L'organizzazione comunista Avanguardia Operaia (AO) fu un'organizzazione extraparlamentare di estrema sinistra attiva dal 1968, nel periodo della contestazione, al 1977, quando si sciolse in Democrazia Proletaria, della cui alleanza elettorale faceva parte sin dal 1975.
Storia Avanguardia Operaia nacque a Milano nel 1968, da militanti che provenivano in gran parte dall'esperienza trotskista.in Fabrizio Billi e William Gambetta, Massimo Gorla, una vita nella sinistra rivoluzionaria, Centro di Documentazione Pistoia Editrice, 2016, pag. 42: "I fondatori di Ao provengono in gran parte dall'esperienza trotskista. Il ruolo di Gorla, nelle vicende dei Gcr e di Avanguardia Operaia, è centrale."I movimenti, la nuova sinistra e Avanguardia Operaia di Roberto Biorcio in Volevamo cambiare il mondo. Storia di Avanguardia Operaia 1968-1977 a cura di Roberto Biorcio e Matteo Pucciarelli ED. MIMESIS 2021, pag. 28
Tra la fine del 1967 e i primi mesi del 1968 la testata Avanguardia Operaia comparve come foglio "a cura di un gruppo di lavoratori della Sit-Siemens" di Milano, divenendo ben presto la rivista ufficiale dell'omonima organizzazioneIntervista a Silvana Barbieri (operaia Sit-Simens e fondatrice di Ao) del 12 aprile 2018, reperibile alla pagina: , sorta all'interno del Circolo Culturale Il Manifesto, dall'unione degli stessi operai della Sit-Siemens, della Pirelli, della SIP e della Borletti e di alcuni studenti della facoltà di scienze della Statale di Milano con alcuni militanti trotzkisti fuoriusciti dal PCI e dai Gruppi Comunisti Rivoluzionari (GCR). Tra questi ultimi vi erano Massimo Gorla, Luigi Vinci, Michele Randazzo e Silverio Corvisieri.Queste informazioni si evincono dalle interviste di Francesco Forcolini (Sip), Emilio Molinari, Rina e Silvana Barbieri (Borletti), Gabriele Malpezzi (Pirelli), reperibili qui:
Tra il 1969 e il 1975 in Avanguardia Operaia confluiscono una serie di circoli e gruppi di varie città: il Circolo Lenin (1969) e il Circolo Rosa Luxemburg di Venezia (1969), il Circolo Karl Marx di Perugia, i Circoli Lenin di Umbertide e di Foligno, la Sinistra Leninista di Roma (1970), Unità proletaria di Verona (1972), il Centro di coordinamento campano (1974), il Collettivo Lenin di Torino (1974), Fronte Popolare Comunista Rivoluzionario della Calabria (1975), Sinistra Operaia di Sassari.Volevamo cambiare il mondo. Storia di Avanguardia Operaia 1968-1977 a cura di Roberto Biorcio e Matteo Pucciarelli ED. MIMESIS 2021, pag. 277-290 Nel 1976 Ao era presente in 85 province d'Italia, anche se Milano rimase l’epicentro dell’organizzazione.Relazione di Luigi Vinci alla Conferenza di Organizzazione di Ao, 3 gennaio 1976, pubblicata su Quotidiano dei lavoratori il 4 gennaio 1976
Nel corso degli anni 1970 aumentarono in modo significativo i militanti di Avanguardia Operaia, che spesso dedicavano all'impegno politico gran parte del loro tempo. La formazione politica diventò rapidamente, a fianco di Lotta Continua e del PdUP-Manifesto, una delle più grandi organizzazioni della “sinistra rivoluzionaria” italiana raggiungendo la cifra di 35.000 militanti, di cui 10.000 a Milano.I movimenti, la nuova sinistra e Avanguardia Operaia di Roberto Biorcio in Volevamo cambiare il mondo. Storia di Avanguardia Operaia 1968-1977 a cura di Roberto Biorcio e Matteo Pucciarelli ED. MIMESIS 2021.
Fondata su un filone ideologico tipicamente marxista-leninista, il movimento ebbe sempre un marcato carattere operaista. Appoggiò e promosse i Comitati Unitari di Base (CUB) in numerose aziende pubbliche e private specialmente nel Nord Italia, come luogo principale della sua azione politica“La base operaia di AO non era l’operaio-massa, quello che veniva magari dal sud pieno di rabbia, ma che poi si fermava alla rabbia, alla consapevolezza del proprio sfruttamento; erano, invece i giovani operai che uscivano dalle scuole pubbliche e aziendali, dotati di conoscenze che davano loro strumenti diversi, che volevano capire i meccanismi della politica, crescere insieme e produrre un sapere collettivo” (Intervista a Emilio Molinari, in M. Pucciarelli, Gli ultimi mohicani, ed. Alegre, pag. 41). Avanguardia Operaia fu presente anche nell'ambiente scolastico ed universitario. A Milano, in aperto contrasto ed in alternativa rispetto al Movimento Studentesco, ebbe un ruolo particolarmente importante tra gli studenti delle facoltà scientifiche dell'Università Statale, gli studenti medi e i lavoratori-studenti.I movimenti, la nuova sinistra e Avanguardia Operaia di Roberto Biorcio in Volevamo cambiare il mondo. Storia di Avanguardia Operaia 1968-1977 a cura di Roberto Biorcio e Matteo Pucciarelli ED. MIMESIS 2021, pag. 30-31
L'organizzazione ebbe diverse testate di riferimento, alcune di tipo teorico e altre di agitazione e propaganda. La prima pubblicazione periodica teorica di Ao fu la testata mensile Avanguardia Operaia, di cui furono pubblicati 27 numeri tra il 1968 ed il 1972. Essa fu in seguito sostituita da Politica comunista, rivista bimestrale pubblicata dal 1973 al 1976. Singoli approfondimenti vennero pubblicati tra il 1970 e il 1973 con il nome di Quaderni di Avanguardia Operaia. Nel 1971 nacque anche la rivista Avanguardia Operaia, giornale di agitazione comunista (una testata diversa da Avanguardia Operaia precedentemente citataAvanguardia Operaia era la rivista con la copertina bianca e la scritta “Avanguardia Operaia” in rosso, e l’indice del numero, pubblicata in formato simile all'A4. Avanguardia Operaia, giornale di agitazione comunista aveva in copertina disegni e foto ed era pubblicata in formato simile all'A3.). Essa fu pubblicata tra il 1971 e il 1974, prima quindicinale, poi settimanale, e aveva una finalità di informazione, propaganda e agitazione politica. Questo ruolo, a partire dal 1974 fu poi sostenuto dal giornale Quotidiano dei lavoratori (1974-1979). Quest'ultimo, diretto da Silverio Corvisieri, ebbe discreta diffusione nelle città industriali del nord-Italia.L'elenco complessivo delle pubblicazioni di Avanguardia Operaia, compresi i Quaderni si può trovare sull'archivio Marco Pezzi sul sito del comune di Bologna:
Al Teatro Lirico di Milano dal 24 al 27 marzo 1977, Avanguardia Operaia tenne il suo quinto congresso, con 530 delegati: fu il congresso di scioglimento di Ao, per confluire in Democrazia Proletaria.
L'abbandono della via extraparlamentare Avanguardia Operaia fu travolta, come tutte le organizzazioni della nuova sinistra a metà anni settanta, dalla crescente militarizzazione dello scontro sociale e politico e scelse così di percorrere la strada dell'ingresso nelle istituzioni.
Nel 1975 furono presentate liste unitarie promosse da AO e dal Partito di Unità Proletaria per il Comunismo con la sigla "Democrazia Proletaria" in sei regioni: Lombardia, Veneto, Umbria, Lazio, Molise, Campania. In altre regioni la lista del PdUP si era invece presentata autonomamente. Anche in alcune province e comuni erano state proposte liste unitarie.
Nelle elezioni politiche dell'anno dopo, nel 1976 fu presentato il cartello elettorale di Democrazia Proletaria (con Lotta Continua e il PdUP); in questo modo Gorla e Corvisieri furono eletti alla Camera dei deputati.
Quando Democrazia Proletaria si costituì in partito nel 1978, vi confluì la maggioranza di Avanguardia Operaia, guidata da Gorla, Corvisieri, Calamida, Molinari, Cipriani e Vinci, mentre la minoranza di Campi, Cereda, Vita, Randazzo entrò nel PdUP. Democrazia Proletaria si sciolse nel 1991, quando già il PdUP era confluito nel PCI.
Edo Ronchi, già membro di Avanguardia Operaia , il commento che l'autore della pagina fa della fonte è, a tratti, di parte, nel 1989 aveva già abbandonato Democrazia Proletaria per fondare i Verdi Arcobaleno, con i quali successivamente confluirà nella Federazione dei Verdi.
Comitati Unitari di Base I Comitati Unitari di Base (CUB) erano organizzazioni operaie nate nelle fabbriche, in opposizione alle commissioni interne dei sindacati istituzionali, a partire dal 1969. Costituirono il punto di riferimento più rimarchevole del lavoro sindacale di Avanguardia Operaia.
Il CUB Pirelli fu il primo a costituirsi, tra l'autunno del 1967Soffiava un vento generoso di Franco Calamida in Volevamo cambiare il mondo. Storia di Avanguardia Operaia 1968-1977 a cura di Roberto Biorcio e Matteo Pucciarelli ED. MIMESIS 2021, pag. 55 e 58 e all'inizio del 1968Luigi Vinci, Il lavoro politico nei primi CUB, in Massimo Gorla: un gentiluomo comunista, Sinnos Editrice, pag. 125. Nacque come conseguenza dell'insofferenza da parte degli operai della gestione della vertenza integrativa del contratto dei chimici. All'inizio fu duramente contrastato dal PCI e dai sindacati. Anche a seguito di questa esperienza, CUB e organismi di base si costituirono in molte realtà e in tempi diversi: alla Breda, alla Borletti, alla SIP, all'ATM, poi tra gli impiegati della Philips, all'Alfa Romeo, alla Sit-Siemens, all'Ercole Marelli, alla Honeywell, alla FATME, parallelamente ad altre esperienze simili di organismi operai autonomi che nascevano a Pavia, Trento, Bologna, Pisa, Firenze, Roma, Terni, Latina, Porto Torres, Napoli, Venezia.Soffiava un vento generoso. I Comitati unitari di base e le lotte operaie di Franco Calamida in Volevamo cambiare il mondo. Storia di Avanguardia Operaia 1968-1977 a cura di Roberto Biorcio e Matteo Pucciarelli ED. MIMESIS 2021.
Inizialmente i CUB furono molto conflittuali con il sindacato, ma progressivamente i rapporti si modificarono. I CUB diedero vita, ove erano presenti, ai Consigli di fabbrica.
Al Teatro Lirico di Milano, il 4 ottobre 1975, si svolse il Convegno nazionale dei CUB, l'ultima delle loro grandi assemblee. Sul ruolo e prospettive dei CUB si accese un vivace dibattito. Non tutti condivisero la scelta dello scioglimento nei Consigli di fabbrica, ma il processo era ormai in atto.
La mobilitazione studentesca Alla fine degli anni 1960 la contestazione giovanile, che prese poi il nome di Sessantotto, esplose in tutto il mondo occidentale, manifestandosi in particolare nelle università e nelle scuole superiori. La rivolta studentesca in Italia non si esaurì in una stagione, ma durò stabilmente diversi anni. Le prime istanze del movimento in Italia erano molto concrete: la formazione professionale, le condizioni di vita e di studio, la richiesta di cultura non soffocante e soffocata e la libertà sessuale.Il movimento degli studenti e la nuova sinistra di Marco Paolini in Volevamo cambiare il mondo. Storia di Avanguardia Operaia 1968-1977 a cura di Roberto Biorcio e Matteo Pucciarelli Ed Mimesis 2021, pag. 100 In seguito le istanze divennero anche politiche: la guerra del Vietnam, la violenza della polizia, l'antifascismo, le stragi di Stato, l'appoggio alle lotte operaie.