Vangelo della moglie di Gesù è il nome datoCome spiegava K.L. King, "The term "gospel" in GJW regards the probable genre of the work to which this fragment belongs. It does not imply canonical status or the historical accuracy of the content. Nor does it imply that GJW was the title in antiquity, or that "Jesus 's wife" is the "author" of this work, is a major character in it, or is even a significant topic of discussion"; in King, Karen L. “‘Jesus Said to Them, “My Wife...”’: A New Coptic Papyrus Fragment.” The Harvard Theological Review 107, no. 2 (2014): 131–59. http://www.jstor.org/stable/43297561. al testo su un frammento di papiro antico di circa 4 x 8 centimetri, che riporta un brano in copto che include le parole: «Gesù ha detto loro: mia moglie» e poco sotto «lei sarà in grado di essere mia discepola». Inizialmente ritenuto parte di un'opera antica facente riferimento alla moglie di Gesù, il testo scritto sul papiro è ormai generalmente riconosciuto come prodotto di una falsificazione moderna.
Provenienza Il frammento di papiro proviene da una collezione privata e sarebbe stato scoperto nel 1997 in una raccolta di papiri; era stato acquistato da un precedente proprietario tedesco, che lo aveva reperito sul mercato antiquario e che non ha mai dichiarato la propria identità.Affermato dal prof. Alberto camplani nel corso di un'intervista:
Il frammento è stato sottoposto ad un test di datazione con il carbonio condotto da Noreen Tuross di Harvard che ha prodotto come datazione stimata il 741 ; sarebbe quindi una copia di ciò che si pensa essere «un vangelo scritto in greco, probabilmente nella seconda metà del II secolo». La professoressa Karen Leigh King (che ha pubblicato il papiro) e la sua collega Anne-Marie Luijendijk lo hanno chiamato Vangelo della moglie di Gesù per attribuirgli un nome mnemonico.
Pubblicando il papiro King spiegava che rappresentava una testimonianza di come nelle prime comunità cristiane alcuni credessero che Gesù fosse sposato, anche se il frammento non fornisce «la prova che Gesù, in quanto persona storica, sia stato effettivamente sposato».
King afferma anche che «c'era già nel secondo secolo una tradizione legata al dibattito se i cristiani dovessero sposarsi e avere rapporti sessuali». Inoltre, il frammento documenta l'esistenza di controversie nei primi secoli del cristianesimo sul discepolatoKaren L. King, “Jesus said to them, ‘My wife...'” A New Coptic Gospel Papyrus, with contributions by AnneMarie Luijendijk, text provisionally accepted by Harvard Theological Review, 2012. e sull'assegnazione di ruoli di guida a figure femminili.Cfr. nota 73 in Karen L. King, “Jesus said to them, ‘My wife...'” A New Coptic Gospel Papyrus, with contributions by AnneMarie Luijendijk, text provisionally accepted by Harvard Theological Review, 2012.
L'esistenza del frammento è stata rivelata il 18 settembre 2012 a Roma, nel corso X Congresso Internazionale di Studi Copti presieduto dal professor Alberto CamplaniSito web ufficiale del congresso: http://www.copticcongress2012.uniroma1.it/ , in occasione di una sessione che si teneva presso l'Istituto Patristico Augustinianum.M. Ansaldo, Così ho trovato il papiro sulla moglie di Gesù, su Repubblica, 19 settembre 2012. Reperibile sul web:
«Il documento aveva con sé una nota a mano che parlava di un professore di egittologia a Berlino, ora deceduto, il quale lo indicava come il solo esempio di un testo in cui Gesù parlasse di una moglie», afferma King.>
Il dibattito scientifico sul frammento A seguito della rivelazione di King (riportata con toni talora sensazionalistici da parte della stampa più che dalla stessa studiosa) si è aperto un ampio dibattito scientifico sull'autenticità e sulla portata probatoria del frammento.
Due papirologi, Roger Bagnall dell'Istituto per lo studio del mondo antico presso la New York University e Anne-Marie Luijendijk, professore associato di religione alla Princeton University, controllando il frammento nel 2012 affermarono che era probabilmente autentico e, secondo quanto riportato, che sarebbe stato quasi impossibile falsificarlo.; ; Il linguista coptologo Ariel Shisha-Halevy dell'Hebrew University Department of Linguistics, dichiarando di non poter personalmente concludere se il papiro fosse autentico o falso, specificò che non erano alcune rare costruzioni grammaticali a poter da sole dimostrare che il testo fosse falsificato, e che la lingua copta sul frammento era nel complesso di buona qualità.
Altri esperti, fra cui Stephen Emmel, Tito Orlandi e Paola Buzi - basandosi sulla fotografia apparsa sui giornali e riservandosi un giudizio più circostanziato - avevano in un primo tempo espresso dubbi sull'autenticità del papiro, in primo luogo perché sarebbe dissimile dai papiri copti del IV secolo conosciuti e poi perché proviene non da un ritrovamento archeologico, ma dal mercato antiquario.
Alberto Camplani, pur accettando una possibile autenticità del frammento - risultando dunque probabile che sia il papiro che l'inchiostro risalgano ad un periodo compreso fra il VI ed il IX secoloM. Iannaccone, Il presunto «Vangelo della moglie di Gesù»: apocrifo, non autentico ma... sensazionale, in Avvenire, 15 settembre 2014. Reperibile sul web: - asserisce che esso non fornirebbe una prova di un dibattito antico sul celibato di Gesù né tantomeno sul celibato stesso: esso sarebbe piuttosto da inquadrare nel tentativo gnostico di dare dignità al matrimonio oppure l'espressione enfatizzerebbe il legame di familiarità tra Cristo e i suoi discepoli; in ogni caso, esso proverrebbe da fonti pressoché prive di qualsiasi autorevolezza.Intervista cit., Inoltre, secondo Camplani il valore del papiro potrebbe essere modesto se gli studi accertassero che è un testo nuovo, ottenuto assemblando versetti evangelici diversi.Alberto Camplani, Un papiro alla deriva, L'Osservatore Romano, 28 settembre 2012, p. 4.
Nel 2014 Christian Askeland, uno specialista della lingua copta attivo presso l'Indiana Wesleyan University, ha proclamato la falsità del frammento, rivelando che lo stesso è stato scritto dalla stessa persona, con lo stesso inchiostro e con lo stesso strumento con i quali è stato realizzato il frammento del Vangelo di Giovanni di cui pure King è entrata in possesso Nel 2015 anche Joel S. Baden, professor of Old Testament presso la Yale Divinity School, e Candida Moss, professor of New Testament and early Christianity presso la University of Notre Dame, hanno ritenuto il frammento un falso, dato che è certamente tale anche il frammento del Vangelo di Giovanni proveniente dallo stesso proprietario.
Alcuni rilevano un legame tra il contenuto del frammento di papiro ed il principale tema alla base della trama de Il codice da Vinci, romanzo del 2003 scritto dall'autore Dan Brown, secondo il quale Gesù sarebbe stato sposato e la sua discendenza avrebbe dato luogo alla stirpe del Santo Graal. Tuttavia, King ha respinto l'ipotesi che il ritrovamento abbia comprovato le teorie che Brown aveva ripreso e che erano state introdotte con le pubblicazioni The Jesus Scroll (1972) e Il Santo Graal (1982).
Nel 2016, dopo studi emersi nel corso dell'anno precedente - che mostravano un complessivo dissenso della comunità scientifica nei confronti dell'autenticità del testo - e dopo un'indagine giornalistica sul proprietario del frammento, la professoressa King spiegò che sulla base delle nuove prove emerse tendeva ormai a pensare che il testo fosse più probabilmente un falso realizzato in epoca moderna.
Note
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