Biografia Affidato per gli studi ad uno zio prete, ne ricavò un'istruzione sufficiente a dare sfogo alla propria vena di scrittore, tanto che, come riportato nella sua opera "Roma e le menzogne parlamentari nelle Camere de Comuni di Londra e Torino", al 1863 aveva scritto dodici tra volumi di saggistica, poesia e prosa. Di sentimenti inizialmente liberali, all'epoca dei moti del 1848 fu dalla parte dei rivoltosi. Nel 1860, tuttavia, all'atto dell'invasione del Regno delle Due Sicilie da parte delle truppe garibaldine, prima, e di quelle piemontesi, poi, fu un convinto attore della reazione armata. Raccolta una banda di circa mille effettivi, composta per lo più di cittadini, membri della Guardia urbana e gendarmi, svolse un'azione di supporto alle truppe regolari del regno delle Due Sicilie nell'area del Matese.
Salzillo prese parte a numerosi scontri con i garibaldini e le truppe piemontesi, quali le citate battaglie d'Isernia e del Macerone, entrando in questo modo a far parte del movimento di resistenza civile che si organizzò intorno al vescovo di Isernia monsignor Gennaro Saladino, e che ebbe il conte Giovanni Maria d'Alessandro tra i suoi protagonisti. Dei suoi uomini scriverà in seguito:
Il 22 ottobre 1860, essendosi reso conto che le sorti militari del Regno volgevano al peggio, Salzillo raggiunse Francesco II delle Due Sicilie, partecipando all'Assedio di Gaeta e seguendo il sovrano nell'esilio di RomaAnonimo (Stefano Jadopi) Reazione d‘Isernia, Il Giudizio innanzi la Corte d‘Assise ed i ricorsi in Cassazione, in Storia d‘Isernia al cadere dei Borboni nel 1860, p. 160. Qui si inserì negli ambienti legittimisti, che comprendevano, tra gli altri, lo storico Giacinto de' Sivo ed il cappellano militare Giuseppe Buttà. Similmente a costoro, a Roma Salzillo iniziò la redazione di opere memorialistiche che raccontassero gli ultimi avvenimenti del Regno delle Due Sicilie visti dalla parte degli sconfitti. In una di esse, egli rivendicò il ruolo di prima linea avuto dagli uomini da lui comandati nel corso della battaglia di Isernia, scagliandosi nei confronti del comandante delle truppe regolari del regno delle Due Sicilie:
Nel 1863 lasciò Roma per Malta, dove pubblicò Roma e le menzogne parlamentari nelle camere de comuni di Londra e di Torino, per poi fare ritorno nella città capitolina. Nel 1870, ormai perse le speranze di un rovesciamento della situazione, ritornò nella propria terra d'origine e prese dimora a Venafro. Qui passò gli ultimi anni della sua vita, dedicandosi tra l'altro alla scrittura dell'opera Storia civile dell'antica città di Venafro, pubblicata nel 1877.
Opere
Teodoro Salzillo (1863) La confederazione italiana con le dinastiche autonomie. Malta.
Teodoro Salzillo (1877) Storia civile dell'antica città di Venafro. Isernia: Tipografia di F. Matticoli.
Note