Larchitettura nazista è l'architettura espressiva della Germania nazionalsocialista di Adolf Hitler. Non si trattò di uno stile architettonico ben definito (seppur taluni caratteri comuni siano identificabili in alcuni edifici realizzati nel periodo e in altri rimasti solo allo stato di progetto) quanto piuttosto del modo in cui gli architetti ( Albert Speer) e gli scenografi del III Reich seppero modulare lo "spazio" della Germania secondo la visione culturale e spirituale del Partito nazista negli anni 1933-1945.
L'architettura fornì anche al III Reich una valvola di sfogo per la necessità di asservimento/eliminazione delle c.d. "razze inferiori". Nel campo di concentramento di Flossenbürg come altrove, le SS impiegarono infatti i prigionieri nell'estrazione di pietrame e nella fabbricazione di mattoni, molti dei quali destinati ai mastodontici progetti architettonici del Führer. Lavoratori forzati erano poi spesso impiegati nei cantieri stessi.
Ideale coronamento dell'opera architettonica nazista sarebbe stata l'erigenda della capitale universale di Welthauptstadt Germania sul sito occupato da Berlino dopo la vittoria di Hitler nella seconda guerra mondiale.
Il contesto storico: un'architettura totalitaria
L'architettura nazista è un esempio lampante di "architettura di regime", cioè un'architettura utile alla diffusione dell'ideologia politica del regime nazista ed alla celebrazione della grandezza e della potenza della nazione. Nello specifico, insieme al Razionalismo italiano ed al Classicismo socialista, l'architettura del III Reich esemplifica la cosiddetta "architettura totalitaria del XX secolo", avente lo scopo di rafforzare la coscienza nazionale con un ritorno ai valori tradizionali, a discapito delle tesi del Movimento moderno e/o delle Avanguardie. Nella fattispecie, l'instaurarsi del regime nazista in Germania comportò la fine del Bauhaus, chiuso nel 1933. perché inviso al nazismoBauhaus in pictures: The architects exiled by Nazis, BBC news, 16 gennaio 2019..
In quanto architettura asservita ad un regime dittatoriale, l'architettura nazista ebbe il suo massimo interprete nell'architetto personale del Führer, inizialmente il decano neoclassicista Paul Troost e, dalla morte di quest'ultimo, Albert Speer, soprannominato l'«architetto del diavolo». Speer fu autore dei maggiori progetti monumentali e urbanistici promossi personalmente dal capo del nazionalsocialismo, delle cui idee architettoniche ed artistiche si fece originale interprete, ottenendo per ciò anche un riconoscimento internazionale quale la medaglia d'oro per il suo Padiglione della Germania all'Esposizione universale di Parigi del 1937.
Con l'avvio della politica estera di aggressione del III Reich, finalizzata alla costituzione del c.d. "spazio vitale" (de. Lebensraum), ed il conseguente scoppio della seconda guerra mondiale, l'architettura acquisì un nuovo ruolo nell'ottica nazista, divenendo uno dei grandi beneficiari dell'asservimento delle c.d. "razze inferiori". Nel Campo di concentramento di Flossenbürg come altrove, le SS impiegarono i prigionieri nell'estrazione di pietrame e nella fabbricazione di mattoni, molti dei quali destinati ai progetti architettonici di Speer a Berlino ed in altre città della Germania. Lavoratori forzati erano poi spesso impiegati nei cantieri stessi.
La generalizzazione estrema delle deportazioni (v.si decreto «Notte e Nebbia» del 7 dicembre 1941) incrementò i trasferimenti coatti di manodopera in prospettiva bellica: nel 1942 giunsero in Germania ben 5 milioni di lavoratori stranieri, tra i quali solo 1,5 milioni era costituito da prigionieri di guerra, mentre il resto costituiva un vero e proprio "esercito del lavoro servile", importato dall'Europa orientale (1 milione) e dal resto dell'Europa (2,4 milioni). Nel 1943 arrivarono da Belgio, Paesi Bassi e Francia circa 750.000 lavoratori.Flavio Floriani, Storia illustrata della seconda guerra mondiale, Giunti, 1999, p. 125
Fritz Todt, Ministro degli Armamenti e degli Approvvigionamenti (de. Reichsminister für Rüstung- und Kriegsproduktion), creò all'uopo un'impresa di costruzioni a lui titolata, la cosiddetta Organizzazione Todt (OT) che operò in tutti i paesi occupati e sul suolo nazionale, in stretta sinergia con gli alti comandi militari, arrivando ad impiegare il lavoro coatto di più di 1.500.000 uomini e ragazzi.
Le condizioni di lavoro, nei campi di concentramento tanto quanto nei cantieri che impiegavano manodopera forzata, erano durissime e molti lavoratori morirono. Il processo "estrazione e costruzione" asservito all'architettura del regime fece di quest'espressione artistica, una volta di più, un esempio emblematico d'ideologia nazista messa in opera..
Caratteri generali L'architettura secondo Adolf Hitler
A partire dalla seconda guerra mondiale il noto architetto e pittore tedesco Paul Schultz, ispirato a teorie razziali che condannavano l'arte e l'architettura antica, fornì molte delle basi per la convinzione di Adolf Hitler che la Grecia classica e il Medioevo fossero le vere fonti dell'arte ariana., instillando così nella sua mente la definizione di uno stile artistico, per così dire, «greco-alemanno» dato che non poteva isolare e politicizzare una "antichità tedesca" come invece aveva fatto Benito Mussolini in Italia con l'antichità romana..
Soprattutto a partire dal 1933, Hitler era poi divenuto pienamente consapevole degli agghiaccianti effetti della messa in scena sulla psiche delle grandi masse. Per questo motivo, per affermare la grandiosità della sua regia politica e della sua persona, egli si servì non solo della cinematografia ma anche dell'architettura, quanto più immensa possibile.. Le dimensioni degli edifici pubblici erano, secondo il Führer, espressione diretta della grandezza della civiltà e del popolo che li avevano costruiti..
Il Führer spinse pertanto i suoi progettisti, primo tra tutti Speer, a creare edifici monumentali di un gusto che ibridava l'arte neoclassica con art décoDesnoyers P, Sivers CA, Stowe G (2012), Patterns of World History: Since 1750, Oxford University Press, p. 1008. (un «decò sobrio»), ottenendo così il suo stile «greco-alemanno», nazionalsocialista ed indiscutibilmente lontano dalla decadenza dei vecchi edifici repubblicani germinati dalle spoglie degli antichi palazzi reali/nobiliari.. Contrariamente a quanto si è portati a credere a fronte della dichiarata passione di Hitler per l'architettura dell'Antica Roma, il Führer non era affatto anti-modernista da un punto di vista squisitamente estetico. Fu appunto Speer ad osservare che il gusto di Hitler poteva certo essere tacciato di rétro perché ancorato al gusto del mondo della sua gioventù (anni 1880-1910) ma non per questo contrario all'architettura moderna: laddove un edificio avesse avuto una destinazione funzionale non rappresentativo-simbolica com'era necessario per un edificio "pubblico", lo avrebbe gradito anche in vetro e acciaio...
Hitler abbozzò in prima persona molte opere architettoniche del regime., alcune delle quali vennero sempre da lui considerate come un progetto personale (es. la "Große Halle" e l'Arco di Trionfo per la capitale mondiale "Germania")., e modificò personalmente gli schizzi dei suoi architetti, nei confronti dei quali (vale sia per Troost sia per Speer) nutriva comunque sufficiente ammirazione da permettere loro di declinare le sue idee in modo anche relativamente personale, non imponendo una mera messo in atto dei suoi disegni.. Conseguentemente, non si parla di "architettura hitleriana" ma di architettura nazista.
Le fonti d'ispirazione architettonica di Hitler Premessa la sovracitata ammirazione di Hitler per l'architettura imperiale romana, anche opere più cronologicamente vicine al suo tempo finirono con l'influenzare le sue scelte architettoniche. Hitler subiva moltissimo il fascino di Parigi. Il Führer condivideva infatti l'idea che si trattasse della città più bella del mondo. e nell'idealizzazione progettuale della sua nuova capitale mondiale, "Germania", volle un viale più grande della Avenue des Champs-Élysées ed un Arco di Trionfo più grande dei quello napoleonico. Amava particolarmente l'Opéra Garnier e riteneva il Barone Haussmann il più grande urbanista di tutti i tempi, augurandosi che il suo Speer potesse emularlo e superarlo.. Hitler era anche affascinato dall'urbanistica di Vienna e idealizzò quindi un viale che fondesse in sé elementi degli Champs-Élysées tanto quanto della Ringstraße.. Il Führer ricorreva spesso agli edifici religiosi cristiani come esempio/metro di paragone per i suoi progetti. Oltre all'ovvio riferimento alle dimensioni colossali della Basilica di San Pietro., è interessante la richiesta da lui fatta a Speer di rapportare le dimensioni del Duomo di Ulma con i numeri della popolazione cittadina di Ulma al momento della costruzione del tempio per definire le dimensioni della Große Halle destinata ad accogliere la popolazione berlinese dopo la vittoria del conflitto.. Gli architetti teutonici amati dal Führer erano il neobarocco Ferdinand Fellner ed i neoclassici Gottfried Semper (spec. il suo Teatro dell'Opera di Dresda) e Theophil Hansen, attivo ad Atene nel 1840. Speer riporta di una particolare ammirazione di Hitler per il Palazzo di Giustizia di Bruxelles di Joseph Poelaert che l'architetto dovette visitare per conto del Führer fornendo poi un dettagliato resoconto di tale visita. --- nonostante quest'ammirazione, i tedeschi incendiarono comunque il tribunale di Bruxelles nel 1944.
Caratteristiche funzionali Voluta da Hitler per impressionare le masse, l'architettura nazista assolse a tre specifiche funzioni nel generale contesto dell'arte controllata dal regime: funzione Teatrale; funzione Simbolica; e funzione Didattica. Scopo precipuo dell'arte nazista era creare e rappresentare agli occhi del popolo tedesco il palcoscenico funzionale/abitativo di un mondo ariano. Questo "mondo ariano" avrebbe avuto la sua capitale universale a Welthauptstadt Germania, la città che Hitler aveva pianificato di costruire sull'allora Berlino dopo la vittoria nazista nella seconda guerra mondiale.
Teatralità
Fondamentale nell'approccio nazista all'architettura era l'utilizzo dello spazio quale palcoscenico delle manifestazioni politiche.
Quest'aspetto è palese per le "Thingplatz" (anche Thingstätte), cioè gli spazi voluti dal regime nazista come palcoscenico delle Thingspiele, spettacoli teatrali multidisciplinari all'aperto, intesi come evoluzione propagandistica (v.si "Movimento völkisch") e ludico-intrattenitiva del "Thing", l'assemblea di popolo cara alla tradizione delle popolazioni germaniche, dai forti connotati revanscisti e pangermanici. Spazio destinato ad una pura manifestazione dell'ideale di "sangue e suolo" (de. Blut und Boden), cioè la presa di possesso da parte del popolo tedesco della terra intesa come "tedesca", la Thingplatz era in sostanza un teatro greco di grandi dimensioni che cercava di dialogare in modo non invasivo con lo spazio naturale circostante, inglobando elementi del paesaggio (ruderi, rocce, ecc.) in accordo ai dettami della ruralità germanica divenendo esempio lampante dello stile «greco-alemanno» voluto da Hitler.. L'erigenda di 400 Thingplatz fu programmata dai nazisti negli Anni '30 ma solo 40 ne furono costruiteFrank Knittermeier, "Bad Segeberg: Heute vor 70 Jahren wurde in der Kreisstadt die Kalkbergarena eröffnet. Es begann 1937 - als Feierstätte der Nazis", Hamburger Abendblatt, 10 October 2007 (paywalled): "400 Feierstätten dieser Art wollten die Nazis in Großdeutschland bauen. Nach dem Masterplan des Regierungsbaumeisters Schaller werden schließlich jedoch nur 40 fast baugleiche Stätten errichtet."Secondo Geoff Walden, Thingplatz / Thingstätte Sites, in Third Reich in Ruins, le Thingplatz pianificate sarebbero state addirittura 1200..