Primo tribunato consolare Nel 381 a.C. fu eletto tribuno consolare con Marco Furio Camillo, Lucio Lucrezio Tricipitino Flavo, Aulo Postumio Albino Regillense, Marco Fabio Ambusto e Lucio Postumio Albino RegillenseTito Livio, Ab Urbe condita libri, VI, 22..

Contro tutte le regole, la conduzione della campagna di guerra contro i Volsci, che avevano occupato la colonia di Satrico, fu affidata a Furio Camillo e a Lucio Furio, estratto a sorte tra gli altri tribuni, che avrebbe dovuto fungere da aiutante di Furio Camillo, ormai avanti negli anni.

Lucio Furio però iniziò a criticare il generale, perché questo, arrivati davanti a Satrico, aveva adottato una tattica attendista, in ragione del maggior numero degli avversari. E quando Lucio Furio, che era pur sempre un magistrato di pari grado, gli prospettò la necessità dell'attacco contro i Volsci, Furio Camillo non si oppose, lasciando al collega il compito di condurre l'attacco, riservando per sé il comando delle riserve.

L'attacco delle legioni, guidate da Lucio Furio, si risolse in una sconfitta per i Romani, ricacciati indietro dai Volsci, e si sarebbe tramutato in una completa disfatta per i Romani se non fosse stato per il provvidenziale intervento dell'anziano generale. Lucio Furio, mitigò le proprie responsabilità, adoperandosi a trasmettere gli ordini di Furio Camillo nello scontro, a cui partecipò in prima persona, distinguendosi per il valore. Alla fine Furio Camillo riuscì a guidare i Romani alla vittoriaTito Livio, Ab Urbe condita libri, VI, 24..

Tra i tanti prigionieri i Romani ne riconobbero diversi provenienti dalla città alleata di Tusculum, e per questo Furio Camillo ne portò alcuni a Roma, perché fossero interrogati dai Senatori. Il Senato decise immediatamente per la guerra contro Tusculum, affidandola a Furio Camillo, che, contrariamente ad ogni pronostico, volle come collega Lucio Furio. Arrivati a Tusculum i Romani trovarono la città aperta, e tutti i cittadini disarmati, intenti alle loro normali attività. A questo punto Furio Camillo permise ai maggiorenti della città di recarsi a Roma, per ottenere il perdono dai Senatori, che lo concessero, proprio in virtù dell'atteggiamento apertamente remissivo dei tuscolaniTito Livio, Ab Urbe condita libri, VI,25-26..

Secondo tribunato consolare Nel 370 a.C. fu eletto tribuno consolare con Servio Sulpicio Pretestato, Gaio Valerio Potito, Aulo Manlio Capitolino, Servio Cornelio Maluginense e Publio Valerio Potito PublicolaTito Livio, Ab Urbe condita libri, VI, 36..

L'elezione interruppe un periodo di 5 anni, durante il quale a Roma non si erano eletti tribuni consolari, a causa del veto posto dai tribuni della plebe Gaio Licinio Calvo Stolone e Lucio Sestio LateranoTito Livio, Ab Urbe condita libri, VI, 35., e fu dovuta all'attacco che Velletri portò a Tusculum, città alleata dei romani.

I Romani respinsero gli attaccanti nella loro città, che fu posta sotto assedio, senza però che i Romani riuscissero ad espugnarla.

Censura Il suo nome appare ben conservato nei Fasti Capitolini dell'anno 363 a.C., anno in cui ricoprì la carica di censore. assieme al collega Marco Fabio Ambusto. Note

Bibliografia Fonti primarie Tito Livio, Ab Urbe condita libri, Libro VI. Fonti secondarie

Voci correlate Gens Furia

Collegamenti esterni

Furio Medullino Fuso, Lucio Medullino Fuso, Lucio Furio Medullino Fuso, Lucio