Lo Sturmgewehr 44 (in italiano: "fucile d'assalto modello 1944", designazione abbreviata in StG 44) è stato un fucile a fuoco selettivo (automatico e semiautomatico) progettato da Hugo Schmeisser nel 1942 durante la seconda guerra mondiale e utilizzato dalla Germania nazista.
Fu utilizzato soprattutto sul fronte orientale, sebbene non sia stato in grado di influire sulle sorti del conflitto; poco dopo ne venne realizzata una versione ulteriore, lo Sturmgewehr 45.
Storia La ricerca di nuove armi per le forze armate tedesche Nella primavera 1918 il capitano Piderit, membro del Gewehr-Prüfungskommission ("Comitato di prova delle armi leggere") presentò un documento in cui chiedeva l'introduzione nell'esercito tedesco di armi a munizionamento intermedio. Sottolineava che di rado gli scontri a fuoco avvenivano a distanze superiori agli 800 metri, ovvero neanche la metà della gittata massima teorica delle armi in dotazione alla fanteria tedesca, ossia il fucile Mauser Gew. 1898 e la mitragliatrice Maxim MG 08, armi con gittata di oltre 2 000 metri. Una munizione più corta e meno potente avrebbe permesso di risparmiare i materiali, consentendo al contempo alle truppe di trasportare più munizioni e di scatenare un maggiore volume di fuoco. Avrebbe altresì prodotto minore rinculo, il che avrebbe permesso armi a fuoco selettivo, chiamate però ancora nel documento Maschine-pistolen (in italiano: pistole mitragliatrici). L'esercito imperiale tedesco non mostrò interesse, trovandosi già fornito dei nuovi mitra MP 18 in calibro 9 × 19 mm su cui giungevano continuamente dal fronte rapporti entusiastici che ne lodavano la maneggevolezza e il volume di fuoco. Ma l'MP 18 era sempre un'arma che impiegava una cartuccia da pistola, inutile oltre i 100 metri. Oltre quel limite, non vi erano alternative che il proiettile 7,92 × 57 mm Mauser, la cui potenza esigeva armi lunghe e pesanti.
Nel 1923, l'esercito tedesco pubblicò un bando per il rimpiazzo del fucile Mauser M1898. Requisiti fondamentali erano una minore lunghezza e un minor peso, ma mantenendo pur sempre la stessa efficacia sui 400 metri, e presentando un caricatore da 20 o 30 colpi. La compagnia bavarese Rheinisch-Westfälische Sprengstoff (RWS) diede inizio a vari esperimenti con nuove munizioni negli anni '20 e anche diverse industrie produttrici di armi per aerei mostrarono interesse nel campo. Lo sviluppo di armi adatte alle nuove munizioni non cominciò prima del 1930. La RWS propose due cartucce, una da 7 mm e l'altra da 8 mm, entrambi con bossolo da 46 mm. La Deutsche Waffen- und Munitionsfabriken (DWM) propose il suo 7 × 39,1 mm e la Gustav Genschow & Co (Ge.Co) propose il 7,75 × 39,5 mm. L'arma automatica della Ge.Co fu il Model A35, uno sviluppo del precedente fucile semiautomatico SG29, ma l'arma si rivelò troppo complessa e pericolosa per essere adottata. Pertanto, l'arma della Reichswehr divenne il Karabiner 98k, versione più corta del Gewehr 98, camerato per la classica munizione d'ordinanza 7,92 × 57 mm.
L'introduzione del munizionamento intermedio e il progetto
All'inizio della seconda guerra mondiale, le armi dell'esercito tedesco erano paragonabili a quelle di tutti gli altri eserciti. Una tipica unità di fanteria era equipaggiata con fucili a ripetizione manuale, mitra (in dotazione perlopiù ai sottufficiali) e mitragliatrici leggere. La principale differenza era la grande enfasi posta sulle mitragliatrici leggere: laddove statunitensi, francesi e sovietici e altri le relegavano a ruolo di supporto, tedeschi e i britannici ne facevano il fulcro della squadra di assaltatori, in virtù proprio dell'esperienza acquisita nel 1914-18. All'inizio della guerra i tedeschi erano ben forniti di pistole-mitragliatrici che davano alla loro fanteria un'elevata potenza di fuoco ravvicinato, come ampiamente dimostrato nelle campagne di Polonia e soprattutto di Francia. In generale però, quanto all'armamento del fante, anche le autorità militari tedesche erano rimaste ancorate ai concetti della Grande guerra: il fucile a ripetizione manuale, progettato 40 anni prima, era ritenuto anche in Germania l'arma migliore e più utile.
Uno dei problemi di questa dottrina tattica era che i fucili a ripetizione manuale erano troppo lunghi per essere usati agevolmente dalle truppe meccanizzate e dai carristi, e sebbene precisi e potenti, a distanza ravvicinata erano disperatamente lenti nel ciclo di sparo. Le pistole mitragliatrici quali MP 18/28, MP 34, MP 40 erano certo utilizzabili in tali contesti ma mancavano di gittata e potenza oltre i 100 m. La necessità di un'arma intermedia si manifestava con evidenza, ma fu sempre respinta dalle alte sfere militari.
Il problema divenne pressante nel 1941 con l'invasione dell'Unione Sovietica. L'Armata Rossa stava lentamente rimpiazzando i suoi fucili d'ordinanza Mosin-Nagant M1891 e derivati con i nuovi fucili semiautomatici Tokarev SVT-38 e SVT-40. Le pistole mitragliatrici erano allo stesso tempo molto diffuse e il PPŠ-41 stava entrando in produzione su scala industriale, fornito a un numero enorme di soldatiWeeks, John, World War II Small Arms, Galahad Books, 1979.. Le tattiche sovietiche di assalti furiosi a distanza ravvicinata con un gran numero di uomini che sommergevano di raffiche tutto ciò che incontravano si erano rivelate spaventosamente efficaci: l'arma standard della fanteria tedesca, ossia i fucili a ripetizione manuale Mauser Karabiner 98k, non reggevano il confronto; la potenza di fuoco della Wehrmacht si basava quindi essenzialmente sulle mitragliatrici. Appena la distanza di combattimento si allungava oltre i 200 m i tedeschi riuscivano a contrastare i sovietici, grazie all'alto numero di mitragliatrici a disposizione, ma a distanza ravvicinata erano in grave difficoltà a causa della superiorità numerica e di volume di fuoco delle truppe dell'Armata Rossa.
Questa esperienza costrinse le autorità tedesche a riconsiderare le loro tattiche. L'esercito tedesco aveva tentato di sviluppare armi semiautomatiche, giungendo per esempio al Walther Gewehr 43, ma anche quando questo venne adottato la produzione non fu mai sufficiente a soddisfare la domanda. I soldati tedeschi fecero così prontamente uso di tutte le armi semiautomatiche e automatiche catturate al nemico, come i SVT-40 e i PPŠ-41. Diversi tentativi furono portati avanti per introdurre nella Wehrmacht armi automatiche individuali a lunga gittata, ma l'eccessiva potenza della cartuccia ordinaria 7,92 × 57 mm rendeva le armi leggere impossibili da controllare dal singolo soldato in modalità automatica. Il fucile mitragliatore FG 42, sviluppato privatamente dalla Luftwaffe e distribuito ai paracadutisti, fu un buon tentativo ma non entrò in produzione su larga scala proprio perché, nonostante le brillanti soluzioni tecniche adottate e l'elevata qualità, manteneva il calibro standard 7,92 × 57 mm ed era pressoché incontrollabile nel tiro a raffica.
La soluzione tedesca fu quella di introdurre una munizione intermedia tra fucile e mitra. Esperimenti con simili munizioni erano in corso fin dagli anni 1930, ma erano stati sempre rimasti nel cassetto. Nel 1941, però, stava diventando evidente che occorreva un'arma individuale che permettesse a ogni singolo fante di poter effettuare sia il tiro automatico, di saturazione o interdizione, sia quello semiautomatico, a tutte le tipiche distanze di combattimento. L'analisi dei rapporti dal fronte indicava che i fucilieri utilizzavano i loro fucili d'ordinanza fino ai 500 metri, distanza oltre la quale si usavano quasi esclusivamente le mitragliatrici. Inoltre, i tradizionali fucili a ripetizione erano quasi inutili a distanza ravvicinata; e sebbene i mitra fossero armi devastanti, erano presenti in numero limitato e comunque, poiché impiegavano le stesse cartucce delle pistole, la loro portata utile non andava oltre i 100 m. Un'arma automatica individuale capace di conferire al singolo fuciliere la possibilità di fuoco sia a raffica sia semiautomatico a tutte le distanze di combattimento, fino ai 3–400 m, avrebbe quindi ristabilito la superiorità della Wehrmacht in fatto di potenza di fuoco sull'Armata Rossa.
Per ottenere ciò, occorreva che la nuova arma utilizzasse una cartuccia di nuova concezione, intermedia fra quella da fucile/mitragliatrice in dotazione alla fanteria (che era troppo potente) e quella da pistola (che non lo era abbastanza), per colmare il vuoto esistente tra le prestazioni delle mitragliatrici e quelle delle pistole-mitragliatrici. Gli studi condotti dalla Wehrmacht indicavano come ideale una cartuccia con bossolo intorno ai 35 mm, capace di contenere una carica di lancio sufficiente a coprire tutte le distanze di combattimento ma tuttavia sempre ben controllabile dal tiratore. Inoltre, il modesto rinculo prodotto avrebbe anche consentito di tenere peso e dimensioni dell'arma entro limiti più che accettabili. Pertanto si decise di adottare la munizione proposta dalla Polte, la 7,92 × 33 mm Kurzpatrone (munizione corta). Per minimizzare i problemi logistici, il proiettile standard da 8 mm fu usato come base.Jane's Guns Recognition Guide, Ian Hogg & Terry Gander, Harper & Collins Publishers, 2005, Page 287.
I prototipi e la produzione preliminare
Il governo tedesco aveva già iniziato il suo programma per munizioni intermedie subito dopo l'inizio del conflitto. La fabbrica di munizioni Polte di Magdeburgo era stata incaricata di sviluppare nuove munizioni nel 1938 e siglò un contratto con il Heereswaffenamt (HWA, ufficio per gli armamenti). Contemporaneamente, l'HWA commissionò alla C.G. Haenel di Suhl lo sviluppo di un fucile adatto alla munizione. L'arma avrebbe dovuto essere più corta del K98k (il peso non doveva aumentare), la gittata efficace avrebbe dovuto attestarsi almeno sui 400 m, avrebbe dovuto essere a fuoco selettivo con un rateo di fuoco automatico teorico di 450 colpi al minuto, compatibile con granate da fucile, affidabile e semplice da produrre.
Contratti per fucili camerati in 7,9 × 33 mm Kurz furono emessi sia per la Carl Walther Waffenfabrik sia per la Haenel (il cui gruppo di progettisti era diretto da Hugo Schmeisser) a cui fu chiesto di inviare prototipi sotto la denominazione Maschinenkarabiner 1942 (MKb 42). I progetti erano simili: entrambi erano azionati a recupero di gas e presentavano selettore di tiro. Nel dicembre 1941 i prototipi di entrambe le aziende furono testati dall'HWA a Kummersdorf. Il prototipo presentato dalla Haenel venne designato Maschinenkarabiner 42(H) e quello della Walther venne denominato MKb 42(W).
Il prototipo della Walther presentò numerosi malfunzionamenti, le canne usate presentavano rigonfiamenti pericolosi e uno addirittura sparò a camera aperta, determinando l'esplosione dell'arma. Il tutto fu imputato a difetti insiti nel progetto. Il prototipo della Haenel si rivelò invece superiore a quello della Walther, e l'esercito ordinò alla Haenel un altro esemplare che incorporasse i pochi punti di forza della Walther rispetto al modello originale della Haenel: un attacco per la baionetta e il cambiamento del passo di rigatura della canna. La consegna dei primi cinquanta fucili per le prove sul campo fu concordata per l'inizio del 1942. La prima azione delle armi risale all'aprile del 1942, quando 35 dei soli 50 esemplari esistenti vennero paracadutati nella sacca di Demjansk. Emersero subito molti apprezzamenti, ma anche critiche per alcuni difetti.