La banconota da 1 lira è stata uno dei tagli di cartamoneta della lira italiana, emesso in forma di buono di cassa e poi di biglietto di Stato fra il 1893 e il 1944. A differenza dei tagli superiori, affidati agli istituti di emissione, i biglietti da 1 a 25 lire erano di competenza del Ministero del Tesoro, che li fece stampare dall'Officina Governativa Carte Valori di Torino e poi dall'Istituto Poligrafico dello Stato; servivano a sopperire alla progressiva scarsità delle monete d'argento, sottratte alla circolazione e tesaurizzate. Ne furono stampati quattro tipi.

Regno d'Italia Le banconote stampate durante il Regno d'Italia sono di taglio piccolo () e stampate presso l'Officina Governativa Carte Valori di Torino. La disciplina generale della fabbricazione, dell'emissione e del ritiro dei biglietti di Stato e dei buoni di cassa fu fissata con il regolamento approvato dal regio decreto 30 ottobre 1896, n. 508.

Umberto I Sotto il regno di Umberto I furono stampate le prime banconote da 1 lira. Queste erano di colore verde e rosso-arancio sul dritto e blu-grigio sul rovescio. Sul retro figurava la scritta a grandezza variabile Buono di cassa a corso legale da una lira, a destra di questa in un ovale rosso-arancio il ritratto di Umberto I di profilo rivolto a destra; in alto il numero di serie mentre in basso le firme del Cassiere Speciale e del Delegato della Corte dei Conti, rispettivamente Dell'Ara e Righetti. Sul retro sono raffigurati due cerchi intervallati da un ovale; nel primo cerchio è inscritta la cifra 1, nell'ovale è invece inscritto lo stemma dei Savoia; in alto il decreto legge. La filigrana rappresenta 4 o 5 linee orizzontali a sinusoide e non era presente nelle prime due serie del 15 settembre 1893 e del 18 gennaio 1894. Di questo tipo ne furono stampate 7 serie ognuna con una tiratura di 1.000.000 di pezzi.

Vittorio Emanuele III Nell'ambito dell'ammodernamento dei tagli minori con l'effigie del nuovo sovrano, avviato dal Ministero del Tesoro tra il 1902 e il 1914, il rinnovo del biglietto da 1 lira fu autorizzato nel 1914, insieme a quello da 2 lire. Queste banconote, emesse dal 2 settembre 1914 al 10 luglio 1921, sono sostanzialmente identiche a quelle dell'emissione precedente (1893-1898), salvo alcuni particolari. Queste infatti sono di colore lilla e rosso sul diritto ed arancio sul rovescio; nell'ovale del diritto è raffigurato il profilo di Vittorio Emanuele III rivolto verso sinistra. In entrambi i cerchi del rovescio, non più solo in quello di destra, è riportata la cifra 1. Le firme del Cassiere Speciale e del Delegato della Corte dei Conti sono sempre di Dell'Ara e Righetti. La filigrana è assente in tutte e 5 le emissioni. La terza emissione è una serie speciale per l'esercito ed è conosciuta dai collezionisti come Armata Diaz.

Periodo fascista Dal 1921 la stampa di queste banconote fu sospesa fino al 1939. L'emissione dei biglietti di Stato da 1, 2, 5 e 10 lire fu autorizzata dal regio decreto-legge 20 maggio 1935, n. 874, che dispose insieme il ritiro delle monete d'argento dalla circolazione. Il biglietto da 1 lira fu però stampato solo dal 1939, non più presso l'Officina Carte Valori di Torino bensì presso le Officine dell'Istituto Poligrafico dello Stato di Roma. Queste hanno dimensioni leggermente più grandi () e sono di colore bruno. Al centro del dritto è riportata la scritta Regno d'Italia, al di sotto della quale è la scritta Biglietto di Stato a Corso Legale e il valore Lire Una; sotto le firme di Grassi, Porena e Cossu. A destra in un rettangolo la cifra 1 e una spiga di grano, a sinistra in un altro rettangolo un fascio littorio e un intricato ramo di quercia. Sul rovescio, al centro, l'immagine della statua di Augusto Imperatore, mentre a destra e sinistra la cifra 1 intersecata a un L. Il numero di serie è riportato sul retro. La filigrana riporta le lettere BS e la cifra 1 ripetute. Fu stampata una sola serie, il 14 novembre 1939.

Luogotenenza

Il 23 novembre 1944 fu approvata la stampa di una nuova serie di biglietti di Stato da 1, 2, 5 e 10 lire con la generica intestazione «Italia», adatta alla fase istituzionale incerta; i tre tagli minori, compreso quello da 1 lira, furono disegnati ex novo. Le banconote da 1 lira della luogotenenza furono stampate dalle Officine dell'Istituto Poligrafico dello Stato di Roma, molto simili a quelle del periodo di Umberto I ma di dimensioni leggermente diverse () e con qualche variazione nel disegno. Nell'ovale del dritto è raffigurata l'Italia Laureata rivolta verso sinistra e la scritta cita Biglietto di Stato a corso legale. L'ovale del retro non reca più lo stemma Savoia ma la frase La legge punisce i fabbricatori e gli spacciatori di biglietti falsi. La filigrana presenta linee orizzontali a sinusoide. Le firme sono: o di Bollaffi, Cavallaro, Giovinco; o di Ventura, Simoneschi, Giovinco; o di Di Cristina, Cavallaro, Parisi.

Ritiro I biglietti di Stato dei tagli minori rimasero in circolazione anche dopo l'ultima emissione, fino alla loro sostituzione con monete metalliche in lega Italma di pari valore: per i tagli da 1, 2, 5 e 10 lire il termine fu fissato al 31 dicembre 1956. Queste furono le ultime banconote di questo taglio stampate.

Note

Bibliografia

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