All'interno dello Stato d'Israele i diritti concessi alle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) sono ampi e sviluppati.
Il diritto comune garantisce oramai alle coppie omosessuali la maggior parte dei diritti matrimoniali ufficialmente riconosciuti alle coppie eterosessuali, anche se la piena ufficialità del matrimonio omosessuale non è ancora stata sancita.
Tuttavia, vengono riconosciuti i matrimoni omosessuali contratti all'estero. La popolazione è divisa sull'argomento LGBT: una parte vuole la totale estensione dei diritti LGBT, un'altra non è così aperta ma considera le coppie LGBT uguali a quelle etero pur non essendo a favore alle totale estensione dei loro diritti ma solo al riconoscimento dello status di coppia ma non al matrimonio o all'adozione.
L'intolleranza omofoba è molto diffusa e molto alta in Israele. Nel 2019 si registrava un atto omofobo ogni 10 ore e un post discriminatorio ogni 4 minuti.. Se confrontato in un gruppo di 17 paesi europei, Israele risulta quello con la più bassa tolleranza.
Nel 2019 ministro della salute Cabinet ha ufficialmente dichiarato siano possibile sottoporre le persone LGBT a terapie di conversione.
Israele, assieme a Giordania, Turchia e Cipro, è fra i paesi mediorientali in cui gli "atti omosessuali tra adulti consenzienti svolti in privato" non vengono considerati illegali e quindi non perseguibili dalla legge.
In tutti gli altri stati arabo-musulmani del Medio Oriente l'omosessualità rimane un crimine, punita spesso con punizioni corporali giudiziarie, la condanna alla carcerazione (Egitto e Marocco) ed in alcuni casi persino con la pena di morte (Arabia Saudita), mentre in altri come il Libano pur essendo un crimine de facto, ma spesso la carcerazione irrisoria viene convertita in ammende o assoluzioni.
Israele è stato il primo paese asiatico dove gli omosessuali son stati protetti da leggi anti-discriminazione"Worker anti-discrimination bill passes" Retrieved on 2008-08-18. e rimane, al 2011, l'unico paese del Medio oriente a fornire una tale protezione giuridica.
Tel Aviv è stata nominata la "capitale gay" del vicino oriente dalla popolare rivista Out, oltre ad essere considerata una delle città più gay friendly dell'intero pianeta: famosa per la sua Pride Parade annuale e le sue spiagge concesse alle persone omosessuali.
Un sondaggio online gestito da un popolare sito di viaggi LGBT ha valutato Tel Aviv come la miglior città gay del 2011Tel Aviv voted best gay city of 2011 on LGBT website.
Nonostante tutto ciò, nel 2009 un attentato contro un centro d'incontro di gay e lesbiche a Tel Aviv ha provocato 2 morti ed almeno 15 feriti, nella stragrande maggioranza minorenni: definito subito come crimine "derivante dall'odio e dal pregiudizio" è stato condannato senza riserve dai funzionari governativi, a cominciare dal primo ministro conservatore Benjamin Netanyahu.
Nel 2015, un ebreo ortodosso, Ishay Schlisser, armato di coltello ha pugnalato e ferito sei persone a Gerusalemme, durante la parata del Gay Pride. Gerusalemme, resta una città molto conservatrice ed omofoba. In un gay pride organizzato nella città ci sono stati molti scontri, e addirittura la morte di una ragazza lesbica, Shira Banki
Leggi in materia di attività sessuali tra persone dello stesso sesso
Lo Stato d'Israele ha inizialmente derivato le sue definizioni legali riguardanti la sodomia (che prevedeva pure la condanna del sesso orale) dal precedente codice vigente in tutti i territori sottoposti ad amministrazione britannica vista la coerenza con i passi della Tōrāh come quelli della genesi e del levitico ma non risulta che sia mai stata applicata contro gli atti omosessuali tra adulti consenzienti che abbiano avuto luogo in privato perché la comunità gay, lesbiche e bisessuali nascondevano le loro attività sessuali e la loro identità sessuale come descritto nel film del 1982 Drifting dove si racconta la situazione difficile di un giovane israeliano gay in Israele.
Fin dal 1960 la corte suprema ha stabilito che tale legge non dev'esser applicata ad atti privati tra adulti: dopo alcuni casi di soldati processati nei tribunali militari per "condotta omosessuale" ma non vietava la discriminazione verso le persone LGBT in tutti gli ambiti (lavoro, discriminazioni omofobe, redistribuzione dei servizi) e nemmeno i rapporti e i rapporti fra minori erano ancora vietati ed erano diffuse le terapie per far cambiare l'orientamento sessuale ai minori, chiamate terapie di conversione non vietate ancora oggi.
Nel 1988 l'assemblea legislativa nazionale (Knesset) ha formalmente abrogato l'originaria disposizione che vietava i rapporti sessuali consensuali tra persone dello stesso sesso.
L'età del consenso, sia per i rapporti omosessuali sia per quelli eterosessuali è stabilita a 16 anni.
Riconoscimento delle relazioni omosessuali
La Giustizia israeliana riconosce i matrimoni omosessuali contratti all'estero; è l'unico paese di tutto il continente asiatico a farlo. Tuttavia non è consentito alle coppie gay di sposarsi in territorio israeliano: non esistendo in Israele il matrimonio civile neppure per le coppie eterosessuali (tranne quando entrambi i coniugi sono non-ebrei)"Civil Marriage for non-Jews", il matrimonio può esser formalmente eseguito solamente dalle autorità religiose. Tale restrizione impedisce non solo alle coppie gay di sposarsi, ma anche a tutte le coppie di fatto eterosessuali di essere riconosciute: qualsiasi persona desideri contrarre un matrimonio non religioso deve recarsi al di fuori del paese.
Lo Stato d'Israele consente ai partner stranieri (esclusi quelli di nazionalità araba) di cittadini omosessuali di ottenere i relativi permessi di soggiorno, in ambito civile sono concessi i diritti matrimoniali (pensioni etc) ai partner di dipendenti statali gay; la procura generale dello Stato ha poi esteso l'esenzione dalle tasse per i trasferimenti di proprietà tra i membri di una coppia dello stesso sesso, equiparandola in tutto in materia finanziaria e aziendale alla coppia etero.
In caso di eredità viene riconosciuta la legittimità delle unioni tra persone dello stesso sesso.
La città di Tel Aviv riconosce le coppie di fatto, in quanto nuclei familiari a tutti gli effetti. Nel 2007 a seguito di una sentenza della corte suprema che ordina la possibilità di farlo, Gerusalemme ha registrato nei suoi uffici comunali la sua prima coppia gay.
Adozione Nel 2005 la Corte Suprema ha stabilito che una coppia lesbica è legalmente in grado di adottare: a seguito di questa sentenza alla coppia è stato consentito di adottar a vicenda i figli biologici avuti in precedenza, ammettendo la completa tutela sui figli del partner.
Nel 2009 la "corte della famiglia" di Tel Aviv ha stabilito che l'ex parlamentare Uzi Even e il suo partner possono legalmente adottare (in questo caso un ragazzo già maggiorenne): ciò li rende la prima coppia dello stesso sesso maschile a cui è stato legalmente riconosciuto il diritto di adottare.
Nel 2017, il governo israeliano avvisava la corte suprema di Israele che non aboliranno i processi discriminatori contro l'adozione delle copie LGBT. Giustificando la decisione, il governo israeliano ha detto che crescere in una famiglia LGBT aggiunge "bagaglio addizionale".
Servizio militare Soldati apertamente omosessuali (sia maschi che femmine) servono senza alcun ostacolo o preclusione in tutti i rami delle forze armate: la discriminazione nel reclutamento, posizionamento e promozione di soldati gay e lesbiche è espressamente vietata, così come qualsiasi forma di molestia per motivi di orientamento sessuale.
L'esercito riconosce le coppie omosessuali, quindi anche i/le vedovi/e ai fini pensionistici e di agevolazioni generaliIzkor, in the Israeli Ministry of Defense site (Hebrew).
Ai soldati in servizio effettivo è altresì concesso di partecipare al Gay PrideSoldiers can participate in Pride Parades, News-1 (Hebrew).
A partire dal 1993 gli omosessuali sono stati autorizzati a servire nelle forze armate apertamente, senza dover per forza di cose esser costretti a celare il proprio orientamento sessuale: precedentemente non vigeva alcuna protezione anti discriminazioni o molestie in campo militare.
I giovani israeliani possono essere esentati dal servizio obbligatorio di leva facendo un servizio di volontariato: dal 2006 la AGUDAH (l'associazione LGBT israeliana) rientra nelle categorie delle associazioni all'interno delle quali si può svolger un tale servizio. Tuttavia un numero sempre crescente di reclute gay e lesbiche chiedono di poter svolgere il servizio militare effettivo, spesso in unità di combattimento: l'Unità 8200, una delle più grandi dell'esercito, specializzata in attività d'intelligence, è ben nota per il gran numero di soldati LGBT che operano al suo interno. Ma'ariv. 2006-5-15. "Apparently the 8200 intelligence unit is a home of sorts to the gay community. ..." (Hebrew).
Sentenze e protezioni anti discriminazione Nel 1992 è stata introdotta una legislazione per vietare le discriminazioni sul posto di lavoro sulla base dell'orientamento sessuale, con alcune eccezioni riguardanti le organizzazioni religiose.
Nel 2004 la corte del distretto di Nazareth ha stabilito che le coppie omosessuali hanno gli stessi diritti di quelle sposate per quanto riguarda l'acquisizione dell'eredità del partner, in quanto la parola "partner" comprende anche i membri di coppie dello stesso sesso.
Nel 2004 il tribunale distrettuale di Tel Aviv ha dichiarato che il governo non può espellere il partner colombiano di un uomo gay israeliano: il trentaduenne colombiano era entrato con un visto turistico provvisorio, poi scaduto.
Il suo partner, un soldato delle forze di difesa israeliane (IDF) ha presentato una petizione supportato dallAssociazione per i diritti civili. Il giudice ha stabilito che il governo ha agito illegalmente nel tentativo di espellere l'uomo, in quanto fin dal 1999 la corte suprema ha sentenziato che non si possono deportare cittadini stranieri sposati con cittadini israeliani; decisione che estende il diritto comune anche ai matrimoni contratti da coppie dello stesso sesso.
Nel 2008 il ministero degli interni ha concesso ad un gay palestinese di Jenin il permesso di soggiorno per vivere col suo compagno, dopo aver detto che la sua vita era messa in pericolo in Cisgiordania a causa della sua sessualità.
Condizioni di vita della comunità LGBT in Israele A partire dal 1970 esiste all'interno d'Israele un attivo movimento a favore dei diritti dei gay, che spesso s'è affiliato al movimento femminista e ai partiti politici di stampo liberale e più progressisti.
La comunità gay programma e svolge annualmente il Gay Pride festival, con vasta partecipazione di pubblico. Nel 2005 a Gerusalemme tre manifestanti sono stati accoltellati; l'aggressore è stato successivamente condannato a 12 anni di carcere per tentato omicidio causato da odio razziale.
Un tentativo del sindaco di Gerusalemme, un ebreo Charedì di contrastare ed impedire la manifestazione del 2005 è stata contestata in tribunale: persa la causa, al sindaco è stato ordinato di rilasciare i fondi per l'evento.
Il World Pride festival, programmato per l'agosto 2005 proprio a Gerusalemme, ha ricevuto una vasta opposizione e critiche accese da parte di tutte e tre le religioni monoteiste presenti. Si è dovuto poi rinunciarvi a causa delle operazioni militari intraprese nella striscia di Gaza, che non garantivano la necessaria sicurezza dei partecipanti: la possibilità d'un tal corteo aveva già peraltro subito minacce di violenza fisica da parte di alcuni leader religiosi ultraortodossi, oltre che musulmani e cristiani.
Nel 2006 dimostrazioni da parte di organizzazioni religiose volte a far pressioni sulle autorità per la cancellazione del pride annuale hanno avuto come risultato una dozzina di feriti.
Israele ha infine un'organizzazione dei genitori e amici delle persone omosessuale denominata TEHILA.