Palamede () è una tragedia perduta scritta da Eschilo nel V secolo a.C. che riguardava l'eroe mitico.
Trama Dell'opera ci sono noti solo pochi frammentiIl più rilevante è P. Oxy. 2253.: il più ampio, di sette versi in un papiro, è l'inizio del dramma, con una preghiera a Zeus e al SoleForse recitata, come nellAgamennone, da una guardia: cfr. A. H. Sommerstein, The prologue of Aeschylus' Palamedes, in "Rheinisches Museum für Philologie", Neue Folge, 143. Bd., H. 2 (2000), pp. 118 ss., mentre negli altri tre Palamede, falsamente accusato di tradimento per le trame del geloso Odisseo, si lamentava dell'ingratitudine achea, ricordando le sue invenzioni volte al bene dei compatrioti:
Infine, in un verso derivante da un discorso di NauplioFr. 181 Mette., l'eroe euboico, padre del protagonista, rimproverava qualcuno chiedendogli perché gli avesse ucciso il figlioSi trattava di Odisseo o di Agamennone, anche se l'eroe itacese risulta la figura più coinvolta, non essendo possibile, nel teatro eschileo, avere più di due attori., così mostrando che, nel finale della tragedia, si aveva un lamento di Nauplio sul cadavere del figlio Palamede.
Note
Bibliografia
Categoria:Tragedie riguardanti la guerra di Troia Categoria:Opere teatrali ambientate a Troia Categoria:Opere teatrali perdute