Il Vangelo secondo Matteo (in greco: ) è uno dei quattro vangeli canonici del Nuovo Testamento e uno dei tre vangeli sinottici. Narra della vita e del ministero di Gesù: ne descrive la genealogia, la nascita virginale e l'infanzia, il battesimo e la tentazione, il ministero di guaritore e predicatore in Galilea, il viaggio e l'ingresso a Gerusalemme, seguito dalla cacciata dei venditori dal Tempio e, infine, la crocifissione, la morte, la sepoltura e la risurrezione.
Descrizione La tradizione cristiana attribuisce la composizione del vangelo a Matteo, uno degli apostoli di GesùWatson E. Mills, Richard F. Wilson, Roger Aubrey Bullard (2003), p. 942.Ehrman (2001), p. 44.. A partire dal XVIII secolo, i biblisti hanno sempre più frequentemente messo in discussione la tradizione, e la maggior parte degli studiosi moderni ritiene che Matteo non scrisse il vangelo che porta il suo nomeEhrman (2004), p. 92; l'autore è comunemente identificato con un anonimo cristiano che scrisse, verso la fine del I secoloLevine (2001), p.372-373., un testo in greco, oppure in aramaico o in ebraicoEhrman (2001), p. 43.. La ricostruzione ampiamente prevalente tra gli esegeti biblici moderni è che l'autore del Vangelo secondo Matteo, come pure quello del Vangelo secondo Luca, abbia usato come fonte la narrazione del Vangelo secondo Marco per la vita e la morte di Gesù, insieme alla fonte Q per i suoi detti; una ricostruzione che ha avuto minore consenso tra gli studiosi vuole che Matteo sia stato il primo vangelo ad essere scritto, che sia stato usato per la stesura di Luca e che Marco sia il risultato dell'unione di Matteo e LucaHoward Clark Kee (1997), p. 448..
Dei quattro vangeli canonici, Matteo è quello più vicino all'Ebraismo del I secolo; una caratteristica di questo vangelo, ad esempio, è che si sottolinea ripetutamente come Gesù soddisfacesse le profezie ebraiche;Harris, Stephen, Understanding the Bible, Palo Alto, Mayfield, 1985. gli studiosi concordano sul fatto che l'autore di Matteo fosse un giudeo cristiano, piuttosto che un gentile.Paul Foster, Why Did Matthew Get the Shema Wrong? A Study of Matthew 22:37, Journal of Biblical Literature, Vol. 122, No. 2 (Summer, 2003), pp. 309-333. L'autore ha disposto gli insegnamenti di Gesù in cinque sezioni: il sermone della montagna (5-7), il discorso della missione (10), la raccolta di parabole (13), le istruzioni per la comunità (18) e infine gli insegnamenti sul futuro (24-25). Similmente agli altri due vangeli sinottici e a differenza del Vangelo secondo Giovanni, in Matteo Gesù parla più del Regno dei Cieli che di se stesso, e insegna principalmente attraverso brevi parabole o detti piuttosto che con lunghi discorsi. Il racconto della nascita, con l'omaggio dei saggi, la fuga in Egitto e la strage degli innocenti, non ha paralleli negli altri vangeli ed è differente dal corrispondente racconto in Luca.
Tra le peculiarità del Vangelo secondo Matteo c'è il racconto dell'incarico dato da Gesù a Pietro apostolo, che ha avuto una grossa influenza nei secoli successivi."Matthew, Gospel acc. to St." Cross, F. L., ed. The Oxford dictionary of the Christian church, New York, Oxford University Press, 2005. Include molto materiale sugli insegnamenti di Gesù, e si distingue per l'ampio uso di citazioni dell'Antico Testamento e per l'attenzione alla comunità giudeo-cristiana, ma anche per affermazioni considerate anti-ebraiche.Stanton (1989), p. 60. Si tratta anche dell'unico vangelo che menziona la Chiesa (ecclesia); Gesù ne cita l'autorità e invita i propri discepoli a praticare il perdono (18). Matteo possiede una prosa ritmica e spesso poetica;Stanton (1989), p. 59. tra i sinottici è quello più adatto alla lettura pubblica, e probabilmente anche il più noto: integrando la narrazione degli insegnamenti di Marco con la sua peculiare enfasi sulla Chiesa, Matteo è stato il vangelo più popolare, quando i canonici circolavano separatamente.
Composizione
Datazione L'anno di composizione del vangelo non è noto con precisione. Sebbene sia di recente emersa una tendenza a datare il vangelo prima del 70Dal C. Allison Jr., Matthew, in Muddiman e Barton, The Gospels - The Oxford Bible Commentary, 2010., la maggioranza degli studiosi data questo vangelo tra il 70 e la fine del I secolo.Brown (1997), p. 172.Ehrman (2004), p. 110 e Harris (1985) indicano l'intervallo 80-85.Schnackenburg (2002) e Harrington (1991) propongono una datazione tra l'85 e il 90, Allison (2010) indica una preferenza della maggioranza per l'ultimo quarto del I secolo. L'opera deve essere stata composta entro la fine del I secolo, perché le opere di Ignazio di Antiochia, in particolare la lettera agli Smirnesi (107-110), presuppongono la lettura del Vangelo di MatteoGerd Theissen, Il Nuovo Testamento, Carocci, 2003. e presentano forti indizi «per la sua conoscenza delle lettere paoline e del Vangelo di Marco»P. Foster, The Epistles of Ignatius of Antioch and the Writings that later formed the NT, in Gregory & Tuckett, (2005), The Reception of the NT in the Apostolic Fathers OUP, p. 186, ISBN 978-0-19-926782-8.. Lo stesso autore della Didaché (scritta intorno al 100) mostra a sua volta di conoscere questo vangelo .
Dopo il 70 A favore della datazione maggioritaria, che vuole la composizione del vangelo successiva al 70, è stato rilevato che, poiché nel Vangelo secondo Matteo Gesù sembra fare riferimento alla distruzione di Gerusalemme, la sua stesura debba essere successiva all'assedio di Gerusalemme e la sua conseguente distruzione per opera dei Romani, nell'anno 70.D. Moody Smith, Matthew the evangelis, in Encyclopedia of Religion, vol. 9, p. 5780. A sostegno di questa tesi, confortata anche dalla diffusa ipotesi di dipendenza dal Vangelo secondo Marco (datato attorno al 70), si evidenzia inoltre come il contesto rifletta già una divisione tra la Chiesa e la Sinagoga.R. T. France, The Gospel of Matthew, 2007.
Prima del 70 Diversi studiosi sostengono comunque una data antecedente al 70. Questi autori evidenziano come il riferimento alla sorte del tempio non sia chiaro e come siano invece presenti numerosi passaggi nei quali l'evangelista sembra presupporre l'esistenza del tempio nel momento in cui scrive. Il vangelo potrebbe quindi essere stato scritto nel decennio 60-70, quando è peraltro più probabile che l'apostolo fosse ancora attivo. Una datazione prima del 70 è infatti generalmente preferita da coloro che ritengono che il vangelo sia stato composto da Matteo apostolo;Brown (1997), pp. 216-217. tra questi uno dei più famosi è John Wenham, tra i maggiori sostenitori dell'ipotesi agostiniana. L'esegeta Francesco Spadafora ha analizzato la dipendenza della Prima lettera ai Tessalonicesi di Paolo di Tarso (scritta nel 50-51) dai capitoli 23 e 24 del vangelo di Matteo, ne conclude che il vangelo di Matteo precedette le due epistole paoline ai TessalonicesiFrancesco Spadafora, L'escatologia di san Paolo, Ed. Studium, 1957.. Concorda il biblista Bernard Orchard, che data il vangelo tra il 40 e il 50J. B. Orchard, Thessalonians and the Synoptic Gospels, Bib 19, 1938.. Una testimonianza circa la datazione di Matteo antecedente al 70 proviene anche da due codici georgiani del X e XI secolo, trascritti nel monastero della Santa Croce di Gerusalemme. È lo storico Gérard GaritteG. Garitte, Catalogue des manuscrits géorgiens littéraires du Mont Sinaï, Louvain, 1956. a spiegare che i codici, datati al 902 e al 1074, riferiscono la notizia che il vangelo secondo Matteo fu scritto otto anni dopo l'Ascensione di Gesù, il vangelo di Marco 11 anni dopo, Luca 15 anni dopo e Giovanni 32 anni dopoSecondo lo studioso Gino Zaninotto il contesto di questa datazione così precisa è il Sinodo di Gerusalemme dell'836 (cfr. Gino Zaninotto, Haute datation des Évangiles dans un document rédigé au Synode de Jérusalem en 836, in «La Lettre des Amis de l'Abbé Jean Carmignac», n. 23, marzo 1995, pp. 67)..
Secondo il volume Redating the New Testament di John Arthur Thomas Robinson, il Vangelo secondo Matteo deve essere datato prima dell'anno 70, perché esso pone una particolare attenzione «alla relazione dei Cristiani con il tempio, il sacerdozio e i sacrifici», situazione che era venuta meno al tempo della Guerra giudaica.
Il biblista francese Jean Carmignac, analizzando nelle lingue semitiche il problema sinottico, propone una datazione dell'originale aramaico o ebraico verso il 45 e della traduzione greca (quella pervenutaci) intorno all'anno 50.J. Carmignac, Nascita dei Vangeli sinottici, San Paolo, Cinisello Balsamo, 1986.
Autore
Il testo è anonimo, in quanto non presenta il nome dell'autore.Daniel J. Harrington, The Gospel of Matthew, 1991.
La tradizione cristiana antica attribuisce a Matteo apostolo la composizione dell'omonimo vangelo, risalendo agli scritti di Papia di Ierapoli, nella prima metà del II secolo, il quale affermò che Matteo raccolse i detti di Gesù scrivendoli nella lingua degli Ebrei;Mills (2003) non risulta siano mai stati proposti altri autori.
A partire dal XVIII secolo gli esegeti biblici hanno messo in discussione la possibilità che Matteo abbia scritto questo vangelo.Ehrman (2004), p. 92. Allo stato attuale non ci sono evidenze sufficienti per attribuire la redazione finale del testo a Matteo o a un altro autoreWhite (2004)., ma la maggior parte degli studiosi moderni preferisce comunque attribuire Matteo a un anonimo cristiano che scrisse verso la fine del I secolo. Secondo Gerd Theissen, ad esempio, il testo attuale non sarebbe opera di Matteo, ma ritiene possibile che una delle fonti utilizzate per la sua stesura, la fonte Q, possa essere ricondotta all'apostolo.Gerd Theissen, Il Nuovo Testamento, 2002. Un responso della Pontificia Commissione Biblica del 1911 indica con certezza che l'autore del Vangelo sia l'apostolo Matteo. Gli esegeti della École biblique et archéologique française (i curatori della Bibbia di Gerusalemme)Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, p. 2300, ISBN 978-88-10-82031-5. ritengono comunque che la fonte Q, così come il vangelo attribuitogli, non sia identificabile con l'apostolo Matteo: "Alcuni hanno perfino proposto di identificare la fonte Q (raccolta soprattutto di «parole» di Gesù) con Matteo, del quale Papia dice che ha messo in ordine i «detti» del Signore. Ma Papia usa la stessa espressione per indicare Marco (cf anche il titolo della sua opera) e nulla permette di pensare che il Matteo di cui parla abbia contenuto solo dei logia".
Gli esegeti della Bibbia CEI (nella sua versione del 2008) ritengono possibile che un primo nucleo del Vangelo di Matteo (forse la fonte del Vangelo di Marco o la fonte Q) sia stato scritto in aramaico tra il 40 ed il 50, ma che la versione giunta a noi sia una redazione greca, scritta attingendo dal Vangelo di Marco.
Howard Clark Kee ricorda invece come gli insegnamenti e i detti di Gesù furono tramandati oralmente finché non furono infine messi per iscritto; questa teoria è in parte basata sul «fatto che altri scritti cristiani, più tardi, includono detti attribuiti a Gesù che ricordano quelli inclusi nei vangeli, ma per i quali non vi sono equivalenti».Kee (1997), p. 447. Poiché l'attribuzione è molto antica e poiché Matteo è una figura relativamente poco rilevante nella prima letteratura cristiana, l'attribuzione a Matteo ha comunque i suoi sostenitoriTra questi, Gundry, (1982), cit. in Dal C. Allison Jr., Matthew, in Muddiman e Barton, The Gospels - The Oxford Bible Commentary, 2010.. Secondo il biblista anglicano R. T. France, ad esempio, l'apostolo Matteo, per i contenuti e il tono di questo vangelo, rimane il candidato più probabile.