Il Manifesto di Brunswick è un proclama emesso dal duca di Brunswick il 25 luglio 1792, e affisso a Parigi il 1º agosto, nel quale si minacciava la totale distruzione della capitale nel caso fossero state toccate le persone di Luigi XVI e Maria Antonietta.
Storia Fu il conte svedese Hans Axel von Fersen, amante della regina Maria Antonietta fedele per tutta la vita al vecchio regime, a convincere il duca di Brunswick ad emanarlo a proprio nome.Évelyne Lever, Marie-Antoinette, Paris, Fayard, 1991, p. 736 (ISBN 2-213-02659-9). Materialmente fu scritto da Jérôme-Joseph Geoffroy de LimonPhilippe Boutry, Le Roi martyr: la cause de Louis XVI devant la Cour de Rome (1820), Revue d'histoire de l'Église de France, t. 7. e dall'ex segretario di Mirabeau, Pellenc.Jacques Godechot, La Contre-révolution: doctrine et action, 1789-1804, Paris, Presses universitaires de France, 1961, p. 176.
Il proclama, ispirato da Fersen con il consenso della regina, la quale scriveva delle lettere segrete agli austriaci e ai prussiani informandoli degli spostamenti dei generali dell'esercito francese nella speranza di schiacciare la rivoluzione e restaurare l'assolutismo, venne stampato, affisso e diffuso per le strade della città, ma lungi dallo spaventare i cittadini, contribuì invece a creare un'unione ancora più stretta fra il popolo francese e il governo rivoluzionario: l'Assemblea legislativa era dominata allora dai girondini.
Luigi XVI, consapevole di ciò che avrebbe causato, aveva inviato Jacques Mallet du Pan a partecipare alla stesura limitandone la portata e il tono: i responsabili della rivoluzione e le popolazioni non dovevano essere minacciati di rappresaglie. Queste istruzioni reali non furono applicate.Georges Bordonove, Louis XVIII: Le Désiré, 1989 (lire en ligne [archive]), "Le Manifeste de Brunswick".
Come risultato si giunse a una prova di forza che causò proprio ciò che il proclama voleva evitare, cioè la presa delle Tuileries nella giornata del 10 agosto 1792, all'arresto della famiglia reale, ai massacri di settembre, alla proclamazione della Repubblica, e quindi all'esecuzione capitale dei sovrani (1793) e al Terrore come risposta alla paranoia che guerre rivoluzionarie francesi e le cospirazioni interne avevano fomentato nei rivoluzionari.J.-C. Martin, La Révolution française, 1789-99, une histoire socio-politique, Paris, Belin, 2004. Già subito dopo la pubblicazione i giornali rivoluzionari come L'Ami du peuple di Marat o Le Père Duchesne di Hébert risposero con articoli dello stesso tenore.«Bisogna sterminare tutti i traditori [...] Si levi in piedi tutta la nazione! Tremate, vile canaglia della Corte! Tremate, perfidi Foglianti! Fremete, preti debosciati! [...] Legislatori, dite una parola e noi purgheremo la Francia da tutti gli escrementi del dispotismo e dell'aristocrazia! [...] Legate braccia e mani a Madame Veto se non volete che lei v'incateni!» Hébert, Père Duchesne. Le truppe austriache e prussiane passarono all'attacco subito dopo la presa del palazzo e l'arresto del re, conquistarono le fortezze di Longwy il 20 agosto 1792 e Verdun il 2 settembre dello stesso anno, ma vennero fermate a Valmy dagli eserciti congiunti dei generali Kellermann e Dumouriez. Il 2 settembre iniziarono i massacri del Comune di Parigi ai danni di prigionieri nobili e presunti "realisti", indicati come nemici interni, che terminarono il 6.
Il 21 settembre la Convenzione nazionale abolì la monarchia, il giorno dopo viene di fatto considerato il primo della Repubblica francese, sancendo il fallimento sostanziale della politica controrivoluzionaria austro-prussiana verso la Francia.
Testo Estratto dal testoPierre Massé, Le manifeste de Brunswick à Châtellerault (6 août 1792-5 mars 1793), Annales historiques de la Révolution française, no 217, juillet-septembre 1974, pp. 327-344.:
Note
Categoria:Periodo franco-bataviano Categoria:Rivoluzione francese Categoria:Proclami