La via delle Gallie (lat. via Publica oppure strata Publica; in francese route des Gaules o voie des Gaules), chiamata anche strada delle Gallie, fu una strada romana consolare fatta costruire da Augusto sulla traccia di sentieri preesistenti per collegare la Gallia cisalpina, nella Pianura Padana, con la Gallia transalpina, da cui il nome della strada. Prima opera pubblica realizzata dai Romani in Valle d'Aosta, attraversava in parte le moderne Italia, Francia e la Svizzera.

Fu creata per facilitare l'espansione militare e politica romana verso le Alpi, che si concretizzò poi con la conquista di Rezia ed arco alpino sotto Augusto.. La via delle Gallie iniziava da Mediolanum (la moderna Milano) e passava per Augusta Eporedia (Ivrea), biforcandosi in due rami all'altezza di Augusta Praetoria (Aosta).

Da Augusta Praetoria un ramo della strada si dirigeva verso il passo del colle del Piccolo San Bernardo (lat. Columna Iovis) fino a Lugdunum (Lione), mentre l'altra diramazione giungeva al passo del colle del Gran San Bernardo (lat. Mons Iovis) per poi condurre verso Octodurus (Martigny), nel moderno Canton Vallese, in Svizzera. In epoca medievale vi si sovrapporrà il tracciato della via Francigena e del Leiðarvísir, mentre attualmente, per lunghi tratti, coincide con la strada statale 26 della Valle d'Aosta e la strada statale 27 del Gran San Bernardo.

Storia Viabilità preromana in Valle d'Aosta In epoca antica le vie di comunicazione in Valle d'Aosta avevano un tracciato praticamente obbligato a causa della morfologia montana; in particolare, queste vie erano spesso costruite lungo il crinale dei monti per evitare il talweg della valle, che era soggetta agli straripamenti della Dora Baltea, i quali potevano causare la formazione di acquitrini.. Un tracciato lungo la Dora Baltea, nonostante questi problemi, è stato forse realizzato già dal III millennio a.C.: sono stati infatti rinvenuti, lungo i due versanti alpini, ritrovamenti archeologici ascrivibili a tale periodo storico.Fonte: cartello informativo nei pressi del Ponte romano di Saint-Vincent.

All'epoca dei Salassi, popolazione di origine celtica che abitava il Canavese e la valle della Dora Baltea, gli spostamenti quotidiani erano probabilmente garantiti da una rete viaria primitiva e da un reticolo di mulattiere che si sviluppava talvolta a fondovalle e principalmente a quota lievemente maggiore rispetto all'altitudine della successiva via delle Gallie: tale rete viaria serviva anche a collegare tra loro i vari insediamenti abitativi (le civitates, i municipia e i pagi, che a loro volta era costituiti da vici) situati a mezza costa o lungo le pendici alpine. La via delle Gallie, in latino, era conosciuta come via Publica oppure come strata Publica.

Un tratto di mulattiera preromana, costituito da un corridoio di dieci gradini scalpellati a mano tra strette rocce, venne ritrovato anche nei pressi di Avise (lat. Avisio), nella zona di Pierre Taillée. Esistevano anche strade vere e proprie: nell'Ottocento Pierre-Louis Vescoz individuò i resti di un'antica strada preromana tra Pont-Saint-Martin (lat. Pons Heliae) e Donnas (lat. Donasium), detta chemin des Salasses, oggi ancora visibili a tratti, sebbene questi ultimi siano estremamente ridotti:

Le sostruzioni ciclopiche nel tratto tra Bard (lat. Castrum Bardum) e Donnas (lat. Donasium) sono datate non molto prima della nascita di Augusta Praetoria, ovvero della città romana corrispondente alla moderna Aosta, che fu fondata nel 25 a.C. La Valle d'Aosta era, fin dall'antichità, una naturale via di transito di uomini e merci. Strabone così descriveva le vie di comunicazione valdostane negli anni precedenti alla conquista romana delle terre salasse:

Ipotesi sull'epoca della costruzione

Secondo l'ipotesi dell'archeologo Carlo Promis, cit. in ., che cita un passo di Polibio, esisteva in Valle d'Aosta, già in epoca repubblicana, quindi precedente alla conquista romana di queste terre, che è avvenuta durante il principato di Augusto, primo imperatore romano, una strada di fondovalle regolare, quindi più che un sentiero, la cui costruzione si sarebbe conclusa tra il 121 a.C. e il 120 a.C.Per Carlo Promis, i dati archeologici sarebbero confermati: «ne' ponti, ne' tagli, nelle costruzioni in loro muto ma efficacissimo linguaggio accusano il pensiero e la struttura delle opere, quali facevansi un secolo e mezzo avanti Cristo», cit. in ..

In seguito Pietro Barocelli, archeologo e soprintendente di Piemonte e Liguria,, cit. in . ha messo in dubbio le conclusioni di Carlo Promis: «esse appaiono troppo assolute anche solo se si pensa alla grandiosità dei lavori e allo stato di guerra durante i quali sarebbero stati fatti, inframmezzato da malfide paci»..

Almeno parte della strada, in particolare il tratto che da Augusta Praetoria si diramava verso le Alpi Pennine, sarebbe contemporaneo, oppure posteriore, alla fondazione della cittàLa strada sarebbe stata fondata «negli ultimi tempi della repubblica romana e sistemata contemporaneamente alla fondazione della città di Augusta Praetoria (la moderna Aosta), o anche posteriore, almeno per quanto riguarda la diramazione verso l'Alpe Pennina», cit. in .. Alcuni storici svizzeri concordano che il tratto del colle del Gran San Bernardo (lat. Mons Iovis) risalga all'epoca dell'imperatore Claudio (41-54), al quale sono dedicati alcune pietre miliari: Claudio elevò infatti l'antico oppidum celtico di Octodurus (oggi Martigny) a municipium. Octodurus era infatti una città molto importante, tant'è che costituiva uno dei punti terminali della via delle Gallie.

Il giornalista André Zanotto, raccogliendo i suggerimenti delle ipotesi precedenti, ha ipotizzato che la strada di fondovalle sia stata in parte sistemata prima della definitiva sottomissione dei Salassi durante i periodi di mediazione e accordi, seppur deboli, tra questo popolo e gli antichi Romani.Sappiamo che all'epoca, i Salassi, erano soliti chiedere pedaggi sulle loro strade. Ciò poteva essere uno dei motivi tale per cui queste vie erano relativamente curate da un punto di vista manutentivo.

La strada, secondo Zanotto, sarebbe stata quindi costruita prima dai militari romani coadiuvati dalla popolazione locale, mentre dopo la sottomissione dei Salassi la forza lavoro degli schiavi sarebbe divenuta preponderante. La strada non poteva che sorgere sulla via di comunicazione preromana a causa della topografia della valle, che era limitante per via del poco spazio pianeggiante disponibile.

Secondo Letizia Gianni, autrice di numerose guide sulla successiva e medievale via Francigena, la via delle Gallie fu fatta costruire intorno al 12 a.C., e quindi lastricata durante il principato dell'imperatore Augusto nel 47 d.C..

Epoca medievale In epoca medievale il percorso della via Francigena lungo la Valle d'Aosta venne in parte a sovrapporsi all'antica via delle Gallie romana. Una parete crollata nei pressi di Balmas, località che si trova nei pressi di Montjovet (lat. Mons Ioviculus), determinò lo spostamento del sedime stradale della via Francigena più a valle rispetto al tracciato della strada romana, che invece fu realizzato più a monte.

Epoca contemporanea A causa dell'esiguità di spazio pianeggiante a fondovalle, che è tipica delle zone di montagna, i percorsi delle moderne strada statale 26 della Valle d'Aosta e strada statale 27 del Gran San Bernardo sono per lunghi tratti sovrapposti ai tracciati della via delle Gallie e della via Francigena. Parte dei tratti della via delle Gallie che non coincidono con le strade statali, oppure che corrispondono a strade non sono asfaltate, si sono poi trasformati, a causa della mancanza di manutenzione e dell'incuria, nel sentiero CAI n. 103 (che è indicato dai cartelli come "via Francigena"), nel Chemin des VignoblesSito dedicato allo Chemin des Vignobles e in altri tratti di sentieri ancora oggi molto frequentati.

Attualmente, all'interno del programma Interreg IIIB MEDOCC, sette paesi europei collaborano per la valorizzazione delle antiche vie romane, tra le quali figura anche la via delle Gallie. Nel 2005 è stato messo in sicurezza il sito archeologico di Donnas (lat. Donasium) dove è presente il tratto meglio conservato della parte delle via delle Gallie che passava attraverso la moderna Valle d'Aosta. Nuovi interventi sono stati svolti nel 2014, nell'ambito del progetto Interreg "La via consolare delle Gallie".2014 - Tratti di Via delle Gallie, sito ufficiale della Regione Valle d'Aosta, consultato il 10 aprile 2020.

Percorso

La via delle Gallie iniziava a Mediolanum (l'attuale Milano), dove intersecava la via Gallica, la via Regina, la via Spluga, la via Mediolanum-Bellasium, la via Mediolanum-Bilitio, la via Mediolanum-Brixia, la via Mediolanum-Placentia, la via Mediolanum-Ticinum e la via Mediolanum-Verbannus, per poi proseguire verso Eporedia (Ivrea), città che fu costruita nel 100 a.C. per volere del Senato romanoSecondo alcune ipotesi, Eporedia fu fondata proprio a protezione della via delle Gallie a seguito della sconfitta dei Cimbri ai Campi Raudi da parti di Caio Maio. Cfr. Touring Club Italiano, Torino e Valle d'Aosta, Guide Rosse, Touring Editore, 1996, p.24. ISBN 8836508804, e continuare fino ad Augusta Praetoria (Aosta), città romana fondata nel 25 a.C.

Uscita da Mediolanum attraverso Porta Vercellina la via delle Gallie proseguiva verso Ad Quartum (Quarto Cagnino), Ad Quintum (Quinto Romano), Ad Septimum (Settimo Milanese), Barasium (Bareggio), Curiapicta (Corbetta), Maxentia (Magenta), Tricastium (Trecate), Novaria (Novara), Vicus Longus (Vicolungo), Grecum (Greggio), Badaluchum (Balocco), Cerrodunum (Cerrione), Palatium (Palazzo Canavese), Bolenicum (Bollengo), Augusta Eporedia (Ivrea), Quatiolum (Quassolo), Mons Altus Eporediensium (Montalto Dora), Burgus Francus Eporediensis (Borgofranco d'Ivrea), Septingesimum (Settimo Vittone), Quingesimum (Quincinetto), Quadragesimum (Carema), Pons Heliae (Pont-Saint-Martin), Donasium (Donnas), Alnus (Hône), Castrum Bardum (Bard), Arnadium (Arnad), Ixonia (Issogne), Vitricum (Verrès), Cillianum (Saint-Vincent), Castelium Augustensium Praetorianorum (Châtillon), Cambavia (Chambave), Ad Fines Augustensium (Fénis), Nucetum (Nus), Quartum (Quart) e giungendo ad Augusta Praetoria (Aosta), dove la via delle Gallie si biforcava in due rami.

Da Augusta Praetoria, un ramo della strada usciva dalla Porta Decumana dirigendosi verso la Valdigne e valicando poi il passo Columna Iovis (detta anche in latino Alpis Graia), oggi chiamato colle del Piccolo San Bernardo. Proseguiva poi verso Lugdunum, città romana fondata nel 47 a.C. e oggi chiamata Lione, sua destinazione finale.

L'altro ramo usciva invece dalla Porta Principalis Sinistra, anch'essa di Augusta Praetoria, arrivando al passo Mons Iovis (chiamato in latino anche Alpis Poenina oppure Summus Pœninus), oggi detto passo colle del Gran San Bernardo, che conduceva oltre le Alpi verso Octodurus (Martigny), nel moderno Canton Vallese, in Svizzera.

Il ramo che si dirigeva verso Octodurus (Martigny), superata Augusta Praetoria, attraversava Ginodium (Gignod), dopo di cui valicava il passo del colle del Gran San Bernardo (lat. Mons Iovis), per poi dirigersi verso Ursiores (Orsières) e giungendo infine a Octodurus, destinazione finale di questa biforcazione. Il ramo che invece si dirigeva verso Lugdunum, passata Augusta Praetoria, attraversava Fundus Gratianus (Gressan), Fundus Joventianus (Jovençan), Sarra (Sarre), Aimivilla (Aymavilles),