È stata anche ministra della sanità e, sotto la presidenza Lagos, ministra della difesa. Dal 2018 al 2022 ha assunto la carica di Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani.
Biografia Michelle Bachelet nasce a Santiago del Cile da Alberto Bachelet, generale dell'aviazione cilena e Ángela Jeria, antropologa. Diplomata nel 1969 al Liceo Nº 1 Javiera Carrera, una scuola femminile, nel 1970 entra alla facoltà di medicina dell'Università del Cile. Durante il governo di Salvador Allende il padre della Bachelet dirige l'ufficio per la distribuzione delle derrate alimentari e, a seguito del golpe cileno dell'11 settembre 1973, viene imprigionato presso l'accademia aeronautica, sotto accusa di tradimento, per essersi rifiutato di ribellarsi contro Allende. A seguito delle torture subite, Alberto Bachelet muore nel 1974 per arresto cardiaco nella prigione di Santiago. Anche l'allora fidanzato della Bachelet, Jaime López, è detenuto e torturato ed entra nel novero dei desaparecidos.
Il 10 gennaio 1975 anche Michelle e sua madre sono arrestate e poi detenute e torturate a Villa Grimaldi, noto centro di detenzione di Santiago, per 21 giorni. I suoi compagni di partito e amici sono torturati con l'elettricità e in gran numero uccisi, e lei deve subire privazioni e violenze fisiche e psicologiche (come assistere alle torture di altri e minacce di violenza sessuale o di morte, sia nei suoi confronti che in quelli di sua madre), ma scampa a quelle più pesanti. Ha raccontato di essere stata interrogata direttamente da Manuel Contreras, il capo della DINA, la polizia politica di Pinochet.
Grazie ad alcune conoscenze familiari, le due donne sono poi liberate ed esiliate, e raggiungono in Australia il fratello maggiore di Michelle, Alberto, che vive lì dal 1969. Bachelet e sua madre si spostano quindi in Germania dell'Est, il cui governo concede asilo politico ai rifugiati cileni, e presso l'Herder Institut di Lipsia impara il tedesco; continua gli studi medici presso l'Università Humboldt di Berlino. Nel 1979 Michelle viene autorizzata a tornare in Cile, dove conclude gli studi e si laurea (nel 1982) presso l'Università del Cile come medico chirurgo. Tra il 1983 ed il 1986 si specializza in pediatria e sanità pubblica presso l'ospedale pediatrico "Roberto del Río". In questo periodo torna all'attività politica, impegnandosi sul fronte del ripristino della democrazia, con l'allentamento della pressione autoritaria.
Tra il 1985 ed il 1987 intrattiene una relazione sentimentale con Alex Vojkovic, un portavoce del Fronte Patriottico Manuel Rodríguez (FPMR), un gruppo di lotta armata tra i cui piani rientrava anche un attentato contro il generale Augusto Pinochet nel 1986. Collabora inoltre con alcune organizzazioni non governative come il PIDEE (che presiede tra il 1986 e il 1990) che aiuta i figli dei torturati e degli scomparsi. Partecipa alla campagna per il fronte del "No" nel plebiscito cileno del 1988 indetto su pressioni internazionali e seguendo la Costituzione cilena del 1980, con cui Pinochet voleva garantirsi la permanenza in carica; il voto lo obbligò invece al ritiro e all'indizione di libere elezioni nel 1989. L'11 marzo 1990 Pinochet si dimise e il nuovo governo democratico entrò in carica.
Con il ritorno al regime democratico, Bachelet lavora per il ministero della sanità, come consulente della Pan-American Health Organization e dell'Organizzazione mondiale della sanità. Tra il 1994 e il 1997 la Bachelet lavora come consigliera per la sottosegreteria del Ministero della Sanità. Spinta dall'interesse per le relazioni tra società civile e apparati militari, inizia a studiare presso l'Accademia Nazionale di Studi Politici e Strategici (Anepe), uscendone a pieni voti e ottenendo di proseguire i suoi studi negli Stati Uniti, all'Inter-American Defense College di Washington con una borsa di studio. Nel 1998 torna in Cile per lavorare presso il Ministero della Difesa come consigliera del ministro e consegue un master in "scienza militare" presso l'Accademia Militare dell'esercito cileno.
Carriera politica
Come studentessa universitaria, Bachelet è iscritta alla "Gioventù Socialista". Si iscrive poi al Partito Socialista del Cile negli anni settanta. Nel 1995 entra nel comitato centrale del partito e dal 1998 al 2000 è parte attiva della sua commissione politica. Nel 1996 è candidata sindaca per il Partito Socialista a Las Condes, un sobborgo di Santiago, ottenendo il 2,35% dei voti.
Bachelet viene nominata Ministra della Sanità dal Presidente Ricardo Lagos l'11 marzo 2000 ed il 7 gennaio 2002 viene nominata Ministra della Difesa, diventando la prima donna a ricoprire l'incarico in un paese latinoamericano. Sul finire del 2004, in seguito ad un aumento della sua popolarità nei sondaggi, le viene chiesto di essere la candidata del Partito Socialista per le elezioni presidenziali; il primo ottobre 2004 Bachelet si dimette dai suoi incarichi governativi per affrontare la campagna elettorale.
Ministra della Sanità L'11 marzo 2000 a seguito dell'insediamento del primo presidente socialista, ossia Ricardo Lagos Escobar, dopo 27 anni dal golpe contro Salvador Allende, Bachelet viene nominata ministra della Sanità nel nuovo governo della Concertación di centrosinistra. A seguito di tale nomina, Bachelet deve rinunciare agli incarichi di partito.
Il principale obiettivo dell'azione politica della ministra e del suo presidente è quello di permettere anche alle fasce di popolazione meno abbienti di accedere alla sanità pubblica in maniera gratuita, senza il pagamento di eventuali ticket. Durante il suo mandato ministeriale, Bachelet propone anche l'introduzione della pillola del giorno dopo e politiche favorevoli all'esercizio del diritto all'aborto, che provocano l'opposizione della Chiesa cattolica, come quella della Corte Suprema del Cile, circa la pillola, in una sentenza del 2001.
Ministra della Difesa
Il 7 gennaio 2002 il presidente Ricardo Lagos ha deciso di procedere ad un rimpasto di governo e Bachelet è stata nominata Ministra della Difesa, sostituendo l'esponente del Partito Democratico Cristiano del Cile Mario Fernández. Si tratta di una svolta storica perché per la prima volta dal 1973 un socialista torna a tale incarico governativo.
L'ultima volta fu Orlando Letelier, con Salvador Allende come presidente. La Bachelet divenne la prima donna in America Latina ad assumere tale incarico e una delle poche a livello mondiale. La sua provenienza da una famiglia militare le ha permesso una maggior vicinanza con le Forze Armate Cilene e di riconciliare una parte della sinistra cilena con tale apparato.
Durante la sua gestione il Cile ha partecipato a missioni di pace a Cipro ed in Bosnia ed Erzegovina, oltreché alcune modifiche alla leva obbligatoria e alla stipulazione del Trattato di Ottawa, che consente di ridurre i campi minati. La Bachelet divenne molto popolare e amata dai suoi concittadini e molti nella sua coalizione la ritenevano come una delle candidabili per le elezioni presidenziali del 2005. La Bachelet si disse disponibile a candidarsi alle elezioni primarie e la sua competitrice fu la Ministra degli Esteri Soledad Alvear, democristiana.
Primo mandato presidenziale
Il 1º ottobre 2004 è stata candidata per il Partito Socialista alle elezioni primarie che si sarebbero dovute svolgere l'anno successivo tra maggio e luglio. Il 14 novembre del 2004 riceve l'appoggio anche dal Partito per la Democrazia e il 23 aprile dell'anno successivo riceve il sostegno del Partito Radicale Social Democratico divenendo rappresentante dell'area progressista della Concertazione.
All'interno della coalizione la principale sfidante è la ministra degli Esteri Soledad Alvear, esponente del Partito Democratico Cristiano del Cile e sostenuta da suo partito per le elezioni primarie. Le due candidate riunite assieme al gruppo dirigente concertazionista stabiliscono la data delle elezioni il 31 luglio 2005. Intanto, entrambe le candidate del centrosinistra rimontano nei sondaggi e in un ipotetico scenario di ballottaggio riuscirebbero a sconfiggere il candidato della destra Joaquín Lavín, favorito alla successione del presidente in carica Ricardo Lagos. Per ufficializzarne la candidatura si tengono elezioni primarie, tuttavia Soledad Alvear si ritira a due mesi dal voto, per via del mancato sostegno del proprio partito e degli scarsi riscontri nei sondaggi. Nel mese di maggio l'Alianza por Chile si spacca in due ed il partito Rinnovamento Nazionale candida l'imprenditore Sebastián Piñera, mentre l'Unione Democratica Indipendente candida Joaquín Lavín. A causa della presenza di Piñera la candidatura di Alvear all'interno del centrosinistra sembra declinare perché la base centrista della candidatura della democristiana si erode e si orienta verso Piñera.
Per questo motivo Alvear si ritira e il PDC dà il suo appoggio alla socialista.
Alle elezioni presidenziali del 2005 Bachelet fronteggia il candidato di centro-destra Sebastián Piñera (di "Rinnovamento Nazionale"), il candidato della destra Joaquín Lavín ("Unione Democratica Indipendente") e quello di estrema sinistra Tomás Hirsch ("Juntos Podemos Más", "Uniti possiamo di più"). Al primo turno ottiene il 46% dei voti, Piñera il 25%, Lavín il 23% e Hirsch il 5%.
Non essendo riuscita ad ottenere la maggioranza assoluta dei voti al primo turno, partecipa al ballottaggio contro Piñera. Il 15 gennaio vince il ballottaggio con Piñera con il 53,5% dei voti, e diventa la prima donna capo di Stato del Cile e la settima nel continente americano dopo Janet Jagan in Guyana, Isabel Martínez de Perón in Argentina, Lidia Gueiler Tejada in Bolivia e Rosalía Arteaga in Ecuador, Violeta Chamorro in Nicaragua e Mireya Moscoso a Panama. È comunque la terza donna americana (dopo la Jagan e la Chamorro) ad essere eletta democraticamente, mentre tutte le altre precedentemente elencate ottennero l'incarico alla morte del loro marito.
L'11 marzo 2006 si è tenuta al Congresso di Valparaíso la cerimonia di trasmissione della banda presidenziale tra il Presidente uscente Ricardo Lagos e la presidente eletta Michelle Bachelet, che ha promesso una politica di rigore e di trasparenza. Alle 12:13 locali è diventata ufficialmente la 35º Presidente del Cile entrando nel pieno delle sue funzioni., EMOL, 11 de marzo de 2006.
Il 13 marzo Bachelet ha approvato il suo primo provvedimento presidenziale, di grande importanza: l'esenzione dal pagamento delle prestazioni sanitarie per gli ultrasessantenni,, La Nación, 14 de marzo de 2006. oltre alla creazione di una commissione parlamentare per le riforme del sistema previdenziale, che coinvolgeva membri dell'opposizione di centrodestra., Canal 13, 17 de marzo de 2006. Bachelet ha iniziato il suo mandato con alti livelli di gradimento, oltre il 60% dei cittadini apprezzava la sua gestione presidenziale. Alcuni provvedimenti sono stati contestati come gli aumenti delle imposte sulle attività produttive e la legge per la regolamentazione del lavoro nero, creando malcontento non solo nell'Alianza por Chile o nel mondo delle imprese ma anche nella coalizione di centrosinistra.
Un'altra legge approvata nei primi mesi del suo governo è stata la legge della regolamentazione del tabacco. Il 21 maggio 2006, tenne il suo primo discorso alla nazione dal Congresso nazionale cileno parlando in particolare di riforme sulla sanità utilizzando i proventi della vendita del rame, aiuti alle famiglie più povere del paese, la creazione dei ministeri della Sicurezza Cittadina e dell'Ambiente.