L'isola della fata è un racconto di Edgar Allan Poe del 1841.

Trama Il narratore si cimenta in una discussione filosofica sulla superiorità di Dio e della Natura nei confronti dell'uomo. Il narratore poi racconta di essersi trovato a vagabondare in una lontana regione montuosa dove, seduto sotto un albero, aveva cominciato ad osservare il paesaggio. La valle era attraversata da un piccolo fiume, che ad un tratto deviava il suo corso formando un'isola circolare. Su un lato dell'isolotto cresceva una vegetazione rigogliosa, mentre l'altra parte era cupa, avvolta da alberi spettrali, che riflettano sull'acqua un'ombra nera. Il narratore scorse una barchetta sospinta da una fata, che faceva il giro dell'isola. Ad ogni giro compiuto, attraversando l'ombra tetra, la fata sembra perdere bellezza e vitalità. Dopo diversi passaggi, al calar del sole, la fata viene definitivamente avvolta nell'oscurità, scomparendo alla vista.

Contesto L'opera fu pubblicata per la prima volta sul Graham's Lady's and Gentleman's Magazine del giugno 1841. Accanto al racconto, sulla rivista figurava una mezzatinta di John Sartain, presumibilmente tratta da un dipinto a olio di John Martin. L'immagine si adattava così bene al testo di Poe che avrebbe potuto essere scambiata per la sua illustrazione, tuttavia probabilmente accadde il contrario: Poe fu ispirato a scrivere il suo testo dalla mezzatinta di Sartain.

Nello stesso anno, Poe pubblicò anche il racconto Eleonora, simile a L'isola della fata nella descrizione della natura e della simultanea morte o scomparsa di una figura femminile e della natura che la circonda.

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