è un film d'animazione del 1988 scritto e diretto da Hayao Miyazaki; prodotto dallo Studio Ghibli e distribuito dalla Toho.
La storia si incentra sulla vita di due giovani sorelle, Satsuki e Mei, che si trasferiscono insieme al padre in un paesino di campagna per andare a vivere più vicini alla madre delle bambine, ricoverata in ospedale. Nella nuova realtà, le sorelle fanno la conoscenza di esseri soprannaturali, tra cui Totoro, e maturano, imparando il rispetto per la natura.
Il film è stato acclamato dalla critica e dal pubblico, vincendo l'Animage Anime Grand Prix nel 1988, ed aggiudicandosi il premio nella categoria miglior film al Mainichi Film Concours del 1989. Il personaggio di Totoro è stato talmente apprezzato da essere in seguito utilizzato per il logo dello Studio Ghibli. Nel 2008 la rivista inglese Empire lo inserì al numero 275 della lista dei 500 migliori film della storia.
In Italia il film è approdato nei cinema il 18 settembre 2009, a ventun anni di distanza dalla prima proiezione giapponese.
Trama La storia è ambientata nell'hinterland della Tokyo degli anni cinquanta. Le sorelline Satsuki e Mei si stanno trasferendo col padre a Tokorozawa, un piccolo villaggio di campagna. Il trasferimento serve per andare a vivere più vicini alla loro mamma che è ricoverata in ospedale. Inizia così il loro viaggio alla scoperta di un mondo nuovo, ma soprattutto alla scoperta della natura.
Il loro primo incontro è coi "nerini del buio" o "corrifuliggine" (makkurokurosuke o susuwatari in originale), spiritelli della fuliggine che occupano le vecchie case abbandonate e che solo i bambini possono vedere. In seguito Mei, esplorando la sua nuova casa e seguendo delle tracce di ghiande, s'imbatte in due spiritelli dalle lunghe orecchie, uno piccolissimo dal pelo bianco e uno più grande e azzurro: seguendoli fin dentro il grande albero di canfora che domina sulla zona, incontra Totoro, uno spirito buono dall'aspetto un po' pittoresco: un incrocio tra una talpa, un orso e un procione. È un personaggio che Mei ha già visto in un libro di fiabe, un troll, in giapponese tororu, ma la bambina avendo solo quattro anni ne storpia il nome in totoro. All'inizio suo padre e sua sorella sono increduli, ma quando non riescono a ritrovarlo non si stupiscono: il padre spiega che è il custode della foresta, e vederlo è un privilegio che non può essere concesso sempre e a tutti.
Una sera, le due bambine vanno a prendere il padre alla fermata dell'autobus, sotto la pioggia, e incontrano Totoro, che aspetta un autobus molto speciale, il gattobus (nekobus), un autobus peloso con muso di gatto e 12 zampe che si muove a grande velocità superando qualunque ostacolo, assecondato dagli alberi che si spostano al suo passaggio, visibile solo a pochi. Nell'attesa, Satsuki offre un ombrello a Totoro, che le regala dei semi da piantare nel giardino della casa. Egli infatti è uno spirito della natura, colui che porta il vento, la pioggia, la crescita, la maturazione. Una notte passa a far spuntare i germogli degli alberi, e poi volando come il vento fa fare un viaggio alle due bambine: forse è stato solamente un sogno, ma la mattina i germogli sono spuntati veramente.
Un giorno Mei, arrabbiata perché la madre non può ancora tornare a casa e preoccupata per le sue condizioni a causa di un telegramma inviato dall'ospedale in assenza del padre, decide di recarsi da lei per consegnarle una pannocchia di granturco raccolta nel giardino della nonnina. Tuttavia la bambina, troppo piccola per affrontare da sola il viaggio sino all'ospedale, si perde, e così Satsuki, disperata, si rivolge a Totoro in cerca di aiuto. Quest'ultimo chiama il gattobus, il quale in un attimo porta Satsuki dalla sorella. Le due, una volta riunite, si recano insieme dalla madre che, già raggiunta dal padre in ospedale, sta bene e parla sorridente con il marito in camera sua. I due genitori non si accorgono di nulla, ma alla madre pare di scorgere le due figlie che ridono felici sull'albero del parco dell'ospedale, rimanendo poco dopo sorpresa alla vista della pannocchia di Mei sul davanzale della finestra.
Personaggi
Bambina di undici anni, protagonista della storia.
Bambina di quattro anni e coprotagonista della storia, insieme alla sorella Satsuki. Essendo ancora molto piccola è molto legata alla sorella e le due passano molto tempo insieme.
Padre delle due bambine. È professore di archeologia all'università di Tokyo.
Madre delle due bambine. A causa della sua malattia è costretta all'ospedale, cosa che la fa stare lontana dalle figlie.
Custode della foresta che stringe amicizia con Satsuki e Mei. Il suo aspetto è quello di un grosso animale, incrocio tra un orso e un procione. È un essere calmo e bonario, ama dormire, e può rendersi invisibile a tutti, mostrandosi solo a chi effettivamente desidera. Sembra essere il custode e protettore della foresta.
Bakeneko è una nekomata dall'aspetto a metà tra un gatto e un autobus. Nel film viene usato come mezzo di trasporto, dal momento che grazie alle sue numerose zampe riesce a spostarsi a grande velocità e può rendersi invisibile.
Anziana signora e nonna di Kanta. Abita nei pressi della casa dei Kusakabe, e le due sorelle si affezionano molto a lei.
Vicino di casa della famiglia Kusakabe, della stessa età di Satsuki. A causa della sua timidezza non riesce subito ad instaurare un buon rapporto con la ragazza, ma la sua curiosità e attrazione nei suoi confronti lo portano spesso nei pressi della casa dei vicini.
Produzione Quando Miyazaki concepì per la prima volta Il mio vicino Totoro, la protagonista era unica ed era una bambina di 6 anni. Prima di avviare la produzione però, decise di dividerla in due sorelle, una più grande e una più piccola di quella che aveva in mente. Ecco come sono nate Satsuki e Mei. La loro origine comune è visibile nel nome: "Mei" è la versione giapponese della parola inglese per maggio (May); "Satsuki" è un termine in giapponese arcaico per il quinto mese dell'anno, maggio appunto. Per il personaggio di Mei fu preso a modello la nipotina di Miyazaki.
Il film è in parte autobiografico. Quando Miyazaki e i suoi fratelli erano piccoli, la loro madre ha sofferto di tubercolosi spinale per nove anni, trascorrendo molto del suo tempo in ospedale. Di conseguenza nel film, anche se non viene mai rivelato, la madre di Satsuki e Mei soffre anch'ella di tubercolosi. Miyazaki una volta disse che per lui sarebbe stato troppo doloroso se i due protagonisti fossero stati bambini anziché bambine.
Il responsabile artistico Kazuo Oga fu coinvolto nella produzione del film quando Hayao Miyazaki gli mostrò un'immagine di Totoro in una satoyama, un ambiente rurale giapponese. Il regista lo sfidò a migliorare i suoi standard e, grazie a Il mio vicino Totoro, Oga vide decollare la propria carriera artistica. L'approccio rigoroso di Oga nel film fu definito dall'International Herald Tribune come "[aggiornamento] del tradizionale senso animista giapponese del mondo naturale, pieno e spiritualmente vivo." Il giornale descrisse con queste parole il prodotto finale:
Il lavoro di Oga nel film lo portò al suo continuo coinvolgimento con lo Studio Ghibli. Lo studio negli anni gli assegnò lavori che ne esaltavano le qualità e lo stile di Oga divenne un tratto distintivo delle produzioni Ghibli.
Lo storyboard originale descriveva la città di Matsuko come ambientazione e l'anno 1955, tuttavia Miyazaki dichiarò che l'anno era sbagliato e il suo team lavorò quindi ad un "recente passato". Era stata prevista una durata di un'ora per il film, ma con l'andare del lavoro questa durata fu estesa per rispondere meglio al contesto sociale, incluse le ragioni del trasloco e il lavoro del padre.
Miyazaki su Totoro disse:
Colonna sonora
La colonna sonora del film è composta da Joe Hisaishi e costituisce una delle sue composizioni più famose. La colonna sonora è stata raccolta nell'album Tonari no Totoro Saundotorakku Shuu, pubblicato da Tokuma Shoten nel 1988. In seguito sono state messe in vendita delle versioni con arrangiamenti diversi e variazioni sul tema delle tracce contenute.
I titoli di testa sono accompagnati dalla canzone Sampo, scritta da Reiko Nakagawa. Mentre la canzone Tonari no Totoro è stata composta dallo stesso Miyazaki ed è divenuta talmente celebre in Giappone, da essere insegnata addirittura nelle scuole.
Le versioni italiane delle canzoni delle sigle iniziale e finale, Passeggiata e Il mio vicino Totoro sono interpretate da Roberta Frighi su testi di Gualtiero Cannarsi (Shito è il nickname adottato da Gualtiero Cannarsi, curatore dell'edizione italiana)..
Distribuzione Data di uscita Le date di uscita internazionali sono state: 16 aprile 1988 in Giappone (となりのトトロ Tonari no Totoro) 7 maggio 1993 negli Stati Uniti (My Neighbour Totoro) 8 dicembre 1999 in Francia, con una riedizione il 28 agosto 2002 (Mon voisin Totoro) 8 luglio 2004 in Australia (My Neighbour Totoro) 27 marzo 2006 nel Regno Unito (My Neighbour Totoro) 29 settembre 2006 in Finlandia (Naapurini Totoro) 30 marzo 2007 in Norvegia (Min nabo Totoro) 4 maggio 2007 in Germania (Mein Nachbar Totoro) 6 luglio 2007 in Turchia (Komşum Totoro) 18 settembre 2009 in Italia (Il mio vicino Totoro) 30 ottobre 2009 in Spagna (Mi vecino Totoro) 11 agosto 2012 in Nuova Zelanda (My Neighbour Totoro)
Edizione italiana Il film venne presentato per la prima volta in Italia, in lingua originale, nell'aprile 1989, nell'ambito della 20ª Settimana cinematografica internazionale di Verona, svoltasi dal 6 al 12 aprile. Un doppiaggio italiano de Il mio vicino Totoro era stato effettuato dalla Buena Vista International e curato da Gualtiero Cannarsi nei primi anni 2000, in previsione di un'eventuale distribuzione del film, che però non avvenne. I doppiatori di questa versione erano Letizia Ciampa (Satsuki), Erica Necci (Mei), Oreste Baldini (Tatsuo Kusakabe), Roberta Pellini (Yasuko Kusakabe), Pino Insegno (Totoro), Angiolina Quinterno (nonnina) e Simone Crisari (Kanta). Con l'acquisizione dei diritti da parte della Lucky Red, l'azienda commissionò un nuovo doppiaggio allo stesso Cannarsi, che riconfermò Ciampa, Baldini e Pellini nei loro ruoli. Il doppiaggio fu eseguito dalla Technicolor spa nel 2008 e distribuito nelle sale cinematografiche il 18 settembre 2009. In occasione del 30º anniversario dello Studio Ghibli, la Lucky Red ha riproposto nei cinema Il mio vicino Totoro il 12 e 13 dicembre 2015. Lucky Red ha redistribuito nuovamente il film nelle sale dal 10 al 16 agosto 2023.
Edizioni home video L'edizione DVD italiana de Il mio vicino Totoro è stata resa disponibile per il noleggio a partire dal 2 dicembre 2009, mentre è stata pubblicata in commercio dal 7 gennaio 2010. Essa contiene una doppia traccia audio in giapponese e in italiano, i sottotitoli in italiano e i trailer del film. Esiste un'ulteriore edizione in DVD del film dal titolo Il mio vicino Totoro: Special Edition, commercializzata anch'essa a partire dal 7 gennaio 2010. È composta, oltre che dal disco della versione semplice, anche da un secondo DVD con contenuti speciali, quali storyboard, video promozionali, trailer e spot. Il 29 novembre 2013 è uscita la versione Blu-Ray sempre distribuita da Lucky Red.
Accoglienza Incassi Il mio vicino Totoro alla sua uscita in Giappone nel 1988 fu visto da 802.000 spettatori. A fronte di un budget di 304.221.364 yen (circa 3.8 milioni di dollari) il film ha incassato 1.170.000.000 yen (14.663.492 dollari) in Giappone e 30.476.708 all'estero, per un totale di 45.140.200 dollari in tutto il mondo, di cui 381.161 in Italia.
30 anni dopo, nel dicembre 2018, Il mio vicino Totoro è stato proiettato in Cina, incassando nel suo primo weekend 13 milioni di dollari e raggiungendo a febbraio 2019 25.798.550 dollari.
Critica