniente da un canale diverso dal suo e lo mette alla prova, chiedendogli di scoprire di chi si tratti e di risolvere la situazione. Quando i suoi uomini lo informano che si tratta di Arsenale, il Toso ha l'occasione di dimostrare al Siciliano la sua fermezza e di liberarsi del vecchio rivale: fa irruzione nella villa del boss e lo uccide. È il primo omicidio commesso dalla banda del Toso.

Nel frattempo il Toso si è innamorato di Morena, una ragazza che ha conosciuto in discoteca, e inizia a frequentarla vincendone con dolcezza le prime resistenze. Tutto sembra andare a gonfie vele, ma Grazia viene trovata senza vita nel giardino della sua villa: sembra trattarsi di una morte accidentale, ma la polizia non può escludere che possa trattarsi di una vendetta nei confronti del Toso. Anche il Toso, che nel frattempo affida il figlio alle cure della madre, non si sente più tranquillo, benché la popolazione del posto, come può constatare lo stesso ispettore Ricci, indagando sulla morte della donna, appoggia la banda non solo per paura, ma anche perché è ostile alle istituzioni, si riconosce nel Toso e ne ammira il successo e le capacità.

Seconda puntata Modena, 15 aprile 1987: il Toso, insieme a Morena, partecipa ad una cena di affari assieme a Schei ed al Moro, nella quale i compari parlano della possibilità di espandere il loro dominio nella città in cui si trovano. Nel bel mezzo della serata, però, Ricci ed i suoi uomini fanno irruzione nel ristorante arrestando il Toso e i suoi amici. Il Toso viene condotto nel carcere di massima sicurezza di Fossombrone, mentre Morena, che è incensurata, viene rilasciata poche ore dopo. Ricci apprende dai giornali che anche i complici del Toso saranno presto scarcerati, in quanto le accuse pendenti su di loro sono di poco conto. L'ispettore comunque è convinto che senza il Toso la banda avrà grosse difficoltà nel gestire gli affari. La previsione di Ricci non sembra tuttavia avverarsi: Schei mette subito le cose in chiaro, annunciando alla banda che in assenza del Toso il capo sarà lui e che gli affari proseguiranno regolarmente.

Il Toso è in carcere ed ha chiesto alla direzione la possibilità di conseguire una laurea in architettura. Per questo passa molte ore della sua giornata in biblioteca a studiare. Un altro detenuto lo osserva e durante l'ora d'aria, capendo che la reale intenzione del Toso è quella di evadere dalla prigione, lo avvicina offrendosi di aiutarlo nel suo piano. Il boss, sebbene diviso nelle ideologie dall'altro detenuto, un terrorista dell'estrema sinistra, alla fine decide di accettare la proposta, coinvolgendo l'uomo nell'operazione.

Il Toso, venuto a conoscenza delle notizie sulla sua banda (Moro e Schei sono stati uccisi in due diversi agguati), sembra notevolmente scosso, ma la morte bussa alla sua porta in modo ancora più drammatico: Morena, che ormai lo ama devotamente, mentre è in viaggio per andare a trovarlo, muore in quello che sembra un tragico incidente stradale. La difficile situazione esterna accresce la necessità del boss di evadere dal carcere.

6 dicembre: il Toso ed il terrorista riescono ad evadere dal carcere di Fossombrone. Ricci e i suoi colleghi, appresa la notizia, sono increduli, e rispondono istituendo posti di blocco in tutto il nord Italia, sorvegliando anche la famiglia del Toso, convinti che, presto o tardi, il boss si tradirà.

Pur essendo latitante, il ritorno del Toso ha effetti benefici per la banda, i cui traffici riprendono a pieno ritmo. Il boss, tuttavia, vuole recuperare parte dei soldi persi con l'omicidio del Moro e decide di rifarsi sequestrando un ricco imprenditore del luogo, Roberto Bernini insieme alla moglie e alla figlia. Il piano prevede che nessuno si faccia male: l'imprenditore aprirà alla banda il suo caveau, consegnerà al Toso i soldi e tornerà a casa con la sua famiglia. Ma Bernini reagisce e le cose precipitano: la banda fugge nel panico lasciando Bernini a terra in fin di vita davanti ai suoi cari e portandosi dietro Tavoletta a sua volta ferito. Non potendolo portare in ospedale, il Toso lo fa imbarcare su un volo diretto a Bogotà dove viene preso in consegna da due poliziotti colombiani corrotti dal Toso, che lo faranno curare.

Intanto la banda è sulle tracce degli assassini di Schei e del Moro e Doge individua come colpevoli i fratelli Giudecchini. Si è sparsa la voce che i fratelli si riforniscono da canali diversi da quelli della Banda e spacciano droga per conto loro a Venezia. Il Toso allora li fa uccidere da Bepi e dal Doge.

Tuttavia il maxi processo istruito da Arosio per condannare il Toso e i suoi sodali sta giungendo alle fasi decisive. Attesa è la deposizione del super testimone dell'accusa, Roberto Bernini, sopravvissuto all'agguato nei suoi confronti. Trionfera comunica a Ricci ed Arosio il suo trasferimento nel capoluogo siciliano, chiedendo al giovane ispettore di seguirlo, ma Ricci decide di rimanere a Venezia per finire il suo lavoro.

L'avvocato del Toso consiglia al boss di lasciare l'Italia, in quanto una sua cattura lo esporrebbe al nuovo regime detentivo previsto per i condannati al reato di associazione mafiosa, il 41-bis, il cosiddetto carcere duro. Il boss decide di trasferirsi in Croazia, paese in cui ha importanti conoscenze, ma intanto, fingendosi un ricco ingegnere, il Toso acquista un lussuoso yacht col quale potrebbe raggiungere la sua nuova destinazione. Tuttavia, nonostante la falsa identità utilizzata dal boss, l'operazione insospettisce Ricci, che è ancora convinto di poterlo incastrare. In realtà, il Toso potrebbe tranquillamente far perdere le sue tracce, ma si trattiene, forse per un eccesso di sicurezza, in compagnia del figlio e di Giulia (la sorella di Grazia), nel mare di Capri. Mentre passeggia con il figlio nei pressi del suo yacht sul molo dell’isola, si trova di fronte Ricci e girandosi, si accorge di essere braccato dall'altro lato anche da Del Monaco. Il Toso capisce che la sua corsa è finita, e viene arrestato dai due.

Produzione Nel 1997, alla pubblicazione del libro biografia Una storia criminale di Andrea Pasqualetto in collaborazione con Felice Maniero, lo scrittore ricevette la chiamata di Paolo Pillitteri, professore di storia del cinema, già sindaco di Milano, nonché cognato di Bettino Craxi, interessato a trasformare l'opera in una sceneggiatura. I due ebbero diversi incontri a Milano, entro i quali dettagliarono il progetto e Pillitteri si occupò personalmente della scrittura completa della sceneggiatura, senza l'aiuto di Pasqualetto, ma in mancanza di produttori interessati, il progetto non trovò luce.“L'Intervista” ad Andrea Pasqualetto . Notte criminale, 29-03-2011 (ultimo accesso il 14-04-2011).