Il chữ Nôm (字喃𡨸喃/𡦂喃, pronuncia settentrionale: [t͡ɕɨ˦ˀ˥ nom˧˧], pronuncia meridionale: [cɨ˨˩˦ nom˧˧]) è un sistema di scrittura usato per scrivere il vietnamita, composto in gran parte (ma non solo) da sinogrammi presi in prestito durante l'occupazione cinese del Vietnam e oggi sostituito dall'alfabeto latino, inventato dai missionari europei. La storia del chữ Nôm quindi si lega a quasi tutta la storia del Vietnam.

Descrizione Il chữ Nôm (la pronuncia meridionale approssimata è "k nom" con un colpo di glottide/stacco glottale/una sorta di colpetto di tosse in mezzo alle due sillabe) fa uso di un vocabolario esteso di caratteri cinesi (hànzì, 汉字); ai caratteri cinesi si sommano altri caratteri, coniati seguendo il modello cinese, che rappresentano il lessico puramente vietnamita. Il chữ Nôm venne usato fino al Novecento soprattutto dalle élite, soprattutto per la letteratura, mentre per le scritture ufficiali era usato il chữ Nho ("gno" di gnomo) e la grammatica del cinese classico, detto anche "Wenyan" in cinese (文言).Vietnam Nick Ray, Yu-Mei Balasingamchow, Iain Stewart - 2010 "al XX secolo: il chữ nho per gli affari e la cultura alta, il chữ Nôm per la letteratura popolare. L'alfabeto quốc ngữ, basato sul latino e ampiamente utilizzato a partire dalla prima guerra mondiale, fu concepito nel XVII secolo da Alexandre de Rhodes... "

I caratteri di origine cinese, che non hanno subito accomodamenti e modifiche e che compongono parte del sistema chữ Nôm, vengono detti chữ Hán (字漢) oppure Hán tự (漢字, pronuncia approssimata han t ) o chữ nho (字儒, letteralmente "caratteri confuciani"), mentre i caratteri inventati dai vietnamiti per indicare concetti vietnamiti sono rielaborazioni a partire dagli Hán tự equivalgono a quelli che in giapponese sono detti kokuji e in coreano gukja (in cinese, 国字, "caratteri nazionali"). Questo vocabolo in vietnamita si pronuncia quốc tự.

Le rielaborazioni si basano su una semplificazione o, in molti altri casi, su un utilizzo della parte fonetica del carattere, a cui viene affiancata un ulteriore carattere cinese per indicare il senso (e.g. in cinese, 巴 si pronuncia "bā" e in origine indicava un serpente, 三 si pronuncia "sān" e indica il numero tre; in vietnamita, il numero tre si indica con l'Hán tự 三 , "tam" e con il vocabolo vietnamita genuino "ba". Per trascriverlo, i vietnamiti hanno sfruttato come già detto la fonetica di uno Hán tự e il senso di un ulteriore Hán tự: pertanto, hanno coniato 𠀧). Un esempio di semplificazione estrema si vede invece nel carattere 𠬠 một, che indica il numero uno in vietnamita: il carattere è coniato dalla semplificazione di 没 che in cinese significa "non (avere)" ma che in vietnamita si pronunciava proprio một.

Esattamente come per gli hanzi cinesi, i kanji giapponesi e gli hanja coreani, tutti i chữ Nôm (sia Hán tự che caratteri coniati) sono basati su un sistema di 214 pittogrammi base che, come dei mattoncini, costruiscono tutti i caratteri. Essi sono detti "Radicali Kangxi" (康熙部首) e sono stati standardizzati nel celebre Dizionario Kangxi 康熙字典 (1716), durante il periodo Qing (清朝), l'ultima dinastia imperiale cinese.

I caratteri in vietnamita possono subire delle inversioni sintattiche rispetto al cinese, giapponese e coreano siccome il determinante si mette dopo il determinato, caratteristica che distingue il vietnamita dalle altre tre lingue.

Storia: i quattro Bắc thuộc e l'approdo degli hànzì in Vietnam

Origine dei sinogrammi in Cina I sinogrammi (汉字) sono nati nell'Impero Cinese (le prime tracce risalgono al 1250 a.C., durante la dinastia Shang 商朝) e in origine non erano nati per ottemperare a una funzione burocratica o per comporre opere storiche o letterarie o tecniche o con simili finalità pratiche. I sinogrammi in origine erano dei pittogrammi simili ai geroglifici che rappresentavano parti del corpo, utensili o elementi di flora e fauna o oggetti astronomici e venivano incisi sui gusci di tartaruga o sulle scapole di bue usati (甲骨文, ossi oracolari) per le scapulomanzie. In altre parole, in un secondo momento venivano messe sul fuoco a bruciare. In base alle screpolature, si effettuava una divinazione, cioè una previsione sul futuro. In altri casi, i caratteri venivano incisi sui vasi di bronzo e altri oggetti come braceri, specchi e pettini per indicare per esempio il proprietario dell'oggetto o il nome dell'artigiano. Dopo l'estensione del corpus di caratteri, che hanno assunto la struttura radicale-chiave di lettura ("pianpang" 偏旁), i caratteri sono stati usati per tutti gli altri scopi indicati sopra. Per scrivere si usavano, prima dell'invenzione della carta (纸), i listelli di bambù rilegati tra loro con un legaccio fino a formare un rotolo (冊, 册). Su questi listelli, si scriveva in verticale e da sinistra a destra ("scrittura sinistrorsa"). Il pennino (笔) era un bastoncino in legno appuntito e, in un secondo momento, sulla punta fu aggiunto un cappuccio di cuoio. L'inchiostro (墨) era formato da fuliggine, ottenuta bruciando la legna e pestando e filtrando la polvere, e colla, ottenuta dalla resina fusa. L'impasto veniva poi versato in uno stampino decorato, eventualmente gli veniva aggiunto del profumo per non fargli emanare un cattivo odore e veniva lasciato ad asciugare. Il risultato finale era un mattoncino solido di inchiostro che veniva sciolto bagnandolo con l'acqua e strofinandolo in una scodella di pietra. In alternativa ai listelli di bambù, come supporto su cui scrivere si usava la seta o si incidevano i caratteri su pietra. Sotto la dinastia Han fu inventata la carta, ottenuta dalla pelle delle canne di bambù bollite in un calderone. La pelle, una volta separata, veniva pestata con delle pietre, ridotta a un impasto denso e fibroso che veniva poi mescolato con acqua e colla e filtrato con dei setacci molto fini. Il risultato finale era un foglio, lasciato ad asciugare.

I sinogrammi sono stati poi esportati nella penisola coreana e, dal Regno di Baekje (Corea), sono approdati nell'Impero Giapponese. Infine, pochi secoli dopo, sono entrati in massa in Vietnam.

Le quattro invasioni cinesi del Vietnam: il primo Bắc thuộc (?) Il processo di ingresso dei prestiti cinesi nella lingua vietnamita (lessico sino-vietnamita, 詞漢越 Từ Hán-Việt) e in un secondo momento degli Hán tự stessi, riciclati poi per formare i caratteri nazionali, è molto lungo e si intreccia con le quattro dominazioni dell'Impero Cinese in Vietnam. Tutte queste quattro invasioni e occupazioni insieme formano un periodo storico che i vietnamiti chiamano Bắc thuộc (北屬, 北属), che letteralmente significa "Appartenenza al Nord", in senso di "Dominazione del Nord". Al tempo non esisteva il Vietnam moderno, ma esisteva il Regno di Nam Việt (南越, cinese "Nányuè") con capitale Panyu (番禺, oggi Canton 广州). Comprendeva grossomodo un territorio che corrisponde agli odierni Guangdong e Guangxi (广东,广西, inclusa Hong Kong 香港). La casata di regnanti era la dinastia Triệu (Nhà Triệu; 家趙). Il fondatore della dinastia era Zhao Tuo (Triệu Đà 趙佗), un governatore originario dell'Hebei che aveva lavorato per la dinastia Qin (秦朝), la dinastia che unificò la Cina sotto il primo impero e pose fine a un lungo periodo di lotte sanguinarie tra feudi, il periodo delle Primavere e Autunni e degli Stati Combattenti (春秋,战国). Zhao Tuo decise di fondare questo regno a Panyu perché al tempo l'Impero Qin era in fase di decadenza, finita nel 221 a.C. con la sua definitiva caduta a opera di Liu Bang (刘邦), il primo Imperatore della dinastia Han (汉朝). Il regno fu poi esteso con delle conquiste. La dinastia Triệu durò dal 204 a.C. al 111 a.C., l'anno in cui iniziò la Prima Appartenenza al Nord (Bắc thuộc lần thứ nhất 北屬吝次一), mentre al tempo regnava la dinastia Han. Il regno di Nanyue aveva un rapporto burrascoso con gli Han, a cui talvolta aveva chiesto aiuto per difendersi dal vicino regno di Minyue (闽越), che corrisponde all'attuale Fujian (福建), abitata al tempo dall'etnia Baiyue (百越, lett. "Yuè settentrionali"). La sua capitale era Yé (冶), dove oggi sorge Fuzhou (福州). Quando il Primo Ministro di Nanyue, Lü Jia (呂嘉), notò che il suo Imperatore era troppo remissivo, con un colpo di Stato lo fece uccidere insieme alla moglie e fece ascendere al trono Zhao Jiande (趙建德), un anti-Han. L'Imperatore Wu degli Han, raggiunto dalla notizia della rivolta e dell'eccidio, si infuriò e decise di muovere guerra a Nanyue/Nam Việt, appoggiato da Minyue.

Il primo Bắc thuộc risale al 111 a.C., mentre la dinastia Han era impegnata nell'espansione dell'Impero Cinese: il Regno di Nam Việt fu conquistato, annesso e diviso in nove zone. Anche il regno di Minyue venne conquistato, siccome aveva semplicemente finto di appoggiare gli Han ma in realtà faceva doppio-gioco in quanto aveva contatti segreti con Nam Việt. L'ultimo imperatore di Nanyue, Zhao Jiande e Lü Jia vennero catturati e uccisi dopo un tentativo di fuga in barca verso Minyue. Dopo l'annessione, i burocrati Han perseguirono una dominazione pacifica verso i vietnamiti ma, dopo un breve periodo, gli Han tentarono di assimilare e sinizzare i vietnamiti e inasprirono le tasse. Gli Han infatti credevano di avere una missione civilizzatrice nei confronti dei vietnamiti, visti come barbari arretrati e senza cultura, e pensavano che il loro Celeste Impero fosse al centro dell'universo. Durante il primo Bắc thuộc, i cinesi esportarono il Buddismo Chan, il Taoismo e il Confucianesimo in Vietnam. Dopo questo inasprimento dei dominatori, gran parte dei vietnamiti reagì con numerose rivolte, tutte fallite eccetto la rivolta delle sorelle Trưng, cioè Trưng Trắc (徵側) e la sorella minore Trưng Nhị (徵貳) nel 40 d.C.

Il secondo Bắc thuộc (Proto-Viet-Muong) Il secondo Bắc thuộc inizia nel 43 d.C., quando il generale Ma Yuan degli Han Orientali ha ripreso il potere in Vietnam e, in base ad alcuni resoconti, ha catturato e decapitato le due sorelle. Quando gli Han Orientali si separarono, formando i Tre Regni (三国) Wu, Wei e Shu (吴国,魏国,蜀国, che danno il nome a un periodo della storia cinese dopo il crollo degli Han), il territorio vietnamita passò sotto il controllo dello stato di Wu e, successivamente, di un'altra dinastia, i Liang (梁朝). Il secondo Bắc thuộc finisce con un'altra rivolta, capitanata da Lý Nam Đế (李南帝), un discendente di rifugiati cinesi che era frustrato dalla corruzione e ostilità dei governatori cinesi. Pertanto, insieme a Triệu Quang Phục, fece scoppiare una rivolta, cambiò il nome del paese in "Vạn Xuân" (萬春, "Miriade di Primavere"), fondò la dinastia Lý (544) e resistette al contrattacco dei Liang anche dopo che fu costretto a fuggire nel Regno del Laos. Lì, ormai esausto per le malattie, venne assassinato dalla popolazione locale che aveva paura dei contrattacchi delle truppe Liang. Ma il suo successore Lý Thiên Bảo 李天寶, suo fratello maggiore, riuscì a tenere testa al nemico e il suo successore nel 555, Triệu Quang Phục 趙光復, riuscì a respingere i Liang nel 557 e diventò re di Van Xuan. L'esercito cinese non solo non riuscì a ottenere particolari vittorie, ma dovette ritirarsi a Liang per fronteggiare altre guerre civili (era il Periodo delle Dinastie del Nord e del Sud). Sempre nel 557, Lý Phật Tử 李佛子, il cugino di Lý Thiên Bảo, iniziò a reclamare il trono. Dopo il ritiro delle truppe cinesi, scoppiò una guerra civile inconclusiva tra Triệu e Lý, che terminò con una tregua tra i due e una spartizione del potere e territori. Successivamente, nel 570-571 Lý ri-attaccò Triệu, colto a sorpresa perché non si aspettava un contrattacco. Lý riuscì a detronizzare Triệu, che si suicidò durante la fuga.

Il terzo Bắc thuộc, la Dinastia Ngô, le invasioni mongole e le prime tracce di letteratura (Proto-Vietnamita, Vietnamita Arcaico)