Nella lista seguono i monumenti presenti nella Regio VII degli scavi archeologici di PompeiIl parametro Pos. nelle tabelle indica la posizione del monumento, preceduta dalla regio, in questo caso VII, e dall'insula..
Insula 1 Pos.FotoNomeDescrizioneNote 1 - Bottega - 2 Bottega di Proculus - 3 Bottega - 4 Bottega - 5 Bottega - 6 Bottega - 7 Bottega di M. Ampullius Cosmus - 8 Terme Stabiane - 9 Bottega di Sestius Proculus - 10 Bottega - 11 Bottega di Sabinus - 12 Bottega - 13 - Bottega - 14 - Ingresso secondario (VII.1.8.) - 15 - Ingresso secondario (VII.1.8.) - 16 Bottega - 17 Ingresso secondario (VII.1.8.) - 18 - Identificazione incerta - 19 Bottega - 20 - Bottega - 21 Bottega - 22 Casa senza nome - 23 Latrine pubbliche - 24 Bottega - 25 Ingresso secondario (VII.1.47.) - 26 Bottega di Ceratus - 27 Casa con bottega - 28 Bottega - 29 - Ingresso per piano superiore - 30 Scuderia - 31 Bottega - 32 Caupona di Clodius Nymphodotus - 33 - Ingresso per piano superiore - 34 - Bottega - 35 - Bottega - 36 - Panificio di Modestus - 37 - Bottega - 38 - Ingresso per piano superiore - 39 - Bar - 40 - Casa di M. Caesi Blandi Chiamata anche Casa di Marte e Venere è stata scavata nel 1848 e nel 1862: l'atrio presenta un impluvio in tufo e quasi tutta la pavimentazione a mosaico, che nei pressi dell'ingresso assume il disegno di delfini, segue quindi il tablino ed il peristilio, con il colonnato quasi del tutto intatto; in tre ambienti si conservano sia resti di pitture che di pavimento a mosaico. 41 - Taberna di M. Noni Campani - 42 - Taberna sutrina - 43 - Ingresso secondario (VII.1.40) - 44 - Hospitium Sittii - 45 - Ingresso secondario (VII.1.44.) - 46 - Ingresso secondario (VII.1.47.) - 47 - Casa di Sirico Apparteneva a due fratelli o due soci in affari, Sirico e Nummiano, ed è costituita dall'unione di due abitazioni. Presenta un atrio tuscanico, un oecus con affreschi, come Oreste e Pilade e Marte e Venere, e nell'atrio d'ingresso reca un'epigrafe che inneggia al guadagno. 48 - Ingresso secondario (VII.1.8.) - 49 - Bottega - 50 - Ingresso secondario (VII.1.8.) - 51 - Ingresso secondario (VII.1.8.) - 52 - Bottega - 53 - Bottega - 54 - Bottega - 55 - Bottega - 56 - Bottega - 57 - Bottega - 58 - Ingresso secondario (VII.1.8.) - 59 - Ingresso per piano superiore - 60 - Bottega - 61 - Bottega - 62 - Ingresso secondario (VII.1.1.) -
Insula 2 Pos.FotoNomeDescrizioneNote 1 Bottega - 2 Bottega - 3 Casa di T. Terentius Proculus È stata esplorata a più riprese tra il 1843 ed il 1868: superato l'ampio vestibolo d'ingresso, si accede direttamente al peristilio dove al centro doveva sorgere una vasca; la casa era inoltre dotata di un'area dedicata a panificio, con forno e macine e la principale decorazione era rappresentata da un larario con affrescata una vestale seduta nell'atto di versare libagioni, con un asino alle sue spalle e un Genio. 4 Bottega - 5 Bottega - 6 Casa di T. Terentius Neo È stata esplorata tra il 1843 ed il 1868 ed è una casa di modeste dimensioni, ad impianto irregolare, con atrio con impluvium in marmo ed otto stanze, in alcune delle quali resistono decorazioni parietali, soprattutto nella zoccolatura: sulla parete nord dell'esedra fu ritrovato uno degli affreschi più famosi dell'antica Pompei, ossia quello di Terentius Neo con sua moglie. 7 Bottega - 8 Ingresso per piano superiore - 9 Bottega - 10 Bottega - 11 Officina tintoria di Ubonius - 12 Bottega - 13 Bottega - 14 Casa di Optatio È così chiamata per il ritrovamento di un graffito che riportava tale nome: l'atrio conserva l'impluvium, mentre nel tablino sono visibili resti dell'antica pavimentazione a mosaico; nel resto della casa, in diversi ambienti, resti di intonaco a fondo nero, mentre in una stanza lungo il giardino era dipinto un larario, ormai sbiadito, con un serpente alla base e due divinità su di esso. 15 Popina e caupona di Optatio - 16 - Casa di Gavio Rufo Chiamata anche Casa di Teseo o Casa dei Sette Scheletri è stata scavata nel 1867 ed all'interno di essa furono ritrovati sette corpi, di cui, solo di uno, fu possibile effettuare il calco: dall'impianto irregolare, è costituita da un atrio con impluvio e giardino con resti del colonnato ed al centro una piccola piscina; resistono mosaici pavimentali e affreschi in secondo e quarto stile, in particolar modo, ben conservati, quelli dell'esedra. 17 - Bottega - 18 - Casa di C. Vibi Ha il classico schema della casa romana: nell'atrio sono presenti i resti di un tavolo in marmo con i piedi decorati ed intorno si aprono cubicoli, dove in uno fu ritrovata la raffigurazione di un paesaggio sacro; prosegue quindi con il giardino e i resti del peristilio con il porticato, dove al centro doveva trovarsi una piscina, mentre nel triclinio furono rinvenuti tre divani da pranzo, in legno e bronzo con intarsi in argento e rame. 19 - Ingresso per piano superiore - 20 - Casa di N. Popidius Priscus Chiamata anche Casa dei Marmi è stata esplorata tra il 1833 ed il 1864 e tra i principali reperti ritrovati, la statua di un Sileno: l'atrio ha un impluvio in tufo ed intorno diversi cubicoli con resti di decorazioni parietali in nero o in rosso, mentre nel giardino, oltre a basi di colonne, è stata ritrovata una scala che conduceva alle cantine, al cui interno è un larario, ancora affrescato, sul cui altare sono state ritrovate resti delle offerte. 21 - Ingresso per piano superiore - 22 - Panificio di Popidius Priscus - 23 - Casa dell'Amore Punito Chiamata anche Casa di Vettius è così chiamata per il ritrovamento di un affresco che mostra Venere condurre Eros a una punizione per aver sbagliato mira durante il lancio di una freccia: la casa ha un impianto regolare, con atrio e tablino, nel quale fu ritrovato l'affresco principale, insieme ad un altro raffigurante Marte e Venere. 24 - Ingresso secondario (VII.2.25.) - 25 - Casa delle Quadrighe Chiamata anche Casa della Caccia Nuova presenta un lungo corridoio d'ingresso su cui si apre la cucina che conserva i resti di un larario dalle pitture ormai sbiadite, mentre quelle del triclinio sono state asportate per essere conservate al museo archeologico di Napoli, tra cui l'affresco L'officina di Efesto; conserva invece le sue pittore il viridario, con scene da giardino, con piante, fiori, fontane e animali di grossa dimensione. 26 - Bottega - 27 - Bottega - 28 - Cella meretricia - 29 - Ingresso per piano superiore - 30 - Bottega - 31 - Ingresso per piano superiore - 32 Caupona di Philippus - 33 - Ingresso secondario (VII.2.32.) - 34 Bottega - 35 Casa di Mercurio È stata scavata nel 1844, 1848 e 1862: di poco più di duecento metri quadrati, superato l'ingresso ci si immette nell'atrio con impluvium, dove rimane anche una colonna e intorno si aprono gli otto ambienti che costituiscono l'abitazione; resti di decorazioni parietale in rosso e in nero si riscontrano sui muri, oltre ai resti di una scala che conduceva al piano superiore e ad un'altra che portava alla cantina. 36 Bottega - 37 Bottega - 38 Casa di Popidi Prisci Misura poco più di cento metri quadrati ed è composta da sei stanze: in alcune di esse, in particolar modo nel tablino e nell'atrio si sono conservati pannelli decorativi in giallo ed in rosso; la casa era anche dotata di un secondo piano. 39 Bottega - 40 Bottega - 41 Bottega - 42 Bottega - 43 Bottega di Magonius - 44 Taberna Hedones - 45 Casa dell'Orso Ferito Deve il suo nome ad un mosaico posto all'ingresso dell'abitazione, che rappresenta appunto un orso ferito da un'asta. Caratteristico il giardino con pareti affrescate e una fontana decorata con un mosaico raffigurante la Venere in una conchiglia e sotto Nettuno con il tridente. 46 Bottega - 47 Latrine pubbliche - 48 Casa di D. Caprasius Primus È stata esplorata nella seconda metà del XIX secolo e ha una pianta irregolare: resti di decorazioni pittoriche si osservano ancora in un ambiente anche se picchettati durante l'esplorazioni borboniche; nella stessa stanza è inoltre facile capire, tramite le decorazioni a stucco, che aveva un soffitto a volta. 49 Bottega - 50 Bottega - 51 Casa di Suettii, Potitus e Elainus Presenta un ingresso con capitelli quadrati in tufo e sulla facciata principale sono presenti iscrizioni elettorali: all'interno la casa è composta da atrio, tablino, triclinio, cucina coi resti del focolare e di un forno, giardino e viridario ed in alcuni di questi ambienti è possibile notare resti di stucchi e di affreschi, che, come quelli del corridoio d'ingresso, si rifanno al primo stile, con disegni geometrici colorati. 52 Bottega - 53 Ingresso per piano superiore -
Insula 3 Pos.FotoNomeDescrizioneNote 1 Caupona - 2 Ingresso per piano superiore - 3 Casa con bottega - 4 Casa con bottega - 5 Bottega - 6 Casa senza nome - 7 - Bottega - 8 Casa con bottega - 9 Popina - 10 Bottega - 11 - Casa di Ercole Fanciullo È stata scavata a più riprese tra il 1837 ed il 1867: appena superato l'ingresso, sono i resti di una scala che conduceva al piano superiore, l'atrio presenta scarni resti d'impluvio e nel giardino c'era un larario ad edicola; la casa era di proprietà di un egiziano, poiché al suo interno venne ritrovato un banco decorato con simboli della cultura egizia: tale reperto è oggi conservato al museo archeologico nazionale di Napoli. 12 Bottega - 13 Casa del Doppio Larario È stata esplorata nel tra il 1837 ed il 1869 ed è così chiamata poiché nel giardino si trovano i resti di due larari sovrapposti tra loro: la casa aveva ingresso direttamente da una bottega e seguiva poi l'atrio, il tablino e il giardino, oltre a diversi cubicoli e alla cucina, nella quale c'era, accanto al focolare, dipinto un larario, andato perduto. 14 - Bottega - 15 - Ingresso secondario (VII.3.14.) - 16 Bottega - 17 Ingresso secondario (VII.3.11.) - 18 Bottega - 19 Bottega - 20 Bottega - 21 Bottega - 22 Bottega - 23 Casa con bottega - 24 - Bottega - 25 - Casa senza nome - 26 - Identificazione incerta - 27 - Ingresso per piano superiore - 28 - Thermopolium - 29 - Casa di M. Spuri Mesoris Presenta un atrio d'ingresso con puteale in marmo, mentre è andato perduto l'impluvium, di cui a stento si riconosce la forma ed intorno si aprono cubicoli ed il triclinio che contengono tracce di decorazione pittorica in rosso ed in giallo; in un cubicolo i pannelli decorativi sono rimasti quasi del tutto intatti, insieme a stucchi e alla pavimentazione. 30 - Casa del Panettiere Chiamata anche Casa del Magistrato Anonimo è stata scavata nel 1863 e nel 1869 ed è così denominata poiché al suo interno è stato ritrovato un affresco a cui sono state date due diverse interpretazioni: la prima è che si tratti di una panetteria, mentre la seconda di un magistrato che distribuisce pane al popolo; la casa è formata da atrio, cucina con latrina, oecus e triclinio, oltre a diversi cubicoli. 31 - Bottega - 32 - Ingresso per piano superiore - 33 - Ingresso secondario (VII.3.34.) - 34 - Bottega - 35 - Ingresso per piano superiore - 36 - Ingresso per piano superiore - 37 - Bottega - 38 - Casa senza nome - 39 - Ingresso secondario (VII.3.1.) - 40 - Ingresso secondario (VII.3.1.) -
Insula 4