Nicosia Nord (; ), ufficialmente Municipalità Turca di Nicosia (), è la capitale de facto dell'autoproclamata Repubblica di Cipro del Nord; de iure, il territorio appartiene alla Repubblica di Cipro ed è parte integrante della città di Nicosia. Con abitanti (dati 2011), è il centro più popoloso di Cipro del Nord.
La municipalità turca di Nicosia Nord è sorta nel 1958, durante l'occupazione britannica, e dagli anni sessanta è separata dal resto di Nicosia dalla cosiddetta Linea Verde - divenuta un confine formale dopo l'invasione turca di Cipro - entro la quale opera la missione UNFICYP delle Nazioni Unite.
Geografia fisica A differenza delle altre principali città cipriote, Nicosia non sorge sulla costa ma in posizione relativamente centrale nell'isola, all'interno della piana della Messaria, separata dal mare dalla catena montuosa del Pentadattilo. A causa della mancanza dell'influsso del mare, il clima della città in estate è estremamente caldo.
Storia Dall'antichità al dominio britannico
Fino al XX secolo, l'area oggi amministrata dalla municipalità turca era parte integrante della città di Nicosia, fondata secondo la tradizione dai Greci provenienti dalla regione dell'Acaia (, Αχαΐα greco moderno), nel Peloponneso, dopo la guerra di Troia. Conosciuta come Ledra o Ledrae nei tempi antichi, la città seguì le vicende storiche dell'isola di Cipro, la cui posizione la rese oggetto di conquista da parte di numerose potenze.
Nel 46 d.C., sotto i Romani, il cristianesimo fu riconosciuto come religione ufficiale, mentre nel 395 d.C., con la divisione dell'Impero romano, l'isola passò sotto il controllo dell'Impero romano d'Oriente. Nel 1191, durante la terza crociata, Riccardo Cuor di Leone conquistò Cipro, avviando il dominio dei Lusignano (1192–1489) che posero la propria sede a Nicosia. Nel 1489 passò alla Repubblica di Venezia. L'interesse ottomano si intensificò nel XV secolo, dopo la conquista dell'Egitto. La campagna militare iniziò nel 1570 sotto il comando di Lala Kara Mustafa Pascià: Nicosia cadde dopo circa un mese e mezzo d'assedio. Il dominio dell'Impero ottomano sull'isola fu ufficialmente riconosciuto da Venezia nel 1573.
Gli ottomani adottarono una politica di reinsediamento volta a colmare i vuoti demografici lasciati dalla fuga della popolazione locale. I villaggi abbandonati furono ripopolati con genti turche di religione musulmana provenienti dall'Anatolia, spesso trasferiti in modo coercitivo. Inoltre, al fine di rafforzare la sicurezza di Nicosia, gli abitanti non musulmani furono allontanati, mentre le loro abitazioni vennero assegnate a coloni musulmani.
Nel 1878, con la Convenzione di Cipro, l'amministrazione dell'isola passò al Regno Unito, che ne fece una propria colonia a partire dal primo dopoguerra.
Negli anni 1950 Nicosia presentava così un carattere demograficamente misto, con una popolazione composta prevalentemente da greco-ciprioti, turco-ciprioti e armeni, questi ultimi maggioritari nella zona di Arabahmet.
Istituzione della municipalità turca e riconoscimento formale
La situazione di fragile equilibrio tra le comunità greco-cipriota e turco-cipriota, che avevano convissuto per secoli, iniziò a incrinarsi nel 1950, quando un referendum non ufficiale promosso dalla Chiesa di Cipro e dall'arcivescovo Makarios II, e partecipato esclusivamente dalla popolazione greco-cipriota, registrò una netta prevalenza dei consensi a favore dell'unificazione con la Grecia (enōsis). Le autorità britanniche non riconobbero né la validità della consultazione né il suo esito, mantenendo il controllo dell'isola. Come reazione emerse l'EOKA, organizzazione paramilitare filo-greca nata con l'obiettivo principale di contrastare la presenza britannica. Tuttavia, le sue attività contribuirono ad accrescere le tensioni intercomunitarie, inducendo la comunità turco-cipriota a percepirsi come minacciata e a reagire di conseguenza.
Nel 1956, in risposta ai violenti conflitti etnici scoppiati in questo contesto tra le due principali comunità di Nicosia, l'amministrazione coloniale britannica eresse recinzioni di filo spinato per separare i quartieri a prevalenza greca situati a sud, da quelli a prevalenza turca a nord. Questa misura contribuì ad accentuare la divisione etnica, anche a causa del progressivo trasferimento dei commercianti greci verso i quartieri greci e di quelli turchi verso i quartieri turchi, consolidando così la separazione delle rispettive aree.
Fino a quel momento i britannici avevano amministrato i comuni ciprioti senza distinzione tra le comunità greche o turche, ma sul finire del decennio, in tutta l'isola le comunità turco-cipriote delle principali città iniziarono a riunirsi e costituirsi in municipalità separate. Nel 1958, con l'inasprirsi delle tensioni etniche, gli abitanti turco-ciprioti che vivevano nei quartieri meridionali di Nicosia si rifugiarono nella parte nord della città. Il 16 giugno 1958 fu istituito il "Consiglio Municipale Temporaneo di Nicosia", e Tahsin S. Gözmen fu nominato sindaco. La municipalità turca di Nicosia, separata da quella greco-cipriota mediante barriere di filo spinato, fu infine riconosciuta dalle autorità britanniche nel 1959.
Dopo l'indipendenza dell'isola, questa situazione venne riconosciuta anche dalla Costituzione di Cipro del 1960, il cui articolo 173 prevedeva la creazione di due consigli municipali distinti, uno per ciascuna comunità etnica a Nicosia, elevata a capitale della nuova Repubblica, e nelle altre quattro principali città del paese.
Violenze del 1964 e divisione della città
A partire dalla fine del 1963, dopo i fatti comunemente noti come Natale di Sangue di Cipro, si verificarono violenti scontri intercomunitari, in particolare tra marzo e aprile 1964. Una volta cessate le fasi più acute dei combattimenti, i turco-ciprioti si spostarono dalle aree rurali e dai villaggi misti verso le cosiddette enclavi turche cipriote, talvolta per scelta, altre volte sotto la pressione del Movimento di Resistenza Turco, che mirava a imporre una partizione de facto dell'isola (taksim). In breve, molti si concentrarono soprattutto nella municipalità turca di Nicosia, vivendo in condizioni precarie e sovraffollate, dipendendo dalle linee greco-cipriote per rifornimenti e servizi.
Fu a questo punto che Nicosia venne divisa da una linea di demarcazione detta Linea Verde, così chiamata dal colore del pennarello usato dal generale inglese Peter Young (1912-1976) che per primo ne tracciò il percorso su una carta di Nicosia. Nicosia Nord divenne parte della più grande enclave turco-cipriota, che si estendeva fino a Kyrenia. Almeno in un primo momento, la linea verde risultava relativamente permeabile: alcuni turco-ciprioti, in particolare impiegati pubblici, erano autorizzati ad attraversarla; inoltre le due comunità continuarono a mantenere contatti, seppur spesso indiretti e mediati da terzi, come gli armeni, e sebbene fossero previste sanzioni per i turco-ciprioti sorpresi a fraternizzare con i greco-ciprioti. In questo periodo la comunità armena abbandonò Nicosia Nord per trasferirsi nei quartieri meridionali.
Nel 1968 il governo cipriota allentò le restrizioni imposte alle enclavi turche, nel quadro di un tentativo di normalizzazione dei rapporti tra le due comunità e in vista dell'avvio di colloqui intercomunitari. A Nicosia, i checkpoint e le barriere tra le due parti della città furono progressivamente rimossi e ai turco-ciprioti fu nuovamente concessa la libertà di movimento. Nonostante ciò, le divisioni interne alla società cipriota risultavano ormai profondamente consolidate. I colloqui entrarono presto in una fase di stallo con l'emergere dell'organizzazione paramilitare EOKA B, nel 1971.
Occupazione turca e indipendenza di Cipro Nord
A seguito del colpo di Stato greco-cipriota e la susseguente invasione turca, nel 1974, iniziò l'occupazione turca di Nicosia Nord. Le forze turche occuparono anche alcuni quartieri precedentemente abitati da greco-ciprioti, che furono incorporati nella municipalità turca di Nicosia. Da allora la Linea verde divenne un'invalicabile barriera composta di fili spinati, guarnigioni militari e alcuni tratti di vero e proprio muro: tra le linee militari greco-cipriote e turco-cipriote vi è una terra di nessuno pattugliata dalla missione UNFICYP delle Nazioni Unite che ha il suo quartier generale nel Ledra Palace, un tempo il miglior albergo della città e ora checkpoint per il passaggio tra zona "greca" e zona "turca".
Nel 1975, nei territori occupati, venne istituito lo Stato federato turco di Cipro, che nel 1983 proclamò unilateralmente l'indipendenza con il nome di Repubblica Turca di Cipro Nord, riconosciuta dalla sola Turchia. Nicosia Nord ne divenne la capitale de facto.
Dal 1976, il sindaco, fino ad allora nominato, è eletto direttamente dai cittadini. Il primo eletto fu Mustafa Akıncı, il quale collaborò con la sua controparte greco-cipriota Lellos Dimitriades alla redazione di un piano fognario comune per la città. Nel 1984 viene istituito il primo servizio di autobus per trasporto pubblico.
Per quasi trent'anni Nicosia Nord non ebbe praticamente interazioni con il resto della città. Il primo check point fu aperto nel 2003 nei pressi di Ledra Palace. Altri due punti di attraversamento furono aperti nel 2003 e nel 2008. Uno di questi è il valico pedonale su Ledra street, nel centro della città, dove chiunque può passare dalla parte greca a quella turca e viceversa esibendo passaporto o carta d'identità.
Ad oggi (2026) tuttavia la città è ancora divisa dall'area meridionale amministrata dalla Repubblica di Cipro, rendendo Nicosia la l'ultima città europea divisa per le conseguenze di una guerra.
Tra il 2016 e il 2017, Nicosia fu anche l'unica capitale al mondo a trovarsi in due diversi fusi orari. Il governo di Cipro Nord aveva infatti deciso di mantenere l'ora legale (UTC+3) per tutto l’anno, in modo da allinearsi alla Turchia. Di conseguenza, durante i mesi invernali, Nicosia Nord si trovava un'ora avanti durante i mesi invernali rispetto al resto della città. In seguito ad alcune proteste, nel 2017 il governo nordcipriota fece però marcia indietro, riallineandosi all'orario della Repubblica di Cipro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Moschea di Selim, costruita nel XII secolo come cattedrale di Santa Sofia; Büyük Han, un caravanserraglio costruito dagli Ottomani nel XVI secolo; le mura di Nicosia, nella parte che ricade sotto la municipalità turca della città, e la porta di Kyrenia, antico accesso nord alla città di Nicosia; Via Ledra, nella parte che ricade sotto la municipalità turca; Kumarcılar Hanı, caravaserraglio del XVII secolo.
Cultura La città è sede di cinque università, tra cui l'Università del Vicino Oriente (dal 1988) e l'Università internazionale di Cipro (dal 1997).
Infrastrutture e trasporti Nicosia Nord è servita dall'Aeroporto Internazionale Ercan, che tuttavia non è riconosciuto da gran parte della comunità internazionale, con l'eccezione della Turchia, e opera senza autorizzazioni da parte della Repubblica di Cipro, la quale considera illegale ogni accesso da porti e aeroporti situati nella zona occupata. Per tale motivo, l'aeroporto serve solo voli da e per la Turchia, operati da vettori turchi.
Amministrazione
Gemellaggi La municipalità turca di Nicosia è gemellata con le seguenti città:
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