La Cittadella di Parma è una fortezza rinascimentale situata in via Passo Buole, laterale dello stradone Martiri della Libertà, a Parma.
Sviluppata su una pianta pentagonale con cinque bastioni e un largo fossato perimetrale, fu costruita negli ultimi anni del XVI secolo su progetto del duca Alessandro Farnese, che ne affidò la direzione dei lavori agli ingegneri Giovanni Antonio Stirpio de' Brunelli e Genesio Bresciani, con la collaborazione di Smeraldo Smeraldi. Nata per scopi difensivi, la struttura fu successivamente utilizzata come caserma, come prigione per reati politici e come piazza per le esecuzioni capitali, per essere infine trasformata nel secondo dopoguerra in parco pubblico..
La Cittadella presenta due ingressi, di cui quello principale, rivolto a nord, è caratterizzato da una facciata monumentale manierista, disegnata da Simone Moschino e realizzata da Giambattista Carra nel 1596.
Storia XVI secolo Contesto storico In considerazione della fedeltà dimostrata ai Farnese, Parma fu scelta dal duca Ottavio come sua residenza principale dopo l'assassinio del padre Pier Luigi, avvenuto nel 1547 per mano dell'aristocrazia piacentina.. Per conferire alla città il rango di capitale del Ducato, il sovrano avviò negli anni di governo una serie di opere, tra cui la realizzazione del palazzo ducale e del parco nell'Oltretorrente.. Inoltre, durante la guerra di Parma del 1551 incaricò Francesco Paciotto e Francesco De Marchi di fortificare la cinta muraria, che era stata ammodernata nel 1507 per volere di Gian Giacomo Trivulzio e rinforzata nel 1526 durante l'amministrazione pontificia... Anche il padre Pier Luigi si era occupato della difesa della città, decretando nel 1546 la "tagliata", ossia la demolizione e la rimozione di ogni edificio e albero posto in una fascia intorno alle mura.
Il figlio Alessandro, dopo aver appreso fin da giovane le tecniche della guerra grazie agli insegnamenti impartitigli da Francesco Paciotto, Francesco Salamone e Francesco De Marchi, divenne noto come abile condottiero, oltre che esperto in architettura militare, già tra i suoi contemporanei.. Nominato governatore delle Fiandre nel 1578 dal re di Spagna Filippo II, vi rimase anche dopo la morte nel 1586 del padre Ottavio, al quale succedette in qualità di duca di Parma, investendo della carica di reggente dello Stato il figlio Ranuccio..
Fu Alessandro che, nel 1589, stabilì la costruzione della Cittadella.
Motivazioni Le motivazioni alla base di tale scelta, analizzate nel tempo da vari storici, furono molteplici, anche se non è possibile definire con certezza quali fossero state preminenti; tuttavia, le numerose lettere inviate al figlio Ranuccio dimostrano che la decisione fu ponderata a lungo dal Duca, che nei Commentari di varie regole all'Architettura si dichiarò convinto che in generale la benevolenza della popolazione si ottenesse maggiormente non costruendo le cittadelle, ma al contrario distruggendole...
A differenza di quanto avvenuto nel 1546 a Piacenza e nel 1567 ad Anversa, ove le cittadelle erano state edificate per evitare rivolte interne, su decisione rispettivamente del duca di Parma e Piacenza Pier Luigi Farnese, nonno di Alessandro, e della governatrice delle Fiandre Margherita d'Austria, madre dello stesso, a Parma la stabilità politica sembrava garantita. Perciò, pare improbabile che questo rappresentasse uno dei motivi principali alla base della costruzione della fortificazione parmigiana.
Al contrario, dall'epistolario emerge la preoccupazione da parte del Duca per la sicurezza della città da nemici esterni; pare quindi plausibile che Alessandro, forte della sua esperienza acquisita in anni di battaglie, volesse mettere in pratica le sue conoscenze apprese sul campo, molto probabilmente occupandosi in prima persona della progettazione dell'edificio..
Allo stesso tempo, giocò sicuramente un ruolo anche la distanza del Duca da Parma; la Cittadella sarebbe infatti servita a dimostrare la sua "presenza" sul posto con qualcosa di solido.. Inoltre, il grande edificio avrebbe consentito di conferire maggior dignità a Parma, in continuità con la politica celebrativa della città e della dinastia avviata da Ottavio..
A tali motivazioni, se ne aggiunsero altre legate al particolare momento storico.. Innanzi tutto, la morte il 2 marzo 1589 del cardinale Alessandro Farnese, che da Roma aveva sempre garantito un forte appoggio alla casata, affrettò ogni decisione del nipote, che l'anno seguente fu informato dal figlio delle decrescenti simpatie mostrate dal papa Sisto V verso la famiglia.Il 20 novembre 1589 Ranuccio scrisse al padre per avvisarlo della situazione, parlando «di alcuni discorsi che si vanno facendo per Parma per conto del novo Castello che qualch'uno va mettendo in considerazione che V.A. non possa constrir detto Castello senza licenza del Papa...». Il 12 marzo 1590 Alessandro rispose: «L'inclinazione del Papa, tende ogni giorno più a mostrar a casa nostra la poca volontà che li tiene mi pare che ci convenga metterci mano quanto prima, sia possibile...» In Archivio di Stato di Parma (ASP), Governo Farnesiano, Fabbriche ducali e fortificazioni, busta n°3, Castello di Parma..
Infine, la grave crisi causata da una carestia che colpì il territorio tra il 1590 e il 1592 favorì l'appoggio da parte degli Anziani del Comune di Parma, inizialmente ostili all'opera; il Duca si accollò infatti personalmente ogni onere della costruzione della Cittadella, fornendo un lavoro a migliaia di cittadini e risollevando l'economia della zona..
Scelta del sito
La definitiva scelta del sito all'esterno di Porta Nuova dipese da una serie di motivazioni.
Innanzitutto, l'area era completamente sgombra di fabbricati, grazie alla "tagliata" eseguita nel 1546 per volere di Pier Luigi Farnese. In precedenza vi sorgeva l'importante monastero della Santissima Annunziata, costruito nel 1211 dai canonici regolari di San Marco e assegnato nel 1445 ai francescani minori osservanti; la sua demolizione aveva provocato numerose proteste in città, spingendo il Duca a fornire ai monaci un'area a Capo di Ponte su cui erigere un nuovo edificio.. Secondo alcuni storici, ciò dimostrerebbe che già Pier Luigi intendesse far innalzare una cittadella in città, tuttavia studi più recenti non hanno trovato alcuna prova a sostegno di tale ipotesi..
In secondo luogo, mentre l'Oltretorrente risultava già protetto dalla fortificazione del palazzo del Giardino, sull'altra sponda del torrente Parma mancavano edifici difensivi adeguati alle nuove armi da battaglia rinascimentali.. Mentre la zona a nord del centro risultava paludosa e quella a est era troppo distante dal torrente per garantire acqua sufficiente a riempire i fossati, l'area a sud, presidiata dall'ormai inadeguata rocca medievale di Porta Nuova, rappresentava la soluzione ideale..
Inoltre, le proprietà del terreno presente nella zona lo rendevano perfettamente idoneo alla fabbricazione di mattoni, necessari per la costruzione della Cittadella.Benedetto Zorzi e Andrea Morosini, in visita a Parma nell'ottobre 1598, stilarono una relazione al termine del sopralluogo: «La qualità del terreno è ottima, essendo molto tenace e cretoso; il che apporta anco un grandissimo comodo, poiché la fossa istessa viene a somministrare la materia per far le pietre...» In ASP, coll. cit., busta n°3.
Infine, l'area mostrava caratteristiche morfologiche simili a quella in cui sorgeva la Cittadella di Anversa, che Alessandro prese a modello per la fortificazione parmigiana.
Struttura
Il Duca, attraverso la conoscenza diretta della Cittadella di Anversa, fatta costruire da sua madre nel 1567 su progetto di Francesco Paciotto e messa alla prova da Alessandro stesso nell'assedio della città del 1585, decise di riproporla a Parma, mantenendo le stesse proporzioni di tutti i suoi elementi, ma in una versione leggermente ridotta in scala, forse per motivi economici e tecnici.
La forma pentagonale sembrava rispondere al meglio alle esigenze funzionali e difensive dell'epoca e allo stesso tempo si adattava alle concezioni rinascimentali delle città radiocentriche.. Dopo le prime esperienze di fortificazioni a cinque lati diversi erette in località italiane ed europee, tra cui la fortezza di Poggio Imperiale, la svolta si ebbe verso la metà del XVI secolo con l'architetto Antonio da Sangallo il Giovane, che si era orientato su forme più regolari nelle progettazioni della fortezza da Basso di Firenze del 1533 e della Cittadella farnesiana di Piacenza del 1547, ma soprattutto del palazzo Farnese di Caprarola del 1530.. Nella seconda metà del secolo la pianta a pentagono regolare si affermò con decisione, in particolare nelle cittadelle disegnate da Francesco Paciotto a Torino nel 1564 e Anversa nel 1567..
Progettazione Nel 1589 Alessandro Farnese, coadiuvato dagli ingegneri militari che si trovavano con lui nelle Fiandre, si occupò della progettazione della Cittadella, mentre incaricò il figlio Ranuccio, in contatto epistolare con lui da Parma, degli aspetti organizzativi.. Inoltre, inviò nella città emiliana l'ingegner Genesio Bresciani per verificare la natura dei terreni, per scegliere i materiali più adeguati e per confermare la scelta del sito, inizialmente ipotizzato dal Duca verso est, tra il convento degli Eremitani e Porta San Michele..
Dopo il suo arrivo a Parma, il tecnico individuò nell'area esterna a Porta Nuova la collocazione più idonea e Ranuccio scrisse al padre convincendolo della maggior adeguatezza di tale zona.. L'edificio sarebbe quindi sorto extra moenia tra i baluardi della Stradella, posto all'estremità sud-est della cinta muraria, e quello di Porta Nuova, costruito nel 1573, che, insieme alla porta e alla rocchetta medievale, sarebbero stati demoliti per collegare le mura alla fortezza con un nuovo tratto di muraglia. La porta cittadina inoltre sarebbe stata riedificata più all'esterno..
Il Bresciani, una volta completata la relazione tecnica, rientrò nelle Fiandre per mostrarla al Duca, che il 15 agosto 1589 lo incaricò di tornare a Parma con tutti i progetti per ottenere l'approvazione da parte degli Anziani del Comune. Allo stesso tempo, Alessandro scrisse al figlio di perorare la causa di fronte alla comunità, sottolineando la necessità dell'opera per garantire la sicurezza e la dignità della città e assicurando che l'intero ammontare dei costi di costruzione sarebbe stato coperto dalle finanze personali dei Farnese.. Tuttavia, la reazione fu molto fredda, sia da parte dei comuni cittadini sia da parte dei nobili, timorosi del fatto che la Cittadella potesse essere destinata a controllare la città, riducendo la loro autonomia decisionale.. Ranuccio cercò di rassicurarli, ma l'opinione pubblica rimase ostile all'opera..
La situazione cambiò nel corso del 1590, quando si diffusero i primi effetti di una carestia iniziata nel rigido inverno precedente. Preoccupati della possibilità che si verificassero delle rivolte, gli Anziani del Comune si rivolsero al Duca, chiedendogli un aiuto per rifornire la città di grano.. Alessandro colse l'occasione per rilanciare il progetto della Cittadella, rimarcando che la fortificazione sarebbe stata destinata esclusivamente a difendere la città da attacchi esterni, che non sarebbe stato demolito alcun edificio per la sua realizzazione e che il cantiere avrebbe dato lavoro a migliaia di persone senza che la cittadinanza dovesse spendere alcunché; la comunità approvò pertanto l'opera...
Costruzione