Sant'Oreste è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio.
Geografia fisica Territorio Il centro storico sorge su di un basso crinale del Monte Soratte, dorsale mesocenozoica della Valle del Tevere, ad una quota variabile tra i 420 e i 440 m s.l.m.
Clima Classificazione climatica: zona E, 2209 GR/G
Storia Età antica Nel territorio comunale sono stati rinvenuti resti preistorici, tra cui un piccolo vaso con quattro anse dell'epoca neolitica, che era stato collocato, probabilmente a fini cultuali, a raccogliere l'acqua che gocciava da una stalattite all'interno dei "meri" del Monte SoratteSalvatore Bianco, "Il culto delle acque nella preistoria", in Archeologia dell'acqua in Basilicata, Potenza 1999, p.18 ( in ).
Prima della conquista romana, il comune di Sant'Oreste probabilmente faceva parte del territorio dei CapenatiAger Capenas in epoca romana fiorente popolazione arcaica che prosperava nella Valle del Tevere prima dell'avvento di Roma; I Capenati avevano una propria lingua, simile al latino, affine all'etrusco e con influenze sabelliche, il territorio dei Capenati comprendeva gli attuali comuni di: Capena, Sant'Oreste, Civitella San Paolo, Morlupo, Fiano Romano, Nazzano, Ponzano Romano, Filacciano, Torrita Tiberina, Rignano Flaminio, Castelnuovo di Porto e Riano.
Sul Monte Soratte doveva essere adorato, da parte di queste popolazioni, il dio Soranus, in seguito identificato con ApolloIn epoca imperiale il culto è attestato da epigrafi con dedica a Soranus Apollo: Ivan Di Stefano Manzella, "Nuova dedica a Soranus Apollo e altre iscrizioni dal Soratte", in Mélanges de l'Ècole française de Rome. Antiquité, 104, 1992, pp.159-167 (testo on-line, senza immagini, sul sito Persee.fr), che cita anche un'altra dedica ritrovata nel 1899 (CIL XI, 7485). Vedi anche Attilio Mastrocinque, "Influenze delfiche su Soranus Apollo, dio dei Falisci, in Alessandro Naso (a cura di), Stranieri e non cittadini nei santuari greci (convegno), Le Monnier, 2005, pp.85-97. Intorno alla metà del I secolo a.C. sono datate alcune monete, emesse da Lucio Valerio Aciscolo Sorano, con la testa del dio Apollo Soranus o con Dis PaterServio, Commentarii in Vergilii Aeneidos, XI, 785..
PlinioPlinio, Naturalis historia, VII, 19. riferisce che il culto del Dio del Monte Soratte era celebrato dalle famiglie degli Hirpi Sorani (o "lupi di Soranus")Servio (ancora in Commentarii in Vergilii Aeneidos, XI, 785), riporta tuttavia che gli Hirpi Sorani fossero una popolazione e non un gruppo familiare. Questi avrebbero adottato il comportamento dei lupi in seguito ad un oracolo, richiesto dopo che dei lupi avevano rubato delle carni di animali sacrificati a Dis Pater e, inseguiti per questo dai sacrificanti, li avrebbero condotti ad una grotta i cui miasmi pestilenziali avrebbero provocato un'epidemia.che, in onore del Dio, camminavano sui carboni ardenti; per questo motivo, queste genti erano state esentate, per mezzo di un decreto del Senato, dal servizio militare e da altri obblighi. Virgilio nell'EneidePublio Virgilio Marone, Eneide, XI, 785. riferisce un'invocazione di Arunte al Dio Apollo "custode del Santo Soratte" e parla nuovamente della pratica cultuale del camminare sui carboni ardenti.
Le campagne militari del tribuno consolare Marco Furio Camillo, contro i Falisci e i Capenati si conclusero con la resa di Falerii e Capena a Roma e probabilmente Poggio Sommavilla, tutte città situate nella Valle del Tevere con stretti rapporti culturali. Falisci e Capenati, alleati di Veio, vennero sconfitti dai Romani con la caduta della città etrusca di Veio nel 396 a.C. Il territorio Capenate fu assegnato nel 387 a.C. alla tribù Stellatina e la sua capitale Capena non venne distrutta ma fece parte di un municipio federato Romano, probabilmente insieme a Civitas Sepernatis, in epoca romana Municipium Sepernatium nell'attuale comune di Nazzano. Nel 241 a.C. la capitale falisca Falerii Veteres venne anch'essa distrutta, a seguito della rivolta dei Falisci durante la prima guerra punica. Nel territorio s'insediarono in seguito numerose ville: i resti di una di queste, con impianto termale, affreschi e pavimenti mosaico, furono rinvenuti nella località "Giardino" a Sant'OresteNotizie sui ritrovamenti archeologici sul sito della ProLoco di Sant'Oreste..
Il Monte Soratte è presente anche nell'opera più importante del sommo poeta Dante Alighieri, la Divina Commedia : Inferno, canto ventisettesimo:
Ma come Costantin chiese Silvestro d'entro Siratti a guerir de la lebbre; così mi chiese questi per maestro
Età medioevale Secondo una leggenda riportata nel V secolo negli Actus Silvestri, sul monte Soratte si sarebbe rifugiato papa Silvestro I per sfuggire alle persecuzioni di Costantino I. In ricordo di tale evento leggendario sulla cima del monte venne fondato, probabilmente nel VI secolo, il monastero dedicato al santo papaDel monastero tratta il Chronicon di Benedetto, monaco presso Sant'Andrea al Soratte nel IX o X secolo.. Nella prima metà del VI secolo vi sarebbe stato monaco San Nonnoso di cui vengono narrati tre miracoli da san Gregorio Magno (715-731)Scheda su san Nonnoso sul sito SantieBeati.it).. Sul monte dovevano essere presenti anche altri romitori e cenobiNotizie sugli eremi del monte Soratte sul sito della ProLoco di Sant'Oreste..
Il monastero, caduto forse in abbandono, venne ripristinato e arricchito nel 746 da Carlomanno, il quale vi si sarebbe ritirato dopo la sua abdicazione dalla carica di "maestro di palazzo" a favore del fratello Pipino il Breve, ottenendolo in dono da papa Zaccaria. Essendosi poi trasferito l'anno seguente all'abbazia di MontecassinoArno Borst, Forme di vita nel Medioevo, Napoli 1988, p.563. La notizia è riportata nel Chronicon di Reginone di Prüm, scritto nel 908., il monastero venne restituito al papa. Carlomanno avrebbe inoltre fondato il monastero di Santo Stefano "a Mariano", per indicare la località "Mariano" che si trova ai piedi del monte Soratte, e il monastero di Sant'Andrea in flumine presso PonzanoZannella, 2003, citato in bibliografia, p.44, nota 7..
Tra i possessi donati al monastero di San Silvestro da Carlomanno, il Chronicon del monaco Benedetto menziona una Curtem Sancti HeristiZannella, 2003, citato in bibliografia, p.44, nota 10., che prende il nome da sant'Edisto, o Aristo, santo martirizzato sotto Nerone sulla via Laurentina. Il nome del santo si è poi progressivamente mutato in Sant'Oreste, attuale nome del paese.
747: Nascita del Castrum Sancti Heristi, il primo nome di Sant'Oreste.
Il centro abitato dovette essere fortificato tra il X e l'XI secolo e il monte Soratte cum oppidis suis, con i suoi centri fortificati, viene citato nella concessione del 964 all'imperatore Ottone I da parte di papa Leone VIIIZannella, 2003, citato in bibliografia, p.44, nota 12..
Nel 1074, sotto papa Gregorio VII, i centri fortificati di Sant'Edisto, di San Silvestro e l'Abbazia di Sant'Andrea in flumine passarono alle dipendenze dell'abbazia di San Paolo fuori le mura. Nel 1286 papa Onorio IV ne fece una commenda e li affidò in possesso al vescovo di Ancona, Pietro Capocci. Nel 1290 Sant'Edistio è nominato come castrum, ovvero castello con mura, e doveva far parte di un complesso di fortificazioni che comprendeva i castelli di Versano e di RamianoZannella, 2003, citato in bibliografia, p.45.. Alla metà del XIV secolo era in possesso dei SavelliUn castello costruito presso il monastero di San Silvestro, sulla cima del monte, apparteneva invece agli Anguillara nel XIV secolo e fu distrutto nel corso del XV: Zannella 2003, citato in bibliografia, p.44, nota 3.. Nel 1443 i castelli di Sant'Oreste e Ponzano con i monasteri di San Silvestro e di Sant'Andrea in flumine vennero attribuiti in feudo all'abate di San Paolo fuori le mura da papa Eugenio IV.
Età moderna Nel 1523 la tradizione locale riferisce di un contrasto per questioni di confine tra Sant'Oreste e Civita Castellana: i castellanesi avrebbero posto sotto assedio il borgo fortificato, senza tuttavia riuscire a prevalereL'episodio è stato ricordato nella festa patronale: Notizia sulla festa di Sant'Edisto sul sito della ProLoco di Sant'Oreste.. Nel 1528 morì nel monastero di San Silvestro il beato Paolo Giustiniani, camaldolese e fondatore della congregazione degli Eremiti Camaldolesi di Monte CoronaScheda sul beato Paolo Giustiniani sul sito SantieBeati.it..
Nel 1546 papa Paolo III riunì i feudi di Sant'Oreste e di Ponzano, con i monasteri di San Silvestro e di Sant'Andrea in flumine, all'abbazia delle Tre Fontane, costituendo un'unica commenda, concessa al proprio omonimo nipote, il cardinale Alessandro Farnese, come abate delle Tre Fontane.
In seguito a questa riorganizzazione del territorio l'abitato ebbe un notevole sviluppo urbanistico: nel centro storico vennero edificati o restaurati chiese e palazzi, tra cui il Palazzo abbaziale, centro amministrativo e di rappresentanza, e furono ristrutturate le mura (1554).
Nel 1576 Alessandro Farnese fece redigere uno Statuto della comunitàFrancesco Zosi (a cura di), Lo Statuto di Santo Resto 1576, Roma 1982., probabile revisione e aggiornamento di una trascrizione quattrocentesca degli usi antichi. Il cardinale commendatario, abate delle Tre Fontane, esercitava i diritti feudali e nominava un podestà per l'amministrazione della giustizia, un "vicecomite", tre "priori", un "camerlengo" e un "cancelliere"; il "consiglio generale" e un "consiglio ordinario" di 40 membri rappresentavano la comunitàZannella, 2003, citato in bibliografia, p.48..
Nel 1661 alcune reliquie di san Nonnoso furono donate dal vescovo di Frisinga (Freising, in Baviera), dove il suo corpo era stato traslato nell'XI secolo sul sito della parrocchia di Castel Sant'Elia. Il santo fu dichiarato nel 1676 patrono del paeseCronologia di Sant'Oreste sul sito della ProLoco..
Nel 1798 i cittadini di Sant'Oreste aderirono alla Repubblica romana. L'abolizione dei diritti feudali decretato con l'occupazione napoleonica del 1809-1814 fu confermata dal ripristinato governo pontificioMotu proprio di papa Pio VII del 16 giugno 1816: Zanella 2003, citato in bibliografia, p.53. e dal 1817Motu proprio di papa Pio VII del 6 luglio 1816. il comune di Sant'Oreste fu soggetto amministrativamente al "governo" di Nazzano (sostituito nel 1828 come capoluogo di "governo" da Castelnuovo di Porto), che apparteneva al distretto di Roma, a sua volta appartenente alla comarca di Roma. Nel 1827 divenne sede di podesteriaNotizie sulla storia del territorio nell'Ottocento sul sito del comune di Capena..
Dopo l'annessione dello Stato pontificio al Regno d'Italia nel 1870, il comune di Sant'Oreste risultò avere abitanti nel censimento del 1871. Furono condotti importanti lavori pubblici, tra cui la costruzione di un nuovo cimitero presso l'antica chiesa di Sant'Edisto (1874) e di una cisterna per l'acqua ("Cisternone", 1880), e venne istituito l'asilo comunale (1891).
Nel 1913 alla morte dell'ultimo abate, l'antica commenda feudale venne avocata dal papa, che nominò un amministratore apostolico e nel 1927, alla morte di questi definitivamente abolitaZannella, 2003, citato in bibliografia, p.46, nota 27..
Nel 1927 il comune di Sant'Oreste entrò a far parte della neoistituita provincia di Viterbo, ma nel 1941 passò a quella di Roma.
Nel periodo tra il 1937 ed il 1943 il versante Sud del Soratte venne interessato da pesanti lavori di escavazione per realizzare dei ricoveri antiaerei un sito riservato ai vertici del governo italiano in caso di attacco sulla capitale: il bunker del monte Soratte.