L'Efebo di Agrigento è un kouros di stile severo databile tra il 480 e il 470 a.C. realizzato ad Akragas e conservato presso il museo archeologico regionale di Agrigento.. La statua raffigura un efebo di scuola greca o siceliota ed considerata uno dei maggiori esempi di scultura greca del V secolo a.C. in Sicilia.
Dal 27 giugno 2013 fa parte dei Beni Inamovibili della Regione Siciliana.
Ritrovamento La statua fu ritrovata intorno al 1880 in una cisterna ad alcune centinaia di metri dal tempio di Demetra, sulla Rupe Atenea. Inizialmente rotta in tre frammenti (testa, torso e braccio destro) fu ricomposta dal direttore del museo di Agrigento, Alfonso Celi.
Descrizione Contrariamente all'iconografia di molti kouroi, questa versione non tiene entrambe le braccia distese lungo i fianchi, bensì tende in avanti il braccio destro nell’atto di recare un oggetto (forse un'offerta o attributo) nella mano ora perduta. Tale gesto ha ispirato l’ipotesi che la figura rappresenti il fiume Akragas, sulla base di confronti con le personificazioni dei fiumi locali che compaiono nella monetazione selinuntina.
Note
Bibliografia
Voci correlate Apollo del Pireo Efebo di Selinunte
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