In suo onore si svolgono ogni anno, a Vercelli, dal 1950 il Concorso internazionale di musica G.B. Viotti e dal 1998 il Viotti Festival.

Biografia La formazione piemontese

Violinista italiano, compositore e impresario teatrale, nacque nel 1755 da una famiglia di umili origini a Fontanetto Po, nella parte piemontese dell'allora Regno di Sardegna. Il piccolo Giovanni Battista ebbe modo di manifestare presto il proprio talento musicale, stimolato dall'interesse per la musica del padre, Felice Viotti, sposato con Maddalena Milano. Questi faceva il fabbro ferraio ma si dilettava a tenere serate musicali in casa, dove suonava il corno da caccia, e aiutò Giovanni Battista nei primi decisivi anni di formazione. Condotto nel 1766 da un certo signor Giovanni Pavia a suonare per una festa religiosa a Strambino (o Ivrea), fu notato dal vescovo, monsignor Francesco Rorà, che gli consigliò di trasferirsi a Torino per studiare presso la casa della Marchesa di Voghera. Qui fu preso sotto la protezione del figlio della Marchesa, il principe Alfonso Dal Pozzo della Cisterna, che affidò l'educazione musicale del giovane Giovanni Battista dapprima al violinista Celoniati (probabilmente Carlo Antonio) e successivamente a Gaetano Pugnani. Quest'ultimo, allievo di Giovanni Battista Somis, erede della tradizione violinistica italiana risalente ad Arcangelo Corelli, fu nominato primo violino della cappella di corte nel 1770, ricoprendo per contratto anche l'incarico di primo violino e direttore dell'orchestra del Teatro Regio. Riconosciuto come unico suo maestro dallo stesso Viotti, Pugnani trasmise un'importante eredità culturale al giovane Giovanni Battista, soprattutto per la predilezione per un trattamento particolarmente espressivo del violino. Si pensa che in seguito il giovane Viotti abbia proseguito la sua formazione da autodidatta, prevalentemente nella composizione, poiché si separerà dal suo maestro principale Pugnani in via definitiva nel 1781. Il primo incarico professionale di Viotti risale alla stagione 1773-1774, in cui compare tra i violini dell'orchestra del Teatro Regio; due anni dopo, il 27 dicembre 1775, venne assunto come «soprannumerario» nell'orchestra di corte e fu confermato il marzo successivo. Durante il periodo torinese Viotti tenne probabilmente numerose accademie private, anche se la prima testimonianza risale al 1778, secondo una recensione della Gazzetta di Torino.

I viaggi in Europa

Il basso stipendio ricevuto alla Cappella Reale e la volontà di «forgiare sempre più il [...] talento» probabilmente lo indussero a intraprendere nel 1780 una tournée europea al fianco di Pugnani, suonando dapprima a Ginevra e Berna. I concerti tenuti in Svizzera e la fama ottenuta stimolarono Viotti a proseguire il viaggio, esibendosi a Dresda presso il Principe elettore di Sassonia Federico Augusto III, e a Berlino, nell'aprile 1780, al cospetto di Federico II e del principe Federico Guglielmo, con il quale ebbe «l'onore [...] di far musica sovente». Dopo Berlino ritroviamo Viotti in Polonia, presso Stanislao II Augusto Poniatowski, e a San Pietroburgo, dal gennaio 1781 per quasi dieci mesi, durante i quali si esibisce a corte, al cospetto di Caterina II, e in concerti pubblici. Una breve tappa a Berlino consentì a Viotti di dare alle stampe il suo primo concerto per violino in La maggiore, poi ripubblicato a Parigi come No. 3; questa tappa segnò la sua separazione definitiva da Pugnani, che seguì la via di Torino mentre Viotti si avviò verso Parigi.

Il primo periodo parigino

In virtù di una forte stabilità del sistema produttivo in mano al re, Parigi vantava un'attività operistica continuativa, un florido mercato editoriale e un'ampia attività concertistica, pubblica e privata. Tali ragioni spinsero moltissimi musicisti stranieri a raggiungere la capitale. In particolare i violinisti italiani (Antonio Bartolomeo Bruni, Felice Giardini, Gaetano Pugnani, Giuseppe Cambini, Giovanni Mane Giornovichi, ecc.) trovarono un ambiente particolarmente sensibile e ricettivo, e Viotti, grazie alle sue formidabili qualità di concertista e di compositore, non fece fatica a imporsi come la personalità violinistica dominante. Inserito probabilmente nel circuito concertistico dal Baron de Bagge, noto violinista amatore, Viotti apparve per la prima volta al Concert Spirituel il 17 marzo 1782, ottenendo un grandissimo successo, e per due stagioni vi suonò ben ventisette volte, non mancando di tenere accademie private e concerti "au benefice de...", fino al ritiro definitivo dall'agone pubblico nel settembre 1783. Sempre nel 1782 fu iniziato in Massoneria nella Loggia parigina Saint-Jean d'Écosse Pierre-François Pinaud, "Le cosmopolitisme musical à Paris à la fin du XVIIIe siècle", Chroniques d'histoire maçonnique nº 63. Sull'appartenenza alla massoneria di G.B. Viotti, si veda: A. BASSO, Musicisti massoni in Piemonte nell'età napoleonica, in "Libertà e modernizzazione. Massoni in Italia nell'età napoleonica", Roma 1996, pp.199-200.. In questa situazione conobbe il violoncellista Jean-Louis Duport, sulla cui tecnica dell'archetto egli ebbe grande influenzaJean-Louis Duport, a cura di Martin Rummel, 21 Etudes for Violoncello with an accompaniment of a second Violoncello ad libitum , Barenreiter, Kassel, 2005, p. V-VI. ISMN 979-0-006-52998-8. Forse una maggiore sicurezza economica o la volubilità del pubblico parigino lo spinsero a dedicarsi all'attività esecutiva negli ambienti privati e a corte; diresse l'orchestra del principe di Rohan-Guémenée e probabilmente quella del principe di Soubise, per poi entrare, nel gennaio 1784, al servizio di Maria Antonietta a Versailles. L'impegno di musicista di corte e la possibilità di avere sottomano un'orchestra intensificarono la sua attività compositiva, con la produzione di numerosi concerti per violino e di musica da camera. Dopo un periodo in cui si dedicò verosimilmente alla composizione e all'insegnamento, nel 1789 iniziò per Viotti un'intensa carriera di impresario teatrale, che lo accompagnerà per tutta la vita con esiti non sempre felici: personaggio ben conosciuto negli ambienti importanti della capitale e nome di rilievo al Concert de la Loge Olympique e al Concert spirituel — dove nel 1787 furono presentate due sue Sinfonie Concertanti —, dopo avere tentato di ottenere la direzione dell'Opéra nel 1789 entrò a fare parte della direzione del Théâtre de Monsieur. Grazie al patrocinio del Conte di Provenza e insieme a Léonard Autié, primo parrucchiere della regina, Viotti rese il Monsieur un'istituzione di prestigio e destinata a incidere profondamente nella realtà teatrale della città: con tre compagnie di canto — una per l'opera francese, una per la comédie e il vaudeville, e una per l'opera italiana — e un'orchestra fra le prime della capitale, il teatro difese il valore dell'opera italiana e fu sede di importanti esecuzioni strumentali.

I periodi inglese e tedesco

A luglio del 1792, travolto dall'incalzare della Rivoluzione e reo di essere amico della regina e straniero, Viotti dovette lasciare la direzione del teatro — che nel frattempo si era trasferita dal palazzo delle Tuileries alla Salle de la Foire de Saint-Germain, prima, e alla Salle de la rue Feydeau, poi — e partire alla volta di Londra.

A Londra Viotti riprese l'attività concertistica, anche grazie alla fama che lo aveva preceduto nel Regno Unito e ai contatti che aveva tenuto con Johann Peter Salomon, impresario lungimirante che fece di tutto per assicurarsi i migliori talenti che venivano da Oltralpe (M.me Mara, J. L. Dussek, N-J. Hüllmandel, F. Janiewicz). Dopo il debutto il 7 febbraio 1793 agli Hanover Square Concerts, Viotti rimase fuori continente fino al 1798, a parte un breve e pericoloso (per via della situazione politica) viaggio a Fontanetto Po nello stesso anno per la morte della matrigna. A Londra legò con William e Margaret Chinnery una stretta e sincera amicizia che durerà per tutta la vita, e si dedicò all'attività concertistica, esibendosi nei più prestigiosi palcoscenici e nei circoli privati più importanti, tra cui quello del principe di Galles. Grazie alla sua aspirazione imprenditoriale nel 1794 ottenne l'incarico di acting manager del King's Theatre (Opera House at Haymarket), assumendosi la responsabilità della programmazione concertistica, e nel 1797 successe a W. Cramer come direttore d'orchestra; in questa sede ebbe modo di entrare in contatto con Franz Joseph Haydn, ai cui benefit concerts suonò più volte. Tuttavia la situazione economica non era delle migliori e Viotti decise di intraprendere, forse su indicazione di W. Chinnery, la via del commercio di vini e liquori, ritenuto più redditizio di altre attività inerenti alla sfera musicale. Per più di un anno Viotti spese le giornate diviso tra il commercio e la musica, dedicando i fine settimana ai Chinnery e ai loro parties musicali. La frequentazione di luoghi sospetti come la locanda "Crown and Anchor Inn", l'essere stato legato a personaggi simpatizzanti la Rivoluzione e la presenza di lettere che testimoniavano un rapporto ancora frequente con la Francia furono tra le cause che, nel marzo 1798, portarono il governo britannico a espellere Viotti dall'Inghilterra per sospetto giacobinismo. Viotti scrisse una vibrante dichiarazione di protesta sul Times e si imbarcò il 10 marzo per Schenefeld (Pinneberg), nei pressi di Amburgo, dove visse per quasi due anni, rifiutando di esibirsi in pubblico e dedicandosi all'attività di insegnamento e di composizione. In questo periodo, preso dallo sconforto e dalla nostalgia, scrisse il Précis de la vie, scritto autobiografico che affidò a un diplomatico inglese di passaggio per l'Inghilterra e pubblicò i Six duos concertans op. 5 (Böhme), dedicati agli amici Chinnery, frutto «du loisir que le malheur me procure» e «dictés par la peine, d'autres par l'espoir». Nel luglio 1799 lasciò la Germania e nel 1801 (forse prima) si recò a Londra, dove dedicò le proprie energie esclusivamente al commercio di vini, che lo vide ripetutamente vacillare tra successi e dissesti finanziari; continuò a comporre e suonare negli ambienti privati e per gli amici, ma si ritirò quasi interamente dall'attività concertistica. Viotti ritornò alla vita pubblica solo nel 1813, quando apparve, al fianco di Muzio Clementi e W. Cramer, nella lista dei fondatori della London Philharmonic Society, patrocinata dal duca di Cambridge, suo amico e dedicatario del concerto per violino No. 27. Tuttavia, l'esperienza della Philharmonic si rivelò piuttosto amareggiante e, dopo qualche anno travagliato per l'esclusione dall'incarico di segretario-tesoriere e per i debiti accumulati nell'attività commerciale, tentò ancora la via di Parigi.

Di nuovo a Parigi