Alfred Adler fu, con Sigmund Freud e Carl Gustav Jung, fondatore della psicologia psicodinamica. Visse tra la fine dell'Ottocento ed i primi decenni del Novecento, un periodo particolarmente fertile quanto ad innovazioni scientifiche e culturali. Creò un indirizzo specifico della psicologia, detto psicologia individuale.

Biografia Alfred Adler nacque il 7 febbraio del 1870 a Penzing, sobborgo di Vienna, da una famiglia ebraica ungherese. I genitori, Leopold e Pauline, provenivano dal Burgenland, piccola regione al confine fra Austria e Ungheria, con storici legami commerciali e culturali con la vicina Vienna. Relativamente privilegiati rispetto ai loro correligionari del resto dell'Impero austro-ungarico, gli ebrei ungheresi del Burgenland godevano di un particolare stato giuridico meno discriminante.

Il padre Leopold non ebbe fortuna nella sua attività di piccolo commerciante di cereali e, ad un certo punto, dovette affrontare un grave dissesto finanziario. La sua famiglia si trovò in notevoli disagi economici, sino a quando Sigmund, il fratello maggiore di Alfred, abile imprenditore, non riuscì a procurare ai suoi familiari condizioni di vita più confortevoli. I diversi cambiamenti di residenza che la famiglia fu costretta ad affrontare, da un sobborgo all'altro della periferia di Vienna, consentirono al piccolo Alfred di frequentare ambienti socio-culturali diversi e di sperimentare, così, quel senso dell'amicizia e dell'integrazione sociale che caratterizzerà tutta la sua opera.

Alfred era secondogenito di quattro fratelli e due sorelle; di rilievo solo la relazione con il fratello maggiore, Sigmund, caratterizzata da marcata competitività. Con il padre aveva un buon rapporto di confidenza e collaborazione; con la madre, contestata per la sua eccessiva tolleranza ed abnegazione nei confronti dei familiari, fu affettuoso e protettivo solo in età adulta. Con le donne fu sempre discreto e rispettoso. Nel 1897 conobbe e sposò Raissa Epstein, un'intellettuale russa, anch'essa di origine ebraica, giunta a Vienna per completare gli studi universitari, con la quale ebbe quattro figli due dei quali, Kurt e Alexandra, lo seguiranno nella professione.

Il carattere della moglie, donna intelligente, combattiva, capace di sostenere idee anticonformiste, inesperta dei lavori domestici, poco curata nel vestire e di piccola statura, influenzò la visione adleriana del femminile. Riaffiora qui l'attenzione sempre accordata dalla Psicologia individuale all'importanza del ruolo femminile nella collettività umana e ne scaturisce l'auspicio sempre attuale di una posizione della donna evoluta e paritaria.

Si dice che, nei primi anni di vita, Adler sia stato cagionevole di salute e affetto da rachitismo: ciò comportò il fatto che, come usava a quei tempi, gli si imponesse una significativa limitazione nell'attività fisica, in netto contrasto con il desiderio infantile di correre e giocare all'aria aperta. In età adulta compensò questa costrizione con la pratica costante di nuoto ed alpinismo. Un'altra dura esperienza affrontata da Adler bambino fu il precoce contatto con la morte: un fratellino minore morì nel letto accanto a lui e lui stesso rischiò di morire, in seguito ad una grave forma di polmonite. Fu in seguito a questi avvenimenti che Adler iniziò a maturare il desiderio di diventare medico..

La formazione professionale Dopo gli studi superiori, compiuti presso lHernalser Gymnasium, nel 1888 Adler s'iscrive alla Facoltà di Medicina dell'Università di Vienna, completando gli studi nel 1895, nell'arco di tempo medio richiesto, con risultati definiti "sufficienti".

Conseguita la Laurea in Medicina, frequenta l'Ospedale di Vienna, il Policlinico, e svolge attività privata come medico generico ed oculista nel sobborgo viennese del Prater. Suoi clienti erano i medi e i piccoli borghesi del quartiere, i camerieri, gli artisti e gli acrobati del noto parco dei divertimenti con i quali amava intrattenersi spiegando, con chiarezza, la natura della malattia e le sue conseguenze. È in tale ambiente che nasce in Adler l'interesse per le scienze sociali.. La sua prima opera, un opuscolo di trentuno pagine pubblicato nel 1898, è il Manuale per la salute dei sarti, che descrive le condizioni igienico-sanitarie dei sarti e analizza le relazioni fra il tipo di lavoro e la comparsa di alcune malattie. Contemporaneamente all'attività di medico, Adler coltiva e approfondisce lo studio della psicologia e della filosofia. Un suo articolo "Il medico come educatore", pubblicato nel 1904, definisce bene la sua impronta professionale.

Nel 1902 avviene l'incontro con Sigmund Freud, pare a seguito della pubblica difesa di Adler in favore de L'interpretazione dei sogni, anche se le circostanze del loro incontro rimangono comunque incerte. Adler entra a far parte, con Wilhelm Stekel, del gruppo psicoanalitico, come uno dei membri fondatori, ed ha così occasione di partecipare alle famose riunioni che si tengono in una grande stanza del Medizinische Doktoren-Kollegium ogni mercoledì sera (v. Storia della psicoanalisi); nel 1906 è eletto presidente e rappresentante internazionale della Società viennese.

Nel 1907 pubblica la monografia Studio sull'inferiorità degli organi, il primo lavoro di Adler veramente significativo in campo psicologico. Il testo, in cui si configurano già i presupposti della Psicologia individuale, dimostra come i bambini tendano a compensare i difetti fisici o costituzionali con una linea di difesa a volte attiva e altre volte passiva. Nel 1909 Adler si specializza in malattie nervose.

Col passare del tempo, si fa sempre più evidente il forte contrasto fra le concezioni di Adler sulla genesi delle nevrosi e la teoria di Freud: mentre la metafora freudiana della sessualità infantile necessitava di una strenua difesa di fronte allo scetticismo del mondo clinico e, pertanto, non poteva ammettere digressioni, Adler contrapponeva alla teoria freudiana della libido, quella della "protesta virile". e dell'autonomia dell'aggressività diretta a fini di affermazione, di attacco o di difesa. Non è difficile capire che le vere cause della scissione siano da ricercarsi nelle profonde differenze tra le due scuole di pensiero, e nello spostamento dell'attenzione di Adler sulla visione teleologica della meta per comprendere l'essere umano. In ogni caso, a differenza del pessimismo degli organicisti come Emil Kraepelin e Ernst Kretschmer, Adler «afferma la possibilità di "rieducare" i neurotici e quindi di guarirli»

Dopo aver rinunciato anche alla carica di redattore dello Zentralblatt, organo della Società Psicoanalitica, Adler abbandona Freud con altri sei membri del gruppo. Con i colleghi dissidenti, ai quali si unisce qualche altro amico, come il pedagogista professor Carl Furtmüller, uno dei primi collaboratori e biografi di Adler, fonda la "Società per la Libera Psicoanalisi"; in seguito, su richiesta di Freud, che desiderava mantenere vincolato a sé il termine "psicoanalisi", il nome dell'organizzazione fu trasformato in "Società di Psicologia Individuale Comparata"C. Furtmüller, Z. Geleitwort, Indiv. Psychol., 1:1-3, in .. Con lo stesso Furtmüller, Adler fonda l'organo ufficiale della sua Scuola: la Zeitschrift für Individualpsychologie.

Durante la prima guerra mondiale, Adler, a quarantaquattro anni, è richiamato in servizio come medico militare nel reparto neuropsichiatrico dell'ospedale del Semmering, e successivamente in quello di Cracovia, dove ha occasione di studiare le nevrosi di guerra. Al termine del conflitto, quando qualcuno lo interroga sull'esperienza della guerra, Adler risponde: "Penso che il mondo di oggi abbia semplicemente bisogno di Gemeinschaftsgefühl!" ("sentimento sociale"). Dopo la conclusione del conflitto, s'impegna sempre di più nella diffusione della sua teoria, non disdegnando mai il contatto con gli amici e le discussioni aperte e appassionate, al tavolo del Café Central o del Café Siller, luogo di incontro degli intellettuali viennesi.

Condivide la prospettiva sociologica del marxismo come proposta di progresso e benessere per tutti; nella Repubblica Austriaca, nata a seguito della dissoluzione dell'Impero Asburgico dopo la prima guerra mondiale, ricopre il ruolo di referente del progetto per le attività educative; progetto che abbandona poco tempo dopo, quando si accorge dell'incompatibilità dei suoi principi con i giochi politici per il potere.. Mantiene un atteggiamento critico nei confronti delle religioni, che considera come mezzo per lo sviluppo del sentimento sociale ma che, attraverso dogmi e proibizioni, in qualche modo, limitano il Sé e la libera espressione del pensiero scientifico. È da segnalare che nel 1904 Adler si era convertito al Protestantesimo, da lui motivato con la personale necessità di passare da una religione ristretta ad un'unica matrice culturale (l'Ebraismo) ad una fede universale meno rigida..

L'ultimo periodo austriaco della vita di Adler segna la confluenza della sua dottrina pragmatica con le sperimentazioni sociali nel settore psicopedagogico. Nel 1919 il potere politico in Austria è nelle mani dei socialdemocratici, che intraprendono un programma di riforme sociali, realizzando un nuovo sistema scolastico basato su principi democratici e sulla considerazione delle esigenze individuali dei bambini. I nuovi metodi sperimentali, applicati in vari tipi di scuole, nei centri di consultazione per insegnanti, nei consultori psicopedagogici e nei giardini d'infanzia, a Vienna, Berlino e Monaco di Baviera, consentono ad Adler di verificare sul campo la propria teoria.C. Furtmüller e Z. Geleitwort, in . Questi consultori erano diretti da psicologi personalmente formati da Adler, attraverso un corso specialistico dell'Università di Vienna. Nello stesso periodo fu aperta a Vienna una Scuola, diretta da Oscar Spiel, ispirata ai principi adleriani di pedagogia sperimentale.

Nel 1934, quando la minaccia nazista diviene più incalzante, Alfred Adler decide di trasferirsi con la famiglia negli Stati Uniti, nazione che aveva già conosciuto negli anni precedenti durante il vasto programma di lezioni e di conferenze dirette a diffondere la sua dottrina e che, inoltre, gli aveva offerto la possibilità, nel 1930, di dedicarsi a quell'insegnamento universitario della Psicologia che la natia Vienna gli aveva sempre negato; prima presso la Columbia University e successivamente, nel 1932, presso il Medical College di Long Island, a New York.

Alfred Adler, già sofferente di cuore, è stroncato da una crisi coronarica il 28 maggio 1937, in una via di Aberdeen, in Scozia, dove si era recato per un impegnativo ciclo di conferenze, trasgredendo, come gli era connaturale, il parere dei medici.

La conoscenza dell'uomo La Psicologia Individuale Comparata di Adler è una teoria dell'uomo ad orientamento olistico, teleologico e fenomenologico. Essenzialmente pragmatica, ha proposto spunti applicativi in ambiti diversi (psicoterapia, psicologia clinica, medicina psicosomatica, pedagogia, antropologia, sociologia, etc.), e che cerca di fornire modelli di comprensione del comportamento individuale, sociale e di gruppo.

In quanto metodologia finalizzata a cercare di fornire una conoscenza di sé stessi e degli altri, la Menschenkenntnis (conoscenza "pratica" dell'uomo) adleriana propone una griglia interpretativa che utilizza i seguenti criteri:.

ogni essere umano è un tutto unico e indivisibile sia per quanto riguarda il rapporto psiche/corpo, sia per quanto riguarda le varie attività psichiche: la mente, punto di convergenza di passato, presente e futuro, in continuo movimento di trasformazione, non può essere analizzata come un organo definito o separato dal corpo, né si possono esplorare le sue risorse isolatamente, una ad una. Tutti gli elementi della psiche, come gli organi e gli apparati, si organizzano coerentemente con lo scopo cui sono preposti, perciò hanno un senso se interpretati come elementi di un insieme.