La defenestrazione di Praga del 1483 fu l'episodio centrale della rivolta scoppiata il 24 settembre 1483 nelle tre città praghesi della Città Vecchia, della Città Nuova e di Malá Strana. L'insurrezione rovesciò i consigli municipali vicini alla politica del re Ladislao II di Boemia e rafforzò temporaneamente l'autonomia politica delle città praghesi.Kateřina Jíšová, «Komunikační aspekty pražského povstání 1483», in Ján Lukačka e Martin Štefánik (a cura di), Stredoveké mesto ako miesto stretnutí a komunikácie, Bratislava, Typoset print, 2010, pp. 49–55, ISBN 978-80-970302-1-6, testo completo.Jaroslava Mendelová, Vývoj městské správy a samosprávy od 13. století do roku 1784, Archiv hlavního města Prahy, testo tratto da Osm století pražské samosprávy, 2000, consultato il 23 settembre 2026.

Durante gli scontri gli avvenimenti assunsero caratteristiche diverse nei vari municipi. Nella Città Nuova cinque consiglieri furono uccisi nella sala del consiglio e i loro corpi furono gettati dalle finestre. Nella Città Vecchia il borgomastro Jan od Klobouků fu invece gettato vivo da una finestra dopo essere stato ferito alle gambe; sopravvisse alla caduta e venne giustiziato due giorni più tardi.

Antefatti

Le guerre hussite si erano concluse nel 1436 senza una decisiva vittoria militare di una delle parti. I Compactata di Basilea avevano consentito in Boemia la comunione sotto entrambe le specie, elemento centrale dell'utraquismo, che dalla metà degli anni 1430 si era consolidato come corrente moderata del movimento hussita.Alexandra Schäfer-Griebel, Kuttenberger Religionsfrieden (1485) – Einleitung, Europäische Religionsfrieden Digital, TU Darmstadt, 2026, consultato il 23 settembre 2026.

Dopo la morte di Giorgio di Poděbrady nel 1471 venne eletto re Ladislao II Jagellone. Dopo gli accordi di Buda e Olomouc del 1478-1479, che posero fine alla contesa per la Corona boema con Mattia Corvino, Ladislao cercò un riavvicinamento con il papato e si appoggiò maggiormente all'alta nobiltà fedele alla Chiesa romana. Negli anni successivi vennero nominati funzionari favorevoli a Roma, mentre predicatori e comunità utraquiste subirono crescenti restrizioni.

Tra il 13 e il 17 gennaio 1483 si svolsero a Praga negoziati preliminari per una nuova sistemazione religiosa tra rappresentanti utraquisti e cattolici, ma le trattative non portarono a un accordo.

Nel marzo 1483 Ladislao rinnovò inoltre i consigli municipali di Praga. Secondo la storica Kateřina Jíšová, le nuove nomine rappresentarono un chiaro spostamento in senso filoregio: tra gli esponenti della nuova linea figuravano Václav Chánický nella Città Vecchia e Václav Páral nella Città Nuova.

La rivolta del 24 settembre

Secondo la ricostruzione riportata da Jíšová, esponenti della parte filoregia progettavano di attaccare le abitazioni degli avversari politici nella notte tra il 24 e il 25 settembre. La scoperta anticipata del piano modificò però la situazione e gli oppositori decisero di agire per primi.

La mattina del 24 settembre, intorno alle otto, il suono delle campane della chiesa di Santa Maria di Týn diede il segnale all'insurrezione. I rivoltosi assalirono quasi contemporaneamente i municipi della Città Vecchia, della Città Nuova e di Malá Strana.

Gli scontri più sanguinosi si verificarono nella Città Nuova. Dei dodici membri del consiglio, cinque — Václav Páral, Mařík Pivo, Jan Kneysl, Jan Rathauzský e Jan Hladký — furono uccisi nella sala consiliare già nel primo giorno della rivolta e i loro corpi vennero successivamente gettati dalle finestre del municipio. Altri consiglieri furono in seguito giustiziati o arrestati, mentre alcuni riuscirono a fuggire dalla città.

Nella Città Vecchia la folla, guidata da Bohuslav Legát, irruppe nel municipio. Il borgomastro Jan od Klobouků fu ferito alle gambe con un'arma inastata e gettato dalla finestra, mentre il balivo Ambrož venne ucciso e gli altri consiglieri furono arrestati. Jan od Klobouků sopravvisse alla caduta. Il 26 settembre fu giustiziato pubblicamente nella Piazza della Città Vecchia insieme a Václav Chánický, Prokop Publik e Jan Stodola.

Nel corso della rivolta furono assaliti anche alcuni monasteri e furono espulsi monaci e predicatori sostenitori della comunione sotto una sola specie. Gli insorti occuparono inoltre il Castello di Praga, Hradčany e Vyšehrad.

L'accordo delle città praghesi

Il 6 ottobre 1483 le tre città conclusero un accordo di unità durante un'assemblea nella Città Vecchia. Tra le richieste vi era che il sovrano nominasse i membri dei consigli municipali scegliendoli tra candidati indicati dalle stesse comunità cittadine. L'accordo stabilì inoltre che i consiglieri fossero scelti attraverso elettori e che le corporazioni eleggessero autonomamente i propri maestri.

L'Archivio della Città di Praga considera gli avvenimenti del 1483 uno dei momenti culminanti dell'autonomia delle città praghesi nei confronti del sovrano.

Nel novembre 1483 Praga aderì a un'alleanza di opposizione che riuniva esponenti di diversi ceti del regno. Nel settembre 1484 il re e le città praghesi raggiunsero infine un accordo; il documento non si è conservato, ma secondo la ricostruzione storiografica Ladislao accettò in larga parte le conseguenze politiche della rivolta.

Conseguenze religiose

Dopo gli eventi del 1483 aumentarono gli sforzi della monarchia e degli stati boemi per raggiungere una sistemazione del conflitto confessionale. Nella seconda metà del 1484 venne concordata a Praga una pace religiosa basata sui Compactata e sulle precedenti disposizioni relative alla libertà della pratica della comunione.

L'accordo fu confermato dalla Dieta riunita a Kutná Hora dal 13 al 20 marzo 1485. La cosiddetta pace religiosa di Kutná Hora venne stabilita per una durata di 31 anni e riconobbe giuridicamente sia la pratica cattolica della comunione sotto una sola specie sia quella utraquista sotto entrambe le specie. Ai sudditi fu riconosciuta la possibilità di scegliere una comunità nella quale ricevere la comunione secondo la propria convinzione.

L'accordo entrò pienamente in vigore il 28 settembre 1485. Fu nuovamente confermato nel 1497 e nel 1512 la Dieta di Praga ne proclamò la validità perpetua.

Storiografia

Lo storico ceco František Šmahel ha definito la rivolta praghese del 1483 l'«epilogo della rivoluzione hussita» e le ha dedicato uno studio specifico, considerato uno dei principali lavori moderni sull'argomento.

L'evento suscitò già all'epoca un'ampia eco. Jíšová segnala quasi venti fonti narrative boeme e straniere relative alla rivolta. Tra queste figurano gli Staré letopisy české e la Passio Pragensium, relazione in lingua tedesca diffusa a stampa poco dopo gli avvenimenti.

Note

Bibliografia František Šmahel, «Pražské povstání 1483», Pražský sborník historický, vol. 19, 1986, pp. 35–102. Kateřina Jíšová, «Komunikační aspekty pražského povstání 1483», in Ján Lukačka e Martin Štefánik (a cura di), Stredoveké mesto ako miesto stretnutí a komunikácie, Bratislava, 2010, pp. 49–55, ISBN 978-80-970302-1-6.

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