Canto di Natale () è una novella di Charles Dickens pubblicata a Londra nel 1843 per Champman & Hall e illustrata da John Leech.

, è una delle più note opere dello scrittore inglese, che narra la storia di un banchiere anziano, avarissimo e crudele che odia il Natale, Ebenezer Scrooge, il quale riceve la visita di una serie di fantasmi che cercano di convertirlo: il primo ad ammonirlo è Jacob Marley, il suo defunto amico e socio in affari, seguito dagli spiriti del Natale passato, del Natale presente e del Natale futuro. Dopo le loro apparizioni Scrooge cambia e diventa molto più gentile e generoso e inizia ad apprezzare il Natale.

Al personaggio di Ebenezer Scrooge è ispirato Scrooge McDuck dei fumetti di Walt Disney noto in italiano come zio Paperone.

Storia Scritto nel periodo in cui i Britannici stavano esplorando e rivalutando le tradizioni natalizie, inclusi racconti, cartoline e alberi di Natale, Dickens fu influenzato dalle proprie esperienze durante l'infanzia e dai racconti di altri autori, come Washington Irving e Douglas Jerrold. Aveva già scritto tre storie di Natale. D'ispirazione alla Christmas Carol vi fu la sua visita alla Field Lane Ragged School, una delle diverse istituzioni esistenti allora per i bambini di strada di Londra. Il trattamento verso i poveri e l'abilità di un individuo di redimersi operando una trasformazione di sé in persona più empatica sono le chiavi della storia.

Pubblicata il 19 dicembre, la prima edizione andò esaurita il giorno di Natale; alla fine del 1844, già tredici edizioni erano andate a stampa. Accolta favorevolmente dalla critica, copie pirata apparvero nel gennaio 1844, contro la cui pubblicazione Dickens agì per le vie legali, ma che abbassarono ulteriormente i magri guadagni dell'autore sul libro. L'autore scrisse altre storie di Natale negli anni successivi: la serie di Christmas Books include Le campane (The Chimes, 1845); Il grillo del focolare (The Cricket on the Hearth, 1845); La battaglia della vita (The Battle for Life, 1846); Il patto col fantasma (The Haunted Man, 1848).

Nel 1849 Dickens iniziò la lettura pubblica della storia, un successo così dirompente che fino alla sua morte conta 127 acclamate apparizioni. Mai passata di moda, sempre ristampata e ritradotta in tutto il mondo, il Canto di Natale conta moltissimi adattamenti cinematografici, televisivi, d'animazione, teatrali. Inoltre, cogliendo una serie di aspetti del Natale, quali le riunioni familiari, il cibo e le bevande, i giochi e lo spirito di festa e generosità che presiedono all'evento nel moderno Occidente, ha catturato per sempre la moderna celebrazione dei valori cristiani.

Trama

Il Canto di Natale è suddiviso in cinque parti, con il protagonista che viene portato a un profondo cambiamento da tre spiriti.

Il ritratto del protagonista e l’avvertimento di Marley Londra, vigilia di Natale 1843. Ebenezer Scrooge è un anziano banchiere, molto ricco ma estremamente avaro, egoista e crudele, che non spende nulla nemmeno per sé, al punto che, nonostante la sua ricchezza, vive al freddo e al buio, facendo una vita da nullatenente. Odia fortemente il Natale, ritenendolo soltanto una perdita di tempo e un giorno in cui, per la festività, non si può lavorare e guadagnare (rimprovera Dio stesso per il riposo domenicale che intralcia il commercio). Scrooge lavora ogni giorno con orari più lunghi di quelli degli operai nelle fabbriche e costringe il suo umile impiegato contabile Bob Cratchit, al quale dà uno stipendio da fame, a fare altrettanto, obbligandolo a presentarsi al lavoro, rimanendo in ufficio fino a tardi, anche il giorno della Vigilia di Natale e il giorno di Santo Stefano. Gli concede, con enorme risentimento, di non lavorare solo il giorno di Natale. Per questo suo insano attaccamento al lavoro e al denaro, Scrooge è odiato da molti cittadini.

Il giorno della vigilia di Natale, Scrooge guarda storto e risponde male a tutti coloro che intonano canzoni natalizie o che gli fanno gli auguri; tratta con disprezzo anche l'affettuoso nipote Fred, suo unico parente in vita, figlio della defunta sorella Fanny, che gli fa visita in ufficio, gli fa gli auguri e tenta di invitarlo a cena insieme alla sua famiglia. Nell'ufficio entrano anche due benefattori che chiedono a Scrooge di fare una donazione in denaro per i poveri, ma il protagonista rifiuta, affermando che chi non lavora non dovrebbe avere diritto a nulla in quanto non si guadagna da vivere personalmente. Aggiunge che non servirebbe fare donazioni per i poveri in quanto, per loro, esistono le prigioni e gli ospizi. Quando i benefattori insistono, affermando che la povera gente preferirebbe morire piuttosto che finire in luoghi del genere, Scrooge, per tutta risposta, afferma con crudeltà che secondo lui sarebbe meglio in quanto in tale modo diminuirebbe la popolazione in eccesso, scacciando i due benefattori dall'ufficio.

Dopo il lavoro Scrooge rincasa e gli sembra di vedere, specchiato nel picchiotto del suo portone, il volto del defunto socio in affari Jacob Marley, morto esattamente sette Vigilie di Natale prima, cosa che lo lascia profondamente turbato. Entrato in casa, comincia a percepire strani fenomeni: gli par di vedere un carro funebre che si trascina sulle scale avvolte nel buio, tutti i campanelli della casa suonano da soli e sente un rumore di catene provenire dalla cantina.

Mentre cena davanti al camino, compare poi davanti a lui il fantasma di Marley: una visione tremenda, resa ancora più terrificante quando, scoperte le bende per mostrare il volto, gli cade la mandibola dal viso. Il fantasma porta attorno alla vita una catena forgiata di lucchetti, timbri, portamonete, assegni e banconote; tutto ciò che, secondo l'ammissione dello stesso Jacob, in vita lo ha distolto dal fare del bene agli altri. Questo lo ha condannato, da morto, a portare su di sé la catena dell'avidità, destinata a tutti quelli che vivono in tale maniera. Il rimpianto per avere vissuto chiuso nel proprio egoismo, lontano dalle persone che amava e che lo amavano, costituisce la sua pena eterna, che lo costringe a vagare per il mondo senza poter vedere la luce di Dio. Il suo unico sollievo è quello di poter ammonire Scrooge, informandolo che, se andrà avanti così, anche lui subirà la sua stessa sorte. Marley gli offre però un’ultima possibilità di salvarsi, annunciandogli la visita imminente di tre spiriti. Il fantasma se ne va poi attraverso la finestra e Scrooge vede che all’esterno sono nel frattempo comparsi anche i fantasmi di altri peccatori, tra cui gli usurai. Quando tutti i fantasmi scompaiono, Scrooge si corica, turbato.

Lo spirito del Natale passato

All'una di notte di Natale appare a Scrooge lo Spirito del Natale Passato, un fantasma bianco circondato da una corona di luce che si sprigiona dal capo, simile a una candela, con in mano un cappello a forma di spegnitoio e un ramo di agrifoglio.

Lo spirito porta Scrooge indietro nel tempo, a rivivere la propria infanzia dimenticata, nel suo paese d'origine. In una scena Ebenezer è bambino sui banchi di scuola, mandato a studiare in collegio dal padre; è solo, triste e senza amici e studia in un'aula buia e fredda, ma ama ancora il Natale. In un'altra scena, ambientata qualche tempo più tardi, arriva la sua sorellina Fanny, tornata per riportarlo a casa, dopo avere convinto il padre a riprenderlo in famiglia. È un momento felice, un abbraccio tra i due, stretti da un affetto immenso, con il giovane Ebenezer che salta di gioia. Il fantasma ricorda a Scrooge l'affetto che lo legava alla famiglia e che il figlio di Fanny, il nipote Fred, è il suo unico parente. Ricordando la sgarbatezza con la quale lo ha trattato, Scrooge comincia a provare rimorso.

Qualche anno dopo, Ebenezer e l'amico Dick Wilkins sono apprendisti contabili presso l'anziano e benevolo commerciante Fezziwig: anche in questo ricordo è Natale e Fezziwig fa allestire l'ufficio per adibirlo a sala da ballo e tenervi una festa sontuosa. Nelle piccole follie natalizie dell'allegra compagnia, le differenze di classe cadono e tutti, bambini, giovani e anziani, giocano, cantano e ballano, con Fezziwig e la moglie che scherzano con tutti. Scrooge è messo di fronte con imbarazzo al ricordo di come lui, quando lavorava come impiegato, si trovasse così bene e provasse così tanta gioia con così poco sforzo grazie a Fezziwig, in contrasto con i suoi abituali comportamenti nei confronti del suo impiegato Cratchit.

La scena cambia ancora e appare uno Scrooge adulto, ormai ricco, trasferitosi con Marley come capo-finanziere nel suo nuovo studio. Scrooge è di fronte a Belle, la sua fidanzata, una ragazza povera e senza dote dopo la morte dei genitori. Essa sostiene che la loro promessa di matrimonio, che si erano scambiati anni prima, quando entrambi erano poveri, non può essere mantenuta ora che Ebenezer è così cambiato. Intende quindi lasciarlo libero e Scrooge si rivede accettare con malcelato sollievo l'offerta della ragazza. Da quel giorno sarà solo a crogiolarsi nel suo denaro.

Scrooge è disperato e implora lo spirito di non tormentarlo più, ma questo lo costringe ad assistere a un’ultima ombra. Ebenezer riconosce di nuovo Belle, ormai sposata da anni, che passa la vigilia di Natale con il marito e i figli, ancora povera ma felice. Il marito le racconta che Marley è abbandonato sul letto di morte e che Scrooge è ora assolutamente solo al mondo. Impaurito e preso dal rimorso, Scrooge schiaccia il copricapo-spegnitoio sulla testa del fantasma fino a farlo scomparire, ma la luce chiusa nel cappello inonda tutto il pavimento, terrorizzando il vecchio, che si ritrova poi nella sua camera da letto a dormire.

Lo spirito del Natale presente

Scrooge si sveglia poco prima di ricevere la visita del secondo spirito, quello del Natale Presente, molto simile alla figura di Babbo Natale. Appare come un gigante dall'aria gioviale e allegra, con un viso sorridente adornato da lunghi capelli ricci e barba rosso-castani, che indossa una veste di colore verde orlata di pelliccia bianca, una corona di agrifogli sul capo e porta una torcia-cornucopia nella mano. Si presenta seduto sopra un trono formato da cibi e piatti natalizi e dice di avere oltre 1800 fratelli, ovvero i Natali precedenti. Dopo avergli mostrato come tutti in città siano felici il giorno di Natale, lo spirito conduce Scrooge alla casa di Bob Cratchit, che sta consumando il pranzo di Natale con la sua famiglia. Sono tutti felici e gentili, soprattutto il piccolo Tim, il figlio minore di Bob, storpio e molto malato, sebbene siano così poveri da non poter comprare nemmeno le medicine per lui e di doversi accontentare di un’oca per il pranzo, anziché un tacchino. Tutti si augurano a vicenda un buon Natale e brindano malvolentieri a Scrooge, in quanto, nonostante la sua cattiveria, permette loro di vivere. La moglie di Cratchit brinda però al marito, che sopporta la crudeltà del suo capo per cercare di mantenere la famiglia. Scrooge è quindi costretto a fare i conti con sé stesso, riflettendo sul disprezzo che gli altri provano per lui. Impietosito, chiede poi allo spirito se il piccolo Tim sopravviverà. Lo spirito risponde con voce severa e triste: "Io vedo un posto vuoto nel povero focolare e, accanto al camino, una gruccetta senza proprietario e gelosamente custodita", per poi dire esplicitamente che, se le cose non cambieranno, Tim morirà in breve tempo. Scrooge è sconvolto e rattristato, ma lo spirito gli rivolge contro le sue stesse parole del giorno prima: "Così diminuisce la popolazione in eccesso" (frase che espone la teoria sostenuta dall’economista e demografo Thomas Robert Malthus, ritenuto "l’uomo più odiato del suo tempo").