La psicoterapia adleriana è una psicoterapia psicodinamica basata sugli assunti teorici della Psicologia individuale di Alfred Adler: l'uomo è una unità mente/corpo indivisibile, originale e coerente nelle sue manifestazioni; il suo comportamento, espressione di un progetto solo in parte cosciente, è teleologicamente orientato al perseguimento di una maggiore stabilità e sicurezza. Quando eventi esistenziali improvvisi, relazioni interpersonali negative, insuccessi personali o professionali, imprevisti, modificano l'immagine di sé ed il valore dei propri obiettivi, la persona diviene insicura e disorientata.
La metodologia adleriana, indipendentemente dall'eziopatogenesi di eventuali disturbi mentali correlati, può supportare colui che, "con un'erronea opinione di sé e del mondo, cioè con mete erronee e con un erroneo stile di vita, ricorrerà a varie forme di comportamento anormale allo scopo di difendere la propria opinione quando si trova a fronteggiare situazioni per le quali non si sente preparato a causa delle sue idee, e quindi teme un insuccesso"H. L. ANSBACHER, R.R. ANSBACHER, La Psicologia Individuale di Alfred Adler, G. Martinelli & C. Firenze p. 261.
Il setting
Il setting adleriano, cioè il luogo in cui avvengono i colloqui e le modalità di svolgimento degli stessi, è caratterizzato dal clima di tranquillità ed accoglienza che permea l'ambiente e la relazione tra paziente e terapeuta "in un rapporto libero e, se non proprio paritario, almeno non troppo distante, fra due persone"F. PARENTI, Adler dopo Adler - Teoria Generale Adleriana - Lineamenti di Psichiatria Dinamica Metodologia e Tecniche di Analisi 2ª edizione - Dispense a cura dell'ISTITUTO ALFRED ADLER DI MILANO p.85.
Per favorire la comunicazione e per poterne cogliere anche gli aspetti non verbali, talvolta più esplicativi delle stesse parole, terapeuta e paziente siedono comodamente, di fronte, con l'intento di poter cogliere, entrambi, quanto l'altro esprime anche attraverso il tono della voce, la postura, la gestualità, le espressioni del volto. "Il terapeuta ha certamente una prevalenza di ruolo, ma si propone come un essere umano solidale, con sue caratteristiche non mascherate, disposto a offrire la sua esperienza e a confrontare le sue opinioni con quelle del paziente. Nell'ambito di un programma di questo tipo, che esige la spontaneità, non sembrano ammissibili collocazioni spaziali rigide e immobilistiche.".
Anche la narrazione deve essere libera: "Il paziente che prende l'iniziativa nella comunicazione non deve ... essere interrotto per un tempo sufficiente a dargli la garanzia di essere ascoltato, poiché ciò serve ad alleviare la sua ansia"F. PARENTI, Adler dopo Adler - Teoria Generale Adleriana - Lineamenti di Psichiatria Dinamica Metodologia e Tecniche di Analisi 2ª edizione - Dispense a cura dell'ISTITUTO ALFRED ADLER DI MILANO p. 73; "Sin dal primo colloquio è importante assicurare il paziente che tutto ciò che racconta o potrebbe raccontare sarà tenuto nella più stretta confidenza"K. A. ADLER, La Psicologia Individuale di Adler in B. B. WOLMAN Manuale delle tecniche psicoanalitiche e psicoterapeutiche, Astrolabio, Roma p. 345.
Inizialmente, non è importante seguire uno schema preordinato nella raccolta delle informazioni (ciò avverrà successivamente), quanto piuttosto consentire ad entrambe le persone, psicoterapeuta e paziente, di familiarizzare, conoscersi, sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d'onda, strutturare un linguaggio comune, accordarsi negli intenti. L'unicità e irripetibilità di ogni persona fa sì che il "trattamento" di ciascun paziente preveda un certo grado di "personalizzazione": la coppia, costituita dal terapeuta e dal paziente, pur nel rispetto delle indicazioni metodologiche, concorderà, per ciascun caso, le regole dell'accordo terapeuticoPier Luigi PAGANI, Piccolo lessico Adleriano, Scuola Adleriana di Psicoterapia dell'Istituto Alfred Adler di Milano 2002, p. 3 e le modalità dell'interazione.
Il percorso psicoterapeutico
Il percorso psicoterapeutico adleriano è rappresentato dalla ricerca degli obiettivi da perseguire e delle mete da raggiungere per garantire una corretta realizzazione del proprio programma evolutivo: "il bisogno di pianificare il proprio futuro, di immaginare un domani più appagante e più sicuro del presente, è lo scopo essenziale dell'esistenza"Pier Luigi PAGANI, Piccolo lessico Adleriano, Scuola Adleriana di Psicoterapia dell'Istituto Alfred Adler di Milano 2002, p. 13; quindi, per formulare il progetto più idoneo al raggiungimento del traguardo, l'attenzione va rivolta più al fine che alla causa di un comportamento.
"Il fine ultimo è la meta prevalente verso cui si indirizza tutta la vita psichica di un individuo. Questo concetto comporta che l'orientamento interpretativo seguito dalla psicologia adleriana tenda a inquadrare le manifestazioni psichiche e comportamentali, normali e patologiche, alla luce dello scopo, conscio o inconscio, che si propongono"F. PARENTI, Adler dopo Adler - Teoria Generale Adleriana - Lineamenti di Psichiatria Dinamica Metodologia e Tecniche di Analisi 2ª edizione - Dispense a cura dell'ISTITUTO ALFRED ADLER DI MILANO p. 11. Fin dalla prima infanzia il bambino raccoglie dati, crea relazioni tra gli eventi e giunge a conclusioni seguendo, però, opinioni, considerazioni e valutazioni formulate quando le capacità critiche e razionali sono ancora carenti. Il lavoro psicoterapeutico consiste, perciò, nella revisione, rivalutazione e comprensione dello schema interpretativo al fine di correggerne gli errori strutturali.
Le tappe fondamentali della psicoterapia, anche se non si succedono in modo rigido e lineare, ma variano a seconda delle peculiarità del caso e del momento, sono convenzionalmente suddivise in:
1) Raccolta dei dati
Il primo obiettivo da esplorare è la richiesta di psicoterapia: il disagio percepito è spesso ricondotto dal soggetto ad un accadimento o ad una serie di circostanze interpretati come determinanti. In qualche modo la persona ha già tracciato - e non senza fatica - il suo quadro diagnostico-interpretativo. Bisogna, però, prendere atto che, se il malessere persiste, ciò non deriva dall'impossibilità di trovare una soluzione, ma dall'aver adottato, forse, un metodo inadeguato. La psiche è complessa e pertanto cause apparentemente diverse possono convergere nel determinare un sintomo, così come situazioni analoghe non sono sempre assimilabili nei loro effetti. Insieme, terapeuta e paziente, indagheranno, processeranno, esploreranno i fatti per giungere alla soluzione più opportuna ed efficace.
In questa fase è perciò utile chiarire, almeno nelle sue linee essenziali, le caratteristiche del modello terapeutico indicando le finalità e gli scopi della metodologia, valutando anche se il metodo adleriano risponde alle richieste del caso o suggerendo, senza abbandonare il paziente a se stesso, tecniche e terapie diverse ritenute più idonee.
Altrettanto importanti sono le aspettative che la persona nutre nei confronti di questa esperienza; il compito dell'analista non è quello di dispensare consigli o di suggerire soluzioni relative a questioni specifiche. "Fin dall'inizio il terapeuta deve chiarire che la responsabilità della cura è affare del paziente poiché, come dice saggiamente un proverbio inglese, ‘si può condurre un cavallo fino all'acqua, ma non si può costringerlo a bere'. Infatti, il terapeuta può solo individuare gli errori ma è il paziente che deve modificare il modo di vivere"H. L. ANSBACHER, R.R. ANSBACHER, La Psicologia Individuale di Alfred Adler, G. Martinelli & C. Firenze p. 373. "Il mutamento del paziente deriva solo dalla sua opera"A. ADLER, La psicologia Individuale, Newton Compton, Roma 1983, p 37.
Pagani, definisce il terapeuta come uno sherpa: questi uomini, che vivono sulle alture del Nepal, a quote elevate, si guadagnano da vivere accompagnando i turisti verso mete definite; compito dello sherpa è scegliere il percorso più adatto a quel tipo di persona, istruendolo e mettendolo in guardia dai pericoli e facendosi carico, se necessario, del bagaglio affinché la persona, non avvezza a quelle altitudini, possa affrontare più facilmente il viaggioP. L. PAGANI L'interpretazione in psicodiagnostica e in psicoterapia secondo la metodologia adleriana Riv. Psicol. Individ. n 58 p. 28. Ma non è suo compito né discutere la meta, né tentare di modificare il progetto: egli è semplicemente un esperto dei luoghi ed un tecnico. Allo stesso modo lo psicoterapeuta "condurrà" il paziente alla meta, da lui prefissata, aiutandolo ad individuare un nuovo modo di concepire se stesso e di rapportarsi al mondo. Poiché nell'intervento psicoterapeutico adleriano la relazione terapeuta/paziente riveste un ruolo primario, è importante che, prima di avviare concretamente il lavoro, si sia verificato se c'è sintonia tra paziente e terapeuta (transfert) e viceversa (controtransfert).
2) Ricerca dei significati
Una parte fondamentale del primo/secondo colloquio è dedicata alla ricostruzione del quadro della situazione attuale rappresentata della vita di relazione, dai rapporti affettivi e sessuali, dallo studio o dal lavoro, dagli interessi in ogni campo, dai progetti, anche solo ipotizzati, dai ricordi, dalla descrizione delle persone che costituiscono l'entourage. Attraverso questi dati è possibile cominciare a definire lo Stile di vita, impronta unica e personale, attraverso cui ciascuno rappresenta se stesso e la propria vita secondo una considerazione del tipo: "Io sono così, il mondo è così, quindi...."B. H. SHULMAN, H. H. MOSAK, Manuale per l'analisi dello Stile di vita, Franco Angeli , Milano p. 26. Ad esempio, l'idea che: "Io sono debole, il mondo è ostile, qualcuno deve proteggermi", oppure "Io sono piccolo, il mondo mi sovrasta, quindi devo aggredirlo", poteva risultare probabile nell'infanzia ma, in età adulta, è indubbiamente inadeguata e deve essere modificata.
Una corretta psicoterapia adleriana nasce, ricreata ogni volta, ma non improvvisata, dalla nuova coppia paziente/terapeuta, articolandosi creativamente "sulla collaborazione solidale dei due protagonisti, su tempi di sviluppo non rapidi ma già arricchiti dalla reciproca comprensione, su possibili sofferenze e resistenze rese però meno temibili dalla garanzia di una compartecipazione emotiva dell'operatore, sulla progettazione di una propria autonomia, nel contempo salda e aperta allo scambio affettivo-emotivo con l'ambiente"F. PARENTI, Adler dopo Adler - Teoria Generale Adleriana - Lineamenti di Psichiatria Dinamica Metodologia e Tecniche di Analisi 2ª edizione - Dispense a cura dell'ISTITUTO ALFRED ADLER DI MILANO p. 75.
3) Interpretazione dei simboli
Come in ogni altro approccio psicodinamico, anche nella Psicologia individuale ciò che è inconscio è di estremo interesse per l'intervento psicoterapeutico. È "sufficiente pensare all'influenza, sulle scelte professionali, esercitata dai buoni risultati o, al contrario, dagli insuccessi scolastici; oppure al peso delle prime esperienze affettive e sessuali, nel condizionare la vita sentimentale e di coppia"P. L. PAGANI, Piccolo lessico adleriano - Dizionario argomentato dei lemmi e delle locuzioni della Psicologia Individuale, Scuola Adleriana di Ppsicoterapia dell'ISTITUTO ALFRED ADLER DI MILANO p. 31. Nella visione adleriana dell'unità della psiche, il mondo inconscio, non immediatamente visibile, si può paragonare all'energia che muove una macchina, mentre ciò che è cosciente ed appare è il lavoro realizzato dalla stessa.