Specchio magico (Espelho mágico) è un film del 2005 diretto da Manoel de Oliveira.
Il soggetto è tratto dal racconto A alma dos ricos di Agustina Bessa-Luís, con la quale il regista fu sodale lasciandoci a tale proposito una chiara testimonianza nella Conversazione a Porto. Altre opere della stessa scrittrice sono state portate sullo schermo da Oliveira: Francisca, La valle del peccato e O Convento.
Il film è reperibile nel web in lingua originale.
Trama Luciano, incarcerato innocente, dopo aver scontato la sua pena, grazie al fratello ha l'opportunità di entrare a servizio della bella e ricca Alfreda come persona di fiducia, fiducia che conquista pressoché al primo incontro quando, uscendo in gruppo ve Oliveira porto sullo scgrso il giardino, il cappello della donna vola via portato dal vento e Luciano va a recuperarlo dopo essersi arrampicato su una colonna posta all'entrata della maestosa villa. Alla villa è presente Queta, che si riflette nella vita della protagonista facendo rivivere i loro undici anni e il tempo in cui erano compagne di collegio. Anche gli altri personaggi contribuiscono a creare un ambiente adatto ad Alfreda che, pur nell'invidiabile vita che conduce, anche a livello di coppia essendo il marito Bahia una persona tranquilla con un interesse esclusivo per la musica, coltiva un desiderio che si avvicina al bisogno, quello di assistere all'apparizione della Vergine Maria. Nessuna ricchezza può soddisfare la sua anima, vergine, e Luciano, innocente, cerca di comprendere la situazione dove viene a trovarsi. Il professor Heschel sosteneva peraltro che la Vergine era molto ricca facendo così scattare un'identificazione ad Alfreda. Viene allestita una falsa apparizione coordinata da Felipe Quinta il falsario. Lo spettatore a questo punto assiste ad un'apparizione stupefacente, una Vergine Maria perfetta e coinvolgente, si tratta di una giovane madre in cerca di lavoro così perfettamente truccata da sembrare vera, Vicenta. Alfreda cade malata e va in coma apparente quindi l'evento preparato dell'apparizione diventa inutile. La ragazza si separa dalla situazione ridendo forte. Gli occhi della malata diventeranno la macchina da presa che proietterà per lo spettatore, come penetrando all'interno dello specchio viaggi che il marito organizza per lei credendola incosciente. Scorrono immagini della Basilica di San Marco e dei mosaici della deposizione. La rinascita della vita è espressa dallo scoppio di risa del bambino che entra in scena inaspettatamente chiudendo il film.
Accoglienza Del film, in concorso alla 62ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nel 2005, è stato scritto: «Il maestro portoghese Manoel De Oliveira, Leone d'oro alla carriera nel 2004 (l'anno in cui presentò Fuori concorso Il Quinto Impero), ritorna [...]. Lo specchio magico di De Oliveira è lo specchio stesso della vita, [...] di cui il film appare essere un meraviglioso memoriale, la sequenza finale del viaggio tutto sognato/visto all'interno dello specchio: dalla Basilica di San Marco a Venezia fino all'orto degli ulivi, alla via del calvario e ai mosaici della deposizione a Gerusalemme, prima che il viaggio abbia di nuovo inizio negli/dagli occhi innocenti di un bambino».
Ogni personaggio dello Specchio magico «offre ad Alfreda una soluzione al suo male di vivere, una risposta ai suoi dubbi: sono il Coro delle voci di questa casa dei vivi e dei morti, sono la voce del mondo, sono il cuore e la carne, lo spirito e l'anima, la grazia e il peccato, la terra e il cielo».
Note
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