Dopo aver svolto la carriera di avvocato e magistrato in Sardegna, fu chiamato a Torino come Reggente di toga nel Supremo consiglio del Regno di Sardegna. A Sassari fu assessore del magistrato della Reale governazione. Nel 1793 ricoprì la carica di avvocato fiscale del Patrimonio Regio. Nel luglio dell'anno successivo fu nominato Reggente della Reale Cancelleria di Cagliari da re Vittorio Amedeo III, carica equivalente a quella di "primo ministro" per la Sardegna, in un epoca in cui la popolazione sarda richiedeva una maggiore autonomia dal governo centrale di Torino. La nomina di Cocco accorse in parte queste richieste, essendo il magistrato il primo sardo a ricoprire una carica di vertice nel governo dell'isola.
Pur fedele a casa Savoia, Cocco, di idee illuministe e liberali attuò una profonda riorganizzazione dell'amministrazione pubblica e politica della Sardegna che continuò anche sotto Carlo Emanuele IV e Vittorio Emanuele I. Fu l'artefice della realizzazione di opere pubbliche rilevanti.
Nel 1786 fu insignito dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
Gavino Cooco è rappresento nel murales realizzato da Aligi Sassu a Ozieri tra i personaggi più illustri della Sardegna e della cittadina.
Note
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