Col termine immagine (dal lat. sec. XIV imago -ìnis - ritratto, figura, disegno, illustrazione, rappresentazione) si fa un generale riferimento a tutto ciò che è percepibile tramite il senso della nostra vista (immagine retinica). Ma per quante definizioni possa contenere il termine "immagine", questa pagina è riferita essenzialmente all'accezione principale (le immagini visibili), sia di natura ottica che di natura grafica.
Le immagini ottiche presentano la realtà fisica, così come emerge tramite la luce visibile, in modalità diretta (osservata ad occhio nudo, al binocolo, al microscopio, sullo schermo di una telecamera, ecc) o in modalità registrata (osservata in differita come fotografia, film, video, ecc).
Le immagini grafiche invece, non possono presentare la realtà, ma eventualmente solo rappresentarla in veste e nel modo più verosimile possibile, oppure possono rappresentare una fantasia o una realtà fittiziaLa rappresentazione di una realtà fittizia è spesso presente ad esempio nelle immagini dei cartoni animati dedicati ai bambini. Un esempio specifico è il cartone animato L'Apemaia nel quale gli insetti parlano come gli esseri umani., astrattaPer quanto riguarda la realtà astratta, si veda la voce Astrattismo. e/o immaginaria, ricreata in ogni caso in forma di figura o di illustrazione solitamente bidimensionale (disegno a carboncino, computer grafica, pittura a olio, litografia, ecc). Le immagini grafiche sono totalmente una costruzione dell'uomo, fatta con la mano dell'uomo (disegni, pitture, ecc), e principalmente differenziate per l'informazione contenuta nell'immagine stessa.
Tuttavia, oltre a queste, ci sono anche tante altre tipologie di immagini visibili, le quali tendenzialmente mantengono la specifica funzione di documentare la realtà, ma lo fanno in modi differenti da quello tipico dell'ottica, come ad esempio le radiografie (fotografie a raggi X, oggi digitali), le risonanze magnetiche, o le immagini dei radiotelescopi (fatte in banda radio), oppure le immagini ad ultrasuoni (sonar, ecodoppler, ecc, che usano le onde acustiche, invece di quelle elettromagnetiche).
Nonostante il termine "Immaginario" significa privo di fondamento o privo di corrispondenza con la realtà, e sia strettamente legato/derivato al termine "Immagine", le immagini ottiche sono una chiara presentazione della realtà, e per di più basate su un importante fondamento, la luce visibile.
Considerazioni L'immagine non è il supporto fisico in sé, e sul quale può essere fissata o visualizzata, ma è l'informazione visiva (non solida), eventualmente fissata o visualizzata su un supporto fisico (o anche nell'immaginario, come ricordo o come pensiero).
Tramite le immagini si può, sia presentare la realtà fisica oggettiva (immagine ottica), che rappresentarla nel modo più o meno realistico e/o verosimile, tramite tutto ciò che è creazione grafica, ma si può anche presentare una idea del immateriale o del astratto immaginario e figurato, che non rappresenta per forza la realtà fisica come la conosciamo (arti figurative, fantascienza, ecc). E dove, la vera differenza sostanziale, è tra l'immagine ottica (presentazione della realtà) e l'immagine grafica (rappresentazione astratta o del reale). Così, quando si utilizza la grafica, tentando di "mostrare" la realtà, si può solo ed esclusivamente creare una rappresentazione fittizia della realtà (anche se molto verosimile).
D'altronde, tutte le fotografie sono immagini della realtàRiprese in forma ottica, dalla realtà fisica oggettiva., ma non tutte le immagini sono fotografieTanto per fare un esempio..
Così, le immagini si potrebbero suddividere in due semplici gruppi: quelle formate dalla realtà osservabile (come ad esempio tutte le immagini ottiche) e quelle formate, create, prodotte, dalla mano dell'uomo (come ad esempio tutte le immagini grafiche). L'ottica e la grafica, sono due forme ed espressioni distinte: infatti, anche a livello legale, ad esempio, una fotografia (o un video) può essere considerata un documento di prova, mentre al contrario, un disegno, ad esempio, anche se fatto da un testimone, non può essere considerato una prova, nonostante l'impegno più forte che può essere adoperato per cercare di rappresentare la realtà nel modo più verosimile possibile.
Invece, il racconto della memoria del testimone oculare (testimonianza), può essere considerato una prova in giudizio. L'immagine della memoria oculare, è considerata più "vera" ed attendibile di un disegno, anche se fatto bene, quasi come una fotografia. Come a ripetere che: tutte le fotografie sono immagini della realtà, ma non tutte le immagini sono fotografie.
Immagine ottica Con immagine ottica si intende una immagine ottenuta mediante un sistema ottico.Confronta l'accezione 1a della voce «immagine» sul vocabolario on-line Treccani: «in fisica, i. ottica, quella fornita da un sistema ottico». Tipi di immagini ottiche sono le immagini retiniche, quelle fotografiche o televisive, riprese con un obiettivo o una lente, oppure le immagini riflesse da uno specchio, o quelle rifratte da un sistema diottrico, che generalmente vengono divise tra immagini reali e immagini virtuali.
L'immagine ottica si forma dietro la lente, replicando la realtà che si trova di fronte, ma siccome la realtà è tridimensionale, anche l'immagine è tridimensionale, però è solitamente di dimensioni inferiori, a causa della rifrazione, tantoché, a maggiore potere diottrico (o potere di rifrazione), corrisponde anche una immagine più piccola.
In più, l'immagine si forma capovolta, speculata e invertita: così, ciò che era sopra, ora è sotto, ciò che era a destra, ora è a sinistra e ciò che era lontano, ora è vicino; infatti, il piano-immagine più vicino alla lente, e che è anche il piano che determina la lunghezza focale, è proprio il piano dove convergono i raggi paralleli che arrivano dal infinito. Da questo piano, l'immagine prosegue, lungo l'asse ottico, per un'altra lunghezza focale, dove trova il piano-immagine che corrisponde al piano (nella realtà) distante due lunghezze focali dalla lente. Questo è il piano che divide in modo convenzionale la comune fotografia dalla fotografia-macro, in quanto la dimensione del oggetto reale, risulta uguale alla dimensione del oggetto nell'immagine: rapporto di ingrandimento 1:1. Oltre a questo rapporto, si entra nel campo di "lenti di ingrandimento" e "microscopi".
L'immagine ottica è costituita da infiniti punti-immagine che in teoria sarebbe possibile ingrandire in modo infinito, fino a vederne la reale consistenza atomica. Tuttavia, nella pratica ciò è impossibile, in quanto la lente stessa è limitata dalla diffrazione della sua apertura, per cui, l'immagine che forma è limitata in ingrandimento. Ciò limita ad esempio l'ingrandimento di un telescopio, oltre il quale valore l'immagine perde definizione, fino a peggiorarne la visione (c'è qualche formula che determina questo, ma anche troppe variabili a differenziarne il risultato; tuttavia, in media è circa da 1 a 2 diametri di apertura in mm, es: apertura 50 mm ≈ ingrandimento max da 50x a 100x).
L'immagine ottica è tridimensionale e giace intorno all'asse ottico, come un kebàb giace intorno allo spiedo, ma in ogni caso la si osserva e/o la si riprende solitamente in modo bidimensionale, un piano ortogonale alla volta, una "fetta" alla volta, come succede anche nel occhio, sul piano focale della retina, oppure sullo schermo di messa a fuoco o sul piano pellicola/sensore, di una cine-foto-videocamera, ecc. Naturalmente, l'immagine ottica di una lente (o di un obiettivo) la si può osservare anche con un oculare (che funziona come una lente di ingrandimento o un debole microscopio), tuttavia finirà pur sempre sul piano bidimensionale retinico.
Questo comporta che i punti-immagine lontani, dal piano focale scelto (tramite la messa a fuoco), appaiano di dimensioni maggiori e sempre più visibili come dei dischi (invece che punti) via-via più grandi, in proporzione alla distanza dal piano focale.
La forma del disco riflette la forma dell'apertura della lente: se l'apertura (di solito circolare) fosse chiusa con un diaframma a forma romboidale (ad esempio), i vari punti immagine, avrebbero tutti quella forma, anche quelli apparentemente invisibili. A questo punto, siccome le fotografie come la retina del occhio, son per ora solo bidimensionali, è possibile scegliere un solo ed unico piano focale alla volta, un solo piano di messa a fuoco per ogni fotografia; e dunque, tutti gli strumenti ottici necessiatano di una regolazione del fuoco.
Immagine retinica
L'immagine retinica è l'immagine rifratta che si forma sulla retina, tramite la parte ottica dell'occhio che forma un sistema diottrico (esattamente come un obiettivo fotografico), composto dalla cornea, dal umor acqueo, dal cristallino e dal umore vitreo (i componenti rifrattivi). L'immagine retinica permette di vedere la realtà fisica agli esseri viventi dotati del senso della vista.
È quindi l'immagine ottica per antonomasia, perché, attraverso di essa, è possibile vedere tutte le altre immagini visibili.
Immagine riflessa Un'immagine riflessa è tecnicamente considerata un'immagine ottica ottenuta mediante un sistema catottrico, per riflessione della luce. Una particolarità delle immagini catottriche è l'assenza delle aberrazioni cromatiche. Un esempio più pratico e meno tecnico di immagine riflessa, è la nostra immagine riflessa davanti allo specchio.
Immagine rifratta Un'immagine rifratta è un'immagine ottica ottenuta mediante un sistema diottrico. Cioè un'immagine ottica ottenuta mediante la rifrazione della luce. Un esempio di immagine rifratta è l'immagine visibile con il cannocchiale. Un tipo di immagine rifratta è l'immagine retinica.
Immagine reale Con immagine reale si intende un'immagine ottica formata da raggi convergenti (se i raggi che si incontrano sono direttamente quelli riflessi o rifratti); e può essere osservata dall'occhio o raccolta su uno schermo e si può fotografare.
L'espressione "immagine reale" si contrappone all'espressione "immagine virtuale" e viceversa.
Immagine virtuale Con immagine virtuale si intende un'immagine ottica formata da raggi divergenti (se si incontrano i loro prolungamenti); e non può essere raccolta su uno schermo, ma può solo essere osservata dall'occhio (es: l'immagine di un cannocchiale galileiano).
Immagine fotografica
L'immagine fotografica (anche detta «fotografia»Il termine "fotografia" può indicare anche il procedimento di realizzazione di un'immagine fotografica. Si veda la voce Fotografia. o «foto»Per indicare l'immagine fotografica, in ambito colloquiale, è molto diffuso anche il termine "foto" (accorciamento di "fotografia").) è una immagine statica bidimensionale della realtà, come ripresa ottica di un soggetto/ambiente illuminato o luminoso, eseguita tramite una fotocamera fornita di un obiettivo fotografico. Quando il supporto fotografico (pellicola, lastra o carta) non è ancora stato sviluppato, viene chiamata «immagine latente».
Vengono considerate «immagini fotografiche» anche quelle comprese nello spettro delle radiazioni infrarosse (o termografie) e ultraviolette, benché invisibili all'occhio umano, tuttavia comprese nello spettro della luce.
Rispetto ad una immagine grafica (disegnata a mano o con un computer), l'immagine fotografica è in grado di presentare la realtà fisica in modo documentale; infatti, in relazione all'immagine grafica, si parla eventualmente di "fotorealismo", quando si ottiene un livello di realismo vicino a quello dell'immagine fotografica, ma non è corretto parlare di immagine fotografica. Per lo stesso principio, una fotografia manipolata a livello grafico, potrebbe non essere più una fotografia, pur mantenedo un alto grado di “fotorealismo”.
Immagine cinematografica