I Camaleonti sono stati un gruppo musicale italiano di genere beat fondato negli anni 1960 a Milano.

Storia Anni '60 e anni '70 Le origini dei Camaleonti vanno ricercate al Santa Tecla di Milano, quando Livio Macchia, Paolo De Ceglie e Riki Maiocchi fondano la band; il nome, I Camaleonti, viene scelto perché nelle serate dal vivo suonano vari generi musicali (rock, standard statunitensi, ecc...) adattandosi a seconda del pubblico; i componenti del gruppo hanno avuto esperienze precedenti in altri complessi a carattere dilettantesco, come i Beatnicks (1962), i Demoniaci (1963), i Marines/Mods (1964).

Il genere scelto è la musica beat, nata poco prima nel Regno Unito e rapidamente diffusasi in Europa e negli Stati Uniti d'America. Coerentemente con l'intrapresa strada musicale, il nuovo gruppo si specializza nel confezionare ed eseguire cover in lingua italiana di brani celebri, frutto di una ricerca nelle classifiche del Regno Unito e statunitensi.

Nel 1965 il gruppo si presenta al primo "Raduno Beat" milanese dove viene notato da Miki Del Prete, collaboratore e paroliere di Adriano Celentano, che offre ai Camaleonti un contratto con la Kansas, casa discografica che gravita intorno al Clan Celentano, fondata dallo stesso Del Prete e da Domenico Seren Gay. Il successo arriva quasi subito, cavalcando il fenomeno beat con Chiedi Chiedi e Sha la la la la (cover di La La La La La del gruppo messicano-statunitense The Blendells) che nel 1966 vende copie, presto bissato dal successo di Portami tante rose, rifacimento della celebre canzone di epoca fascista, che arriva all'11º posto in hit parade.

Il 14 febbraio del 1966 esce The Best Records in the World, album di esordio de I Camaleonti. Fu pubblicato dopo una serie di singoli incisi l'anno precedente. In questo disco vengono inserite versioni con testo in italiano di brani di artisti stranieri, come ad esempio, Non sperarlo più, che è la cover di If You Gotta Go, Go Now di Bob Dylan, Se ritornerai, cover di Norwegian Wood dei Beatles, Uno solo di noi, cover di A Must to Avoid degli Herman's Hermits, I capelloni, cover di Over and Over di Bobby Day, Tu credi in me, cover di And my baby's gone dei Moody Blues e Come mai, cover di Get Off of My Cloud dei Rolling Stones.

Quasi tutti i brani sono cantati da Riki Maiocchi, tranne Vi sbagliate, dove canta Livio Macchia. Il brano Sha... la la la la è una versione diversa da quella uscita l'anno precedente su singolo a 45 giri. Il titolo dell'album nasce dal fatto che racchiudeva i dischi migliori usciti nel mondo in quel periodo (appunto, in inglese, the best records in the world), secondo I Camaleonti.

A giugno del 1966 partecipano alla manifestazione musicale Cantagiro 1966 (che si svolge dal 22 giugno al 9 luglio 1966) con il brano Chiedi Chiedi. Nel 1967 esce il secondo album del gruppo dal titolo Portami tante rose, edito sempre dalla casa discografica Kansas. Dopo la defezione di Riki Maiocchi, che si dedica alla carriera solistica, entra a far parte del gruppo Mario Lavezzi. L'anno d'oro è il 1968, in cui il gruppo raggiunge la vetta delle classifiche di vendita con L'ora dell'amore (versione italiana di Homburg, dei Procol Harum), uscito alla fine del 1967 ottiene la prima posizione il 16 dicembre, rimanendovi per dieci settimane vendendo copie, successo bissato da Io per lei (cover di To Give di Frankie Valli), che arriva al nono posto, e da Applausi, nuovo primo posto con copie vendute, che rimane in classifica per dodici settimane, piazzandosi (e rimanendo) al primo posto per le tre settimane dal 29 novembre al 13 dicembre e ritornandoci per altre due dal 3 al 10 gennaio.I dati sulle posizioni in classifica sono ricavati dal volume di Dario Salvatori, Storia dell'hit parade, edizioni Gremese, 1989, alla voce "Camaleonti", pag. 97, alla voce "Numero uno settimana per settimana" degli anni 1968, pag. 27, e 1969, pag. 28; integrato dalle classifiche settimanali di Sorrisi e canzoni e Giovani e da quelle mensili di Musica e dischi

Dopo il successo dei primi singoli a 45 giri, I Camaleonti lasciano la vecchia casa discografica, la Kansas, per passare alla CBS (la sezione italiana della casa madre statunitense, che in Italia viene distribuita all'epoca dalla CGD di Ladislao Sugar), che garantisce una migliore distribuzione. Le prime pubblicazioni sono alcuni singoli a 45 giri, tutti di grande successo, che cominciano a mescolare il beat delle origini con una vena melodica più tradizionale: il primo, Non c'è niente di nuovo/Vita facile, uscì il 10 maggio 1967; il secondo, L'ora dell'amore/Noi e gli altri, uscì il 18 ottobre 1967; il terzo, Io per lei/Il diario di Anna Frank, nel marzo 1968, e il quarto fu Applausi/Torna Liebelei.

Il 1967 è l'anno di una nuova partecipazione al Cantagiro del 1967 (che si svolse dal 21 giugno all'8 luglio 1967) in gara nel girone C (quello dei complessi) con il brano Non c'è niente di nuovo, che avrà un buon successo di vendite.

Nel 1968 venne pubblicato in Italia Applausi/Torna Liebelei, tredicesimo singolo a 45 giri de I Camaleonti. Dei due brani venne registrata anche una versione cantata in tedesco, pubblicata in Germania nello stesso periodo nel 45 giri Noch Einmal/Sommer Liebelei. Il singolo Applausi viene pubblicato in periodi differenti su due 45 giri, il primo datato 14 marzo 1968, il secondo 15 novembre dello stesso anno. Il brano, che presenta un'orchestra d'archi e un coro femminile, raggiunge rapidamente la vetta delle classifiche ed è uno dei pochi singoli de I Camaleonti in cui non è Antonio Cripezzi a ricoprire il ruolo di cantante solista ma Livio Macchia.

Poco tempo dopo, il 30 maggio 1968, viene pubblicato il terzo album del gruppo dal titolo Io per lei. L'album si apre con L'ora dell'amore, cover con testo in italiano del brano Homburg dei Procol Harum, seguita da Vita facile e da Casa Bianca di Don Backy, presentato al Festival di Sanremo 1968 da Marisa Sannia e Ornella Vanoni, e che il gruppo aveva inciso per la compilation Sanremo 1968, pubblicata a gennaio 1968 dalla CGD e contenente alcune canzoni del Festival di quell'anno interpretate dai suoi artisti.

Segue Torna Liebelei, mentre la canzone successiva è il primo inedito del disco, Pianta un albero, cover di Plante un arbre di Richard Anthony; conclude il lato A Non c'è niente di nuovo, mentre il lato B si apre con Io per lei, versione con testo di Daniele Pace di To Give (the Reason I Live) di Bob Crewe e Bob Gaudio, registrata con la collaborazione dei violinisti dell'orchestra del Teatro alla Scala di Milano: questo brano si classificherà al quarto posto al Cantagiro di quell'anno, e verrà interpretato, tra gli altri, anche da Patty Pravo e Farida sempre nel 1968, inciso dal vivo da Mina nel 1969 e da Ornella Vanoni nel 2001.

Storia normale è il secondo inedito del disco e, pur essendo firmata per la musica da un autore italiano, è in realtà In a Monastery Garden di Albert Katelbey (l'autore di In a Persian Market), con un testo di Califano che racconta la storia del gruppo. Il terzo inedito del disco Il pittore, è una rivisitazione in lingua italiana del singolo Pictures of Matchstick Men, del gruppo britannico Status Quo.

I Camaleonti partecipano al Cantagiro (dal 19 giugno al 6 luglio 1968) e al Festivalbar (quinta edizione, svolstasi ad Asiago il 19 settembre 1968, in onda sul Programma Nazionale della Rai), con il brano Io per lei.

Il 30 maggio 1969 viene pubblicato l'album Vita d'uomo. Questo disco è il primo del gruppo milanese composto tutto di materiale originale nuovo, senza quindi canzoni precedentemente pubblicate su singolo a 45 giri (a marzo avevano ottenuto un grande successo con Viso d'angelo). Si tratta di un concept album composto di quattro canzoni legate due a due mediante interventi orchestrali curati da Detto Mariano. Questa formula scelta per l'album doveva evitare la pubblicazione del singolo ma in realtà qualche settimana dopo, vista la forte richiesta del mercato, la canzone Mamma mia venne pubblicata su un singolo a 45 giri (con sul retro In poche parole ti amo, inedito su LP), e divenne anche uno dei singoli a 45 giri più venduti dell'anno, anche grazie alla musica, scritta da Lucio Battisti, molto moderna dal punto di vista della costruzione musicale, e alla convincente interpretazione di Livio Macchia. Il successo di questo brano è anche dovuto al cast di musicisti di cui I Camaleonti si sono avvalsi durante la registrazione: Franz Di Cioccio, Franco Mussida e il chitarrista Dave Sumner che diventerà poi futuro componente del gruppo.

C'erano poi altri tre brani, tra cui Angelo mio, scritto da Al Bano e Fernando Budano, e Il veliero, scritto invece da Maurizio Vandelli, il cantante dell'Equipe 84, in questo brano esordisce come vocalist Paolo de Ceglie. L'idea di fondo era quella di raccontare alcuni momenti della vita di un uomo, e infatti il disco era introdotto da un breve momento recitato in cui si descriveva la nascita di un bambino (appunto angelo mio della prima canzone). Dal punto di vista musicale è da citare Il veliero, per gli intermezzi musicali psichedelici di organo e chitarra elettrica, e la lunga Gloria, che conclude il racconto con un inizio recitato. Curiosamente uno degli autori di questo brano è Giancarlo Bigazzi che dieci anni dopo scriverà una canzone con lo stesso titolo per Umberto Tozzi. Gli arrangiamenti sono stati realizzati da Detto Mariano (che inoltre dirige l'Orchestra del Teatro alla Scala; il disco è stato registrato nel mese di settembre del 1969 negli studi Phonogram di Milano.

Il gruppo partecipa al Cantagiro (dal 25 giugno al 12 luglio 1969) e al Festivalbar (sesta edizione, svolstasi ad Asiago il 12 settembre 1969) con la canzone Viso d'angelo. Il brano, introdotto da un missato d'arpa registrato su nastro e mandato al contrario (si tratta della famosa tecnica del backward tape introdotta dai Beatles), si classificherà al secondo posto della manifestazione.

Con l'uscita dei singoli Viso d'angelo, scritta da Pace e Panzeri, ed Eternità, il complesso si affaccia agli anni settanta al massimo della sua popolarità: questi sono anche gli anni dei dischi d'oro, delle Maschere d'argento e altre attestazioni varie. Nel 1970 partecipano al Festival di Sanremo 1970 (che si svolse al Salone delle feste del Casinò di Sanremo dall'8 al 10 marzo 1970), con il brano Eternità, in coppia con Ornella Vanoni, che nella versione della band milanese arriva fino al secondo posto in hit parade e resta in classifica per tredici settimaneI dati sulle posizioni in classifica sono ricavati dal volume di Dario Salvatori, Storia dell'hit parade, edizioni Gremese, 1989, alla voce "Camaleonti", pag. 97, integrato dalle classifiche settimanali di Sorrisi e canzoni e Giovani e da quelle mensili di Musica e dischi). Nella serata finale del Festival si classificano al quarto posto. Sempre nel 1970 prendono parte al Cantagiro (dal 24 giugno all'11 luglio) e al Festivalbar (settima edizione, svolstasi ad Asiago il 2 settembre 1970), con il brano Ti amo da un'ora.

Nel 1971 pubblicano un nuovo singolo dal titolo Oggi il cielo è rosa/Vanessa. Questo 45 giri non riesce a bissare il successo dei precedenti, tuttavia rappresenta una delle proposte più interessanti distribuite dalla band. I due brani del disco sono cantati per quanto riguarda il lato A da Livio Macchia, mentre per Vanessa (brano forse più tradizionale di quello principale) da Tonino Cripezzi.

Nel 1972 il gruppo prende parte al concorso musicale Un disco per l'estate 1972 (dal 16 aprile al 17 giugno) e al Festivalbar (nona edizione, svoltasi ad Asiago il 14 settembre), con il brano Tempo d'inverno. Il brano viene escluso dalle fasi finali al disco per l'estate.