Il Vallone di Saint-Marcel (pron. fr. AFI: - in francese, vallon de Saint-Marcel) è una valle alpina laterale della Valle d'Aosta, tra la Val Clavalité ed il Vallone delle Laures, che prende il nome da Saint-Marcel, comune valdostano all'altezza del quale si apre sulla destra orografica della Dora Baltea.
Caratteristiche Il vallone è del tutto compreso nel comune di Saint-Marcel. Per accedere al vallone, una volta arrivati a Saint-Marcel si raggiunge la località Les Druges. L'accesso al vallone si effettua a piedi. Nella parte alta del vallone insiste la riserva privata di caccia e pesca Grand Avert, in cui si incontrano 600 camosci e 60 stambecchi. Il Vallone, ricco di varietà floristiche, ospita tra le specie rare Linnaea borealis e Clematis alpina.
Miniere di Saint-Marcel Le miniere di rame e manganese di Saint-Marcel vennero sfruttate fin dall'epoca romana e probabilmente anche prima, in epoca salassa.
Numerose sono le tracce delle attività estrattive industriali nella parte alta del vallone: le miniere di Saint-Marcel, oggi non più attive, furono nei secoli scorsi un polo industriale di rilievo, al pari dei complessi minerari di Cogne e La Thuile. Degli insediamenti restano le tracce lungo i sentieri, oggi archeologia industriale meta di turisti "slow": nei boschi si celano forni e depositi di scorie, teleferiche in rovina, le baracche dei minatori e le antiche gallerie parzialmente crollate e coperte di vegetazione.
I siti del complesso minerario di Saint-Marcel tuttora visibili sono quelli di Praborna, Servette e Chuc. Insieme ad altri minerali di manganese si estraevano la rodonite, la braunite e il violanoIl violano è un diopside rarissimo ma di scarso impiego.. a Praborna. Il manganese estratto nella miniera di Praborna ha una storia che è documentata sin dal 1402 e che è legata al famoso cristallo veneziano: i vetrai di Murano infatti ricorrevano a questo elemento per ottenere un vetro più trasparente e limpido: con l'aggiunta di ossido di manganese al vetro fuso i maestri della laguna riuscivano infatti a evitare le sfumature verdi causate dal ferro. A Servette e Chuc si trovavano i giacimenti ferrosi e cupriferi: in particolare, nel sito di Chuc si estraeva la pirite, mentre a Servette si ricavava la calcopirite.
A marzo 2013 è stato approvato dalla Giunta regionale un progetto di recupero delle miniere di Saint-Marcel che metterà in sicurezza i siti in vista della loro valorizzazione turistica.
Éve verta Salendo lungo il vallone, in località Laveyc o Éve-verta (in patois valdostano "Acqua verde"), a circa 1290 m s.l.m. si incontra una sorgente di acque turchesi, la cui colorazione dà il nome al luogo: la particolarità dell'Éve-verta, ricca di sali di rame, è proprio di colorare pietre, terra e muschi su cui scorre depositandovi una patina di woodwardite e altri minerali.
Galleria d'immagini
Monti Le principali montagne che contornano il vallone sono: Grande Roise - 3.357 m - sullo spartiacque con il Vallone delle Laures Punta di Leppe - 3.306 m - sullo spartiacque con il Vallone di Grauson e con il Vallone delle Laures Punte Gianni Junod - 3.300 m - sullo spartiacque con il Vallone delle Laures Punta Ilario Antonio Garzotto - 3.274 m - sullo spartiacque con il Vallone delle Laures Pointe Jean Vert - 3.148 m - sullo spartiacque con il Vallone di Grauson Becca di Salé - 3.137 m - sullo spartiacque con il Vallone delle Laures Punta Laval - 3.102 m - sullo spartiacque con il Vallone di Grauson Grand Avert - 2.991 - sullo spartiacque con la Val Clavalité Pointe de Plan-Rué - 2.881 m - sullo spartiacque con la Val Clavalité Mont Corquet - 2.530 m - sullo spartiacque con la Val Clavalité
Luoghi di interesse Santuario di Plout
Note
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