Pussy Riot è un collettivo punk rock russo, femminista e politicamente impegnato, avvicinato al movimento riot grrrlInternational Feminist Journal of Politics . 16 (2): 317– 334. doi : 10.1080/14616742.2014.919103 . ISSN 1461-6742 . S2CID 146989637, che agisce sotto rigoroso anonimato. Le attiviste organizzano proteste per lo sviluppo della democrazia, in Russia e altre parti del mondo. Il gruppo è stato messo fuorilegge in Russia come "estremista".https://www.bloomberg.com/news/articles/2025-12-15/russia-outlaws-pussy-riot-group-as-crackdown-on-critics-deepens
Storia Pussy significa micio/a, ma nello slang anglosassone è inteso come vagina, mentre riot vuol dire rivolta. Il gruppo è attivo a Mosca, città che fa da palcoscenico ai flash mob e alle performance estemporanee attraverso cui il gruppo dà espressione a provocazioni politiche nei confronti dell'establishment politico e istituzionale, su argomenti come la situazione delle donne in Russia o, più recentemente, contro la campagna e i brogli elettorali, con cui, nel 2012, il primo ministro Vladimir Putin si sarebbe assicurato la rielezione per la seconda volta a presidente della Federazione Russa.
Nel marzo 2012 tre donne del gruppo, Nadežda Tolokonnikova, Marija Alëchina e Ekaterina Samucevič, sono state arrestate con l'accusa di "teppismo e istigazione all'odio religioso" per aver messo in scena, durante una celebrazione religiosa nella Cattedrale di Cristo Salvatore, un'esibizione non autorizzata contro Putin. Il loro caso ha attratto notevole interesse, sia in Russia, sia nella comunità internazionale, a causa dei presunti abusi a cui sarebbero state sottoposte durante la custodia, e per la minaccia incombente di una sentenza severa, fino a sette anni di detenzione, secondo le misure previste dalla leggi varate in Russia in tempi recenti rispetto ai fatti.
La loro esibizione, tuttavia, ha guadagnato loro anche l'ostilità di una parte della società russa, che vi ha percepito un'offesa alla propria sensibilità religiosa e alle proprie tradizioni, sollecitando l'intervento pubblico di condanna della massima autorità religiosa russa, il patriarca Cirillo I, che, durante una liturgia nella Chiesa della Deposizione della Veste, ha auspicato una risposta severa nei confronti di un gesto blasfemo.
Il 17 agosto 2012 ha avuto luogo la lettura della sentenza, durante la quale sono state dichiarate colpevoli rispetto ai capi d'accusa di cui erano imputate e condannate a una pena di due anni di reclusione, pari al minimo edittale.
Tra le operazioni più popolari, nelle altre iniziative del gruppo, si annoverano: i baci sulla bocca dati a poliziotti e poliziotte russe in servizio di pattugliamento; le canzoni antigovernative, cantate sulla pubblica strada durante i XXII Giochi olimpici invernali, per le quali alcune attiviste sono state manganellate in pieno viso riportando ferite multiple, poi medicate in ospedale: tra le cantanti ferite pure la celebre Nadežda Tolokonnikova; l'irruzione sul campo di gioco nello stadio moscovita in cui si teneva la finale di coppa del mondo di calcio Croazia-FranciaWorld Cup: Pussy Riot protesters jailed over pitch demonstration, BBC news 17 luglio 2018.. Diverse attiviste e sostenitori del gruppo sono stati arrestati in seguito anche nelle proteste in favore di Aleksej Naval'nyj (2021) e contro l'invasione russa dell'Ucraina del 2022.
Performance e influenze
Il loro abbigliamento usuale è costituito da indumenti vivacemente colorati, costituiti da vestiti leggeri su collant, indossati anche quando il freddo è più intenso. Inoltre, per nascondere la propria identità, utilizzano un travestimento ottenuto calandosi sul viso dei balaclava colorati, indossati sia nelle esibizioni, sia nelle interviste, durante le quali dissimulano la loro identità utilizzando sempre degli pseudonimi al fine di tutelare l'anonimato. Il collettivo è composto da circa 10 artiste, oltre a una quindicina di persone che si occupano degli aspetti tecnici della ripresa e dell'editing dei video, ai fini della loro pubblicazione e diffusione attraverso la rete Internet.
Tra le principali fonti di ispirazione, il collettivo cita gruppi musicali punk rock e Oi!, come Angelic Upstarts, Cockney Rejects, Sham 69, Era e The 4-Skins.
Altre fonti dichiarate di ispirazione sono le band punk rock statunitensi Bikini Kill e il movimento Riot grrrl degli anni novanta. A tale proposito hanno affermato: «quello che abbiamo in comune è l'impudenza, testi che si nutrono di argomenti politici, l'importanza delle tematiche femministe e un'immagine femminile non-standard».
Prima e dopo l'arresto di alcune attiviste, il collettivo ha organizzato proteste clamorose, che hanno raggiunto fama mondiale grazie ai mezzi di comunicazione di massa: specialmente Internet, poiché i video sono fatti e immessi in rete dallo stesso movimento femminista.
Protesta anti-Putin nella Cattedrale di Cristo Salvatore
Il 21 febbraio 2012, nell'ambito di una protesta contro la rielezione di Vladimir Putin, tre artiste del gruppo si sono introdotte nella Cattedrale di Cristo Salvatore, tempio della Chiesa ortodossa russa a Mosca e, dopo essersi fatte il segno della croce, hanno cercato di esibirsi con una canzone. In meno di un minuto sono state scortate fuori dalle guardie. Le riprese dell'esibizione sono state poi usate per creare un video clip della performance.
La canzoneIl video dell'esibizione è intitolato Панк-молебен "Богородица, Путина прогони" Pussy Riot в Храме, traducibile come Preghiera punk "Madre di Dio caccia via Putin" Pussy Riot nel tempio. mette in scena una sorta di preghiera punk, con un'invocazione a Theotókos (Madre di Dio, cioè la Beata Vergine Maria; in russo, Bogorodice), affinché "mandi via Putin". Il ritornello è su musica di Sergej Rachmaninov (Bogorodice Devo, radujsja, dai Vespri, ). La canzone menziona anche il patriarca russo Cirillo I, indicandolo come qualcuno che crede più in Putin che in Dio e dandogli esplicitamente della puttanaIl termine "сука" può essere tradotto come "puttana", ma anche come "cagna" o "carogna". .
Arresto e procedimento giudiziario
Indagini e arresto Il 3 marzo 2012, a seguito di operazioni di indagine che hanno visto in campo reparti della polizia antiterrorismo, le autorità russe hanno arrestato due presunte appartenenti al gruppo, Marija Alëchina (23 anni all'epoca dei fatti) e la siberiana Nadežda Tolokonnikova (22 anni), accusate di teppismo. Entrambe le donne hanno dapprima negato l'affiliazione del gruppo e hanno iniziato uno sciopero della fame per protesta contro il regime di detenzione.
Il 16 marzo è stata arrestata un'altra donna, Ekaterina Samucevič (29 anni), già ascoltata in precedenza come testimone del caso.
Sottoposte a interrogatori, le tre donne non hanno mai rivelato agli inquirenti i nomi delle altre componenti coinvolte nell'azione di protesta.
Il nome della quarta partecipante, Diana Burkot, è stato reso pubblico solo dopo la prescrizione del reato nel 2020.
Profilo delle accusate Marija Alëchina, nata a Mosca il 6 giugno 1988, è studentessa al quarto anno dell'Istituto di giornalismo e scrittura creativa e ha esperienze di volontariato umanitario e di attivismo ambientalista con Greenpeace Russia. Ha un bambino nato nel 2007, Philip, e ha svolto un ruolo attivo nel processo, contro-interrogando i testimoni e mettendo aggressivamente in dubbio la natura delle accuse e lo stesso procedimento. Ekaterina Samucevič, nata a Mosca il 9 agosto 1982, è una programmatrice di computer interessata a tematiche LGBT. Si è diplomata alla Scuola di fotografia e multimedia "Aleksandr Rodčenko" di Mosca. Ha un passato di attivismo politico nel gruppo d'arte di strada Vojna. A presenziare alle sessioni del processo vi era anche suo nonno, Stanislav Samucevič. Nadežda Tolokonnikova, nata a Noril'sk il 7 novembre 1989, è cresciuta nella sua città natale per poi trasferirsi a Krasnojarsk, Mosca e nuovamente a Noril'sk, dove ha conseguito il diploma. Studentessa di filosofia all'Università statale di Mosca, è sposata con Pëtr Verzilov e ha una figlia nata nel 2008. Ha un passato di attivismo politico nel gruppo d'arte di strada Vojna (, Guerra), di cui ha fatto parte dal 2007, partecipando a numerosi eventi, tra cui la protesta del 29 febbraio 2008, contro l'elezione a presidente di Dmitrij Medvedev«La performance che li ha resi celebri è quella del 2008: il giorno prima dell’elezione del presidente Dmitry Medvedev hanno inscenato un’orgia (vera) al Museo Timiryazev di Biologia di Mosca, in una performance chiamata “Fuck for the heir – Medved’s little Bear!” giocando sul cognome del presidente che deriva dalla parola russa “medved” (orso)»: Giulia Pompili, I Voina dichiarano guerra a Putin a colpi di arte-choc, Il Foglio, 18 dicembre 2010., organizzata nel "Museo biologico di Timiryazev di Mosca", durante la quale è stata messa in scena un'orgia di circa 20 persone. Nadezhda, allora diciottenne, era al nono mese di gravidanza e partorì 4 giorni dopo la protestaLiveLeak.com - Voina fucks for the heir Puppy Bear Video della protesta (Contiene scene di sesso esplicito). Nadežda possiede il permesso di soggiorno canadese (fatto da lei negato, anche se conferma che è stata in Canada). Suo marito Pëtr Verzilov è considerato il produttore e ispiratore del gruppo Pussy Riot ed è cittadino canadese.
Svolgimento del processo Dopo quasi tre mesi di detenzione, solo il 4 giugno 2012 è stato depositato un formale atto d'accusa nei loro confronti, composto di 2.800 pagineУчастниц Pussy Riot официально обвинили в хулиганстве по мотивам религиозной ненависти (I membri delle Pussy Riot ufficialmente accusate di condotta disordinata motivata da odio religioso, in russo). traduzione Google.
Il 4 luglio, le imputate sono state improvvisamente avvisate che avrebbero dovuto concludere e presentare le loro memorie difensive entro il 9 luglio. In risposta, le tre donne hanno annunciato uno sciopero della fame, sostenendo che i pochi giorni assegnati dalla corte non erano sufficienti a elaborare una linea difensiva in grado di far fronte ai ponderosi atti d'accusa. Il 21 luglio, la corte ha prolungato di ulteriori sei mesi la loro carcerazione preventiva.
Dibattimento Il processo alle tre donne è iniziato a Mosca il 30 luglio 2012. Accusate di "teppismo premeditato realizzato da un gruppo organizzato di persone motivate da odio o ostilità verso la religione o un gruppo sociale" (ovvero, i cristiani ortodossi).
L'accusa così formulata le espone alla possibilità di una condanna fino a sette anni di carcere, con un minimo edittale commisurato a due anni.
Richieste dell'accusa Il 7 agosto 2012, durante la requisitoria avanti al Tribunale distrettuale di Mosca, il procuratore Alexander Nikiforov ha esplicitato le sue richieste, sollecitando la corte a pronunciarsi per una condanna a tre anni di detenzione. Il procuratore ha motivato la sua pretesa di condanna delle presunte ree con considerazioni basate sulla loro condotta, da lui valutata come un'offesa premeditata ai danni della confessione ortodossa e come lesiva di tradizioni nazionali millenarie. Tale comportamento è stato aspramente stigmatizzato dal magistrato dell'accusa, che lo ha definito come socialmente pericoloso e fomentatore di un clima da guerra civile.
Nonostante la durezza della comminazione, almeno se giudicata secondo gli standard dei paesi giuridicamente avanzati, la pena ventilata dal pubblico ministero è stata giudicata più mite rispetto alle attese e ai timori dei sostenitori delle tre donne. Secondo alcune fonti, dalla misura della pena non verranno scontati i mesi di carcerazione preventiva già inflitti, mentre secondo altri quel periodo verrà detratto come avviene di norma.