La Panavision è un'azienda statunitense specializzata in fotocamere e lenti con sede a Woodland Hills (California). Fondata da Robert Gottschalk come una piccola società per creare lenti anamorfiche per la proiezione dei film durante il boom del widescreen nel corso degli anni cinquanta, in seguito la Panavision ha ampliato le sue linee di prodotti per soddisfare le moderne esigenze delle produzioni cinematografiche. L'azienda ha introdotto i suoi primi prodotti nel 1954. Da fornitore di accessori per il CinemaScope all'inizio, la società divenne ben presto leader nel settore delle lenti anamorfiche. Nel 1972, la Panavision ha contribuito a rivoluzionare il cinema con la cinepresa 35mm Panaflex. La società ha introdotto altre cineprese innovative, come la XL Millennium (1999) e la macchina da presa digitale Genesis (2004).
La Panavision opera esclusivamente come servizio di noleggio, in cui l'azienda possiede interamente l'attrezzatura, a differenza della maggior parte dei suoi concorrenti. Questo permette investimenti in ricerca e sviluppo e l'integrazione di prodotti di alta qualità, senza preoccuparsi del valore finale dei suoi prodotti, non essendo questi destinati alla vendita. Mantenere il suo intero inventario consente anche alla Panavision di aggiornare regolarmente tutte le sue attrezzature, anziché preoccuparsi solo dei modelli più recenti.
Le origini Robert Gottschalk fonda la Panavision alla fine del 1953, in collaborazione con Richard Moore, Meredith Nicholson, Harry Eller, Walter Wallin, e William MannSamuelson, David W. Panaflex Users' Manual. Focal Press, 1990. ISBN 0-240-80267-5.. La società è stata formalmente costituita nel 1954. La Panavision è stata istituita principalmente per la fabbricazione di lenti anamorfiche per la proiezione per soddisfare le crescenti richieste delle sale cinematografiche per la proiezione dei film in formato CinemaScope. Al momento della creazione della Panavision, Gottschalk possedeva un negozio di fotografia nel Westwood Village in California, dove molti dei suoi clienti erano direttori della fotografiaSamuelson, David W. "Golden Years." American Cinematographer, September 2003, pp. 70–77. Pochi anni prima Gottschalk e Moore, che ha lavorato con lui nel negozio di fotografia, stavano sperimentando la fotografia subacquea. Gottschalk iniziò a interessarsi alla tecnologia delle lenti anamorfiche, in quanto gli permettevano di ottenere un campo visivo più ampio dalla sua custodia subacqueaHenderson, Scott. "The Panavision Story." American Cinematographer, April 1977. Questa tecnologia fu creata durante la prima guerra mondiale per aumentare il campo visivo dei periscopi sui carri armati: l'immagine del periscopio era deformata orizzontalmente dalla lente anamorfica. Dopo esser stata ripristinata da un'ottica anamorfica complementare, l'operatore del carro armato poteva vedere raddoppiare il campo visivo orizzontale senza distorsioni significative. Gottschalk e Moore comprarono alcune di queste lenti dalla Goerz, una società di ottica di New York, per usarle nella fotografia subacquea. Come la produzione di film widescreen divenne popolare, Gottschalk vide l'opportunità di fornire lenti anamorfiche per i film dapprima per i proiettori, successivamente per le cineprese. Nicholson, un amico di Moore, iniziò a lavorare come cameraman per i primi test di fotografia anamorficaBijl, Adriaan. "The Importance of Panavision." The 70mm Newsletter no. 67 (in70mm.com). March 2002. Retrieved on 2007-01-19
Nel 1950, l'industria cinematografica era minacciata dall'avvento della televisione: la TV teneva gli spettatori a casa, riducendo i ricavi al botteghino. Gli studi cinematografici cercarono di attirare il pubblico nelle sale con attrazioni che la televisione non poteva fornire. Tra queste, un revival di film a colori, film in tre dimensioni, audio stereofonico e filmati widescreen. Il Cinerama fu uno dei primi processi widescreen per film dell'epocaHart, Martin. "A Little Pre-history." WidescreenMuseum.com. Retrieved on 2007-01-19. Nella concezione iniziale, il farraginoso sistema richiedeva tre cineprese per la ripresa e tre proiettori sincronizzati per visualizzare un'immagine su un ampio schermo curvo. Oltre alle sfide logistiche e finanziarie di triplicare l'uso delle attrezzature e dei costi, il processo portava ad avere distraenti linee verticali tra le tre immagini proiettatePryor, Thomas M. "Cine-Miracle Joins Big Screen's Big Parade." New York Times 1955-07-13. Retrieved on 2007-01-19. Alla ricerca di un metodo ad alto impatto del cinema widescreen, che era più economico, più semplice, e meno visivamente distraente, la 20th Century Fox acquistò i diritti di un processo chiamato CinemaScope: in questo sistema, il film veniva girato con lenti anamorficheGray, Peter. "CinemaScope, A Concise History." . Retrieved on 2008-07-06. Il film veniva poi proiettato con una lente anamorfica complementare sul proiettore che espandeva l'immagine, creando un aspect ratio proiettato (rapporto tra larghezza dell'immagine e la sua altezza) doppio dell'area del fotogramma della pellicola. Dal momento che fu annunciata la produzione del primo film in CinemaScope, La tunica (1953), Gottschalk, Moore e Nicholson presentarono un demo con il loro sistema di ripresa subacquea anamorfica.
Gottschalk apprese da uno dei suoi fornitori che la Bausch & Lomb, che aveva un contratto con la Fox per la produzione di lenti CinemaScope, stava avendo difficoltà a soddisfare tutti gli ordinativi delle lenti per la proiezione anamorfica. Così si unì con William Mann, che poteva fornire la capacità produttiva ottica, e con Walter Wallin, un fisico ottico, conoscente di Mann. Il tipo delle lenti anamorfiche che scelsero fu quello prismatico anziché quello cilindrico del CinemaScope della Bausch & Lomb. Questo design permetteva che il fattore di estensione (quanto l'immagine poteva essere distorta orizzontalmente) delle lenti anamorfiche potesse essere regolato manualmente, utile ai proiezionisti per commutare da proiezione non anamorfica (utilizzata per esempio per i trailer) a proiezione anamorfica, per la proiezione del film vero e proprio. Il risultato è stato lAnamorphosing System, progettato da Wallin, impiegato nelle lenti Panatar. Il brevetto per il sistema è stato depositato l'11 agosto 1954, e riconosciuto cinque anni dopoWallin, Walter. "Anamorphosing System (U.S. patent no. 2890622)" FreePatentsOnline.com. Retrieved on 2009-09-25..
L'ingresso nel mercato Il primo prodotto della Panavision, le lenti di proiezione Super Panatar SuperThe Panatar name was in response to the Bausch & Lomb lens called the Baltar. Gray, Peter. History of CinemaScope , 2003. Retrieved 2007-06-14. debuttarono nel marzo del 1954. Al prezzo di , conquistarono il mercato"History" (official company history and timeline). Panavision.com. Retrieved on 2007-01-19.. Il Super Panatar era una scatola rettangolare che si collegava alla lente di proiezione esistente con una apposita staffaSuper Panatar Instruction Manual. Panavision, 1954. HTML transcription by WidescreenMuseum.com. Retrieved on 2007-01-19.. Il suo sistema prismatico variabile permetteva una vasta gamma di formati di pellicola da proiettare sullo stesso proiettore con una semplice regolazione della lente. Panavision migliorò il Super Panatar con l'Ultra Panatar, dal design più leggero che poteva essere avvitato direttamente alla parte anteriore della lente di proiezioneUltra Panatar Instruction Manual. Panavision, 1955. HTML transcription by WidescreenMuseum.com. Retrieved on 2007-01-19.. Le lenti Panavision rimpiazzarono gradualmente le CinemaScope, diventando il principale sistema per la proiezione anamorficaCook, David A. A History of Narrative Film. Norton & Company, 1990. ISBN 0-393-95553-2..
Nel dicembre del 1954, la società creò una lente speciale per il laboratori cinematografici, la Micro Panatar. Quando collegata a una stampante ottica, la Micro Panatar permetteva di creare stampe non anamorfiche da negativi anamorfici. Questo permetteva la distribuzione di film anche ai cinema che non avevano installato un sistema anamorfico. Per ottenere lo stesso risultato prima dell'avvento della Micro Panatar, gli studi cinematografici alle volte effettuavano le riprese con una camera anamorfico e una camera sferica (non anamorfica), permettendo così la proiezione dei film anche ai cinema non attrezzati per il widescreen. I risparmi di costo ottenuti eliminando la seconda camera e la realizzazione di stampe non anamorfiche in post produzione con la Micro Panatar furono enormi.
Un'altra innovazione del periodo ha dato la posizione di leader alla Panavision: la lente anamorfica Auto Panatar per cineprese 35mm. I primi obiettivi Cinemascope avevano notoriamente problemi nei primi piani perché presentavano un'aberrazione ottica comunemente conosciuto come : un allargamento della faccia causato dalla perdita di potere anamorfico con soggetti vicini alla lente. A causa della novità del nuovo processo anamorfico, le prime produzioni CinemaScope compensavano questa aberrazione evitando le riprese ravvicinate. Quando il processo anamorfico è diventato più popolare, questa aberrazione è diventata più problematica. La Panavision ha trovato la soluzione: l'aggiunta di una lente rotante che si muove in sincronia con l'anello della messa a fuoco. Questo ha eliminato la distorsione e ha permesso una fotografia più naturale dei soggetti ravvicinati con la fotografia anamorfica. L'Auto Panatar, uscito nel 1958, è stato rapidamente adottato, rendendo definitivamente obsolete le lenti CinemaScope. Questa innovazione ha portato alla Panavision il primo dei suoi 15 Oscar scientifico o tecnico. Ben presto nei titoli comincia apparire la scritta "Girato in Panavision" (come se Panavision fosse il nome del formato widescreen anziché il nome dell'azienda).
Dal 1954, la Panavision stava lavorando su un nuovo processo widescreen commissionato dalla Metro-Goldwyn-MayerHart, Martin. "Solving The Mysteries of MGM Camera 65 and Ultra Panavision 70." WidescreenMuseum.com. September 2002. Retrieved on 2007-01-19.. Il sistema risultante utilizzava una pellicola di 65mm abbinata a lenti Panatar APO, che erano un obiettivo con lente anamorfica integrata (a differenza di un normale obiettivo primario con una lente anamorfica montata su di essa). Questo creò un fattore di compressione anamorfica di 1,25xHart, Martin. MGM Camera 65 Circa 1959 Anamorphic 70mm Print. WidescreenMuseum.com. Retrieved on 2007-01-19. I film che usavano questo processo potevano avere il sorprendente "aspect ratio" di 2.76:1, quando proiettate con stampe anamorfiche da 70 mm. Introdotto come MGM Camera 65, il sistema fu utilizzato solo per pochi film, il primo dei quali è stato L'albero della vita del 1956. Tuttavia, il film uscì solo in 35mm anamorfico in quanto il circuito dei cinema che potevano proiettare i 70 mm era tutto prenotato per il film Il giro del mondo in 80 giorni del (1956), ripreso con il sistema concorrente non anamorfico Todd-AO. Nel gennaio del 1959, i manifesti per la versione 70mm de La bella addormentata nel bosco di Disney, riportavano l'indicazione accanto al logo "Super Technirama 70". Il primo film ad essere presentato in 70mm anamorfico, Ben-Hur, fu pubblicato dalla MGM nel 1959 sotto il nome commerciale MGM Camera 65. La Panavision sviluppò anche un processo widescreen non anamorfico chiamato Super Panavision 70, che era essenzialmente identico al Todd -AO. Il Super Panavision ha fatto il suo debutto sul grande schermo nel 1959 con il film Il grande pescatore, pubblicato da Buena Vista Distribution, una divisione della Disney.
Le fotocamere