Un semiconduttore composto è un semiconduttore nel cui reticolo cristallino sono presenti due o più elementi chimici. Alcuni di questi possono appartenere allo stesso gruppo della tavola periodica, come ad esempio il carburo di silicio (SiC), ma spesso appartengono a gruppi diversi. In tutti questi casi, per la denominazione del gruppo si usa sostanzialmente la vecchia nomenclatura in numeri romani, per cui per elementi che entrano nella composizione di semiconduttori composti, come il berillio, il boro, il carbonio, il fosforo, lo zolfo, ad esempio, si dice che siano dei gruppi II, III, IV, V, VI, rispettivamente (e non 2, 3, 14, 15, 16). A seconda del numero di elementi che costituiscono il cristallo del semiconduttore, si possono avere semiconduttori binari (es. AlN), ternari (es. BaTiO3, titanato di bario), etc.
Esempi e nomenclatura Con la combinazione di elementi del gruppo V A con elementi del gruppo III A, si hanno i semiconduttori del tipo III-V, come nel caso dell'arseniuro di gallio (combinazione di arsenico e gallio); analogamente, con la combinazione di elementi dei gruppi II B e VI A (zinco o cadmio e selenio), si hanno i semiconduttori del tipo II-VI. Da tali combinazioni si possono ottenere svariati semiconduttori dalle caratteristiche diverse ed interessanti.
Si possono inoltre formare soluzioni solide, dette a volte impropiamente leghe,In italiano, il termine "lega" presuppone comportamento metallico, vedi la voce in Enciclopedia Treccani. binarie, ternarie e quaternarie, che sono rispettivamente combinazioni di due, tre o quattro elementi in proporzioni spesso variabili e quindi non stechiometriche; un esempio di lega ternaria è l'arseniuro di gallio e alluminio, in cui un certo numero di atomi di gallio viene sostituito da un numero uguale di atomi di alluminio. Si possono formare leghe anche con gli elementi del gruppo IV A germanio e silicio (germaniuro di silicio).
Note
Categoria:Componenti elettrici Categoria:Semiconduttori