Tirana (in albanese Tirana o Tiranë, pronuncia AFI: ; in dialetto tiranese Tirona) è una città e comune dell'Albania centrale, capitale nonché maggiore città del paese per numero di abitanti ed estensione oltre che capoluogo della prefettura omonima. L'estensione territoriale del comune, ampliato con la riforma amministrativa del 2015In seguito alla riforma amministrativa del 2015, sono stati accorpati a Tirana i comuni di Baldushk, Bërzhitë, Dajt, Farkë, Kashar, Krrabë, Ndroq, Petrelë, Pezë, Shëngjergj, Vaqarr, Zall Bastar, Zall Herr., lo rende uno dei comuni più estesi d'Europa.

La città si trova nella porzione centro-settentrionale del paese in una valle racchiusa da montagne e colline (Monte Dajt a est, le colline di Kërrabë e Sauk al sud, le colline Vaqarr e Yzberisht a ovest e Kamzë a nord). È attraversata da due fiumi (il Tirana e il Lana), che confluiscono nell'Ishëm, ed è affiancata da diversi laghi.

Si sviluppò come città a partire dal XVII-XVIII secolo, sebbene l'area sia stata abitata ininterrottamente dall'età del ferro. L'area era popolata dagli Illiri ed era molto probabilmente il nucleo del Regno illirico dei Taulanti, che nell'antichità classica era centrato nell'entroterra di Epidamno. Tra il IV e il VI secolo, sotto l'Impero romano d'Oriente, fu realizzata la fortezza di Giustiniano. Rispetto ad altre città albanesi, rimaste piuttosto irrilevante fino al XX secolo, quando fu designata nel 1920 come capitale del Principato d'Albania dal congresso di Lushnjë. Durante l'occupazione italiana del Regno d'Albania fu realizzata buona parte del suo impianto architettonico-urbanistico, prevalentemente da architetti, ingegneri e urbanisti italiani, sviluppato ulteriormente durante il regime socialista.

In quanto capitale è la sede delle principali istituzioni albanesi; ospita infatti le residenze ufficiali del Presidente della Repubblica e del Primo ministro, le sedi dei ministeri del governo oltre che del Parlamento, la Banca nazionale e la Biblioteca nazionale. È anche il principale centro economico, finanziario e commerciale nonché culturale e religioso del paese, ospitando le principali università pubbliche (Statale e Politecnica) oltre che i principali luoghi di culto dell'islam (Centro mondiale bektashi e Moschea Namazgâh) e del cristianesimo, sia cattolico (cattedrale di San Paolo) che ortodosso (cattedrale della Resurrezione di Cristo, sede della Chiesa ortodossa autocefala albanese).

È stata insignita dei titoli di Capitale europea della gioventù per il 2022 e di Capitale mediterranea della cultura e del dialogo per il 2025.

Geografia fisica

Estesa su un'ampia pianura al centro dell'Albania, con il monte Dajt che si eleva a est e una valle a nord-ovest che si affaccia sul mare Adriatico in lontananza, è contornata da diversi laghi artificiali.

Territorio

Il Comune di Tirana si trova a 41,33 ° N, 19,82 ° E. L'altitudine media di Tirana è 110 metri (361 piedi) sul livello del mare mentre il punto più alto è a (5,997.38 ft) sulla sommità del Gropà Mali.

La città è sullo stesso parallelo di Barletta, Barcellona e Istanbul e sullo stesso meridiano di Budapest e Cracovia.

Ricca d'acqua, è situata in una pianura fertile. Bagnata dal fiume di Tirana (lumi i Tiranës), il cui affluente Lana attraversa il centro abitatoAttualmente si presenta come un fiume di modesta portata d'acqua, contornato da una poderosa opera cementizia di contenimento per limitare la contaminazione delle acque di falda. e affiancata nella zona sud dal fiume Erzen.

Il comune comprende anche diversi laghi artificiali: il lago artificiale di Tirana, intorno al quale fu costruito il Grande Parco, il lago di Farka, di Bovilla, di Allgjate, di Kus, di Kashar e di Vaqarr.

Clima

Il clima di Tirana è temperato, con estati calde e inverni freschi e umidi. Grazie alla sua posizione nella pianura di Tirana e alla vicinanza al Mar Mediterraneo, la città è particolarmente influenzata da un clima stagionale mediterraneo. È tra le città più soleggiate d'Europa, con 2.544 ore di sole all'anno.

Origini del nome Sull'origine del toponimo Tirana sono state avanzate diverse ipotesi: alcuni lo ricollegano all'esonimo greco Tirreni, parola utilizzata dagli antichi greci per riferirsi agli Etruschi, mentre secondo altri potrebbe derivare dal nome dato al castello di Tirkan, realizzato alle pendici del Monte Dajt; altre ipotesi lo farebbero derivare dalla parola theranda, col significato di "raccolto".

Una prima menzione del toponimo si ha nel 1418 in alcuni documenti veneziani: "[...] il residente Pjeter, figlio del defunto Domenik del villaggio di Tirana [...]". Un'altra menzione è nella biografia dell'eroe nazionale albanese Giorgio Castriota, detto Scanderbeg, realizzata dallo studioso Marino Barlezio nel 1510, che descrive l'area come un piccolo villaggio utilizzato come campo per l'esercito di Scanderbeg.

Storia Età antica

La città di Tirana, priva di un glorioso passato storico rispetto alle altre città albanesi, porta fino ai giorni nostri delle presenze dei resti archeologici di modesta grandezza che risalgono al VI secolo.

Un primo nucleo abitativo nella zona di Tirana risale al periodo romano; lo provano i resti di una villa romana dentro le quali è stato scoperto il mosaico di Tirana.

Età medievale

Del periodo bizantino si possono invece vedere alcuni resti archeologici in diversi siti, tra cui la Fortezza di Giustiniano e il Castello del Palazzo dei Pionieri (Pallati i pioniereve, residenza della famiglia Zog, regnante sull'Albania dal 1924 al 1939).

Occupata nel XV secolo dall'Impero turco-ottomano, nella prima registrazione ottomana nel 1431-1432 aveva solo 2028 case e abitanti: era un piccolo paese senza importanza strategica sorto sulle rovine romane e bizantine

Età moderna La fondazione ufficiale della città è del 1614 quando Sulejman Bargjini, un albanese musulmano, costruì una moschea, un hammam e un han (una locanda) creando le basi di Tirana. Negli anni successivi, attorno a questo complesso, la città cominciò ad espandersi spontaneamente secondo i principi della città musulmana ottomana.

Tirana rimase un centro prevalentemente agricolo, e grazie ai primi commerci, divenne un centro dedito all'artigianato e soprattutto all'esportazione del tabacco e dell'olio d'oliva. La sua popolazione aumentò nei successivi due secoli, rimanendo tuttavia stabile. Inoltre, divenne un importante centro religioso (specialmente per i bektashi e altre confraternite sufi).

Età contemporanea

Nel 1820 fu eretto l'edificio distintivo della città, la Torre dell’Orologio.

Dopo la liberazione della dominazione turca (1912) crebbe ancora di importanza per la sua centralità e la disponibilità di grandi spazi per gli edifici pubblici.

Durante il Congresso di Lushnjë del gennaio 1920, la scelta di compromesso tra il nord e il sud del paese stabilì un governo provvisorio il quale decretò Tirana come capitale temporanea dell’Albania.

Nel 1921 venne fondata dalla Croce Rossa americana lAmerican Vocational School. Dopo la sua salita a capo del governo albanese nel 1925, Ahmed Zog decise di mantenere Tirana come la capitale dello Stato albanese, quando il potere centrale si rese conto che era più facile controllare il paese dal centro invece che dalla città di Durazzo o Scutari, situate sulla costa e quindi molto più vulnerabili. Con una posizione geografica perfetta, in un incrocio di strade nord-sud e est-ovest, non molto lontano dal porto di Durazzo a ovest, Tirana sembrò in quel momento il luogo adatto per ospitare le strutture governative del nuovo stato.

La popolazione della città, stimata a soli abitanti nel 1910, salì a 30.000 nel censimento del 1930 e a 60.000 nel 1945, nonostante l'occupazione straniera e la guerra.

Durante la seconda guerra mondiale, dopo l'occupazione dell'Albania da parte prima delle truppe italiane e poi tedesche, Tirana divenne il fulcro della resistenza. Appena due anni dopo la liberazione del paese dagli eserciti delle potenze dell'Asse, nel 1944, il paese fu dichiarato repubblica popolare socialista. Nel novembre 1944 vi si insediò il governo comunista di Enver Hoxha. Da quel momento in poi, gran parte dello sviluppo della città è legato all'influenza dell'Unione Sovietica prima e della Cina dopo, fino al crollo dello stato comunista nel 1991.

Durante gli anni cinquanta Tirana sperimentò un periodo di rapida crescita di urbanizzazione industriale, che portò gli abitanti a 137.000 nel 1960. Alla fine degli anni novanta Tirana ebbe la sua crescita più rapida, quando molti albanesi dal nord e dal sud si spostarono nella capitale per cercare una vita migliore.

Oggi, dopo la caduta della Repubblica Popolare Socialista d'Albania, la città sta vivendo un periodo di progressivo sviluppo economico, sociale e urbanistico, con l'edificazione e la sistemazione monumentale di parchi, edifici, compresa la ricostruzione degli edifici religiosi distrutti durante le varie guerre e sotto il regime comunista.

Negli ultimi anni l'inquinamento è diventato un grosso problema per Tirana, poiché il numero di automezzi è cresciuto notevolmente. Si tratta per la maggior parte di vecchie auto diesel fuori dalle norme UE, che inquinano molto di più dei modelli in circolazione nel resto d'Europa. In aggiunta, il carburante importato dalla Grecia e dalla Turchia, usato in Albania contiene maggiori quantità di zolfo e piombo, rispetto a quanto consentito dai regolamenti nei paesi UE. Tirana ha subito radicali cambiamenti dall'inizio del XXI secolo. La capitale ha visto il miglioramento delle sue infrastrutture, in concomitanza con la considerevole opera di bitumazione e risistemazione del manto stradale in molte zone della città.

La Tirana attuale conserva solo in minima parte l'originale immagine medievale del periodo bizantino. L'impressione è di una città occidentale con rimanenze della lunga dominazione ottomana, la commistione con eleganti edifici che richiamano l'architettura austro-ungarica e italiana della fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento e residui d'arte del realismo socialista, affiancati da una contemporanea fioritura di edifici moderni.

Sono state create numerose aree verdi che, con la demolizione di molte costruzioni abusive, contribuiscono a un netto miglioramento dell'estetica della città. Inoltre a partire dal 2000 sono stati costruiti molti edifici sia residenziali che statali che hanno migliorato lo skyline della città. Nel nuovo piano regolatore di Tirana sono inclusi diversi interventi che modificheranno la capitale. Alcuni di essi sono già in atto e prevedono la riqualificazione della piazza Giorgio Castriota Scanderbeg, la ricostruzione degli edifici religiosi cristiani cattolici e ortodossi distrutti durante il regime comunista, la zona del lago artificiale e la cosiddetta "Priority Zone".

Simboli

La descrizione dello stemma del Comune di Tirana è contenuta nel primo articolo dello statuto comunaleNello specifico si basa sullo stemma della famiglia Skuraj, che è la famiglia che governò Tirana nel Medioevo, nei secoli XIV-XV. Una delle tracce trovate da questa famiglia, nell'area ai piedi del monte Dajti, è lo stemma di Skuraj, trovato in un blocco di pietra, che si trova oggi nel Museo storico nazionale. Per tutti i suoi abitanti degli ultimi duecento anni come simbolo e punto di riferimento è servita la Torre dell'Orologio, che è il monumento più significativo dei suoi ultimi secoli. Lo stemma della città comprende anche una corona con un muro con tre torri medievali e un portone, posta sopra lo scudo.:

Lo stemma del Comune di Tirana è stato approvato con delibera del Consiglio comunale n. 215, il 14 novembre 2000.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose