Il derby d'Italia è il nome dato comunemente all'incontro di calcio tra le squadre italiane di e . L'incontro mette di fronte due tra le formazioni più sostenute, titolate e con la maggior tradizione sportiva, oltreché col maggior fatturato e valore societario d'Italia.
Pur non essendo un derby nel senso stretto del termine, la sfida tra nerazzurri e bianconeri è una «classica», in quanto rappresenta una rivalità molto sentita da entrambe le tifoserie; per quanto riguarda la Serie A, quello fra Inter e Juventus è spesso emerso come un dualismo per le prime posizioni della classifica, a volte determinante per l'assegnazione dello scudetto. È la seconda gara più volte giocatasi complessivamente tra squadre italiane (270 incontri), dopo Juventus-Milan, nonché la sfida, sempre dopo quella tra bianconeri e rossoneri, più volte disputatasi nella storia del campionato italiano di calcio (213 incontri)Sono escluse dal computo le gare disputate nella Divisione Nazionale 1943-1944, colloquialmente nota come "Campionato Alta Italia", un campionato di guerra riconosciuto a posteriori solo a titolo onorifico. e, limitatamente alla Serie A dall'introduzione del girone unico, la partita più giocata di sempre (186 incontri); è inoltre la gara più volte giocatasi nella storia della Coppa Italia (36 incontri).
L'incontro tra l'Inter e la Juventus spesso è vissuto come il riflesso tra la rivalità, in ambito sia economico sia politico, che divide Milano e Torino, le più grandi città del Nord-Ovest d'Italia nonché, assieme a Genova, componenti del cosiddetto triangolo industriale, la regione socioeconomica che ebbe il maggior sviluppo sportivo nel Paese, oltreché di quella tra i Moratti, prima Angelo e poi Massimo, e gli Agnelli, le famiglie che ne hanno detenuto per più tempo la maggioranza societaria; motivo per cui è anche descritto come un «derby regionale».
La gara, che detiene anche il primato per il maggior numero di incontri ufficiali in Italia (255), è stata protagonista di uno spareggio per l'accesso alla Coppa dell'Europa Centrale (1929) e di alcune finali, tra cui tre di Coppa Italia (1959, 1965 e 2022) e due di Supercoppa italiana (2005 e 2021).
Oltre ai numerosi incontri ufficiali, le due squadre si sono ritrovate diverse volte contrapposte in manifestazioni di carattere amichevole: all'inizio del XX secolo in competizioni come la Coppa Pagani, la Palla d'oro Moët et Chandon, la Scarpa d'argento Gerolamo Radice e la Targa Luigi Ansbacher, negli anni 1930 e 1940 il Trofeo Medaglia d'oro Caimi, negli anni 1960 i Tornei delle Città di Torino e Milano, negli anni 1980 la Coppa Super Clubs mentre, dagli anni 1990 in poi, principalmente in competizioni prestagionali come il Trofeo Birra Moretti, il Trofeo TIM e l'International Champions Cup.
L'espressione
L'espressione fu coniata nel 1967 da Gianni Brera, il più influente giornalista sportivo italiano del XX secolo, per indicare il confronto tra due formazioni che, pur risiedendo in due città e persino regioni differenti, erano caratterizzate da una profonda rivalità reciproca, tipica di quelle sfide "stracittadine" chiamate per l'appunto derby; solo in seguito la partita Inter-Juventus venne vista anche come quella fra le due squadre al tempo più titolate e tifate d'Italia, nonché fra le poche all'epoca mai retrocesse dalla Serie A. Nel 1967 le proprietà di Inter e Juventus erano inoltre in mano, rispettivamente, ai Moratti e agli Agnelli, due tra le più importanti dinastie economiche dell'Italia di quegli anni, cosa che contribuì a dare all'espressione di Brera anche una valenza di tipo sociale.
Dal 1994 al 2009 il è stato in vantaggio sull'Inter per numero di scudetti conquistati, il che ha suscitato polemiche da parte dei rossoneri sull'uso di tale locuzione: secondo alcuni, infatti, la definizione di derby d'Italia era superficialmente riferita alle sole squadre con il palmarès più ricco; secondo altri, l'intenzione di Brera era esclusivamente quella di sottolineare la rivalità che tradizionalmente caratterizza le sfide tra il club interista e quello juventino, a prescindere dagli albi d'oro. In ogni caso, l'antica rivalità tra le tifoserie nerazzurre e bianconere è ancora una costante del calcio italiano, anche considerando che essa si è rinvigorita nel 2006 per gli strascichi del caso Calciopoli. Tutto ciò rende l'incontro tra le due squadre molto simile a una stracittadina, permettendo il successo di tale locuzione popolare ancora oggi.
Storia Dagli albori al girone unico La Juventus, tra le più antiche società calcistiche d'Italia, nacque a Torino nel 1897 per volontà di un gruppo di studenti liceali, mentre l'Internazionale si costituì a Milano nel 1908 per scissione dai concittadini del Milan. Le due squadre si affrontarono per la prima volta nel 1909 durante il campionato di Prima Categoria: nel primo incontro assoluto del 14 novembre di quell'anno, giocato sul campo di Corso Sebastopoli a Torino, i bianconeri vinsero 2-0 grazie a una doppietta di Ernesto Borel, mentre i nerazzurri si imposero 1-0 in Lombardia due settimane più tardi con un gol di Oscar Engler; l'Inter avrebbe poi conquistato a fine stagione il suo primo titolo italiano.
L'11 novembre 1912 l'Inter ottenne l'affermazione più larga sui rivali piemontesi in trasferta, vincendo in Piemonte per 0-4. Il torneo del 1913-1914 vide invece due tra le gare con più reti di scarto tra le formazioni: all'andata vinse la Juventus per 7-2 mentre venti giorni dopo, al ritorno, prevalsero i nerazzurri per 6-1, lo stesso risultato già ottenuto dai nerazzurri due anni prima. Da ricordare anche la sfida del 23 maggio 1920 sul campo neutro di Genova, nel triangolare delle finali nazionali del campionato 1919-1920: la vittoria dei milanesi, grazie alla rete di Ermanno Aebi, permetterà loro di accedere alla finalissima che decreterà poi il secondo titolo della storia nerazzurra.
Per quanto riguarda la Serie A, la prima gara si disputò il 19 marzo 1930 a Torino, alla presenza del re Vittorio Emanuele III, con lAmbrosiana – nome cui era stata costretta l'Inter sotto il ventennio fascista, causa italianizzazione, dopo la forzata fusione con la – vittoriosa per 2-1; il successo per 2-0 nella gara di ritorno, il 29 giugno, assicurò anche in questo caso ai milanesi lo scudetto, coi torinesi al terzo posto della classifica: fu questo il primo titolo italiano assegnato nell'era del girone unico, nonché il primo che vide nerazzurri e bianconeri battagliare da vicino per la sua conquista. Il totale dei risultati degli anni 1910 vide 4 vittorie nerazzurre, 2 pareggi e 2 vittorie per i bianconeri.
Dopo la prima vittoria bianconera in casa nerazzurra, il 17 maggio 1928, che interruppe una striscia di imbattibilità durata 18 anni con 7 sconfitte e 3 pareggi, il 29 maggio 1929 si giocò il primo – e finora unico – spareggio tra le due compagini, con i torinesi che ebbero la meglio per 1-0 contro i meneghini, qualificandosi così alla Coppa dell'Europa Centrale. Il bilancio conclusivo degli anni 1920 fu di 6 vittorie interiste, 5 juventine e 3 pareggi.
La Juve del Quinquennio e l'Ambrosiana di Peppìn Meazza La rivalità vera e propria ebbe inizio negli anni 1930 quando i due club, entrambi al vertice del calcio italiano, si ritrovarono stabilmente a lottare per lo scudetto assieme alla principale rivale del tempo, il . La Juve del Quinquennio fece suoi cinque campionati consecutivi durante la prima metà del decennio (1931-1935), prima squadra capace di raggiungere questo filotto, mentre lAmbrosiana-Inter, come detto già vincitrice nel 1929-1930 del primo torneo a girone unico, fu in seguito artefice di altre due affermazioni tricolori sul finire del decennio.
L'annata 1932-1933 vide i bianconeri di Carlo Carcano vincitori del loro terzo titolo consecutivo davanti ai nerazzurri, costretti ad abbandonare le ambizioni tricolori dopo la sconfitta 3-0 subita nel girone d'andata a Torino. La stagione successiva i meneghini chiusero nuovamente alle spalle dei piemontesi, pur battendoli per 3-2 a Milano nella gara d'andata. Il campionato del 1934-1935 segnò invece un testa a testa fra le due formazioni fino all'ultima giornata, in programma per il 2 giugno 1935, con le due rivali fin lì appaiate in vetta a quota 42 punti: la Juventus sconfisse 1-0 a Firenze la , mentre lAmbrosiana-Inter, perdendo 4-2 a Roma con la , lasciò ai piemontesi la gioia del quinto scudetto consecutivo.
Chiusa l'epoca del quinquennio juventino, la stagione 1935-1936 vide invece le due rivali affrontarsi per la prima volta in Coppa Italia, manifestazione nell'occasione reistituita dall'allora Direttorio Divisioni Superiori dopo un decennio di oblìo: contrapposte negli ottavi di finale, ad avere la meglio fu la squadra bianconera che superò di misura quella nerazzurra grazie a una rete di Armando Diena.
Nella stagione 1937-1938 le compagini si spartirono i due allori del calcio italiano, battagliando spalla a spalla in entrambi i casi. I lombardi trionfarono in campionato, avendo la meglio dei piemontesi solo all'ultimo turno: il 24 aprile lAmbrosiana-Inter del capocannoniere Giuseppe Meazza, in vantaggio di un solo punto, sconfisse il in trasferta per 2-0 mentre la Juventus, ospite del Milan a San Siro, fu fermata sul risultato di 1-1 rinunciando così alle speranze tricolori. In Coppa Italia furono invece i bianconeri a sollevare il trofeo: tre giorni prima dell'epilogo del campionato, nella semifinale di coppa giocata in gara unica a Torino i padroni di casa regolarono 2-0 gli ospiti, guadagnando così l'accesso alla finale che poi vinceranno, mettendo in bacheca il loro primo successo nella competizione. In questo periodo i bianconeri vinsero 12 match contro i rivali nerazzurri, da par loro fermatisi a 8, con i picchi del 5-0 del 16 ottobre 1938 e del 4-0 del 17 settembre 1939 a favore della squadra milanese.
Il secondo dopoguerra
Nel secondo dopoguerra, chiusasi tragicamente l'epopea calcistica del Grande Torino, Inter e Juventus si trovarono di nuovo in vetta nella stagione 1949-1950 con i bianconeri, dopo tre lustri, campioni d'Italia per l'ottava volta e i rivali milanesi, terzi, distanziati di tredici lunghezze nonché sconfitti dai piemontesi in entrambi gli scontri diretti.
La squadra nerazzurra si rifece di lì a poco, trionfando nel campionato del 1952-1953 grazie al tridente offensivo composto da István Nyers, Lennart Skoglund e Benito Lorenzi, tornando nell'occasione a cucirsi il tricolore al petto a tredici anni dalla precedente affermazione. Anche nel 1953-1954 l'undici del presidente Carlo Masseroni e dell'allenatore Alfredo Foni (già bandiera juventina da calciatore) si sarebbe aggiudicato il titolo, stavolta dopo un lungo testa a testa proprio con la Juve culminato in un arrivo al fotofinish all'ultima giornata, con nerazzurri e bianconeri separati da un solo punto di distacco e impegnati in casa, rispettivamente, contro e : entrambe le rivali vinsero, sicché lo scudetto rimase sulle casacche di Benito Lorenzi e compagni; in quel torneo i meneghini ottennero inoltre la loro affermazione più larga sui torinesi, il 4 aprile 1954, imponendosi nello scontro diretto per 6-0 a Milano. Dal dicembre del 1950 allo stesso mese del 1954 l'Inter vinse cinque delle otto partite disputate tra le due squadre.
Dal Trio Magico alla Grande Inter
Gli anni 1950 si chiusero con le due rivali contrapposte per la prima volta in una finale, quella di Coppa Italia, in cui l'Inter non riuscì a sfruttare il vantaggio ambientale di giocare a San Siro, luogo definito per la finale di Coppa Italia in quegli anni, cedendo quel 13 settembre 1959 con un netto 1-4 dinanzi alla Juve del Trio Boniperti-Charles-Sívori. Da notare che a partire dal dicembre 1954 e sino allo stesso mese del 1960, i bianconeri dei 13 incontri disputati ne vinsero 11, lasciando solo due pareggi ai nerazzurri, l'1-1 del 14 ottobre 1956 e il 2-2 del 16 marzo 1958, incontri entrambi disputati a Milano.