Biografia Della sua biografia sappiamo solo che è citato da Strabone come una delle personalità importanti di Tarso, sicché se ne deduce che visse quantomeno nella prima metà del I secolo a.C..
Era noto come "Aristofaneo" (forse per la sua fedeltà ai metodi del grande bibliotecario alessandrino)F. Montanari, History of Ancient Greek Scholarship. From the Beginnings to the End of the Byzantine Age, Leiden, Brill, 2020, p. 253., ponendosi come un tardo epigono degli studi filologici alessandrini.
Opere Le sue opere, come del resto la maggior parte di quelle dei grammatici alessandrini, sono perdute, a partire da un trattato Sul dialetto dorico (Περὶ Δωρίδος) e un libro di lessico gastronomico (Ὀψαρτυτικαὶ γλῶσσαι), probabilmente particolarmente ricco di vocabolario comico.
Ciò per cui Artemidoro era noto era l’attività filologica sulla poesia ellenistica, che ebbe infatti inizio con lui, tanto che conosciamo un suo commento agli Aitia di Callimaco. Il culmine di questa attività fu la pubblicazione un'edizione dei poeti bucolici, probabilmente Teocrito in primo luogo, forse con Mosco e Bione di Smirne. Del resto, un'epigramma della Antologia PalatinaIX, 205. a lui stesso attribuito lo afferma esplicitamenteː Fu probabilmente questa edizione a segnare la ripresa della fortuna della poesia pastorale, conducendo Virgilio, che l'aveva sicuramente letta, a comporre le sue Bucoliche a imitazione di quelle teocritee.
In seguito, secondo WilamowitzUlrich von Wilamowitz-Moellendorff, Bucolici Graeci, Oxford, OUP, 1905, pp. III ss., Teone, figlio di Artemidoro e grammatico lui stesso, avrebbe separato l'edizione di Teocrito, corredandola di un commentario agli idilli sicuramente autentici e che funse da base per gli scolii medievaliC. Gallavotti, Teone Grammatico, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1937..
Note
Bibliografia F. Montanari, History of Ancient Greek Scholarship. From the Beginnings to the End of the Byzantine Age, Leiden, Brill, 2020. Voci correlate Teocrito