Per i suoi atti di eroismo in battaglia il popolo lo salutava come il «nuovo Acritis», dal famoso romanzo cavalleresco bizantino Digenis Akritas, l'eroe mitico della frontiera bizantina..
Amante della civiltà e cultura occidentale, Manuele si rivelò un sovrano versatile e brillante, affascinato dalla discussione teologica..
Fu uno dei sovrani più energici e ambiziosi della dinastia Comnena. Sotto il suo regno, l’Impero bizantino conobbe una fase di rinnovata vitalità, sostenuta da un’intensa attività diplomatica che portò Costantinopoli a intrecciare relazioni con le principali potenze europee e mediterranee. Introdusse alla sua corte il gioco cavalleresco francese, riformando l'assetto amministrativo dell'impero e concedendo numerose cariche governative ai Latini.. Non mancò però di mostrare anche un'ecessiva impetuosità, e di aver disperso le sue forze su molteplici fronti che non portarono benefici a lungo termine all'impero..
Biografia Gioventù Manuele I Comneno, quartogenito di Giovanni II Comneno, viene descritto dalle cronache dell'epoca come un giovane di bell'aspetto, alto e dai modi affabili, caratteristica che in futuro non gli impedirà di essere abile uomo di comando e ottimo soldato, esperto cavaliere e valido stratega. Abile diplomatico, in giovane età mostrerà la sua passione per la politica e per la cultura, con una particolare predilezione per l'arte, le scienze e la retorica..
Malgrado non fosse l'erede al trono designato, preceduto com'era dai fratelli maggiori Alessio, Andronico e Isacco, a 18 anni compiuti, nel 1136, il padre ritenne utile che egli contraesse matrimonio con Costanza d'Antiochia, la cui città era sfuggita all'Impero quando il normanno Boemondo I di Antiochia l'aveva strappata ai Turchi nel corso della prima Crociata, rendendola il centro del suo personale principato, a dispetto del giuramento di vassallatico prestato all'imperatore bizantino Alessio (che prevedeva la restituzione di tutte le regioni siriane riconquistate dai crociati all'impero). Per volere della madre la principessa Alice di Gerusalemme, però, Costanza, di appena sette anni, fu data in sposa a Raimondo di Poitiers, figlio del duca Guglielmo IX d'Aquitania, vanificando il tentativo di Giovanni II di riportare pacificamente, per via matrimoniale, Antiochia sotto Costantinopoli. L'imperatore riuscirà a piegare nominalmente la città l'anno dopo, in margine alla sua vittoriosa campagna in Cilicia..
La campagna in Attalia
All'inizio del 1143 Giovanni II partì con i suoi figli per riprendere il pieno controllo della regione di Attalia, nella quale l'elemento turco selgiuchide s'era da tempo installato. Fu qui che il destino di Manuele cambiò: il primogenito Alessio Comneno, erede al trono, morì a causa di una febbre durante il viaggio.. Il contraccolpo psicologico sul padre fu notevole perché egli perdeva il figlio che amava di più e l'erede designato. Ordinò dunque ai due figli più grandi, Andronico e Isacco, di trasportare le spoglie del loro fratello a Costantinopoli ma nel corso del viaggio anche Andronico (designato erede al trono) morì della stessa malattia del fratello maggiore.
Nel marzo del 1143 anche Giovanni si ammalò gravemente, a causa di un'infezione per una ferita accidentalmente provocata durante una battuta di caccia. Prima di morire, il 5 aprile, giorno di Pasqua, proclamò Manuele imperatore bizantino:. questa decisione invertì l'ordine di successione, in quanto al terzogenito Isacco, più anziano ma dal carattere meno adatto, fu preferito Manuele.
Tre giorni dopo la proclamazione, l'8 aprile, dopo ventiquattro anni e otto mesi di regno, Giovanni morì..
Regno La sfida per il trono
Sebbene il giovane Manuele fosse stato nominato imperatore dal padre, la nobiltà fondiaria non accettò questa decisione. Prima di partire dalla Cilicia per Costantinopoli Manuele volle fare costruire un monastero nel luogo dove era morto il predecessore e trasportare in seguito le sue spoglie fino alla capitale imperiale, dove sarebbe stato sepolto. Egli nominò quindi Giovanni Axuch suo Grande domestico (carica che ricopriva anche sotto Giovanni II), ordinandogli di recarsi a Bisanzio e di fare arrestare suo fratello Isacco, in quanto questi aveva le chiavi del tesoro e delle insegne imperiali..
In breve tempo Axuch raggiunse Costantinopoli, dove la notizia della morte dell'Imperatore non era ancora pervenuta. Arrestò Isacco, fratello di Manuele,. e lo zio, fratello del padre defunto, anch'egli di nome Isacco. Dopo avere fatto questo il gran domestico si diresse verso Santa Sofia, dove radunò il clero. Al momento non era ancora stato nominato un patriarca ed egli promise agli ecclesiastici che, se avessero incoronato Manuele a Santa Sofia, sarebbero state donate cento piastre d'argento ogni anno alla basilica. Questa offerta fu assai gradita. e, quando Manuele arrivò a metà luglio del 1143 e nominò patriarca di Costantinopoli Michele II Curcuas - un monaco del monastero di S. Michele Arcangelo a Oxeia (oggi Sivriada), sul Bosforo. - il clero che partecipò alla cerimonia in Santa Sofia per incoronare Manuele gli espresse il proprio consenso. Quindi nell'agosto dello stesso anno fu incoronato basileus autocratore dei Romei.. Dopo qualche giorno Manuele dette l'ordine di liberare il fratello superstite e lo zio, che non rappresentavano più un pericolo per lui.
Il matrimonio con Berta di Sulzbach Nonostante le numerose concessioni, una parte degli alti prelati della chiesa ortodossa non approvò l'incoronazione di Manuele, in quanto appariva troppo aperto verso la chiesa di Roma. Maggiore scandalo fu però causato quando l'imperatore invitò un sultano selgiuchide a Costantinopoli, facendolo partecipare anche alla processione che portava l'Imperatore dalla sua reggia fino a Santa Sofia. La chiesa disapprovava in particolare la vita privata del nuovo Basileus, ricca di relazioni extraconiugali, anche incestuose.. La prima moglie di Manuele fu Berta di Sulzbach (che con il matrimonio adottò il nome di Irene), cognata del re dei Romani Corrado III.. Berta, figlia di Berengario II di Sulzbach e di Adelaide di Dießen-Wolfratshausen, era molto religiosa, odiava la cura del corpo e non era in grado, agli occhi del marito e del popolo, di soddisfare i desideri di Manuele. Berta giocava però un prezioso ruolo diplomatico, rafforzando l'alleanza tra Manuele e Corrado, il quale venne in visita a Costantinopoli nel 1148. Dal matrimonio nacquero due figlie, Maria (la primogenita) e Anna, ma nessun figlio maschio..
La campagna d'Antiochia
Agli inizi del 1144 Manuele inviò un'imponente flotta e un grande esercito a riconquistare i castelli vicini ad Antiochia, in quanto Raimondo di Poitiers, dopo la morte di Giovanni II, si era affrettato a riprenderne possesso, vanificando il suo impegno di vassallatico verso il padre di Manuele. L'esercito bizantino riuscì a espugnare i castelli e saccheggiò le campagne intorno ad Antiochia, mentre la flotta affondò quella nemica e catturò gli abitanti che vivevano nei pressi della città, deportandoli nell'Impero.
A Natale del 1144 l'atabeg turco 'Imād al-Dīn Zengi ibn Aq Sunqur al-Hājib accorpò la contea crociata di Edessa al suo Sultanato, causando la reazione di tutti gli Stati crociati. Raimondo d'Antiochia fu costretto a chiedere perdono a Manuele; quest'ultimo gli elargì un sussidio regolare, acconsentendo a concedergli soldati solo dopo che Raimondo si fu inginocchiato sulla tomba di Giovanni II Comneno..
La seconda crociata
I problemi per Costantinopoli però si acuirono ben presto; nello stesso Natale del 1145 Luigi VII di Francia., di appena venticinque anni, annunciò che avrebbe preso parte con le sue forze armate alla seconda crociata. La sera dell'11 giugno del 1147 egli partì da Vézelay verso Oriente. Manuele I Comneno era memore di quali difficoltà avesse dovuto fronteggiare suo nonno, Alessio I Comneno, cinquant'anni prima, con la prima crociata. Per non rischiare la guerra fece in modo di non apparire in nessun modo ostile, riempiendo i depositi imperiali di vettovaglie per l'esercito occidentale che stava sopraggiungendo, evitando così l'esplodere di rivalità con i contadini che, in genere, venivano sottoposti a sequestri di cibo senza alcun risarcimento da parte dei crociati latini (questo comportamento era, del resto, comune all'epoca per gli eserciti in movimento).
La prima armata che arrivò fu quella tedesca, guidata da Corrado III, che era partita da Ratisbona nel maggio del 1147. Di quell'esercito facevano parte tra gli altri fanatici religiosi, soldati senza scrupoli e criminali, convinti all'impresa anche dalle assicurazioni dal papa che chiunque fosse partito per la Terra santa avrebbe ricevuto l'indulgenza plenaria per i peccati commessi ma sacramentalmente perdonati.
I crociati tedeschi, appena giunti in territorio bizantino, iniziarono nondimeno a razziare beni delle comunità rurali e a distruggere abitazioni, abbandonandosi ad atti di violenza omicida. Per questo motivo Manuele provvide prontamente alla spedizione di soldati bizantini. (perlopiù Peceneghi), che scortassero i crociati tedeschi fino a Costantinopoli. Tra tedeschi e soldati di Manuele si ebbero numerose schermaglie ma l'esercito germanico giunse celermente nella capitale, il 10 settembre del 1147.. Manuele pretese che Corrado III gli giurasse fedeltà e che ogni città che avrebbe conquistato sarebbe dovuta tornare all'Impero bizantino, e l'Hohenstaufen acconsentì. Il 4 ottobre arrivò anche Luigi VII con le sue truppe, ben più esperte e ordinate di quelle tedesche: ne facevano fra l'altro parte la regina Eleonora d'Aquitania e altre dame dell'aristocrazia. Manuele chiese anche a Luigi VII di giurargli fedeltà; quest'ultimo, dopo un iniziale rifiuto, acconsentì. I contadini bizantini, dopo il passaggio dei crociati tedeschi, avevano ormai un atteggiamento ostile verso ogni straniero e vendevano il cibo necessario alle truppe a prezzi esorbitanti. I Francesi, che fra l'altro non vedevano di buon occhio né i Tedeschi né i Bizantini, erano estremamente scontenti e amareggiati per la tregua sancita da Manuele con i turchi.
Manuele affrontò tutti questi problemi con grande astuzia, tanto più necessaria in quanto i crociati rappresentavano una minaccia peggiore dei Turchi, essendo in grado di spodestarlo in qualunque momento coalizzando le loro forze. Venne a sapere da alcuni suoi fidati informatori che alcuni esagitati soldati francesi e tedeschi pensavano di unire le loro forze e attaccare Costantinopoli e, per risolvere questa situazione, l'imperatore fece spargere la voce che in Anatolia un enorme esercito turco si stava mobilitando e che, se i crociati non fossero subito sbarcati in Asia minore, i cristiani sarebbero stati annientati dai musulmani.
Manuele fece in modo che i crociati fossero riforniti di viveri, poi consigliò loro di tenersi in prossimità della costa anatolica, dal momento che quelle zone dell'Asia Minore erano ancora sotto controllo bizantino, e di stare attenti a non sprecare acqua perché in quelle zone sarebbe stato difficile trovarne dell'altra.
Dopo qualche giorno Manuele ricevette due rapporti. Il primo lo informava che l'esercito crociato tedesco era stato affrontato dai Turchi il 25 ottobre nei pressi di Dorylaeum e sterminato. L'altro diceva che la flotta del re Ruggero II di Sicilia, stava per arrivare a Costantinopoli. La flotta siciliana era comandata da Giorgio d'Antiochia, un bizantino che era stato al servizio degli Arabi prima di passare sotto il comando di Ruggero II. Egli era riuscito a salire, nella corte palermitana, alla suprema carica di amirus amiratus, ossia generalissimo, ed era di fatto il primo ministro del regno.