Crotone (, AFI: o In base alla pronuncia dell'italiano locale e regionale. , Cotrone fino al 1928, Cutrònə in dialetto crotonese, AFI: ) è un comune italiano di abitanti, ed è il capoluogo dell'omonima provincia in Calabria.

La città fu fondata da coloni greci provenienti dalla regione dell'Acaia nella seconda metà dell'VIII secolo a.C., in un territorio già frequentato da comunità indigene, e divenne uno dei principali centri della Magna Grecia, anche per il ruolo assunto dalla comunità pitagorica. La città vecchia si sviluppa in un dedalo di stretti vicoli e piazzette fino al duomo e alla centrale piazza Pitagora, punto di contatto tra città storica e città moderna.

Geografia fisica Territorio

La città è situata sul versante orientale della Calabria, si affaccia sul mar Ionio presso la foce del fiume Esaro e il territorio comunale ricade nell'ambito della pianificazione dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino meridionale. Il capoluogo si trova a .

La parte meridionale del territorio comunale è compresa nell'area marina protetta di Capo Rizzuto, istituita lungo il tratto costiero tra Crotone e Isola di Capo Rizzuto. A sud-est dell'abitato si protende Capo Colonna, dove il santuario di Hera Lacinia occupava in età antica il promontorio noto come Lakinion Akron; del tempio dorico rimane in elevato una sola colonna. Il promontorio segna il limite settentrionale del golfo di Squillace.

Clima

Il clima di Crotone è di tipo mediterraneo, con estati calde e asciutte e inverni miti. Le precipitazioni sono concentrate soprattutto tra l'autunno e l'inverno, mentre in estate si registra un marcato minimo pluviometrico; le nevicate sono rare. La ventilazione marina mitiga frequentemente le temperature estive, mentre durante gli episodi di scirocco o libeccio le massime possono avvicinarsi ai 40 °C.

Il 25 novembre 2018 una tromba d'aria interessò la periferia settentrionale della città, in particolare le aree di Iannello, Cantorato e Passovecchio, provocando danni a edifici e attività produttive e il ferimento di una persona.

Origini del nome Una tradizione mitologica fa derivare il nome Crotone dall'eroe Crotone, che sarebbe stato ucciso accidentalmente da Eracle; l'eroe, per onorarne la memoria, lo avrebbe seppellito presso l'Esaro e avrebbe dato il suo nome alla città sorta nei pressi della tomba.

Secondo la tradizione relativa alla fondazione coloniale, l'oracolo di Apollo a Delfi ordinò a Miscello di Ripe di fondare una nuova città nel territorio compreso fra Capo Lacinio e Punta Alice. Dopo avere attraversato il mare ed esplorato quelle terre, Myskellos avrebbe preferito fermarsi a Sybaris, già florida e accogliente, ma l'oracolo gli avrebbe imposto di rispettare il responso ricevuto.

Nel quindicesimo libro delle Metamorfosi, Ovidio inserisce la fondazione di Crotone nel racconto del viaggio di Numa Pompilio nell'Italia meridionale: un anziano crotoniate narra che Eracle, ospitato dal re Crotone, avrebbe predetto la futura nascita di una grande città e successivamente ordinato all'acheo Myskellos di fondarla nel luogo indicato.

Un'altra tradizione identifica Kroton come fratello di Alcinoo, re dei Feaci, inserendo l'eroe eponimo in un diverso ciclo mitico relativo agli approdi nell'Italia meridionale.

È stata inoltre proposta un'interpretazione che collega il toponimo al verso, o crocidio, degli aironi o delle gru presenti nelle antiche aree paludose costiere; un uccello acquatico compare effettivamente accanto al tripode su alcune delle più antiche emissioni monetali di Kroton.

Storia

Antichità

Il territorio di Κρότων (Krótōn), in greco antico, era frequentato da popolazioni indigene già tra la tarda età del bronzo e la prima età del ferro, prima dell'insediamento coloniale acheo. La fondazione greca viene collocata dalla ricerca moderna nella seconda metà dell'VIII secolo a.C.; la tradizione cronografica tramanda date comprese intorno al 710-708 a.C., mentre altre testimonianze antiche la collegano al regno spartano di Polidoro. La colonia fu fondata da Achei provenienti dall'Acaia.

Nella seconda metà del VI secolo a.C. la rivalità con Locri Epizefiri culminò nella battaglia della Sagra, conclusasi con la vittoria locrese; la cronologia dell'evento non è univoca, ma viene generalmente collocata nella prima parte o intorno agli ultimi decenni del VI secolo a.C..

Le fonti antiche ricordano Crotone per la fertilità del territorio, la fama della scuola medica e soprattutto per i suoi atleti. Fra questi ebbe particolare notorietà Milone, vincitore più volte nei Giochi olimpici e negli altri giochi panellenici; alla superiorità atletica crotoniate è legato il proverbio «ultimo dei Crotoniati, primo dei Greci». Alla figura di Milone è associata anche la leggenda secondo la quale avrebbe allenato progressivamente la propria forza trasportando un vitello, fino a riuscire a portare sulle spalle l'animale ormai adulto.

La linea di costa antica differiva in parte da quella moderna. Plinio il Vecchio, nella Naturalis historia, menziona presso il promontorio Lacinio e lungo questo settore della costa le isole Dioscoron, Ogigia, Tyris, Eranusa e Meloessa. Le indagini geoarcheologiche e subacquee condotte nell'area di Le Castella hanno inoltre documentato variazioni della paleolinea di costa e la presenza di cave sommerse e altri resti archeologici.

Kroton fu celebre anche per i suoi medici. Democede operò tra le corti del Mediterraneo orientale, mentre Alcmeone è ricordato per le sue ricerche di carattere anatomico e fisiologico e per il ruolo attribuitogli nello sviluppo della medicina e della filosofia naturale greca.

Pitagora, nato a Samo intorno al 570 a.C., si stabilì a Crotone verso il 530 a.C. e vi costituì la comunità dalla quale ebbe origine la scuola pitagorica, caratterizzata da interessi filosofici, religiosi, matematici e musicali e da una disciplina di vita comunitaria. I pitagorici esercitarono una rilevante influenza politica a Crotone e in altre città magnogreche, senza che le fonti consentano di ricostruire una vera e propria federazione istituzionale con capitale a Crotone.

Dopo l'arrivo di Pitagora, Crotone entrò in conflitto con Sibari. Una tradizione locale, ripresa nella storiografia divulgativa cittadina, pone tra gli antefatti l'uccisione nel 512 a.C. di tre nobili crotoniati a Sibari in seguito al tentativo di rapimento di una giovane consacrata. Le fonti antiche attestano più solidamente la crisi politica provocata dal tiranno sibarita Telys, l'espulsione di aristocratici rifugiatisi a Crotone e il rifiuto crotoniate di consegnarli; la guerra si concluse nel 510 a.C. con la sconfitta e la distruzione di Sibari, sotto la guida militare attribuita a Milone. La tradizione tramanda forze enormemente superiori ai dati storicamente verificabili, fino a 100.000 Crotoniati contro un numero triplo di Sibariti, e racconta che i cavalieri sibariti furono messi in difficoltà facendo suonare ai flautisti crotoniati le melodie alle quali i loro cavalli erano stati addestrati a danzare; l'episodio è riferito da Ateneo di Naucrati, che richiama una tradizione aristotelica. Un'altra tradizione antica riferisce che, dopo la vittoria, il corso del Crati sarebbe stato deviato sull'area urbana sconfitta.

Il predominio politico pitagorico fu successivamente incrinato da conflitti interni e da una reazione antipitagorica tradizionalmente collegata a Cilone di Crotone; Pitagora lasciò Crotone e morì secondo una delle tradizioni a Metaponto, mentre analoghi moti colpirono comunità pitagoriche di altre città italiote.

Nel 480 a.C. Faillo di Crotone armò a proprie spese una nave, raccolse i Crotoniati presenti in Grecia e partecipò alla battaglia di Salamina. Un ceppo d'ancora in pietra recante il suo nome è stato rinvenuto a Capo Cimiti ed è conservato presso il Museo archeologico nazionale di Capo Colonna.

Dopo la crisi del sistema pitagorico, Crotone partecipò con Metaponto e Caulonia alla Lega Italiota, costituita per fronteggiare anche la pressione delle popolazioni lucane. Nella guerra contro Dionigi I di Siracusa la lega subì una grave sconfitta nella battaglia dell'Elleporo, combattuta nel 389/388 a.C..

Tito Livio, nellAb Urbe condita, ricorda che le mura di Crotone avevano avuto un circuito di dodicimila passi e descrive il santuario di Giunone Lacinia, circondato da un bosco e da pascoli sacri. Crotone passò sotto il controllo romano nel 277 a.C., durante la guerra contro Pirro, e nel corso della seconda guerra punica fu una delle principali basi di Annibale nell'Italia meridionale; da qui il comandante cartaginese si imbarcò per l'Africa nel 203 a.C. Nel 194 a.C. vi fu dedotta una colonia romana.

Tra la fine degli anni novanta e il 2007, nell'area di piazza Castello, corrispondente alla parte più elevata dell'acropoli antica, furono individuati elementi architettonici riferibili a edifici monumentali di età greca. Gli scavi del 2009-2010 nell'area di discesa Fosso-largo Palazzo Giunti misero inoltre in luce un edificio di età imperiale con impianto termale, impostato su strutture precedenti di età repubblicana e su tratti delle fortificazioni greche in blocchi di calcarenite; al termine delle indagini il complesso fu rinterrato.

Medioevo Dopo la contrazione dell'abitato in età tardoantica, Crotone mantenne importanza strategica in epoca bizantina e fu sede di un presidio nel VI secolo; nel 596 è attestata un'occupazione dei Longobardi del Ducato di Benevento, di breve durata.

Le indagini archeologiche condotte tra il 2009 e il 2010 in piazza Villaroja, nel settore sud-occidentale del centro storico, sotto la direzione scientifica di Domenico Marino, hanno documentato una complessa sequenza di frequentazione comprendente resti di edifici di culto e aree funerarie dall'età protobizantina e medievale fino alla parrocchiale di San Giorgio, soppressa alla fine del Cinquecento.

Nel tardo Medioevo il marchesato di Crotone passò ai Ruffo di Catanzaro. Nel XV secolo, attraverso Enrichetta Ruffo, il titolo e i possedimenti furono legati ad Antonio Centelles, nobile catalano che divenne una delle principali figure politiche del Regno di Napoli nella prima metà del Quattrocento.

Età moderna Durante il viceregno spagnolo Carlo V concesse privilegi alla città e ne promosse il rafforzamento strategico. Nel 1541 il viceré Pedro de Toledo avviò il potenziamento delle fortificazioni e del castello, oggi noto come castello di Carlo V, con lavori ai quali partecipò anche Gian Giacomo dell'Acaya.

Nel XVI secolo si consolidò la forma toponimica «Cotrone». Le indagini archeologiche svolte tra il 2010 e il 2011 nell'area dell'Orto Candela, ai piedi del castello, hanno interessato le strutture connesse alle diverse fasi della fortificazione e hanno consentito di individuare, tra l'altro, resti riferiti alla Torre di Santa Maria del più antico castello medievale.