La Concertación de Partidos por la Democracia, più conosciuta come Concertación, è stata una coalizione di partiti di centro e di sinistra che ha governato il Cile dall'11 marzo 1990 e concluso il suo governo l'11 marzo 2010.
Fu all'opposizione del governo militare di Augusto Pinochet che sconfisse attraverso il Plebiscito cileno del 1988. Nacque come Concertación de Partidos por el No in merito all'opzione presente sulla scheda referendaria. La coalizione terminerà la sua lunga esperienza governativa l'11 marzo 2010 esattamente dopo 20 anni dal ritorno alla democrazia dopo la sconfitta alle elezioni presidenziali del 2009 con il 48,5% dei voti conseguiti dall'ex presidente Eduardo Frei Ruiz-Tagle contro il 51,5% del candidato della Coalizione per il Cambiamento (Alleanza per il Cile) Sebastián Piñera.
Il suo simbolo è l'arcobaleno che rappresenta le varie ideologie presenti nella coalizione che generalmente comprende socialdemocratici e democristiani. I partiti fondatori della coalizione sono il Partito Democratico Cristiano del Cile, Partito per la Democrazia, Partito Socialista del Cile e Partito Radicale Social Democratico. A questi vanno aggiunti il Partito Liberale, Partito Democratico di Sinistra e il socialista cristiano MAPU Operasio Contadino oltre a movimenti civili sorti in opposizione alla dittatura di Pinochet. Nel 2013 si è sciolta per fare posto alla Nuova Maggioranza, coalizione che raccoglie anche le forze della sinistra.
Partiti membri Partito Democratico Cristiano del Cile. Partito di centro democratico orientato a sinistra fondato nel 1957 da Eduardo Frei Montalva ex leader del Partito Conservatore Cileno di tendenza centrista, ispirandosi ai partiti democristiani della Germania di Konrad Adenauer e dell'Italia Alcide De Gasperi. È un partito che incarna il cristianesimo sociale e riformista con un programma sociale ed economico particolarmente progressista. A partire dagli anni ottanta si è schierato su posizioni di centrosinistra alleandosi con formazioni politiche di sinistra democratica. IL PDC ha espresso due presidenti nell'ambito della Concertación: Patricio Aylwin (1990-1994) ed Eduardo Frei Ruiz-Tagle (1994-2000). Attuale leader è Ignacio Walker. La DC fa parte dell'Internazionale Democratica Centrista. Partito Socialista Cileno. Partito politico di centrosinistra socialista democratico fondato nel 1933 da Salvador Allende assieme ad altri esponenti del mondo sindacale e operaio. Inizialmente era da considerare il partito come una formazione di tipo marxista ma nel corso del tempo ha moderato le sue posizioni politiche avvicinandosi alla socialdemocrazia e al socialismo democratico. Durante la dittatura è stato dichiarato illegale e il PS si è diviso in numerose correnti che si sono riunite solo a partire dagli anni 1990. Il PS ha espresso due presidenti del Cile nell'ambito della Concertación: Ricardo Lagos (2000-2006) e Michelle Bachelet (dal 2006). Leader del partito dal congresso del 2010 è Osvaldo Andrade. È affiliato all'Internazionale Socialista. Partito per la Democrazia. Partito di centrosinistra socialdemocratico riformista fondato nel 1987 dal socialista Ricardo Lagos. Nel partito sono confluiti politici provenienti dal mondo socialista, liberalismo progressista e del ecologista. Il Partito per la Democrazia venne creato come partito sostitutivo al Partito Socialista Cileno in quanto proibito dalla dittatura militare ma dopo la ricostituzione dello stesso il PPD ha continuato ad esistere moderando la sua linea politica. Il PPD ha espresso un solo presidente, ossia il suo fondatore nonché il militante del PS Ricardo Lagos. Attuale presidente del partito è Carolina Tohá. Il PPD fa parte dell'Internazionale Socialista. Partito Radicale Social Democratico. Partito di centrosinistra incline al radicalismo, al liberalismo sociale e alla socialdemocrazia. Fondato nel 1994 dall'unione del Partito Radicale del Cile e quello socialdemocratico. Il suo leader è José Antonio Gómez, senatore e candidato alle primarie per le presidenziali 2009. Il partito fa parte dell'Internazionale Socialista.
Storia Nacque come Concertación de Partidos por el No, in riferimento al plebiscito nazionale, per opporsi alla continuazione del regime del generale Pinochet, al potere fin dal 1973 a seguito del golpe di stato del '73. Il plebiscito è stato convocato in base alle disposizioni transitorie e finali della Costituzione Cilena approvata da un referendum nel 1980 per dare legittimità al governo autoritario di Pinochet. In questa tornata si doveva decidere se il dittatore poteva continuare a governare fino al 1997. Ottenne la sua prima vittoria proprio nel referendum dove ottenne il 55,99% contro il 44,01% dei si a favore di Pinochet.
A seguito di tale referendum la giunta militare ha convocato le elezioni presidenziali per l'anno successivo ed un nuovo Congresso. La coalizione al suo interno è caratterizzata da disciplina e ordine e la selezione del candidato presidenziale avviene tramite elezioni primarie generalmente tra due candidati, uno dell'area democristiana e l'altra progressista. Nel corso degli anni la coalizione ha vinto tutte le elezioni presidenziali, parlamentari e municipali fino a quelle del 2008 in cui l'opposizione di centrodestra riunita nella coalizione Alianza por Chile ha vinto per la prima volta le elezioni dei sindaci con il 40% dei voti contro il 38% della coalizione governativa.
Principi e idee politiche La Concertación de Partidos por la Democracia è posizionata a centro-sinistra del quadro politico del paese ed è un'alleanza il cui scopo è di unire i principi dell'Umanesimo cristiano, incarnato dal Partito Democratico Cristiano del Cile, a quelli dell'Umanesimo laico, rappresentato dai partiti laici e socialdemocratici come il Partito Socialista del Cile, il Partito per la Democrazia e il Partito Radicale Social Democratico. Mantiene posizioni di stampo keynesiano e socialdemocratico nell'ambito della politica economica, favorendo in certi periodi la privatizzazione di alcuni industrie statali e in altri il sostegno ad aziende a conduzione pubblica.
La politica sociale sostenuta dalla coalizione ha come obiettivo l'aiuto alle famiglie meno abbienti con la riduzione della povertà ed il sostegno alle famiglie del ceto medio. L'unica differenza tra le varie componenti della coalizione è questione dei temi etici, in quanto l'ala progressista dell'alleanza si dice disponibile alle legalizzazione di diritti civili come l'aborto ed il matrimonio gay mentre la Democrazia Cristiana tende ad assumere una posizione più distante da questi temi.
Tuttavia nel 2004 tutti i partiti hanno varato la legge sul divorzio. Nonostante ciò il candidato alla presidenza per il 2009 Eduardo Frei Ruiz-Tagle (DC) ha intenzione di dialogare su questi punti in particolare su pillola abortiva e matrimonio gay. Sono molte le forze politiche dell'America Latina che auspicano di seguire tale modello politico ritenendolo adatto per poter governare le varie realtà del Sudamerica.
La Concertación al governo La presidenza Aylwyn (1990-1994) Uno dei primi obiettivi di Patricio Aylwin fu quello di tentare di ridurre il potere dei militari e di far luce sulle violazioni dei diritti umani degli anni della dittatura. Ebbe però poco successo, sia a causa della forte autonomia dei militari sia a causa dell'opposizione dei partiti di destra. Nell'aprile Ministerio del Interior - Historia de la Comisión Nacional de Verdad y Reconciliación al Programa de Derechos Humanos url consultato il 27 dicembre 2007 costituì la Comisión Nacional de Verdad y Reconciliación, anche nota come Commissione Rettig con lo scopo di far luce sulle violazioni dei diritti umani nel periodo della dittatura. La commissione fu fortemente criticata dai vertici militari, non aveva facoltà di indagine, non poteva divulgare i nomi di colpevoli e il suo ambito di indagine venne limitato alle violazioni di diritti umani più gravi, in pratica omicidi e "sparizioni".
Nel febbraio del 1991 venne pubblicato il rapporto, chiamato rapporto Rettig che elencava le 2279 nomi riconosciuti (dal governo ma non dai vertici militari) come vittime del regime. Il numero salì a 3195 in un'integrazione del rapporto pubblicata nel 1996Ministerio del Interior - ESTADÍSTICAS DE LAS VÍCTIMAS url consultato il 27 dicembre 2007. Da un punto di vista della politica economia il governo Alwyn, così come i successivi governi guidati dalla Concertación proseguirono la linea tracciata dal precedente governo militare, nonostante diversi programmi di aiuto per le fasce di popolazione indigente non riuscirono a riequilibrare la distribuzione della ricchezza.
La presidenza Frei (1994-2000) Frei Ruiz-Tagle è stato candidato alla Presidencia della Repubblica della Concertación de Partidos por la Democracia, la coalizione di centro-sinistra alla guida del Cile dalla caduta del regime del generale Augusto Pinochet. Prima di essere stato nominato candidato della coalizione ha partecipato alle elezioni primarie in cui ha sfidato il leader socialista Ricardo Lagos. Queste primarie si sono svolte domenica 23 maggio 1993 e Frei ha ottenuto il 60,7% dei voti contro il 39,3% di Lagos. A seguito di tale sconfitta tutta la coalizione, compresi i socialisti, hanno dichiarato il loro appoggio incontrastato al candidato democristiano.
Alle elezioni presidenziali del 1993 sconfigge Arturo Alessandri Besa candidato di orientamento di centrodestra, nipote dell'ex Presidente Arturo Alessandri Palma, candidato della coalizione di destra Alianza por Chile. L'11 marzo 1994 si è insediato come nuovo Presidente della Repubblica succedendo al compagno di partito e di coalizione Patricio Aylwin. Eduardo Frei ha presentato il suo programma di governo il 21 maggio 1994 in occasione della cerimonia dell'inizio dell'anno legislativo del Congresso nazionale cileno.
La sua amministrazione aveva come obiettivo di stabilire dei punti cardine da conseguire per il progresso del Cile nella seconda fase dal ritorno alla democrazia. Il nuovo governo ha intenzione di proseguire e di concludere la transizione alla democrazia iniziata con Aylwin e di terminarla con la riconciliazione con i militari e con alcuni settori della destra deviati con la dittatura militare. L'economia è il punto fondamentale della politica del governo, in particolare la crescita economica, le privatizzazioni e la firma di trattati di libero commercio con alcuni paesi dell'Europa, America, Asia. La parola chiave del governo è lo sviluppo con equità nel rispetto e tutela dei meno abbienti del Paese.
Sui temi sociali il governo Frei s'impegna a ridurre la povertà già diminuita sotto il governo precedente passando dal 45% al 36% ed obiettivo del governo e di portarla al di sotto al 30. Riforma della sanità e dell'istruzioni sono altri obiettivi di questo governo. La prima proposta presentata e portata a termine è l'aumento dei salari alle fasce di popolazione meno abbienti, di aumentare il potere d'acquisto combattendo l'inflazione e di aumentare la competitività delle imprese cilene all'estero.
Principale obiettivo del Presidente Frei è di espandere l'economia del Cile e di integrarla con gli altri paesi. Per quattro anni la crescita è stata elevata toccando il 7,8% di crescita ma a partire dal 1998 la crescita è calata fino al 3,23% a seguito della crisi finanziaria che ha colpito l'Asia nel 1997, questo ha provocato un calo delle esportazioni verso l'estero e anche l'aumento dei tassi d'interesse sui prodotti esportati. Nei primi mesi del 1999 l'economia è entrata in fase di recessione calando fino a -0,76%, per la prima volta dai tempi della dittatura negli anni 1980.