Gli Erebidi (Erebidae , ) rappresentano la più numerosa famiglia di lepidotteri, con 24.569 specie diffuse in tutto il mondo (dato aggiornato al 23 dicembre 2011).
Descrizione Adulto Questi lepidotteri appaiono talvolta ricoperti da una fitta peluria; in particolare le Lymantriinae sono rivestite da peli urticanti che le proteggono dai predatori. Le ali presentano una grande varietà di geometrie e di colorazioni, sebbene la predominanza sia per la gamma compresa tra il giallo-rossastro ed il grigio-brunastro o il marroncino scuro. Nell'ala anteriore, che può presentare un'aerola, M2 ha inizio dalla parte posteriore della cellula discale, molto più vicino ad M3 che non ad M1, così da dare l'impressione di un cubito quadripartito (in realtà i quattro "rami" sono rappresentati da M2, M3, CuA1 e CuA2). All'interno dei Noctuoidea, questa caratteristica si trova anche nelle Nolidae, nelle Euteliidae e nelle Noctuidae. Occasionalmente un ramo di RS può mancare (Lymantriinae), mentre Sc è di regola distinta dalle altre nervature.
Nell'ala posteriore si osserva una configurazione analoga, con M2 che si origina nel terzo posteriore della cellula discale, e spesso in prossimità di M3, come in varie sottofamiglie tra cui le Arctiinae, così che il cubito appare nuovamente quadripartito. Tale condizione è osservabile anche nelle Nolidae e nelle Euteliidae. Un caso particolare è rappresentato dalla tribù Micronoctuini, un tempo considerata una famiglia a parte: date le ridotte dimensioni di questi lepidotteri, nell'ala posteriore M2 è andata scomparendo, mentre M3 si è fusa con CuA1, tanto da dare l'impressione di un cubito bipartito, ossia ramificato solo in M3+CuA1 e CuA2. Sempre nell'ala posteriore, spesso Sc+R1 si fonde con la cellula discale per metà lunghezza (Arctiinae) o solo alla base (Lymantriinae). Talvolta la colorazione delle ali fa sì che se disturbate, queste falene volino via emettendo "lampi" di colore che confondono il predatore; infatti le Catocala (Erebinae) sono i lepidotteri notturni più difficili da catturare in volo. Nelle Arctiinae (p. es. Ocnogyna corsica ()) e nelle Lymantriinae (p. es. Orgyia antiqua ()) le femmine possono avere ali vestigiali, ed essere quindi incapaci al volo. La femmina di O. antiqua si allontana raramente dal bozzolo dopo l'emersione, a meno che non venga disturbata, e tende a deporre le uova su di esso.
L'accoppiamento alare è di tipo frenato, e spesso è presente l'apparato di connessione tra ala anteriore e metatorace. A riposo, le ali sono tenute sovrapposte sopra il corpo. Gli ocelli sono presenti o assenti (sempre assenti nelle Lymantriinae). Mancano i chaetosemata. Le antenne possono essere filiformi, serrate, cigliate (alcune Arctiinae) o anche bipettinate (più spesso nei maschi); in particolare nelle Lymantrinae sono bipettinate in ambo i sessi, ma in quelle dei maschi i processi laterali sono più lunghi e terminano sempre con 1-3 spinule. La spirotromba è talvolta ben sviluppata (Erebinae), talvolta ridotta (Arctiinae) o addirittura assente nelle Lymantriinae, nelle quali gli adulti non si alimentano. I palpi mascellari sono piccoli e monosegmentali o addirittura mancanti, e quelli labiali sono di regola poco sviluppati. Nelle zampe, l'epifisi è sempre presente, tranne nelle Lymantriinae; la formula degli speroni tibiali è 0-2-4 o 0-2-2. Caratteristica peculiare della famiglia, così come di tutti i Noctuoidea, è la presenza di organi timpanici nel metatorace, la cui struttura e posizione hanno valore sistematico; ad esempio nelle Arctiinae le membrane timpaniche sono rivolte all'indietro. Nelle Lymantrine si può osservare un cappuccio controtimpanico prespiracolare alla base dell'addome. Nelle Arctiinae si osserva spesso anche un organo a forma di timballo, situato nel terzo segmento addominale e costituito da strie ravvicinate, implicato nella produzione di suoni; Si osserva inoltre un secondo organo timballiforme sul metaepisterno di alcune specie.
L'apparato genitale maschile è semplice nelle Lymantriinae, mentre nelle femmine i lobi dell'ovopositore sono sviluppati, carnosi, e talvolta allungati; sono inoltre visibili lunghi ciuffi di peli urticanti nella zona caudale. Nelle Arctiinae si possono trovare due ghiandole situate antero-dorsalmente tra i lobi dell'ovopositore; in altre sottofamiglie, i suddetti lobi possono assumere un aspetto cuneiforme per permettere l'immissione delle uova all'interno di fenditure ed anfratti. L'apertura alare è la più varia, andando dai 5,7 mm di alcuni Micronoctuini, ai 280 mm di Thysania agrippina (), la più ampia dell'intero ordine Lepidoptera.
Uovo Le uova possono essere sferiche o pseudocilindriche, spesso con scanalature profonde oppure con una superficie reticolata (p. es. nelle Arctiinae). Vengono deposte singolarmente o in piccoli gruppi costituiti da file regolari, solitamente presso le foglie della pianta ospite. Nelle Lymantriinae, durante la deposizione, spesso sono ricoperte dai peli del ciuffo caudale della femmina, oltre che da un secreto ghiandolare di protezione che indurisce rapidamente a contatto con l'aria.
Larva Le larve delle Lymantriinae spesso rivelano colorazioni vivaci e sono rivestite di fitti ciuffi di setae secondarie (talvolta urticanti) e spinule sulla sommità di tubercoli; sono prive di ghiandola cervicale, ma di regola dei caratteristici ciuffi allungati sono retti dal I segmento toracico e dall'VIII e IX segmento addominale. Le pseudozampe si trovano dal III al VI segmento addominale e sul X, con uncini collocati su mesoserie a singola fila. Una sola ghiandola mediodorsale, di norma gialla o rossa, è posizionata sul VI e sul VII segmento addominale. Nelle Arctiinae, i bruchi solitamente mostrano da tre a cinque vistose verruche sulle coxe del meso- e metatorace. Le setae secondarie sono visibili sui tubercoli ma anche sulle pseudozampe, che si trovano sugli stessi segmenti addominali delle Lymantriinae. Nelle altre sottofamiglie, il bruco è di regola cilindrico, talvolta molto colorato, solitamente senza setae secondarie, e con pseudozampe ben sviluppate.
Pupa Molte specie si impupano nel terreno ai piedi della pianta ospite. La crisalide è obtecta, tozza e pelosa, particolarmente nelle Lymantriinae ove spesso le setae residuali del bruco sono urticanti; solitamente è dotata di un cremaster di setae uncinate, che però nelle Arctiinae è ridotto o del tutto assente
Distribuzione e habitat Le specie sono diffuse in tutti i continenti, con una maggiore biodiversità nelle fasce tropicali, e prediligono la foresta a latifoglie più o meno rada.
Biologia Quasi tutte le specie hanno attività notturna o crepuscolare, ma alcune volano di giorno in pieno sole. A riposo le ali vengono tenute "a tetto" sopra il corpo. I bruchi possono avere comportamento gregario all'interno di "tele" intessute tra le fronde, ma di regola si alimentano singolarmente sulle foglie alla luce del giorno. Le sostanze tossiche (principalmente Alcaloidi) assunte durante la fase larvale, vengono accumulate e passano nella fase pupale ed in quella adulta, avendo funzione di protezione contro i predatori. È spesso presente l'aposematismo.
Alimentazione Gli adulti si alimentano (tranne nel caso delle Lymantriinae) del nettare di un'enorme varietà di fiori. I bruchi sono di regola polifagi, e possono arrecare seri danni alle coltivazioni nonché al patrimonio forestale. Vengono preferite le foglie di specie arboree e arbustive, ma alcune larve attaccano anche gli steli di piante erbacee, recidendoli in prossimità della base. Alcune specie di Arctiinae si nutrono di licheni e di alghe epifite. Fa seguito un elenco (parziale e solo esemplificativo) di famiglie e generi di piante ospite:
Aceraceae (Acer) Anacardiaceae (Anacardium, Buchanania, Mangifera, Pistacia, Rhus) Apiaceae (Angelica) Apocynaceae (Beaumontia) Arecaceae (Raphia) Asparagaceae (Asparagus) Asteraceae (Achillea, Ambrosia, Artemisia, Aster, Bidens, Centaurea, Chromolaena, Chrysanthemum, Cirsium, Crassocephalum, Cynara, Dahlia, Emilia, Erechtites, Erigeron, Eupatorium, Faujasia, Gaillardia, Gynura, Hieracium, Leontodon, Mikania, Onopordum, Petasites, Picris, Senecio, Taraxacum, Tussilago, Xanthium) Betulaceae (Alnus, Betula, Corylus) Boraginaceae (Anchusa, Borago, Bothriospermum, Cynoglossum, Echium, Heliotropium, Myosotis, Tournefortia) Brachytheciaceae (Homalothecium) Brassicaceae (Brassica) Cannabaceae (Humulus) Caprifoliaceae (Lonicera) Casuarinaceae (Casuarina) Chenopodiaceae (Atriplex, Chenopodium, Salsola) Cistaceae (Cistus) Combretaceae (Combretum, Terminalia) Convolvulaceae (Calystegia, Convolvulus, Ipomoea, Jacquemontia) Coriariaceae (Coriaria) Crassulaceae (Crassula, Sedum) Cupressaceae (Cupressus, Taxodium) Cyperaceae (Scleria) Dipsacaceae (Scabiosa) Dipterocarpaceae (Dryobalanops, Parashorea, Shorea) Ebenaceae (Diospyros) Ericaceae (Andromeda, Arctostaphylos, Calluna, Empetrum, Erica, Vaccinium) Euphorbiaceae (Euphorbia, Hevea, Mallotus, Ricinus) Fabaceae (Acacia, Albizia, Amorpha, Arachis, Astragalus, Bauhinia, Caesalpinia, Cajanus, Caragana, Cassia, Centrosema, Cercis, Crotalaria, Cyamopsis, Cytisus, Dalbergia, Delonix, Erythrina, Genista, Glycyrrhiza, Hedysarum, Lathyrus, Lupinus, Millettia, Mimosa, Mucuna, Paraserianthes, Peltophorum, Pithecellobium, Pterocarpus, Pueraria, Sesbania, Trifolium, Ulex, Vicia, Vigna, Xylia) Fagaceae (Castanea, Fagus, Quercus) Gentianaceae (Gentiana) Geraniaceae (Geranium, Pelargonium) Grossulariaceae (Grossularia, Ribes) Hamamelidaceae (Hamamelis) Hypericaceae (Cratoxylum, Hyperica) Iridaceae (Iris) Juglandaceae (Juglans) Lamiaceae (Lamium, Salvia, Stachys, Tectona, Thymus) Lauraceae (Cinnamomum, Laurus) Liliaceae (Allium, Lilium) Lythraceae (Lagerstroemia, Punica, Sonneratia) Malvaceae (Durio, Grewia, Hibiscus, Malva, Theobroma, Tilia) Marchantiaceae (Marchantia) Mayacaceae (Mayaca) Meliaceae (Cedrela) Moraceae (Ficus, Morus) Myricaceae (Myrica) Myrtaceae (Eucalyptus, Eugenia, Melaleuca, Myrtus, Tristania) Nelumbonaceae (Nelumbo) Ochnaceae (Ochna) Oleaceae (Fraxinus, Olea, Syringa) Onagraceae (Epilobium) Oxalidaceae (Averrhoa) Pinaceae (Abies, Larix, Picea, Pinus, Pseudotsuga, Tsuga) Piperaceae (Piper) Plantaginaceae (Plantago) Plumbaginaceae (Limonium) Poaceae (Agrostis, Brachypodium, Calamagrostis, Deschampsia, Festuca, Leymus, Phalaris, Saccharum, Stipa, Zea) Polygonaceae (Polygonum, Rheum, Rumex) Potamogetonaceae (Potamogeton) Primulaceae (Primula) Ranunculaceae (Aconitum, Caltha, Ranunculus) Rhamnaceae (Ceanothus, Rhamnus, Zizyphus) Rosaceae (Cotoneaster, Crataegus, Filipendula. Fragaria, Geum, Hagenia, Malus, Photinia, Potentilla, Prunus, Pyracantha, Pyrus, Rosa, Rubus, Sorbus, Spiraea) Rubiaceae (Coffea, Galium, Ixora, Mussaenda) Rutaceae (Citrus) Salicaceae (Populus, Salix) Santalaceae (Osyris, Santalum) Sapindaceae (Dimocarpus, Litchi, Nephelium) Sapotaceae (Mimusops) Saxifragaceae (Bergenia, Saxifraga) Scrophulariacese (Scrophularia, Veronica) Seligeriaceae (Dicranoweisia) Solanaceae (Capsicum, Nicotiana, Solanum) Tamaricaceae (Tamarix) Theaceae (Camellia, Cleyera, Gordonia) Thymelaeaceae (Daphne) Ulmaceae (Trema, Ulmus, Zelkova) Urticaceae (Urtica) Verbenaceae (Tectona, Verbena) Vitaceae (Cissus)
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