Il dialetto primierotto (primieròt) è un dialetto della lingua veneta (gruppo veneto settentrionale) parlato nella valle di Primiero, nel Trentino.
Si tratta in particolare di un dialetto imparentato con il feltrino rustico. Il primierotto è infatti di una parlata "rustica" con numerosi termini legati alla vita contadina, in particolare all'allevamento delle mucche.
Una peculiarità di questo dialetto è anche la presenza di germanismi, dovuti alla lunga dominazione austriaca del Trentino, e quindi anche del Primiero.
Storia e classificazione La più importante, e attualmente unica, pubblicazione su questo dialetto è il Dizionario primierotto di Livio Tissot, uscito in due edizioni (1976 e 1995) e completato dalla prefazione del noto linguista Giovan Battista Pellegrini. Il primierotto fa parte dei dialetti veneti settentrionali (ovvero veneto-alpini) e si avvicina in particolare al tipo feltrino. L'Archivio glottologico italiano definisce anzi il primierotto come "quasi coincidente" col feltrino rustico.Archivio glottologico italiano, Casa Editrice Felice Le Monnier, 1991 - volume 76 - pagina 270.
Anticamente il dialetto aveva caratteristiche simili a quelle delle altre vallate dolomitiche ladine, ma le immigrazioni, l'attività mineraria e gli scambi commerciali le modificarono, senza cancellarle del tutto, tanto da essere ancora rintracciabili al giorno d'oggiDizionario primierotto, Edizioni Manfrini, 1996, pag. 17.; secondo Pietro Nicolao, dell'università degli studi di Padova,Nicolao P. (A.A. 1948-1949) Primiero nella sua parlata – Tesi di glottologia, Università degli studi di Padova, Facoltà di Lettere e Filosofia. nel primierotto sono sì presenti elementi preromani, ladini e tedeschi, ma esso rimane un idioma fondamentalmente di origine latina e veneta, con limitata influenza trentina.
L'impianto ladino-veneto del dialetto del Primiero, già dominio dei vescovi di Feltre, non venne intaccato nemmeno durante l'appartenenza alla contea del Tirolo, anche se gli intensi scambi commerciali con l'area germanica hanno apportato al dialetto diversi germanismi. Dal secondo dopoguerra, anche il primierotto ha teso a impoverirsi con l'affermarsi dell'italiano, ma negli ultimi anni si sta assistendo a una certa rivalorizzazione tramite manifestazioni e pubblicazioni.
Particolarità La vocale paragogica E, se posta alla fine della parola o della frase è spesso detta con tono accentuato e aperto: Mi no ghe n'impòde-é! (Non ne ho colpa). Particolarità unica è la collocazione del pronome all'interno della domanda: esso viene sempre posposto al verbo e messo alla fine della proposizione per aumentare l'accentazione del soggetto e del pronome: Saralo chi? (chi sarà?), Ghe la done a chi? (A chi la diamo?).Dizionario primierotto, Edizioni Manfrini,1996, pag 20
Fonologia (pronuncia) Come nel veneto settentrionale in generale esiste il suono /θ/, la fricativa dentale sorda (pronunciabile come la theta (θ) greca per esempio in Θερμοκρασία (thermokrasìa) o nel "think" inglese). Questo suono viene scritto con la lettera "Ẑ" o più spesso, seppur creando confusioni con il suono /t͡s/ presente nell'italiano, con la lettera Z; Buona parte delle 'D' intervocaliche vengono aspirate, ovvero pronunciate con /ð/, la fricativa dentale sonora, come la 'th' inglese (per esempio this)Dizionario primierotto, Edizioni Manfrini,1996, pag 19 e scritte con la lettera Đ; Nelle influenze italiane la fonotassi del dialetto tende ad eliminare le due sillabe dell'accrescitivo oni, sostituendolo con il dittongo ói per il plurale; per esempio scarpon diventa scarpói, anche se nei sostantivi femminili plurali si conserva la caratteristica ladina della desinenza ogn; Allo stesso modo i trigrammi sci e sce vengono trasformate in si e se a causa dell'inesistenza della fricativa postalveolare sorda (ʃ): scemo diventa sèmo. Per questo, a volte la s viene anche leggermente allungata: piscina diviene pis(s)ina..
Consonanti
Bilabiali Labiodentali Dentali Alveolari Postalveolare Palatali Velari Labiovelari Nasali Occlusive Affricate Fricative Approssimanti Vibranti Laterali
Vocali Anteriore Centrale Posteriore Alte Medio-alte Medio-basse Basse
Differenze tra vari comuni Ci sono nella valle di Primiero differenze di vocaboli tra i vari comuni. Le più evidenti si hanno nei comuni di Imèr, Mezzano e Siror.
Il dialetto parlato a Canal San Bovo presenta delle peculiarità proprie. Differisce da quello primierotto avvicinandosi maggiormente al dialetto della Valsugana e della Val di Fiemme. Presenta, infatti, a differenza del dialetto primierotto, la coniugazione dei verbi tipicamente trentina.
Un esempio evidente è rappresentato dalla parola che descrive la slitta tradizionalmente usata per trasportare il fieno: nel basso Primiero viene chiamata stròẑa, nell'alto Primiero slóiẑa e a Sagron Mis sluìẑa.
Grammatica
Verbi Qui ci sono alcuni verbi che mostrano la costruzione di essi nelle varie coniugazioni.Dizionario primierotto, Edizioni Manfrini,1996, da pag. 21 in poi
Presente indicativo Verbo essere (èser) Verbo avere (aér) Verbo portare (portàr) Verbo credere (créđer) Verbo dormire (dromìr) Mi son Mi è/òDizionario primierotto, Edizioni Manfrini,1996, pag 22 Mi porte Mi créđe Mi dròme Ti ti se Ti ti à Ti ti porti Ti ti cređi Ti ti dròmi El/ela el/la é El el à El el porta El el crét El el dròm Noi son Noi ón Noi portón Noi cređón Noi dromión Voi sé Voi aé Voi porté Voi cređé Voi dromì Lori i é Lori i à Lori i porta Lori i cret Lori i dròm
Imperfetto indicativo Verbo essere (èser) Verbo avere (aér) Verbo portare (portàr) Verbo credere (créđer) Verbo dormire (dromìr) Mi ère Mi aé Mi portée Mi cređée Mi dromìe Ti ti èri Ti ti aéi Ti ti portéi Ti ti créđi Ti ti dromìi El/ela el/la èra El el aéa El el portéa El el cređéa El el dromìa Noi arène Noi aène Noi portène Noi cređène Noi dromiène Voi arèđe Voi aèđe Voi portèđe Voi credèđe Voi dromièđe Lori i èra Lori i aéa Lori i portéa Lori i cređéa Lori i dromìa
Participio passato Il participio passato si forma solitamente aggiungendo alla radice del verbo -ést, nella seconda coniugazione e -ìst, nella terza. Nel linguaggio parlato però i participi vengono abbreviati: ad esempio verdést diventa vèrt e rompìst diventa rot.
Verbo essere Verbo avere Stàt Bù (A)vu(to)
Forma interrogativa Per le frasi interrogative va aggiunta dopo il verbo una particella che varia a seconda della persona, ma è uguale per tutte le forme verbali. Nella seguente tabella gli esempi dei verbi essere e avere:
Verbo essere Verbo avere Son-e ... ? Ò-(p)e ... ? Se-tu ... ? a-tu ... ? E-lo ... ? a-lo ... ? Son-e ... ? On-e ... ? Se-u ... ? Ae-u ... ? E-li ... ? A-li ... ?
Germanismi La secolare dominazione asburgica e gli scambi con le aree tedescofone hanno arricchito il primierotto di germanismi.
Si citano quali esempi cròfen (dolcetto di pasta lievitata a forma di mezzaluna con marmellata, un tempo in occasione delle nozze, da Krapfen), chìbel "secchio" (da Kübel), cucàr "curiosare" (da gucken).
Altre voci di tipo amministrativo-militare sono: stèmpel "timbro" (da Stempel), patrona "cartuccia del fucile" (da Patrone), "Faifa" "pipa" (da Pfeife) e anche aisenpòn "ferrovia" (da Eisenbahn).
Esempi in lingua Giorni della settimana Luni, Marti, Mèrcol, Dòbia, Vèndre, Sàbo, Domenega.
Stagioni AisùdaDizionario primierotto, Edizioni Manfrini,1996, pag 28, Istà, Ferdìna, Invèrn. Mesi dell'anno Ðegnèr, Feorèr, Mèrẑ, Aorìl, Majo, Ðugn, Lujo, Agòst, Setember, Otober, November, Deẑember.
Numeri Un, doi, trei, quatro, ẑinch, sie, set, ot, nóve, diése. Úndese, dódese, trédese, quatòrdese, quìndese, sédese, dissèt, disdòt, disnóve, vinti. Trenta; Quaranta; Ẑinquanta; Sesanta; Setanta; Otanta; NonantaDizionario primierotto, Edizioni Manfrini,1996, pag 169; Ẑènto; Dosènto; Mili; Domili; Diesemili; Ẑèntomili; 'N milion; 'N miliardo.
Proverbi Mèio brusàr en paés che pèrder le tradiẑión.
Proverbi contadini Se el Sas Maór el à el capel, mola la falẑ e ciàpa el restel; Se el Sas Maór el à la ẑentura, el siegaδor el laora a man segura; De San Valantin, se guerna senẑa 'l lumin; Se la pióva la vien da Santa Catarina, ciapa el restèl e camìna.Primiero di ieri e di oggi, pag 281 in poi
Proverbi meteorologici Se la piova la vien de Ẑarèđa, la vien co la ghèδa; Se la piova la vien dal Pavion, piova a balón; Se la piova la vien del Schenèr, la vien col stèr (staio o recipiente uguale a 19,16473 litri); Se la piova la vien de San Martìn, la vien col scuδelìn.
Scioglilingua e filastrocche Ẑento ẑeste de ẑeule marẑe. (: Cento ceste di cipolle marce.) Tirìn, tirìn, tirìna / la vècia Giacomina /la lava le scuđèle, /la salva le pì burte, /la spaca le pì bèle, /despò la và in piaẑa, /la crompa la salata, /la tasta se la é bona /col far de 'na parona /e tuti i la minciona. / (: Tirìn, tirìn, tirìna, la vecchia Giacomina lava le scodelle, salva le peggiori, rompe le più belle, poi va in piazza, compra l'insalata, assaggia se è buona come fosse la padrona e da tutti vien burlata)
Note
Bibliografia Livio Tissot, Dizionario primierotto, Provincia Autonoma di Trento, Assessorato alle Attività Culturali, 1976 Primiero di ieri...e di oggi, Saturnia, 1957 A.A.V.V., Primiero: storia e attualità, Zero Branco (Tv), Unigrafica, 1984.
Voci correlate Primiero Lingua veneta
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